[:it] Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna [:en] National Park of the Casentinesi Forests, Monte Falterona and Campigna [:es] Parque Nacional de los Bosques Casentinesi, Monte Falterona y Campigna [:]

[:it]

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è un’area protetta italiana, istituita nel 1993 ed identificata con i Codici WDPA 64511 ed EUAP 0016.
Questo Parco è situato nell’Appennino tosco-romagnolo e si trova lungo il confine delle regioni Emilia-Romagna e Toscana, a cavallo tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze.
Il 7 luglio 2017 la Commissione UNESCO ha inserito la Riserva naturale integrale di Sasso Fratino e le faggete vetuste ricomprese nel perimetro del parco, nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità all’interno del sito seriale Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe.
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è una grande area protetta nell’appennino tosco-romagnolo, comprendente boschi e foreste tra i più estesi e meglio conservati d’Italia, custode di un elevato patrimonio floristico e di una fauna di grande interesse che annota il lupo e l’aquila reale tra i grandi predatori e diverse specie di ungulati. Le foreste e i numerosi ambienti naturali fanno da cornice ai segni di una millenaria presenza dell’uomo: borghi, mulattiere e soprattutto due santuari di assoluto fascino come Camaldoli e La Verna.
Per la varietà dei suoi ambienti, il territorio è suddiviso in quattro zone, classificate secondo il regime di tutela al quale sono sottoposte:

– “Zona A di riserva integrale”: che comprende aree di eccezionale valore naturalistico, in cui l’antropizzazione è assente o di scarso rilievo e nelle quali l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità; sono destinate alla salvaguardia ed al mantenimento degli equilibri biologici ed ambientali in atto, alla prevenzione ed all’eliminazione di eventuali fattori di disturbo endogeni ed esogeni. Con una superficie di circa 924 ettari, questa area comprende le Riserve Naturali Integrali di Sassofratino, della Pietra e di Monte Falco;
– “Zona B”: è la zona nella quale le attività consentite sono finalizzate al miglioramento della complessità degli ecosistemi, al mantenimento di equilibri naturali e colturali, all’esaltazione ed alla conservazione degli elementi di forte caratterizzazione paesaggistica, storica, monumentale, ancorché non coerenti con le caratteristiche di naturalità peculiari della zona stessa. La naturalità è mantenuta attraverso la mera protezione, l’intervento attivo dell’Ente ed il mantenimento dei soli usi didattici, educativi,divulgativi, ricreativi ed agro-silvo-pastorali tradizionali, compatibili con la conservazione delle caratteristiche di massima naturalità. È costituita per buona parte dalle Foreste Demaniali Regionali, dalle Riserve Naturali Biogenetiche statali di Camaldoli, Scodella, Campigna e Badia Prataglia, e dal Santuario francescano della Verna;
– “Zona C”: quest’area è caratterizzata dalla presenza di risorse naturali, paesaggistiche ed ambientali meritevoli di protezione e valorizzazione. Comprende aree di interesse naturalistico, caratterizzate dal fatto che l’attività umana ha conformato l’aspetto dei luoghi e l’ambiente portandolo allo stato attuale meritevole di protezione, le quali dovranno essere oggetto di tutela paesaggistica attraverso il mantenimento dell’equilibrio tra il sistema insediativo e quello naturale;
– “Zona D”: comprende tutti i centri urbani e le loro previste espansioni, nonché aree a destinazione produttiva tradizionale, piccoli centri di valore storico e di valenza turistica.
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si sviluppa all’interno di tre Provincie e di numerosi Comuni:
– Provincia di Forlì-Cesena (18.200 ha) con i Comuni di Bagno di Romagna, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Santa Sofia, Tredozio;
– Provincia di Arezzo (14.100 ha) con i Comuni di Bibbiena, Chiusi della Verna, Pratovecchio Stia, Poppi;
– Provincia di Firenze (3.900 ha) con i Comuni di Londa, San Godenzo.
Ma la grande ricchezza del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, oltre ai bellissimi e ben conservati paessaggi, è rappresentata dalla flora e dalla fauna di indiscutibile valore ecologico.

