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Moringa oleifera

L’Albero del rafano (Moringa oleifera Lam., 1785) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Moringaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Capparales, Famiglia Moringaceae e quindi al Genere Moringa ed alla Specie M. oleifera.
Sono sinonimi i termini: Moringa pterygosperma e Moringa aptera.

Etimologia –
Il termine Moringa deriva dal nome vernacolare locale di questa pianta: moringo nel Malabar, murunga in singalese e murungai in tamil. L’epiteto specifico oleifera proviene da oleum, olio e da fero, portare: quindi adatta a produrre olio.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Moringa oleifera è una pianta originaria dell’India orientale, in un’area corrispondente alle regioni pedemontane della catena himalayana dell’Uttar Pradesh. La specie è oggi alquanto diffusa e coltivata in tutta le aree tropicali del mondo.

Descrizione –
La Moringa oleifera è un albero che raggiunge un’altezza variabile dai 4 ai 7 m, anche se, soprattutto nelle zone d’origine con suolo profondo e fertile può superare anche i 10 m di altezza; il tronco è eretto o ramificato dalla base, di consistenza molle e spugnosa; il legno è debole, i rami, sottili e intrecciati, sono penduli.
Le foglie sono pluricomposte; con ogni foglia composta da alcune foglioline che sono imparipennate, ovali, opposte e con una fogliolina terminale; le foglie sono alquanto robuste, con colorazione verde chiaro al dorso, verde glauco (pallido) al verso.
Le radici hanno un caratteristico e forte odore e sapore di ravanello, da cui deriva il suo nome comune.
I fiori che sono piccoli e numerosi, sono di colore bianco crema, con abbondante produzione di nettare per le api ma poco appariscenti. La fioritura, in ambiente tropicale, può avvenire due o tre volte all’anno.
I frutti sono dei grandi baccelli a sezione triangolare, affusolati e appuntiti, con una lunghezza di 30-45 cm, di colore verde e morbidi se immaturi; a maturità assumono una colorazione ocra e poi marrone e una consistenza legnosa. All’interno di questi si trovano dei semi di colore bruno, simili a fagioli, ma di forma tondeggiante e dotati di una membrana cartacea; i semi sono in numero di 16 – 22 per baccello ed ogni albero produce da 20 fino a 80 baccelli.

