Salix cinerea

Salix cinerea

Il Salice grigio, conosciuto anche come Salice cinereo o Salice cenerino (Salix cinerea L.) è una specie arborea della famiglia delle Salicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Dilleniidae, Ordine Salicales, Famiglia Salicaceae e quindi al Genere Salix ed alla Specie S. cinerea.

Etimologia –
Il termine Salix è il nome latino classico del salice, forse connesso con il sanscrito saras, acqua. L’epiteto specifico cinerea proviene da cinis, cineris cenere: per il colore cinereo, cenerognolo, grigiastro.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Salice cenerino è una specie originaria di un’area collocata tra l’Europa e l’Asia occidentale. Questa pianta è diffusa nelle zone umide e lungo i fiumi, dove forma intricate boscaglie. La si ritrova dalla pianura fino ai 1000 metri di quota. È presente in due sottospecie, di cui la S. c. cinerea confinata in torbiere basiche come i cariceti, mentre la S. c. oleifolia che è meno specifica e cresce anche in torbiere alcaline come gli sfagneti e sui lati dei corsi d’acqua.

Descrizione –
Il Salix cinerea è un piccolo albero che può raggiungere i 10 metri circa di altezza. Ha un tronco per lo più ramificato fin dalla base e chioma rada e irregolare; i rami di 2-4 anni sono grigio-brunastri, decorticati e presentano costolature molto accentuate e sporgenti; i rametti giovani sono rivestiti di un tomento di colore grigio o brunastro. Le foglie sono da oblanceolate a largamente obovate, con colorazione verde-oliva nella pagina superiore, bianche o grigie nella pagina inferiore. È una pianta dioica, con fiori maschili e femminili su individui diversi. I fiori maschili sono degli amenti lunghi fino a 4 cm, mentre i femminili fino a 5 cm che raggiungono i 9 cm a maturità. Il periodo di fioritura è tra marzo-aprile prima dell’emissione delle foglie.
Esistono due sottospecie:
– la S. c. cinerea – tipica dell’Europa centrale ed orientale ed Asia occidentale; è un arbusto alto fino a 4–6 m (raramente 10 m) con corteccia liscia, foglie densamente pelose sul lato inferiore con peli giallo grigi, larghe stipule, persistente fino all’autunno;
– la S. c. oleifolia dell’ Europa occidentale e Africa nordoccidentale; è un arbusto o albero alto fino a 10–15 m con corteccia rugosa, foglie scarsamente pelose nel lato inferiore con peli rosso bruni, stipule larghe, deciduo precoce.

Coltivazione –
Il Salice grigio è un albero che può esser propagato per seme subito dopo la raccolta in primavera, oppure per talea presa dal legno dell’anno da novembre a febbraio. È una specie che predilige terreni umidi ed in prossimità di corsi d’acqua. Predilige terreni sciolti. Le talee possono essere tenute all’esterno in luogo riparato oppure messe direttamente a dimora, in questo caso in autunno e pacciamando il terreno circostante. Da giungo ad agosto, invece, si possono prendere talee semilegnose da far radicare in contenitori.

Usi e Tradizioni –
Il Salix cinerea è una pianta utile per consolidare terreni sciolti, versanti, argini, pendii e per il rimboschimento di aree incolte umide. Per le sue caratteristiche e come molti altri salici, è l’ideale in piccoli spazi, in presenza di acqua, come elemento del mixed border all’inglese o in una siepe libera e informale. Data la facilità d’ibridazione tra i salici è possibile accostare individui di salice cenerino e altri salici di sesso opposto per ottenere ibridi tra le specie.
I suoi rami possono essere usati per costruire capanni da caccia detti anche cesti.
Inoltre, come per le altre specie del genere Salix , la corteccia fornisce, oltre a tannino, anche la salicina, da cui si ricava acido salicilico, ad azione tonica, antireumatica, febbrifuga, antifermentativa ed astringente. Le foglie dei salici agiscono come cicatrizzanti, astringenti e sedative.

Modalità di Preparazione –
Dal Salice grigio si possono fare preparati con proprietà tonica, antireumatica, febbrifuga, antifermentativa ed astringente partendo dalle foglie. si possono estrarre preparare anche ormoni radicanti partendo dall’utilizzo di giovani rametti.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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