La flora del Parco:
– all’interno del Parco troviamo 37 specie e sottospecie di Felci e Licopodi (più di un terzo delle entità italiane) e 44 specie di Orchidee (il 66% di quelle presenti in Emilia-Romagna e il 58% della Toscana). 845 specie fungine presenti, alcune delle quali prime e uniche in Italia, e addirittura nuove al mondo scientifico, tra cui Botryobasidium sassofratinoense, specie nuova mai descritta prima, ritrovata all’interno della Riserva Integrale di Sasso Fratino. Tra le nuove scoperte citiamo inoltre il recente ritrovamento dell’Allium victorialis, prima e unica stazione della catena appenninica. Il Parco racchiude inoltre la Riserva naturale Sasso Fratino, la quale comprende tratti di foresta che si sono conservate nella condizione più prossima alla massima “naturalità”. Le diverse tipologie di vegetazione, nel loro complesso, si possono così riassumere:
a) Le faggete ed abetine – I boschi di faggio (Fagus sylvatica) costituiscono in tutto l’Appennino la vegetazione più caratteristica e rappresentativa dell’orizzonte montano. Nell’intervallo altitudinale compreso tra circa 900–1000 m e le quote più elevate, il faggio tende a formare popolamenti in cui risulta nettamente dominante. Talvolta le faggete sono state sostituite da abetine di abete bianco (Abies alba), storicamente favorito dall’uomo per scopi selvicolturali. Nelle aree meglio conservate troviamo numerose altre latifoglie, quali frassino maggiore (Fraxinus excelsior), aceri (Acer platanoides, Acer pseudoplatanus, Acer opalus s.l.), tiglio selvatico (Tilia platyphyllos), olmo montano (Ulmus glabra). Tale vegetazione montana, ricca di specie arboree, è molto rara nell’Appennino e la sua presenza relittuale è di notevole interesse naturalistico. È nelle faggete di bassa quota e nei boschi misti mesofili di contatto che si possono trovare individui di tasso (Taxus baccata) e agrifoglio (Ilex aquifolium), elementi rari e protetti in Emilia-Romagna.
b) Monte Falterona – costituito da querceti e boschi misti di latifoglie decidue. Questi occupano la fascia collinare e basso-montana, fino ad altitudini di circa 900–1000 m. Le costituenti arboree principali sono le querce decidue (Quercus cerris e Quercus pubescens, raramente Quercus petraea), il castagno (Castanea sativa), i carpini bianco e nero (Carpinus betulus e Ostrya carpinifolia), l’acero opalo (Acer opalus s.l.). Generalmente il piano arboreo è meno omogeneo di quello delle faggete, e gli strati arbustivo ed erbaceo sono più ricchi di specie.
c) I Castagneti. Purtroppo con la diffusione delle malattie del castagno e lo spopolamento delle aree montane molte di queste selve sono state abbandonate e convertite in cedui o fustaie. Ciò nonostante i castagneti da frutto sono ancora piuttosto diffusi sia nel versante romagnolo che in quello toscano del Parco.
d) Arbusteti e cespuglietti. Gli arbusteti presenti sono generalmente da considerare come stadi secondari derivanti dalla colonizzazione di radure erbose abbandonate, in quanto le altitudini modeste non permettono lo sviluppo di brughiere subalpine primarie, con eccezione della cima di Monte Falco in cui troviamo lembi residuali relitti. Alle quote superiori troviamo mirtillo (Vaccinium myrtillus) e brugo (Calluna vulgaris), o cespuglieti con ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) e felce aquilina (Pteridium aquilinum). A quote inferiori troviamo prugnolo (Prunus spinosa), rovi (Rubus sp. pl.), biancospino (Crataegus monogyna), rosa selvatica (Rosa canina s.l.), ginepro comune (Juniperus communis), pero selvatico (Pyrus pyraster), e sanguinello (Cornus sanguinea).
e) Prati e pascoli. Parecchie sono le aree a pascolo, anch’esse di origine secondaria in quanto derivate dalla distruzione di formazioni forestali avvenuta in tempi lontani. Le praterie montane, indicate spesso anche col nome generico di “nardeti”, sono principalmente costituite da Nardus stricta e Festuca sp. pl. I prati e i pascoli delle quote submontane risentono invece maggiormente del tipo di disturbo antropico attuato e sono principalmente costituite da Bromus erectus e Brachypodium rupestre.
f) Pratelli erbosi su cenge rocciose. Alle quote superiori, localizzati sulle rupi esposte a settentrione presso la cima del M. Falco, troviamo residui di vegetazione subalpini di periodi più freddi, in cui queste specie avevano diffusione ben maggiore. Tra queste citiamo l’Anemone a fiori di narciso (Anemone narcissiflora), la Sassifraga a foglie opposte (Saxifraga oppositifolia), la Genziana verna (Gentiana verna) e la Viola di Eugenia (Viola eugeniae), simbolo della flora italiana e caratteristica dei massicci appenninici dell’Italia centrale, che raggiunge qui il suo limite settentrionale di distribuzione.