Coltivazione –
Per la coltivazione della Moringa oleifera si ricorda che le varietà comuni sopportano brevi gelate, soprattutto le piante adulte, ma il freddo di durata consistente interferisce gravemente con la crescita e la fruttificazione, anche se la pianta sopravvive.
Questa piante rimane in vegetazione anche con clima molto secco; nel suo ambiente, in caso di siccità, è spesso l’unica pianta che si conserva verdeggiante. Come difesa da un clima estremamente arido la pianta perde le foglie che si riformano con il ritorno dell’umidità.
Viste le sue caratteristiche è una pianta che può essere coltivata anche in ambiente mediterraneo nella fascia di coltivazione dell’arancio ed in ogni caso, in climi più rigidi rispetto alle aree tropicali dove da le migliori rese è bene provvedere a pacciamatura vegetale per proteggere le radici dal freddo.
Per i dettagli della tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
La Moringa oleifera, come detto, è una specie diffusa in buona parte della fascia tropicale ed equatoriale del pianeta. Del genere Moringa si conoscono oggi13 specie, ma probabilmente ne esistono altre che non sono state ancora identificate.
Le specie conosciute sono: Moringa arborea, Moringa borsiana, Moringa concanencis, Moringa drouhardii, Moringa hildebrandtii, Moringa longituba, Moringa oleifera, Moringa ovalifolia, Moringa peregrina, Moringa pygmaea, Moringa rivae, Moringa ruspoliana, Moringa stenopelata.
La Moringa oleifera è una pianta di cui si mangia praticamente tutto ed ha un notevole interesse dal punto di vista nutrizionale.
Le foglie possono essere mangiate e sono molto ricche in proteine, vitamine e sali minerali ed hanno un sapore leggermente piccante e gradevole anche allo stato crudo. Contengono il 25 per cento in peso di proteine (più delle uova e il doppio del latte di mucca), il quadruplo in vitamina A delle carote, quasi otto volte la vitamina C delle arance, il triplo del potassio delle banane.
Anche i frutti sono commestibili. Dai semi si estrae un olio che rappresenta per le popolazione una importante risorsa: i semi contengono dal 30 al 50% di olio (le olive dall’8 al 20%). L’olio estratto contiene dal 65 al 76% di acido oleico che è lo stesso grasso insaturo dell’olio d’oliva. L’olio è dolce e saporito e non irrancidisce.
Anche le radici sono commestibili e, come accennato, hanno sapore piccante come di ravanello. L’aroma piccante delle radici è più pronunciato di quello delle foglie. Anche i fiori sono commestibili.
Oltre agli usi alimentari la Moringa oleifera può essere utilizzata per altri scopi. L’olio estratto dai semi può essere usato per produrre saponi, lubrificanti e cosmetici dal valore equivalente a quelli prodotti con l’olio di oliva, e quindi piuttosto elevato. Gli oli estratti sarebbero anche adatti alla preparazione di carburante biodiesel, anche se sembra un uso non appropriato visto la qualità e i potenziali usi alimentari. Dalla corteccia è estratta una gomma dai molti usi, e sostanze tanniche usate per la concia delle pelli. Il legno può essere utilizzato per l’industria della carta, fornisce inoltre una tintura di colore azzurrato.
Dalle foglie di Moringa oleifera si può preparare, mediante la infusione delle foglie in acqua per diversi giorni, un concime liquido.
L’uso più noto di questa pianta è quello di depurazione dell’acqua tramite i semi. La farina di semi di moringa è un ottimo depuratore dell’acqua o di altri liquidi alimentari, avendo un eccellente potere flocculante: fissa e adsorbe i corpi batterici e le altre impurità in sospensione nei liquidi inglobandoli in fiocchi che poi precipitano al fondo, lasciando il liquido più limpido e depurato. Il potere flocculante è dovuto ad un poli elettrolita particolarmente efficace. Tale proprietà di purificazione è ben nota nelle zone nelle quali spesso l’acqua non è pura. In questi luoghi la moringa è definita come “l’albero dell’acqua pulita”. Ad esempio nella valle del Nilo è conosciuta come “Shagara al Rauwaq” che significa testualmente “albero che purifica”.

Modalità di Preparazione –
Moringa oleifera che, come detto, si utilizza dal punto di vista alimentare praticamente tutta. Le foglie possono essere mangiate ed hanno un sapore leggermente piccante e gradevole anche allo stato crudo. Spesso sono preparate in insalata, ma possono essere cotte come gli spinaci.
Per quanto riguarda i frutti, l’uso più diffuso e frequente è la preparazione, mediante bollitura, dei baccelli immaturi, detti “mazze da tamburo”, che hanno il sapore degli asparagi.
I semi vengono assunti bolliti o tostati e hanno il sapore dei ceci.
L’uso comune delle radici è quello di aromatizzante (analogo al rafano), ma, per la presenza di un alcaloide (la spirochina) che interferirebbe con la trasmissione nervosa, ne viene sconsigliato l’uso in quantità eccessiva.
Anche i fiori sono commestibili e di norma preparati in insalata.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Moringa oleifera

The Horseradish Tree (Moringa oleifera Lam., 1785) is an arboreal species belonging to the Moringaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Capparales Order, Moringaceae Family and therefore to the Genus Moringa and to the M. oleifera Species.
The terms are synonymous: Moringa pterygosperma and Moringa aptera.

Etymology –
The term Moringa derives from the local vernacular name of this plant: moringo in the Malabar, murunga in Sinhalese and murungai in Tamil. The specific oleifera epithet comes from oleum, oil and fero, lead: therefore suitable for producing oil.

Geographical Distribution and Habitat –
Moringa oleifera is a plant native to eastern India, in an area corresponding to the foothills of the Himalayan range of Uttar Pradesh. The species is today quite widespread and cultivated throughout the tropical areas of the world.

