Acido caffeico

Acido caffeico

L’acido caffeico, il cui termine nella nomenclatura ufficiale IUPAC è: acido 3-(3,4-diidrossifenil)prop-2E-enoico e la cui formula bruta o molecolare è: C9H8O4, è un acido organico che deriva dall’acido cinnamico.
L’ acido caffeico deriva con precisione dall’acido 4-idrossicinnamico e la sua struttura base è l’anello catecolico (1,2-diossibenzenico).
Questo acido viene chiamato con questo termine in quanto è stato riscontrato in origine negli estratti di caffè.
Nei semi di caffè non tostato, il cosidetto caffè verde, l’acido caffeico si trova in quantità importanti sotto forma di acido clorogenico (che rappresenta l’estere dell’acido caffeico con l’acido quinico), con il quale condivide le medesime proprietà salutistiche. Una parte importante di questi composti viene perduta con la tostatura; nonostante ciò, un breve processo di torrefazione dei semi ne aumenta il potere antiossidante complessivo.
Successivamente si è scoperto che la sua presenza in natura è molto più diffusa.
Nella sua conformazione come acido o nei suoi derivati (acidi caffeici/clorogenici) lo si ritrova in molte specie vegetali o loro prodotti.

È presente nell’angelica, nell’arnica, nella bardana, nella fumaria, nella melissa e nel propoli, in elevate percentuali.
Nelle piante, l’acido caffeico si forma dall’acido 4-idrossicinnamico ed è trasformato in acido ferulico.
L’acido caffeico è particolarmente presente in alcuni vegetali come nella cicoria, nel carciofo, nei piselli e nelle fragole.
L’acido caffeico presente come tale in queste specie vegetali è dotato di proprietà antibiotica verso alcuni germi patogeni intestinali.
Inoltre, l’acido caffeico, ha un blando effetto anti-infiammatorio; si è dimostrato inoltre che inibisce l’enzima xantina ossidasi, deputato alla trasformazione della xantina in acido urico, responsabile dei fenomeni gottosi se eccessivamente presente nei tessuti.
Negli ultimi tempi l’interesse nutrizionale per l’acido caffeico è derivato quindi dalle sue benefiche proprietà antiossidanti, dimostrate sia in vitro che in vivo. Dal momento che i radicali liberi partecipano allo sviluppo di malattie croniche importanti, come quelle cardiovascolari ed il cancro, il consumo di alimenti o integratori ricchi di acido caffeico e di altri composti fenolici espleta, potenzialmente, un ruolo protettivo nei confronti di queste patologie.

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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