La Fauna del Parco:
La fauna del Parco si caratterizza per la più importante popolazione di lupo dell’Appennino settentrionale, stimata in una cinquantina di esemplari, suddivisi in 9 ipotetici branchi distribuiti su tutto il territorio del Parco. Uno dei fattori che ha favorito il lupo sul territorio della specie, insieme alla vastissima copertura forestale, è la consistente presenza di cinque specie di ungulati: cinghiale, capriolo, daino, cervo e muflone.
Tra i micro e i meso mammiferi possiamo si possono annoverare 21 specie presenti con certezza sul territorio delle Riserve Biogenetiche e quindi nel Parco Nazionale stesso, tra cui molto comuni sono la volpe, la lepre, la talpa europea e la talpa cieca, lo scoiattolo rosso, l’istrice ed il riccio. Tra i Mustelidi è confermata la presenza di tasso, donnola, faina e puzzola, mentre necessita di conferme la presenza di Martora. Per quanto riguarda i Chirotteri all’interno del Parco oggi troviamo 15 specie che rappresentano la metà della fauna nazionale.
Tra gli uccelli, sono presenti come nidificanti o di passo complessivamente 139 specie, di cui 100 presenti con regolarità nel corso dell’anno e 77 nidificanti. Tra queste alcune presentano una distribuzione prettamente centro europea come il Rampichino alpestre ed il Ciuffolotto, altre invece mediterranea come l’Occhiocotto e la Sterpazzolina. Tra le specie di ambienti aperti citiamo come nidificanti il Calandro, l’Averla piccola, Tottavilla, lo Strillozzo, l’Allodola, lo Zigolo nero, il Fanello ed il Prispolone, mentre come specie di passo, il Culbianco, lo Stiaccino ed il Codirossone, specie che erano presenti come nidificanti in alcune praterie d’altitudine fino a pochi anni addietro. Tra i Piciformi annoveriamo 6 specie, ovvero Torcicollo, Picchio rosso minore, Picchio rosso maggiore, Picchio verde e Picchio nero.
Tra i rapaci diurni troviamo complessivamente 22 specie per le quali si hanno informazioni, recenti o passate, per la zona del Parco. Tra queste sono sette le specie certamente nidificanti, ovvero: il Falco pecchiaiolo, l’Astore, lo Sparviere, la Poiana, l’Aquila reale, il Gheppio e il Falco pellegrino. Non è certa la nidificazione del Lodolaio, sporadica la presenza del Biancone e dell’Albanella minore. Tra i rapaci notturni, oltre a Barbagianni, Civetta, Allocco e Gufo comune, troviamo l’importante presenza del Gufo reale, specie che sta conoscendo a livello regionale un drastico calo delle presenze.
Per quanto riguarda gli anfibi e i rettili, sono 23 le specie di Anfibi e Rettili, ovvero un terzo degli anfibi italiani ed un quinto dei rettili italiani. Vanno ricordati tra gli anfibi urodeli la Salamandra pezzata, la Salamandrina dagli occhiali, il Geotritone italiano, il Tritone alpestre o montano, il Tritone comune o punteggiato, il Tritone crestato italiano; tra gli anfibi anuri citiamo l’importante presenza dell’Ululone dal ventre giallo, endemismo appenninico. Tra i rettili sultano diffusi nel Parco la Biscia dal collare, il Colubro di esculapio, il Biacco, il Colubro liscio, il Colubro di riccioli, la Biscia tassellata e la Vipera comune.
Tra gli invertebrati si possono annoverare 230 specie di Carabidi presenti nell’area del Parco (il 17% sono persone delle entità italiane e il 43% di quelle di Emilia-Romagna e Toscana), 118 di Cerambicidi (oltre il 55% delle entità italiane e il 78% di quelle dell’Emilia-Romagna), 845 di Farfalle e Falene (un dato piuttosto consistente se confrontato con quelli delle località appenniniche vicine).

Guido Bissanti





[:en]

National Park of the Casentinesi Forests, Monte Falterona and Campigna

The National Park of the Casentinesi Forests, Monte Falterona and Campigna is an Italian protected area, established in 1993 and identified with the WDPA codes 64511 and EUAP 0016.This Park is located in the Tuscan-Romagnolo Apennines and is located along the border of the regions Emilia-Romagna and Tuscany, straddling the provinces of Forlì-Cesena, Arezzo and Florence. On 7 July 2017 the UNESCO Commission included the Sasso Fratino nature reserve and the old beech woods included in the park perimeter, in the World Heritage ‘Humanity within the serial site Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe. The National Park of the Casentinesi Forests, Monte Falterona and Campigna is a large protected area in the Tuscan-Romagnolo Apennines, including woods and forests among the most extended and best preserved in Italy, guardian of a high floristic heritage and a fauna of great interest that notes the wolf and the golden eagle among the gra n predators and different species of ungulates. The forests and the numerous natural environments frame the signs of a millennial presence of man: villages, mule tracks and above all two sanctuaries of absolute charm such as Camaldoli and La Verna. For the variety of its environments, the territory is divided into four zones, classified according to the protection regime to which they are subjected:

