Chaetosiphon fragaefolii

Chaetosiphon fragaefolii

L’Afide verde della Fragola (Chaetosiphon fragaefolii Cock.) è un piccolo rincote omottero appartenente alla famiglia degli Aphididae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aphidoidea, Famiglia Aphididae, Sottofamiglia Aphidinae, Tribù Macrosiphinae e quindi al Genere Chaetosiphon ed alla Specie C. fragaefolii.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Chaetosiphon fragaefolii Specie monogoica che si sviluppa sulla Fragola ed in particolare sulle le varietà coltivate. In Europa infatti si trova raramente sulla fragolina di bosco (Fragaria vesca), mentre in America si trova su alcune specie selvatiche come la fragola cilena (Fragaria chiloensis).

Morfologia –
L’Afide verde della Fragola si riconosce in quanto la forma attera degli adulti ha una lunghezza da 1,3 a 1,5 mm, di colore verde chiaro o giallo con setole corte lungo tutto il corpo. Le antenne sono molto lunghe, a volte più del corpo. Le zampe hanno un colorito verde chiaro quasi trasparente.
Le forme alate hanno la testa e i lobi toracici neri e l’addome pallido bianco-verdastro con una parte dorsale marrone-nera. La lunghezza del corpo alato è di 1,3-1,8 mm.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’Afide verde della Fragola vive su piante di fragola, soprattutto coltivate, e su piante spontanee.
Le forme virginopare attere passano l’inverno sulla Fragola. Dalla primavera, gli individui aumentano progressivamente ed una parte delle forme alate si sviluppano da aprile a giugno, a seconda delle regioni, per andare a infestare le colture vicine. Le forme sessuate sono molto rare e la riproduzione partenogenetica si sussegue durante tutto l’inverno a condizione che la temperatura sia superiore a 4,5°C.
In generale questi afidi svernano, generalmente, allo stadio adulto, in vari ricoveri, tra le piante ospiti o ai margini dei coltivi su piante spontanee.

Ruolo Ecologico –
Chaetosiphon fragaefolii, nella sua attività, invade spesso il fogliame ed i piccioli delle fragole imbrattandole anche di melata e del resto delle esuvie. L’afide è frequente sulla fragola all’aria aperta e nelle serre ma raramente nelle fragole spontanee; oltre al danno che provoca sulla vegetazione della fragola, per via delle punture che debilitano le piante e della melata, su cui si insediano poi anche fumaggini, questo Afide è temibile poiché trasmette molte malattie tramite virus: l’Ingiallimento della Fragola (SYEV), l’arricciamento (SCV), la Marmorizzatura (SMV), caratteristica che ha in comune con altri afidi come: C. fragaefolii, C. thomasi e C. thomasi jacobi.
Danni simili vengono inoltre provocati da altri due afidi affini che sono: Sitobion fragariae (Walck.) e Macrosiphum euphorbiae (Thomas.).
Per quanto riguarda il contenimento di questo afide bisogna subito precisare che la sua virulenza è molto legata al sistema di concimazione che viene effettuato per le fragole coltivate che attira notevolmente questo afide (insieme ad altri) e alla eccessiva specializzazione di questi impianti che avvantaggiano l’Afide verde della Fragola a sfavore dell’entomofauna utile e dei suoi predatori e parassitoidi.
La lotta contro questo afide, unitamente ad altri afidi della Fragola, si attua con diverse tecniche, anche a seconda dell’ambiente di coltivazione: in serra ed in ambiente protetto si può attuare la lotta biologica; in campo si effettua la lotta chimica.
La lotta biologica in serra si attua con lanci inondativi del Neurottero Crisopide: Chrysoperla carnea.
Il lancio viene eseguito, dopo aver valutato la presenza dei fitofagi, immettendo 18-20 larve per m2 ripetendolo, eventualmente, in relazione all’infestazione. Attualmente si stanno sperimentando, sempre per la lotta biologica in serra, anche altri insetti, tra cui ricordiamo: Aphidoletes aphidimyza che è un Dittero Cecidomide le cui larve sono voraci predatrici di Afidi e Aphidius matricariae e Ephedrus persicae che sono Imenotteri Afididi parassitoidi.
Per quanto riguarda gli interventi di contenimento in pieno campo, bisogna evidenziare, per le considerazioni fatte prima su eccessiva specializzazione e tecniche di concimazioni spesso con eccessiva presenza di nitrati, che la lotta biologica spesso non è attuabile in modo generalizzato, se prima non si correggono tali difetti.
Se si è costretti all’ultima spiaggia della lotta con principi chimici bisogna operare in maniera guidata, in caso di effettiva necessità (soglia di 10-15% foglie infestate in prefioritura, e di 20-30% di foglie infestate dalla fioritura in poi).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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