Illicium verum

Illicium verum

L’anice stellato (Illicium verum Hook.f.) è una specie arborea sempreverde appartenente alla famiglia delle Illiciaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Austrobaileyales, Famiglia Illiciaceae e quindi al Genere Illicium ed alla Specie I. verum.

Etimologia –
Il termine Illicium proviene da illício, cioè attirare con lusinghe: per il suo delizioso aroma. L’epiteto specifico verum, viene da vero, genuino, corretto, originale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’anice stellato è una specie arbustiva o arborea sempreverde aromatica originaria dei boschi dell’Asia sudorientale (sud della Cina e Vietnam).

Descrizione –
L’ Illicium verum è un piccolo albero tropicale sempreverde, alto tra i 5-10 metri; possiede una caratteristica corteccia aromatica, le sue foglie profumate, lucide, disposte in posizione alterna, hanno una forma ellittica e acuminata e sono inoltre aromatiche; all’ascella delle foglie si formano fiori con perianzio bianco-giallastro formato da 15-20 petali disposti a spirale. I fiori presentano numerosi stami e 8-12 carpelli che danno altrettanti follicoli uniseminati, disposti come i raggi di una stella. Il frutto è un follicolo legnoso che è formato da 8-12 lobi disposti a stella (da cui il nome), su un peduncolo detto columella. Ogni lobo porta un seme lucido. La droga è costituita dai follicoli, si tratta di un olio essenziale il cui principio attivo contiene principalmente anetolo.

Coltivazione –
L’ Illicium verum è una pianta che per poter essere coltivata al meglio ha bisogno di posizioni molto soleggiate; inoltre, date le sue origini, ama i luoghi caldi e preferisce zone con estati lunghe e molto calde. Ove la temperatura scende sotto i -5°C si può coltivare solo in serra fredda, con buona illuminazione. Se coltivata all’aperto va posta in pieno sole ed in zone riparate dai venti freddi e asciutti. Per approfondire la tecnica di coltivazione si può consultare la scheda seguente.

Usi e Tradizioni –
Sotto il generico nome di Anice, di fatto, si raggruppano differenti piante, che non hanno in realtà parentele botaniche. Le piante sono accomunate dall’aroma dei loro semi o frutti, praticamente identico. L’anice stellato viene utilizzato in cucina come spezia e in Europa, industrialmente, per la produzione di diversi liquori fra cui sambuca, pastis e sassolino ed amatorialmente per la produzione del liquore tipico marchigiano e laziale mistrà.
Con la sua scorza macinata si preparano le bacchette d’incenso che vengono accese nei templi in Cina e soprattutto in Giappone, poiché la pianta è considerata sacra. L’anice stellato venne introdotto in Europa dalla Cina intorno al XVII, da allora la spezia viene utilizzata intera, triturata grossolanamente in frammenti o ridotta in polvere. A causa dell’elevata volatilità del suo olio essenziale conviene comperarla intera, conservarla in piccoli contenitori a chiusura ermetica ed evitare di acquistarla già macinata poiché nel giro di poche settimane le sue fragranze andrebbero irrimediabilmente disperse nell’aria. Il suo uso in Occidente è spesso limitato al consumo sotto forma di miscela, nel mix delle 5 spezie (Wu xiang fen), dove viene triturata in parti uguali insieme a cannella, chiodi di garofano, finocchio e pepe di Sichuan, anche se in Cina alla formula classica possono essere aggiunte occasionalmente: zenzero, galanga, cardamomo nero.
L’uso di questa spezia però non si è mai particolarmente diffuso al di fuori della terra di origine, nonostante i cinesi l’abbiano portata con sé ovunque si siano insidiati. Una specie molto affine, l’I. religiosum, o Anice stellato giapponese, è a volte utilizzata come adulterante dell’Anice stellato cinese. L’olio distillato, ricavato mediante distillazione a vapore dal frutto di Illicium verum, è un importante sostituto dell’olio di Anice europeo ed è largamente utilizzato nei prodotti di sapore anisato. Pur essendo molto diverso dall’Anice verde che, come detto, appartiene a una famiglia botanica diversa, le loro proprietà aromatiche e terapeutiche sono molto simili.
I principi attivi di questa pianta sono: Olio essenziale (sino al 10%), anetolo (80-90%), olio fissato, zuccheri, resini e tannini.
I principi attivi trovano applicazione in vari campi, dalla medicina alla cucina.
In medicina viene usato per:
– Acidità di stomaco, crampi e spasmi addominali;
– Aerofagia, digestione difficile, flatulenza, meteorismo;
– Asma, catarro nei polmoni, irritazioni delle mucose bronchiali e tosse;
– Mal di testa, emicranie e dolori mestruali;
Bisogna però sempre avere una giusta misura nell’assumere dosi troppo elevate della spezia, in questi casi può causare sintomi di avvelenamento particolarmente evidenti a carico del sistema nervoso. Per questo motivo è sempre opportuno avere un parere medico in merito.
In generale ha quindi: proprietà eupeptiche, stomachiche, carminative ed antidiarroiche.
L’ Illicium verum viene utilizzato per estrarne l’acido shikimico usato per produrre farmaci antivirali importanti.
Le parti utilizzate sono: i frutti (chiamati impropriamente semi) che vengono raccolti ancora verdi e fatti essiccare al sole diventando di colore bruno-rossastro.