– “integral reserve zone A”: which includes areas of exceptional naturalistic value, in which anthropization is absent or of little importance and in which the natural environment is preserved in its entirety; they are designed to safeguard and maintain the biological and environmental balance in place, to prevent and eliminate any endogenous and exogenous disturbance factors. With an area of ​​approximately 924 hectares, this area includes the Integral Natural Reserves of Sassofratino, Pietra and Monte Falco – “Zone B”: this is the area in which the activities permitted are aimed at improving the complexity of the ecosystems, maintaining of natural and cultural balances, exaltation and conservation of the elements of strong landscape, historical, monumental characterization, even if not coherent with the characteristics of naturalness peculiar to the area itself. The naturalness is maintained through the mere protection, the active intervention of the Body and the maintenance of the only educational, educational, popular, recreational and agro-silvo-pastoral traditional uses, compatible with the preservation of the characteristics of maximum naturalness. It consists largely of the Regional State Forests, the State Biogenetic Nature Reserves of Camaldoli, Scodella, Campigna and Badia Prataglia, and the Franciscan Sanctuary of La Verna; – “Zona C”: this area is characterized by the presence of natural resources, landscape and environmental deserving protection and enhancement. It includes areas of naturalistic interest, characterized by the fact that human activity has conformed the appearance of the places and the environment bringing it to the current state deserving protection, which must be protected by the landscape through the maintenance of balance between the system settlement and the natural one – “Zone D”: includes all urban centers and their planned expansions, as well as areas for traditional production, small centers of historical value and of tourist value. The National Park of the Casentinesi Forests, Monte Falterona and Campigna it is developed in three Provinces and several Municipalities: – Province of Forlì-Cesena (18.200 ha) with the Municipalities of Bagno di Romagna, Portico and San Benedetto, Premilcuore, Santa Sofia, Tredozio – Province of Arezzo (14.100 ha ) with the Municipalities of Bibbiena, Chiusi della Verna, Pratovecchio Stia, Poppi, – Province of Florence (3.900 ha) with the Municipalities of Londa, San Godenzo.Ma the big rich of the National Park of the Casentinesi Forests, Monte Falterona and Campigna, besides the beautiful and well-preserved landscape, is represented by the flora and fauna of unquestionable ecological value.

