Come potare l’Actinidia

Come potare l’Actinidia

Il Kiwi o Actinidia (Actinidia deliciosa (A.Chev.) C.F.Liang & A.R.Ferguson, 1984) è una pianta rampicante da frutto della famiglia Actinidiaceae, originaria della parte meridionale della Cina.
Per le sue caratteristiche botaniche e morfologiche l’actinidia deve essere coltivata su supporti e le forme di allevamento più diffuse sono il tendone con sesti di 4,5 x 5 m, e la pergoletta con sesto di 4,5 x 4,5 m.; recenti forme di allevamento sono il Tatura trellis e il fusetto.
La potatura di produzione ha l’obiettivo di eliminare i tralci che hanno già fruttificato. Mentre la potatura verde è volta rendere una migliore illuminazione all’interno della chioma ed ad eliminare succhioni, rami mal posti e diradamento.
In questa scheda vedremo come potare l’Actinidia seguendo degli schemi ben precisi. La potatura del kiwi va eseguita in maniera corretta per poter ottenere dei frutti di buona pezzatura, verdi e succosi.
Come prima informazione, siccome il kiwi è una pianta dioica, cioè con fiori maschili e fiori femminili portati da piante diverse, anche le potature delle piante maschili e femminili sono differenti. In un impianto di Kiwi quindi, i due sessi devono essere presenti e si consiglia di rispettare un rapporto tra maschio e femmina da 1/6 a 1/8.
Il momento più adatto per effettuare la potatura del kiwi è il mese di febbraio e, in funzione comunque dell’andamento climatico più o meno freddo, alla fine dell’inverno e prima dell’arrivo della primavera. In questo periodo si interviene sia sui rami che hanno già fruttificato, elimina doli, che su quelli che sono stati danneggiati dalle gelate e dalle perturbazioni invernali.

Lo scopo è quello di alleggerire la pianta, stimolarla a produrre frutti più grandi e di qualità e prepararla nel modo migliore alla fioritura.
Una seconda potatura (potatura verde) può essere fatta nel mese di maggio: questa operazione va fatta per sfoltire l’eccessiva vegetazione fogliare e consentire un maggiore arieggiamento della pianta. questa operazione va fatta però con criterio, senza esagerare, altrimenti si possono avere due conseguenze: eccessiva diminuzione della superficie fogliare fotosintetizzante (con diminuzione degli elaborati della pianta a scapito della pezzatura dei frutti e della loro buona maturazione) e maggiore rischio di soleggia mento dei frutti che si ripercuote con un peggiormaneto della loro qualità.
Per quanto riguarda la potatura delle piante maschili sarebbe preferibile potarle in primavera inoltrata, dopo la fioritura, per evitare di diminuire eccessivamente la produzione di polline.
Vediamo nel dettaglio come operare.
Siccome l’actinidia sviluppa la produzione quasi totalmente sui rami dell’anno, su questi rami produttivi le gemme fertili sono le 5/7 basali (le più vicine all’inserzione del ramo). I rami che hanno fruttificato devono essere invece rinnovati totalmente entro 2 o 3 anni.
Una volta scelti i rami che dovranno andare a frutto questi devono essere accorciati a 5-7 gemme.
Da queste si origineranno le piccole branche fruttifere sulle quali, dopo l’allegagione, deve essere praticata la potatura verde che consiste nel reciderle a 8 -10 gemme oltre l’inserzione dell’ultimo frutto.
Ogni anno si devono tenere nuovi rami inseriti sul legno vecchio per il rinnovo delle branche.
Per quanto riguarda infine la pianta maschile, come detto, è preferibile potarla dopo la fioritura asportando il 40-50% dei rami che hanno fiorito.

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