Pseudoclitocybe cyathiformis

Pseudoclitocybe cyathiformis

Il Pseudoclitocybe cyathiformis (Pseudoclitocybe cyathiformis (Bull.) Singer, 1956) è un fungo basidomicete appartenete alla famiglia delle Tricholomataceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Tricholomataceae e quindi al Genere Pseudoclitocybe ed alla Specie P. cyathiformis.
Tra i principali sinonimi di questa specie citiamo: Agaricus cyathiformis Bull., Clitocybe cyathiformis (Bull.) e Agaricus ectypus sensu Cooke.

Etimologia –
Il termine Pseudoclitocybe proviene dal prefisso greco ψευδο- pseudo- pseudo, fallace, menzognero e dal genere Clitocybe che, a sua volta, deriva dal greco κλῑτύς clitús declivio, pendio e κύβη cýbe testa: dalla testa inclinata, per la forma del cappello generalmente imbutiforme, a causa delle lamelle decorrenti. L’epiteto specifico cyathiformis viene dal greco κύαϑος cýathos coppa e dal latino fórma figura, aspetto: che assomiglia a una coppa; per l’aspetto del suo carpoforo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Pseudoclitocybe cyathiformis è un fungo abbastanza comune che cresce ai margini dei boschi, nei prati, a volte su ceppaie marcescenti. Il periodo di fruttificazione è quello autunnale ed, in ambiente mediterraneo, anche in inverno.

Riconoscimento –
Questo fungo si riconosce in quanto ha cappello con diametro di 2 – 9 cm, di colore grigiastro o grigio-cenere, igrofano e con margine sottile, striato per trasparenza, inizialmente convesso con depressione centrale, poi infundibuliforme ed irregolarmente ondulato, dotato di una cuticola che a tempo umido si presenta lardacea e diviene di colore bruno scuro, marrone scuro, e a tempo secco caffelatte.
Il gambo è cilindrico, farcito e fragile, da 5 a 10 cm di lunghezza; può essere concreciuto alla base con altri individui ed ha una superficie brunastra, più chiara a tempo secco, percorsa da fibrille grigio-biancastre.
Le lamelle sono sub-decorrenti, larghe, abbastanza spaziate e con filo leggermente crenato, sono di colore grigio-beige nel giovane, marrone chiaro in vetustà.
La carne è di colore da biancastra a bruno grigiastra, tenace, elastica, fine, spugnosa, acquosa nel gambo, ha sapore amarognolo, gradevole ed emana un gradevole odore fungino a debole componente cianica.
Al microscopio si notano delle spore globuloso-sferiche, bianche in massa, amiloidi, di 8-12 x 5-6,5 µm.

Coltivazione –
Il Pseudoclitocybe cyathiformis non è un fungo coltivato.

Usi e Tradizioni –
Questo fungo, per le sue caratteristiche esteriori è di difficile confusione con altre specie, anche se occasionalmente può essere scambiato con qualche specie del genere Lepista o Entoloma. Potrebbe essere anche confuso con il Pseudoclitocybe obbata (Fr.) Singer, ma che ha sfumature rosate sul cappello e sulle lamelle ed assenza di odore cianico.
Per quanto riguarda la sua commestibilità esistono pareri discordi; per alcuni si tratti di un fungo di ottima commestibilità, tanto che, di fatto, è un fungo molto ricercato; per alcuni autori viene definito come un fungo mediocre commestibile per via della scarsa consistenza della carne.

Modalità di Preparazione –
Nel suo impiego in cucina, in ogni caso, questo fungo si presta anche ad essere essiccato ed utilizzato in misto con latri funghi.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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