The flora of the Park:
– within the Park there are 37 species and subspecies of Felci and Licopodi (more than one third of the Italian entities) and 44 species of Orchids (66% of those present in Emilia-Romagna and 58% of Tuscany). 845 fungal species present, some of which are first and only in Italy, and even new to the scientific world, including Botryobasidium sassofratinoense, a new species never described before, found within the Sasso Fratino Integral Reserve. Among the new discoveries we also mention the recent discovery of Allium victorialis, the first and only station in the Apennine chain. The Park also includes the Sasso Fratino Nature Reserve, which includes forest tracts that have been preserved in the condition closest to the maximum “naturalness”. The different types of vegetation, as a whole, can be summarized as follows: a) The beech and fir woods – The beech woods (Fagus sylvatica) make up the most characteristic and representative vegetation of the mountain horizon throughout the Apennines. In the altitudinal range between about 900-1000 m and the highest altitudes, the beech tends to form populations in which it is clearly dominant. Sometimes the beech-woods have been replaced by spruce fir (Abies alba), historically favored by man for silvicultural purposes. In the best-preserved areas we find numerous other broad-leaved trees, such as large ash (Fraxinus excelsior), maples (Acer platanoides, Acer pseudoplatanus, Acer opalus s.l.), wild lime (Tilia platyphyllos), mountain elm (Ulmus glabra). This mountain vegetation, rich in tree species, is very rare in the Apennines and its relict presence is of great naturalistic interest. It is in the low-altitude beech woods and in the mixed mesophilous woods of contact that you can find individuals of badger (Taxus baccata) and holly (Ilex aquifolium), rare and protected elements in Emilia-Romagna.b) Monte Falterona – consisting of oak woods and woods mixed deciduous broad-leaved. These occupy the hilly and low-mountain belt, up to altitudes of about 900-1000 m. The main arboreal constituents are deciduous oaks (Quercus cerris and Quercus pubescens, rarely Quercus petraea), chestnut (Castanea sativa), black and white hornbeam (Carpinus betulus and Ostrya carpinifolia), opal maple (Acer opalus s.l.). Generally, the arboreal plan is less homogeneous than that of beech-woods, and the shrub and herbaceous strata are richer in species. C) I Castagneti. Unfortunately, with the spread of chestnut diseases and the depopulation of mountain areas, many of these forests have been abandoned and converted into coppices or forests. Nevertheless, chestnut groves are still quite common both in the Romagna and in the Tuscan side of the Park. D) Shrubs and shrubs. The shrubs present are generally to be considered as secondary stages deriving from the colonization of abandoned grassy clearings, as the modest altitudes do not allow the development of primary subalpine moorlands, with the exception of the top of Monte Falco where we find residual limbs relicts. At the higher altitudes we find blueberry (Vaccinium myrtillus) and brugo (Calluna vulgaris), or bushes with broom of the charcoal burners (Cytisus scoparius) and bracken fern (Pteridium aquilinum). At lower altitudes we find blackthorn (Prunus spinosa), brambles (Rubus sp. Pl.), Hawthorn (Crataegus monogyna), wild rose (Rosa canina sl), common juniper (Juniperus communis), wild pear (Pyrus pyraster), and sanguinello ( Cornus sanguinea) .e) Meadows and pastures. There are several grazing areas, also of secondary origin as they are derived from the destruction of forest formations that took place in ancient times. The mountain meadows, often referred to also by the generic name of “nardeti”, are mainly constituted by Nardus stricta and Festuca sp. pl. On the other hand, the meadows and pastures of the submontane areas are more affected by the type of anthropic disturbance implemented and are mainly constituted by Bromus erectus and Brachypodium rupestre. F) Grassy pratelli on rocky ledges. At higher altitudes, located on the cliffs exposed to the north at the summit of M. Falco, we find sub-alpine vegetation residues of colder periods, in which these species had much greater diffusion. Among these we mention the narcissus-flowered Anemone (Anemone narcissiflora), the Saxifraga with opposite leaves (Saxifraga oppositifolia), the Gentian verna (Gentiana verna) and the Viola di Eugenia (Viola eugeniae), symbol of the Italian flora and characteristic of the massifs Apennines from central Italy, which reaches its northern limit of distribution here.

The Park Fauna:
The fauna of the Park is characterized by the most important wolf population of the northern Apennines, estimated at about fifty specimens, divided into 9 hypothetical herds distributed throughout the Park territory. One of the factors that has favored the wolf on the territory of the species, along with the vast forest cover, is the consistent presence of five species of ungulates: wild boar, roe deer, fallow deer, and mouflon. Between micro and meso mammals we can count 21 species present with certainty on the territory of the Biogenetic Reserves and therefore in the National Park itself, among which the fox, the hare, the European mole and the blind mole, the red squirrel, the porcupine and the hedgehog are very common. Among the mustelids, the presence of yew, weasel, marten and skunk is confirmed, while Martora needs to be confirmed. Regarding the Bats within the Park today we find 15 species that represent half of the national fauna. Among the birds, there are 139 nesting or nesting species present, of which 100 are present regularly throughout the year and 77 nesting. Among these, some present a purely Central European distribution such as the Alpine Rampichino and the Ciuffolotto, while others are Mediterranean like the Occhiocotto and the Sterpazzolina. Among the species of open environments we mention as nesting the Calandro, the small Averla, Tottavilla, the Strillozzo, the Allodola, the black Zigolo, the Fanello and the Prispolone, while as a species of step, the Culbianco, the Stiaccino and the Codirossone , species that were present as nesting in some highland meadows until a few years ago. Among the Piciformes we include 6 species, namely Torcicollo, Lesser Spotted Woodpecker, Great Spotted Woodpecker, Green Woodpecker and Black Woodpecker. Among the diurnal raptors we find a total of 22 species for which we have information, recent or past, for the Park area. Among these are seven certainly nesting species, that is: the Peckish Hawk, the Astore, the Sparrowhawk, the Buzzard, the Golden Eagle, the Kestrel and the Peregrine Falcon. It is not certain the breeding of the Lodolaio, sporadic the presence of the Biancone and the minor Albanella. Among the nocturnal birds of prey, in addition to Barbagianni, Civetta, Allocco and Owl, we find the important presence of the eagle owl, a species that is experiencing a dramatic decline in the number of people in the region. As regards amphibians and reptiles, there are 23 species of Amphibians and Reptiles, or one third of Italian amphibians and one fifth of Italian reptiles. Among the amphibians there are the salamed Salamandra, the spectacled Salamandrina, the Italian Geotritone, the Alpine or Mountain Triton, the common or dotted Triton, the Italian crested newt; among the amphibious anuri we mention the important presence of the yellow-bellied Ululone, Apennine endemism. Among the sultan reptiles disseminated in the Park the Biscia from the collar, the Colubro di esculapio, the Biacco, the smooth Colubro, the Colubro di curls, the Biscia tassellata and the common Viper. Among the invertebrates there are 230 species of Carabidae present in the area of ​​the Park (17% are people of Italian entities and 43% of those of Emilia-Romagna and Tuscany), 118 of Cerambycidae (over 55% of Italian entities and 78% of those of Emilia-Romagna), 845 of Butterflies and Moths (a rather large figure compared to those of the nearby Apennines).

