Come coltivare la Clematide

Come coltivare la Clematide

La Clematide (Clematis L. 1753) è una specie che appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae. Si tratta di piante con aspetto cespuglioso, rampicante e con copiose infiorescenze.
In questa scheda vedremo le caratteristiche e come coltivare la Clematide, seguendo le tecniche agronomiche più appropriate.
Si tratta di piante che per la loro versatilità, diversità dei fiori, periodi di fioritura ed infinita gamma di colori, sono tra le idonee per essere coltivate in giardini grandi e piccoli od in vasi capienti sui terrazzi.
La Clematide è una pianta che predilige zona soleggiata ma con ombreggiamento della zona radicale.
Per avere una crescita rigogliosa bisogna scegliere una zona dove le piante possano avere le radici in un terreno fresco, umido ed abbastanza drenato, senza ristagno d’acqua.
Inoltre le clematidi, per poter crescere, hanno bisogno di sostegni che vanno scelti in funzione dell’arredamento a verde che si sceglierà (a parete, singola pianta, ecc.); si possono così utilizzare graticci di ferro o di legno piantato nel terreno o fissato ad una parete, o reti metalliche a maglie larghe.
Per la coltivazione delle Clematidi in piena terra ricordiamoci che si tratta generalmente di piante che prediligono suoli con pH variabile da neutro a sub alcalino, anche se vegetano bene anche in terreni leggermente acidi. Se vi trovate in presenza di terreno argilloso è buona cosa aggiungere del letame maturo e sabbia grossolana per aumentare l’aereazione del terreno.
Se intendete coltivare in vaso è sufficiente del terriccio universale di buona qualità.
Per le operazioni di messa a dimora in piena terra si consiglia di procedere così:
– scavare una buca di almeno 50 cm di profondità e 40 cm di larghezza. Nel caso in cui la Clematide deve arrampicarsi sul muro, si consiglia di scavare la buca allontanandovi 40 – 50 cm, dal muro, intanto per evitare l’immediato contatto delle radici con le pareti ed anche perché, in prossimità del muro possono trovarsi residui di costruzione, cementi, ecc.
– preparata la buca è necessario mettere sul fondo 3-5 kg di stallatico maturo o pellettato, sopra una spolverata di terriccio sciolto, pressando per evitare che il terriccio scenda assestandosi, appoggiare la clematide con il pane di terra e la canna centrale inclinata verso il muro o supporto a cui andrà ad arrampicarsi calcolando che almeno 1 nodo rimanga interrato, negli esemplari più vecchi vanno interrati anche 2 nodi.
– Ombreggiare, inoltre, il piede della pianta con un’altra piantina perenne o stagionale, che abbia un’altezza minima di 40-50 cm con portamento compatto, che non abbia radici che entrino in competizione con le radici della clematide.
Siccome le clematidi possono essere coltivate anche in vaso, vediamo gli accorgimenti più utili.
Intanto ricordiamo che queste piante sviluppano l’apparato radicale in profondità; per questo motivo bisogna scegliere contenitori profondi, a seconda degli esemplari da impiantare, che siano alti dai 35 ai 50 cm, e preferibilmente di terracotta, che consente di traspirare. Sul fondo del vaso creare sempre uno strato drenante con ghiaia molto grossa o perlite ed evitare sottovasi con ristagno d’acqua.

Ricordiamoci inoltre che quando si raggruppano le piante, l’una trae beneficio dall’altra, sia per l’ombreggiamento che per il vento, inoltre l’aspetto estetico risulta più armonico e naturale.
Una volta messa la pianta nel vaso, ed immesso il terriccio, si consiglia di porre sulla superficie di questo uno strato di pacciamatura vegetale fine che consente di mantenere il substrato sottostante più fresco, soprattutto nelle ore calde delle giornate estive.
Per quanto riguarda la potatura si ricorda che le clematidi hanno numerose specie ed infiniti ibridi che hanno la fioritura in diversi periodi dell’anno, alcune fioriscono su legno vecchio altre su legno nuovo, quindi la potatura varia a seconda del periodo di fioritura e della specie a cui appartengono.
Per la coltivazione delle differenti tipologie di clematidi si usa suddividerle in tre gruppi.
Gruppo 1 – Clematidi che necessitano di una leggera pulizia dopo la fioritura.
Le clematidi che appartengono a questo gruppo di potatura sono: la C. Armandii e le sempreverdi, C. Alpina, C. Macropetala, C. Montana e C. Cirrosa.
In questo caso la potatura è leggera e và effettuata subito dopo la fioritura, nel periodo che va da maggio a giugno. Ove necessiti, inoltre, può essere effettuata una potatura di riordino sempre dopo la fioritura. Inoltre per la specie C. Armandii, per la sua capacità vegetativa esuberante, si può richiedere una potatura di snellimento ma solo per esemplari molto grandi. In questo caso la potatura và effettuata sempre dopo la fioritura, tagliando un ramo a partire dalla base ad 1 mt d’altezza; si tratta di una operazione che andrebbe effettuata ogni 2 – 3 anni, oppure si possono cimare i fusti, sopra una coppia di foglie ascellari.
Gruppo 2 – Clematidi che necessitano di una media potatura nel mese di febbraio.
Le clematidi che appartengono a questo gruppo sono gli ibridi a fiore grande, con periodo di fioritura dalla tarda primavera in poi. In queste specie i fiori vengono prodotti su legno vecchio, per cui i tagli vanno effettuati partendo dalla base, a 40 – 50 cm d’altezza. Inoltre negli esemplari più grandi si consiglia, in funzione dell’altezza dei fusti, di ridurli di circa la metà.
Gruppo 3 – Clematidi che richiedono potatura drastica.
A questo gruppo appartengono gli ibridi a grande fiore che fioriscono nel periodo estivo. Sono la C. Viticella, gli ibridi di Jackmanii, C. Texensis e le C. Tangutica e tutte le Clematidi erbacee.
Queste clematidi, siccome fioriscono dall’estate all’autunno su legno nuovo, prodotto nell’anno, vanno potate in maniera energica nel periodo di febbraio a circa 25 cm dalla base. Per le specie erbacee, invece, si procede ad una potatura drastica, al livello del terreno, in quanto, durante l’inverno, la parte aerea si dissecca completamente, per cui vanno ripulite eliminando le parti secche.
Infine un accenno sulle problematiche fitosanitarie.
Si rammenta cle le Clematidi sono piante molto resistenti ad eccezione di un virus (Clematis Wilt) portato da un fungo (Phoma clematidina) che può colpire uno o più fusti anche in piena fioritura. I sintomi sono tipici: le foglie ed i fiori si afflosciano immediatamente (in 24 ore). Alcune volte la pianta ha la forza di rigettare alla base; comunque sia i fusti colpiti vanno tagliati fin dove ci sono foglie toniche. In generale comunque la Clematide sopravvive.

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