Description –
The Moringa oleifera is a tree that reaches a height varying from 4 to 7 m, although, especially in the areas of origin with deep and fertile soil it can exceed even 10 m in height; the trunk is erect or branched from the base, of soft and spongy consistency; the wood is weak, the branches, thin and intertwined, are pendulous.
The leaves are multi-folded; with each leaf composed of some leaflets which are imparipinnate, oval, opposite and with a terminal leaflet; the leaves are quite robust, with light green backing, glaucous green (pale) on the back.
The roots have a characteristic and strong smell and taste of radish, from which derives its common name.
The flowers, which are small and numerous, are creamy-white in color, with abundant nectar production for the bees but not very showy. Flowering in a tropical environment can take place two or three times a year.
The fruits are large pods with a triangular section, tapered and pointed, with a length of 30-45 cm, green in color and soft if immature; at maturity they take on an ocher and then brown color and a woody consistency. Within these are seeds of brown color, similar to beans, but of a rounded shape and provided with a paper membrane; the seeds number between 16 and 22 per pod and each tree produces 20 to 80 pods.

Cultivation –
For the cultivation of Moringa oleifera it is recalled that the common varieties bear short frosts, especially the adult plants, but the cold of consistent duration severely interferes with growth and fructification, even if the plant survives.
This plant remains in vegetation even in a very dry climate; in its environment, in the event of drought, it is often the only plant that remains green. As a defense against an extremely arid climate, the plant loses the leaves that reform with the return of humidity.
Given its characteristics, it is a plant that can also be cultivated in the Mediterranean environment in the orange cultivation zone and in any case, in more rigid climates than in the tropical areas where the best yields are best to provide vegetable mulching to protect the roots from the cold.
For details of the cultivation technique, see the following sheet.

Uses and Traditions –
The Moringa oleifera, as mentioned, is a species widespread in most of the tropical and equatorial belt of the planet. Today 13 species are known of the genus Moringa, but there are probably others that have not yet been identified.
Known species are: Moringa arborea, Moringa borsiana, Moringa concanencis, Moringa drouhardii, Moringa hildebrandtii, Moringa longituba, Moringa oleifera, Moringa ovalifolia, Moringa peregrina, Moringa pygmaea, Moringa rivae, Moringa stenopelata.
Moringa oleifera is a plant that is eaten practically everything and has a remarkable interest from a nutritional point of view.
The leaves can be eaten and are very rich in proteins, vitamins and mineral salts and have a slightly spicy and pleasant taste even in the raw state. They contain 25 percent in weight of proteins (more than eggs and twice as much as cow’s milk), four times in vitamin A as carrots, almost eight times as vitamin C as oranges, triple as potassium in bananas.
Even the fruits are edible. From the seeds an oil is extracted that represents an important resource for the population: the seeds contain 30 to 50% of oil (olives from 8 to 20%). The oil extracted contains from 65 to 76% of oleic acid which is the same unsaturated fat as olive oil. The oil is sweet and tasty and does not go rancid.
Even the roots are edible and, as mentioned, have a spicy taste like radish. The spicy aroma of the roots is more pronounced than that of the leaves. Even the flowers are edible.
In addition to food uses, Moringa oleifera can be used for other purposes. The oil extracted from the seeds can be used to produce soaps, lubricants and cosmetics with a value equivalent to those produced with olive oil, and therefore quite high. The extracted oils would also be suitable for the preparation of biodiesel fuel, even if it seems an inappropriate use given the quality and potential food uses. From the bark a rubber with many uses is extracted, and tannic substances used for tanning leather. Wood can be used for the paper industry, it also provides a bluish dye.
From the leaves of Moringa oleifera it is possible to prepare, by infusing the leaves in water for several days, a liquid fertilizer.
The most well-known use of this plant is that of water purification through seeds. Moringa seed flour is an excellent purifier for water or other food liquids, having an excellent flocculating power: it fixes and adsorbs the bacterial bodies and other impurities in suspension in liquids by incorporating them in flakes which then fall to the bottom, leaving the more clear and purified liquid. The flocculating power is due to a particularly effective poly electrolyte. This purification property is well known in areas where water is often not pure. In these places the moringa is defined as “the tree of clean water”. For example in the Nile valley it is known as “Shagara al Rauwaq” which literally means “purifying tree”.