Guido Bissanti





[:es]

Parque Nacional de los Bosques Casentinesi, Monte Falterona y Campigna

El Parque Nacional de los Bosques Casentinesi, Monte Falterona y Campigna es un área protegida italiana, establecida en 1993 e identificada con los códigos WDPA 64511 y EUAP 0016. Este parque está ubicado en los Apeninos Toscana-Romagnolo y está ubicado a lo largo de la frontera de las regiones Emilia-Romaña y Toscana, a lo largo de las provincias de Forlì-Cesena, Arezzo y Florencia. El 7 de julio de 2017, la Comisión de la UNESCO incluyó la reserva natural de Sasso Fratino y los antiguos bosques de hayas incluidos en el perímetro del parque, en el Patrimonio Mundial. “La humanidad dentro del sitio de serie Bosques primarios de hayas de los Cárpatos y otras regiones de Europa. El Parque Nacional de los Bosques Casentinesi, Monte Falterona y Campigna es una gran área protegida en los Apeninos Toscana-Romagnolo, que incluye bosques y bosques entre los más Extendido y mejor conservado en Italia, guardián de un gran patrimonio florístico y una fauna de gran interés que destaca el lobo y el águila real entre los grados. N depredadores y diferentes especies de ungulados. Los bosques y los numerosos entornos naturales enmarcan los signos de una presencia milenaria del hombre: pueblos, pistas de mulas y, sobre todo, dos santuarios de encanto absoluto, como Camaldoli y La Verna. Por la variedad de sus entornos, el territorio se divide en cuatro zonas, Clasificados según el régimen de protección al que estén sometidos:

– “zona de reserva integral A”: que incluye áreas de excepcional valor naturalista, en la que la antropización está ausente o tiene poca importancia y en la que el entorno natural se conserva en su totalidad; Están diseñados para salvaguardar y mantener el equilibrio biológico y ambiental en su lugar, para prevenir y eliminar cualquier factor de perturbación endógeno y exógeno. Con un área de aproximadamente 924 hectáreas, esta área incluye las Reservas Naturales Integrales de Sassofratino, Pietra y Monte Falco – “Zona B”: esta es el área en la que las actividades permitidas tienen como objetivo mejorar la complejidad de los ecosistemas, manteniendo de los equilibrios naturales y culturales, la exaltación y conservación de los elementos del paisaje fuerte, la caracterización histórica y monumental, aunque no sea coherente con las características de la naturalidad propias de la zona. La naturalidad se mantiene a través de la mera protección, la intervención activa del Cuerpo y el mantenimiento de los únicos usos tradicionales educativos, educativos, populares, recreativos y agro-silvo-pastorales, compatibles con la preservación de las características de máxima naturalidad. Se compone en gran parte de los Bosques Estatales Regionales, las Reservas Naturales Biogenéticas del Estado de Camaldoli, Scodella, Campigna y Badia Prataglia, y el Santuario Franciscano de La Verna; – “Zona C”: esta zona se caracteriza por la presencia de recursos naturales, paisaje y protección y mejora ambiental merecedora. Incluye áreas de interés naturalista, caracterizadas por el hecho de que la actividad humana ha conformado la apariencia de los lugares y el ambiente que lo lleva al estado actual que merece protección, que debe ser protegido por el paisaje mediante el mantenimiento del equilibrio entre el sistema. El asentamiento y el natural – “Zona D”: incluye todos los centros urbanos y sus expansiones planificadas, así como áreas de producción tradicional, pequeños centros de valor histórico y valor turístico. El Parque Nacional de los Bosques Casentinesi, Monte Falterona y Campigna. Se desarrolla en tres Provincias y varios Municipios: – Provincia de Forlì-Cesena (18.200 ha) con los Municipios de Bagno di Romagna, Pórtico y San Benedetto, Premilcuore, Santa Sofía, Tredozio – Provincia de Arezzo (14.100 ha ) con los municipios de Bibbiena, Chiusi della Verna, Pratovecchio Stia, Poppi, – Provincia de Florencia (3.900 ha) con los municipios de Londa, San Godenzo.Ma los grandes ricos Del Parque Nacional de los Bosques Casentinesi, Monte Falterona y Campigna, además del paisaje hermoso y bien conservado, está representado por la flora y fauna de un valor ecológico incuestionable.