Modalità di Preparazione –
L’Anice stellato, come pianta aromatica, è molto utilizzato nella cucina orientale per insaporire particolarmente i piatti a base di carne. In occidente si utilizza come aroma per i dolci e per la produzione di liquori (Anisetta) ed, in questo senso, il principio attivo che da l’aroma e di cui è ricco è l’anetolo.
Come detto viene utilizzato in Europa industrialmente per la produzione di diversi liquori fra cui sambuca e pastis.
In Cina l’Anice stellato, dove è un ingrediente indispensabile della miscela di cinque spezie, è impiegato spesso per insaporire piatti di pollame e maiale. I vietnamiti lo utilizzano nel caratteristico pho, tipico brodo di manzo. È ideale per dare sapore e aroma al pollo arrosto, accompagna bene il pesce brasato, i molluschi in genere e i brodi. Conferisce inoltre un gusto particolare a verdure cotte come porri e zucche. È inoltre impiegato come aromatizzanti per gomme da masticare e confetterie.
Alcune preparazioni a base di Anice stellato possono essere:
– Infuso: versare su 5 g di semi essiccati di Anice stellato una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 10-15 minuti, quindi colare;
– Polvere: pestare e sminuzzare i frutti, o solo i semi, in un mortaio, oppure direttamente con il frullatore. La dose consigliata è un cucchiaino, in ostia, o mescolato a miele o marmellata, dopo ciascun pasto principale;
– Tintura: macerare 20 g circa di semi di Anice stellato in 100 g di alcool a 70°. Trascorsi 15-20 giorni colare e filtrare con l’apposita tela. Conservare la tintura in una bottiglietta di vetro scuro con tappo contagocce. Prenderne secondo le indicazioni 25-30 gocce disciolte in un poco di acqua tiepida, o su una zolletta di zucchero;
– Vino medicinale: macerare in un litro di buon marsala 150 g di semi di Anice stellato, lasciare quindi a macero per quindici giorni;
– Tonico per denti e gengive: mettere in un recipiente di terracotta o porcellana i seguenti ingredienti: 30 g di Anice stellato in polvere, otto chiodi di garofano in polvere 8 g di Cannella e 10 g di sommità fiorite di Menta piperita (o 1 g di essenza di Menta), lasciare a macerare in 300 g di alcool e 200 g di acqua per 10-12 giorni, quindi filtrare e conservare in una bottiglietta con tappo a vite. Utilizzare il tonico così preparato (qualche goccia di tonico in un bicchiere di acqua tiepida) per fare sciacqui rinfrescanti, disinfettanti, per sbiancare i denti, tonificare la gola e le gengive;
– Alito profumato: masticare all’occorrenza alcuni semi interi di Anice stellato;
– Profumo all’Anice stellato: in un barattolo di vetro scuro con tappo a vite, mettere a macerare in mezza tazza di alcool etilico a temperatura ambiente 3 cucchiai di semi di Anice in polvere e qualche goccia di olio essenziale di Anice. Lasciare riposare per dieci giorni agitando ogni tanto, quindi filtrare e travasare in una bottiglietta di vetro scuro.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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