Preparation Mode –
Moringa oleifera which, as mentioned, is used practically all from the food point of view. The leaves can be eaten and have a slightly spicy and pleasant taste even in the raw state. They are often prepared in salads, but can be cooked like spinach.
As for the fruits, the most widespread and frequent use is the preparation, by boiling, of immature pods, called “drum maces”, which taste like asparagus.
The seeds are taken boiled or toasted and have the taste of chickpeas. The common use of the roots is that of flavoring (analogous to horseradish), but, due to the presence of an alkaloid (the spirochine) that would interfere with the nerve transmission, excessive use is not recommended.
Even the flowers are edible and usually prepared in salads.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of Italian Regions – Wikipedia, the free encyclopedia – Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher – Pignatti S., 1982. Flora d ‘Italy, Edagricole, Bologna. – Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.




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Moringa oleifera

La moringa (Moringa oleifera Lam., 1785) es una especie arbórea perteneciente a la familia de las Moringaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, al Reino Plantae, a la División Magnoliophyta, a la Clase Magnoliopsida, a la Orden de los Capparales, a la Familia Moringaceae y, por lo tanto, al Género Moringa y a la especie M. oleifera.
Los términos son sinónimos: Moringa pterygosperma y Moringa aptera.

Etimología –
El término Moringa deriva del nombre vernáculo local de esta planta: moringo en Malabar, murunga en cingaleses y murungai en tamil. El epíteto oleifera específico proviene de oleum, aceite y fero, plomo: por lo tanto, adecuado para la producción de aceite.

Distribución geográfica y hábitat –
La moringa oleifera es una planta originaria del este de la India, en un área correspondiente a las estribaciones de la cordillera del Himalaya de Uttar Pradesh. La especie está hoy bastante extendida y cultivada en las áreas tropicales del mundo.

Descripción –
La Moringa oleifera es un árbol que alcanza una altura que varía de 4 a 7 m, aunque, especialmente en las áreas de origen con suelo profundo y fértil, puede incluso superar los 10 m de altura; El tronco es erecto o ramificado desde la base, de consistencia suave y esponjosa; La madera es débil, las ramas, delgadas y entrelazadas, son pendulares.
Las hojas son pliegues múltiples; con cada hoja compuesta de algunos folletos que son imparipinnados, ovalados, opuestos y con un prospecto terminal; Las hojas son bastante robustas, con un respaldo de color verde claro, verde glauco (pálido) en la parte posterior.
Las raíces tienen un característico y fuerte olor y sabor a rábano, del cual deriva su nombre común.
Las flores, pequeñas y numerosas, son de color blanco cremoso, con abundante producción de néctar para las abejas, pero no muy vistosas. La floración en un ambiente tropical puede tener lugar dos o tres veces al año.
Los frutos son vainas grandes con una sección triangular, afiladas y puntiagudas, con una longitud de 30-45 cm, de color verde y suaves si son inmaduras; En la madurez adquieren un color ocre y luego marrón y una consistencia leñosa. Dentro de estas hay semillas de color marrón, similares a los frijoles, pero de forma redondeada y provistas de una membrana de papel; el número de semillas es de 16 a 22 por vaina y cada árbol produce de 20 a 80 vainas.

Cultivo –
Para el cultivo de Moringa oleifera se recuerda que las variedades comunes tienen heladas cortas, especialmente las plantas adultas, pero el frío de duración constante interfiere gravemente con el crecimiento y la fructificación, incluso si la planta sobrevive.
Esta planta permanece en la vegetación incluso en un clima muy seco; en su entorno, en caso de sequía, a menudo es la única planta que permanece verde. Como defensa contra un clima extremadamente árido, la planta pierde las hojas que se reforman con el retorno de la humedad.
Dadas sus características, es una planta que también se puede cultivar en el medio ambiente mediterráneo en la zona de cultivo de naranjas y, en cualquier caso, en climas más rígidos que en las zonas tropicales donde los mejores rendimientos son los mejores para proporcionar mantillo vegetal para proteger las raíces. del frio
Para detalles de la técnica de cultivo, vea la siguiente hoja.