La flora del parque:
– Dentro del Parque hay 37 especies y subespecies de Felci y Licopodi (más de un tercio de las entidades italianas) y 44 especies de orquídeas (66% de las presentes en Emilia-Romagna y 58% de la Toscana). 845 especies de hongos presentes, algunas de las cuales son primeras y únicas en Italia, e incluso nuevas en el mundo científico, incluyendo Botryobasidium sassofratinoense, una nueva especie nunca antes descrita, encontrada dentro de la Reserva Integral Sasso Fratino. Entre los nuevos descubrimientos también mencionamos el reciente descubrimiento de Allium victorialis, la primera y única estación en la cadena de los Apeninos. El parque también incluye la Reserva Natural Sasso Fratino, que incluye zonas forestales que se han conservado en la condición más cercana a la máxima “naturalidad”. Los diferentes tipos de vegetación, en su conjunto, se pueden resumir de la siguiente manera: a) Los bosques de hayas y abetos: los bosques de hayas (Fagus sylvatica) constituyen la vegetación más característica y representativa del horizonte de montaña a lo largo de los Apeninos. En el rango altitudinal entre aproximadamente 900-1000 my las altitudes más altas, la haya tiende a formar poblaciones en las que es claramente dominante. A veces, los bosques de hayas han sido reemplazados por abetos de abeto (Abies alba), históricamente favorecidos por el hombre con fines silvícolas. En las áreas mejor conservadas encontramos muchos otros árboles de hoja ancha, como la ceniza grande (Fraxinus excelsior), los arces (Acer platanoides, Acer pseudoplatanus, Acer opalus s.l.), la cal salvaje (Tilia platyphyllos), el olmo de montaña (Ulmus glabra). Esta vegetación de montaña, rica en especies de árboles, es muy rara en los Apeninos y su presencia reliquia es de gran interés naturalista. Es en los bosques de hayas de baja altitud y en los bosques mixtos mesófilos de contacto donde se pueden encontrar individuos de tejón (Taxus baccata) y acebo (Ilex aquifolium), elementos raros y protegidos en Emilia-Romagna.b) Monte Falterona: consiste en bosques de robles y bosques De hoja caduca mixta de hoja ancha. Estos ocupan el cinturón montañoso y de baja montaña, hasta altitudes de aproximadamente 900-1000 m. Los principales componentes arbóreos son los robles de hoja caduca (Quercus cerris y Quercus pubescens, raramente Quercus petraea), castaño (Castanea sativa), carpe blanco y negro (Carpinus betulus y Ostrya carpinifolia), arce ópalo (Acer opalus s.l.). En general, el plan arbóreo es menos homogéneo que el de los bosques de hayas, y los arbustos y los estratos herbáceos son más ricos en especies. C) I Castagneti. Desafortunadamente, con la propagación de enfermedades de la castaña y la despoblación de las zonas montañosas, muchos de estos bosques se han abandonado y convertido en coppices o bosques. Sin embargo, los castaños todavía son bastante comunes tanto en la Romaña como en el lado toscano del Parque. D) Arbustos y arbustos. En general, los arbustos presentes deben considerarse como etapas secundarias derivadas de la colonización de claros abandonados, ya que las alturas modestas no permiten el desarrollo de páramos subalpinos primarios, con la excepción de la cima del Monte Falco, donde encontramos reliquias de miembros residuales. En las altitudes más altas encontramos arándanos (Vaccinium myrtillus) y brugo (Calluna vulgaris), o arbustos con escoba de los quemadores de carbón (Cytisus scoparius) y helecho helecho (Pteridium aquilinum). En altitudes más bajas encontramos el espino negro (Prunus spinosa), las zarzas (Rubus sp. Pl.), El espino blanco (Crataegus monogyna), la rosa silvestre (Rosa canina sl), el enebro común (Juniperus communis), la pera silvestre (Pyrus pyraster) y la sanguinilla ( Cornus sanguinea) .e) Praderas y pastos. Hay varias áreas de pastoreo, también de origen secundario, ya que se derivan de la destrucción de formaciones forestales que tuvieron lugar en la antigüedad. Los prados de montaña, a menudo referidos también por el nombre genérico de “nardeti”, están constituidos principalmente por Nardus stricta y Festuca sp. pl. Por otro lado, los prados y pastizales de las áreas submontanas se ven más afectados por el tipo de perturbación antrópica implementada y están constituidos principalmente por Bromus erectus y Brachypodium rupestre. F) Pratelli herbáceo en salientes rocosos. En altitudes más altas, ubicadas en los acantilados expuestos al norte en la cima de M. Falco, encontramos residuos de vegetación subalpina de períodos más fríos, en los que estas especies tuvieron una difusión mucho mayor. Entre ellas destacamos la Anémona de flor de narciso (Anemone narcissiflora), la Saxifraga con hojas opuestas (Saxifraga oppositifolia), la Verna genciana (Gentiana verna) y la Viola di Eugenia (Viola eugeniae), símbolo de la flora italiana y característica de los macizos. Apeninos del centro de Italia, que alcanza su límite norte de distribución aquí.

