Festuca arundinacea

Festuca arundinacea

La Festuca arundinacea o Festuca falascona (Festuca arundinacea Schreb.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Poaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Ordine Poales, Famiglia Poaceae e quindi al Genere Festuca ed alla Specie F. arundinacea.
Sono sinonimi i termini: Festuca elatior L. e Festuca littoralis Wahlnb.

Etimologia –
Il termine Festuca deriva da festuca gambo, fuscello, stelo. L’epiteto specifico arundinacea proviene da arùndo canna: simile a una canna.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Festuca arundinacea è una graminacea di origine incerta in quanto la si ritrova spontanea in un vasto areale compreso tra Europa, Asia e Nord Africa.
Questa specie è stata introdotta in coltura in America settentrionale e meridionale, quindi in Europa e, più recentemente, anche in Italia.

Descrizione –
La Festuca arundinacea è una specie erbacea cespitosa che può raggiungere una taglia di 80-170 cm.
Possiede un apparato radicale molto profondo e con rizomi rari e corti ed assenza di stoloni. Gli steli sono eretti, con lamine fogliari piuttosto appiattite, ristrette e di forma lanceolata a portamento rigido e ruvide al tatto per la presenza di scaglie silicee, con nervature mediana accentuata, ligule corte, orecchiette forti e denticolate.
L’infiorescenza è un pannicolo provvisto di spighette con 3-10 fiori; i semi sono piuttosto piccoli (il peso di 1.000 semi è di 2,5 g) con rachide a sezione circolare.

Coltivazione –
Questa graminacea presenta una elevata rusticità che la rende interessante in tutti gli ambienti. È infatti una specie che si adatta benissimo al freddo, alla siccità e a tutti i terreni, compresi quelli acquitrinosi, purché non troppo superficiali. È certamente fra le graminacee più produttive e anche fra le più longeve potendo fornire buone rese per circa 6-10 anni. È la specie più adatta al clima italiano e predilige comunque suoli fertili, con un pH di 6 – 6,5.
Gli aspetti negativi sono invece legati al lento insediamento, che può rendere pressoché improduttivo il primo anno e alla scarsa appetibilità del foraggio che, pur presentando una buona composizione chimica, viene sovente rifiutata dal bestiame oltre lo stadio di spigatura. L’impianto e l’utilizzazione di questa graminacea costituiscono quindi due problemi piuttosto delicati.
Per questo motivo, anche per la taglia alta ed il rapido accrescimento rendono la Festuca arundinacea più adatta allo sfalcio che al pascolamento, che è attuabile solo se condotto razionalmente. Specie precoce, ma con un ventaglio fra le cultivar di circa tre settimane, la Festuca arundinacea può essere impiegata in coltura pura o in consociazione con erba medica o trifoglio bianco oppure, in ambienti marginali, può far parte di miscugli polifiti.

Usi e Tradizioni –
La Festuca arundinacea è una specie microterma che trova largo impiego nella realizzazione di tappeti erbosi in quanto tollera caldo, siccità e ombra. Inoltre rimane verde tutto l’anno e resiste a molte malattie, sopporta molto bene l’usura ed è molto persistente anche in caso di scarsa manutenzione.
In campo agronomico riveste un notevole importanza per la produzione di fieno, in quanto specie a rapido essiccamento. Su questa specie si sta lavorando geneticamente per migliorarne l’appetibilità e l’elasticità di utilizzazione. Le varietà oggi disponibili possono dividersi in due gruppi: quello tipo continentale, ottenute soprattutto in Nord America e Francia e vegetanti in primavera-estate; e quelle di tipo mediterraneo, di origine Nord-africana e a utilizzazione invernale. Il Registro italiano comprende 26 varietà. Oltre alle cultivar italiane “Penna”, “Celone”, “Erika”, “Magno”, “Sibilla” e “Tanit” (questa ultima di tipo mediterraneo), sono da citare la varietà francese “Ondine”, la danese “Finelawn” e le statunitensi “Carol” e “Safari”.
Questa specie presenta comunque un inconveniente in quanto i bovini alimentati per almeno due settimane con questa essenza, se contaminata dalle micotossine prodotte dal fungo Acremonium coenophalium, può far comparire la sindrome Fescue foot caratterizzata da gangrena secca preceduta da alopecia e cianosi alle estremità (arti, padiglioni auricolari, scroto, coda).
Questi processi sembrano imputabili a lenta e prolungata vasodilatazione periferica complicata da infezioni secondarie. I fenomeni necrotici si estendono col tempo alla base della coda e nelle regioni auricolari, e si complicano più tardivamente con atassia motoria, deambulazione barcollante, convulsioni che possono concludersi con il decesso degli animali.

Modalità di Preparazione –
La Festuca arundinacea è una specie che trova essenzialmente due impieghi: uno per l’alimentazione del bestiame e l’altro per la predisposizione dei manti erbosi di campi sportivi, anche se spesso in miscuglio con altre graminacee.
Non esistono invece altri utilizzi nel campo dell’alimentazione umana o per uso farmaceutico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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