Usos y Tradiciones –
La Moringa oleifera, como se mencionó, es una especie muy extendida en la mayor parte del cinturón tropical y ecuatorial del planeta. Hoy se conocen 13 especies del género Moringa, pero probablemente hay otras que aún no se han identificado.
Las especies conocidas son: Moringa arborea, Moringa borsiana, Moringa concanencis, Moringa drouhardii, Moringa hildebrandtii, Moringa longituba, Moringa oleifera, Moringa ovalifolia, Moringa peregrina, Moringa pygmaea, Moringa rivae, Moringa rivae, Moringa rivae, Moringa rivae, Moringa rivae, Moringa rivae, Moringa rivee
Moringa oleifera es una planta que se come prácticamente todo y tiene un interés notable desde el punto de vista nutricional.
Las hojas se pueden comer y son muy ricas en proteínas, vitaminas y sales minerales y tienen un sabor ligeramente picante y agradable incluso en estado crudo. Contienen un 25 por ciento en peso de proteínas (más que los huevos y el doble que la leche de vaca), cuatro veces más vitamina A que las zanahorias, casi ocho veces más vitamina C que las naranjas, el triple que el potasio en los plátanos.
Incluso los frutos son comestibles. De las semillas se extrae un aceite que representa un recurso importante para la población: las semillas contienen 30 a 50% de aceite (aceitunas de 8 a 20%). El aceite extraído contiene de 65 a 76% de ácido oleico que es la misma grasa insaturada que el aceite de oliva. El aceite es dulce y sabroso y no se pone rancio.
Incluso las raíces son comestibles y, como se mencionó, tienen un sabor picante como el rábano. El aroma especiado de las raíces es más pronunciado que el de las hojas. Incluso las flores son comestibles.
Además de los usos alimentarios, la Moringa oleifera se puede utilizar para otros fines. El aceite extraído de las semillas se puede utilizar para producir jabones, lubricantes y cosméticos con un valor equivalente a los producidos con aceite de oliva y, por lo tanto, bastante alto. Los aceites extraídos también serían adecuados para la preparación de combustible biodiesel, incluso si parece un uso inadecuado dada la calidad y los usos potenciales de los alimentos. De la corteza se extrae una goma con muchos usos y sustancias tánicas utilizadas para curtir cuero. La madera se puede utilizar para la industria del papel, también proporciona un tinte azulado.
De las hojas de Moringa oleifera es posible preparar, mediante la infusión de las hojas en agua durante varios días, un fertilizante líquido.
El uso más conocido de esta planta es el de la purificación del agua a través de semillas. La harina de semilla de Moringa es un excelente purificador para el agua u otros líquidos alimenticios, con un excelente poder de floculación: fija y adsorbe los cuerpos bacterianos y otras impurezas en suspensión incorporándolas en escamas que luego caen al fondo, dejando el Líquido más claro y purificado. El poder de floculación se debe a un polielectrolito particularmente efectivo. Esta propiedad de purificación es bien conocida en áreas donde el agua a menudo no es pura. En estos lugares la moringa se define como “el árbol del agua limpia”. Por ejemplo, en el valle del Nilo se conoce como “Shagara al Rauwaq”, que literalmente significa “árbol purificador”.

Modo de preparación –
Moringa oleifera que, como se mencionó, se utiliza prácticamente todo desde el punto de vista de los alimentos. Las hojas se pueden comer y tienen un sabor ligeramente picante y agradable incluso en estado crudo. A menudo se preparan en ensaladas, pero se pueden cocinar como espinacas.
En cuanto a los frutos, el uso más extendido y frecuente es la preparación, mediante ebullición, de vainas inmaduras, llamadas “mazas de tambor”, que saben a espárragos.
Las semillas se toman hervidas o tostadas y tienen el sabor de los garbanzos. El uso común de las raíces es el saborizante (análogo al rábano picante), pero debido a la presencia de un alcaloide (la espiroquina) que podría interferir con la transmisión nerviosa, No se recomienda el uso excesivo.
Incluso las flores son comestibles y suelen prepararse en ensaladas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas – Wikipedia, la enciclopedia libre – Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher – Pignatti S., 1982. Flora d ‘Italia, Edagricole, Bolonia. – Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, no representan en modo alguno una receta médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.




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