La fauna del parque:
La fauna del Parque se caracteriza por la población de lobos más importante del norte de los Apeninos, estimada en unos cincuenta especímenes, dividida en 9 rebaños hipotéticos distribuidos en todo el territorio del Parque. Uno de los factores que ha favorecido al lobo en el territorio de la especie, junto con la vasta cubierta forestal, es la presencia constante de cinco especies de ungulados: jabalí, corzo, gamo y muflón. Entre los mamíferos micro y meso podemos contar 21 Especies presentes con certeza en el territorio de las Reservas Biogenéticas y, por lo tanto, en el propio Parque Nacional, entre el cual son muy comunes el zorro, la liebre, el topo europeo y el topo ciego, la ardilla roja, el puercoespín y el erizo. Entre los mustélidos, se confirma la presencia de tejo, comadreja, marta y mofeta, mientras que Martora necesita ser confirmada. Respecto a los murciélagos que se encuentran dentro del parque, hoy encontramos 15 especies que representan la mitad de la fauna nacional. Entre las aves, hay 139 especies que anidan o anidan, de las cuales 100 están presentes regularmente durante todo el año y 77 anidación. Entre estos, algunos presentan una distribución puramente centroeuropea como el Alpine Rampichino y el Ciuffolotto, mientras que otros son mediterráneos como el Occhiocotto y el Sterpazzolina. Entre las especies de ambientes abiertos que mencionamos como anidando Calandro, la pequeña Averla, Tottavilla, Strillozzo, Allodola, Zigolo negro, Fanello y Prispolone, mientras que como especie de paso, Culbianco, Stiaccino y Codirossone , especies que estuvieron presentes como anidando en algunas praderas de tierras altas hasta hace unos años. Entre los Piciformes se incluyen 6 especies, a saber, Torcicollo, Pájaro carpintero manchado menor, Gran pájaro carpintero manchado, Pájaro carpintero verde y Pájaro carpintero negro. Entre las rapaces diurnas encontramos un total de 22 especies para las cuales tenemos información, reciente o pasada, para el área del Parque. Entre ellas se encuentran siete especies ciertamente anidadas, es decir: el halcón picaro, el astore, el gavilán, el halcón, el águila real, el cernícalo y el halcón peregrino. No es seguro la cría del Lodolaio, la presencia esporádica de Biancone y la Albanella menor. Entre las aves de presa nocturnas, además de Barbagianni, Civetta, Allocco y Owl, encontramos la importante presencia del búho real, una especie que está experimentando un descenso dramático en el número de personas en la región. En cuanto a los anfibios y reptiles, hay 23 especies de anfibios y reptiles, o un tercio de los anfibios italianos y una quinta parte de los reptiles italianos. Entre los anfibios se encuentran la Salamandra salamed, la Salamandrina de anteojos, la Geotritona italiana, el Tritón Alpino o de Montaña, el Tritón común o punteado, el tritón crestado italiano; entre los anuri anfibios mencionamos la importante presencia del Ululone de vientre amarillo, el endemismo apenino. Entre los reptiles sultán diseminados en el Parque se encuentran la Biscia del collar, la Colubro di esculapio, la Biacco, la Colubro suave, la Colubro di curls, la Biscia tassellata y la Víbora común. Entre los invertebrados hay 230 especies de Carabidae presentes en la área del Parque (17% son personas de entidades italianas y 43% de las de Emilia-Romagna y Toscana), 118 de Cerambycidae (más del 55% de las entidades italianas y 78% de las de Emilia-Romagna), 845 de Mariposas y polillas (una figura bastante grande en comparación con las de los Apeninos cercanos).

Guido Bissanti





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *