Hyalopterus amygdali

Hyalopterus amygdali

L’Afide farinoso del pesco (Hyalopterus amygdali Blanch.) è un insetto Rincote omottero appartenente alla famiglia Aphididae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aphidoidea, Famiglia Aphididae e quindi al Genere Hyalopterus ed alla Specie H. amygdali.
Sono sinonimi i termini: Hyalopterus mimulus Börner, 1950, Brachysiphum kobachidsei Rusanova, 1942 e Aphis amygdali.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Afide farinoso del pesco ha un areale di distribuzione cosmopolita corrispondente in gran parte alle aree di coltivazione del pesco.

Morfologia –
L’Afide farinoso del pesco è un piccolo afide dioico, di colore verdastro, che sverna allo stadio di uovo sull’ospite primario. Le neanidi e gli adulti sono ricoperti da un’abbondante secrezione cerosa biancastra, di natura polverulenta, da cui proviene il nome comune dell’Afide.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’Afide farinoso del pesco è un Afide dioico che svolge il suo ciclo tra il Pesco (ospite primario) e alcune piante spontanee come le canne o le cannucce di palude (Phragmites spp. e Arundo donax). L’insetto, dopo aver svernato sull’ospite primario come uovo, nel periodo primaverile generalmente nel periodo del germogliamento, riprende l’attività originando 4 o 5 generazioni (fondatrici e fondatrigenie) sul Pesco; il numero delle generazioni dipende dalla zona, dall’ambiente e dalle condizioni di vegetazione del frutteto. Nel periodo estivo le forme migranti si portano sugli ospiti secondari e, successivamente, nel periodo di fine estate-autunno, l’Afide ritorna sul Pesco per deporre l’uovo svernante.
La secrezione cerosa, emessa da questo afide, rimane sulle foglie che, insieme all’abbondante produzione di melata, provoca la occlusione degli stomi creando condizioni di asfissia alle foglie e ai germogli.
Il danno si evidenzia sulle foglie che, di norma, non si accartocciano ma si ripiegano leggermente ai margini; l’attacco dell’Afide provoca, in ogni caso:
– indebolimento dei germogli che crescono e lignificano male;
– caduta anticipata delle foglie (per asfissia);
– danni diretti ed indiretti dovuti a melata e alla secrezione cerosa che imbrattano sia la vegetazione sia i frutti;
– diminuzione del valore commerciale della produzione.
La lotta contro l’ Hyalopterus amygdali, di norma, non viene effettuata in maniera specifica in quanto con i normali trattamenti contro gli altri Afidi si riesce a controllar la popolazione. Per un buon riequilibrio ecologico della sua popolazione si deve invece stare attenti, con in normali insetticidi a non distruggere o far diminuire i suoi nemici naturali. Questi sono rappresentati prevalentemente da predatori e parassitoidi tra i quali ricordiamo:
– Coleotteri Coccinellidi: Adalia bipunctata, Coccinella septempunctata e C. decempunctata, Harmonia conglobata, Scymnus sp., Exochomus sp.;
– Rincoti Antocoridi: generi Orius e Anthocoris;
– Neurotteri Crisopidi: generi Chrysopa e Chrysoperla;
– Ditteri Sirfidi: Syrphus spp., Scaeva spp., Episyrphus spp.;
– Ditteri Cecidomidi: Aphidoletes spp.;
– Imenotteri Afididi: Aphidius spp.;
– Acari Trombididi.
Interessante è il risultato di alcune applicazioni di lotta microbiologica con alcuni funghi ad azione parassitaria, come la Entomophtora fresenii, in Francia, e il Verticillium lecanii, in Inghilterra.

Ruolo Ecologico –
L’ Hyalopterus amygdali svolge il suo ciclo biologico, come visto, tra il Pesco (ospite primario) e alcune piante spontanee, tra cui le canne o le cannucce di palude (Phragmites spp. e Arundo donax), vivendo in colonie nella pagina inferiore delle foglie.
Come per altri afidi la presenza di questo insetto è legato a cattive pratiche colturali quali: eccessive specializzazioni, concimazioni con azoto nitrico (che intenerendo i tessuti aumentano l’appetibilità dei tessuti delle piante), assenza di altri ospiti vegetali (importante la presenza di siepi e cespugli). Per questo motivo, nel settore agrario, la preliminare progettazione agroecologica delle coltivazioni è il primo presupposto per un buon riequilibrio della presenza di questi afidi.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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