Olio di semi di canapa

Olio di semi di canapa

L’olio di semi di canapa si ottiene per estrazione dai frutti della Cannabis sativa. Il frutto Cannabis sativa è un achenio che contiene un solo seme e che viene comunemente chiamato nell’industria olearia granella e volgarmente seme di canapa o canapuccia. Si ricorda che la coltivazione della canapa, sia per la produzione di olio che di fibre tessili, è consentita nella UE per varietà di canapa che contengano meno dello 0,2% del principale componente psicoattivo (Δ9-tetraidrocannabinolo).
L’estrazione può avvenire con diverse tecniche, ma essendo la resa solitamente alta, anche maggiore del 30%, è molto diffusa la spremitura a freddo.
L’olio di semi di canapa, ottenuto per spremitura a freddo, ha una colorazione verde più o meno intensa, mentre quello raffinato è molto chiaro in quanto ha perso la maggior parte dei componenti benefici. Quest’olio ha un sapore più intenso di quello di lino. A causa dell’alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, l’olio di canapa si deteriora facilmente alla luce e al calore quindi va conservato in frigorifero in una bottiglia di vetro scura. Per questa sua caratteristica, l’olio di canapa non è adatto alla cottura. Inoltre l’olio di semi di canapa può apparire di un colore verde abbastanza intenso se non raffinato. In funzione della quantità di granella immatura che viene lavorata può contenere da 5 a 80 ppm di clorofilla.
Nell’olio di semi di canapa il livello di THC (tetraidrocannabinolo), il principio attivo stupefacente della canapa, è molto basso, attestandosi intorno a meno di una parte per milione, tanto che per avere effetti psicotropi da parte di questa sostanza, bisognerebbe assumerne dai 5-9 litri al giorno. Fino ad oggi non si è verificato nessun tipo di effetti collaterali derivanti dall’assunzione di olio di canapa, ma al contrario, si sono osservati effetti benefici sulla salute, sia per i bambini che per gli adulti, tanto da essere ormai raccomandato nella prevenzione e nel trattamento delle malattie a base è infiammatoria.
L’olio di semi di canapa è composto prevalentemente da acilgliceridi (trigliceridi), composizione che può variare in funzione della cultivar, delle condizioni ambientali, della raccolta e della lavorazione.
I due principali acidi grassi sono: l’acido linoleico e l’acido α-linolenico, presenti normalmente a concentrazioni per cui la concentrazione totale di polinsaturi raggiunge l’ordine di grandezza dell’80%.

Insieme all’olio di pesce e quello di semi di lino, l’olio di semi di canapa è una delle poche fonti vegetali di acido alfa linolenico. L’olio di semi di canapa è noto per il suo equilibrato rapporto tra omega-3 e omega-6: nessun altro alimento in natura è in grado di garantire una proporzione 3:1, rapporto raccomandato dalle ricerche mediche e dalle più avanzate teorie nutrizioniste.
Nell’olio di semi di canapa sono presenti anche quantità significative di amminoacidi, numerose vitamine, tra cui A, E, B1, B2, PP, C; sali minerali come ferro, calcio, magnesio, potassio, fosforo; fitosteroli e cannabinoidi (specialmente CBD, Cannabidiolo) che secondo le più recenti acquisizioni medico-scientifiche hanno un’importante funzione di modulazione per quanto riguarda il sistema immunitario e le funzioni cognitive. Sono stati riportati infatti potenziali effetti benefici sulla salute, sia per i bambini che per gli adulti, nella prevenzione e nel trattamento delle malattie la cui base è infiammatoria.
Così come per tutti gli oli vegetali, per l’olio di semi di canapa, risulta importante la qualità dei semi, la tecnologia di produzione, la conservazione in ambiente fresco e buio, al fine di evitarne l’ossidazione e l’irrancidimento. Infatti per l’alto contenuto di polinsaturi è particolarmente suscettibile ad ossidazione ed irrancidimento e per l’utilizzo commerciale può richiedere l’aggiunta di antiossidanti.
L’olio di semi di canapa trova molteplici usi ed applicazioni. Può essere infatti utilizzato come ingrediente cosmetico, bruciato ed utilizzato come biocombustibile, adoperato per condire i cibi o sfruttato come solvente siccativo per le vernici.
Per quanto riguarda l’utilizzo alimentare, l’olio di semi di canapa ha un odore e un sapore gradevole. Può essere utilizzato per condire insalate, paste e pesce e può sostituire gli altri oli di semi. Ha un punto di fumo pari a 165 °C ed una stabilità relativamente bassa per cui non è consigliato per la frittura.
Altri utilizzi dell’olio di semi di canapa sono:
– nel campo cosmetico; all’olio di semi di canapa è stato attribuito il nome INCI: cannabis sativa seed oil e viene impiegato principalmente come emolliente e condizionante;
– nella produzione di saponi, con numero di saponificazione tipico pari a 190-193, formando col potassio un sapone più morbido e cremoso per l’alta concentrazione di polinsaturi;
– nel settore motoristico ed automobilistico, in quanto può essere utilizzato in alcuni tipi di motore, in particolare i motori Diesel. Quest’olio, rispetto ad altri oli vegetali utilizzati come biodiesel, ha il vantaggio di una maggiore fluidità e lo svantaggio di poter polimerizzare;
– nel campo della produzione delle vernici; in questo settore a causa del minor costo e di un più alto potere siccativo è stato sostituito dall’olio di lino.
Infine si ricorda che dai fiori della Cannabis sativa può essere estratto, per distillazione, anche un olio essenziale e, tramite solvente, una oleoresina detta olio di hashish, per cui la comune contrazione in “olio di canapa” può essere ambigua e fuorviante.

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