Coprinus plicatilis

Coprinus plicatilis

Il Coprinus plicatilis (Coprinus plicatilis (Curtis) Fr., 1838) è un fungo appartenente alla famiglia delle Coprinaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Phylum Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Coprinaceae e quindi al Genere Coprinus ed alla Specie C. plicatilis.
Sono sinonimi i termini: Agaricus plicatilis Curtis, Fl. Londin.: 57 (1787) e Parasola plicatilis.

Etimologia –
Il termine Coprinus proviene dal greco κόπρινος kóprinos (da κόπρος cópros sterco): attinente lo sterco, che cresce sullo sterco. L’epiteto specifico plicatilis è dovuto alle pieghettature del cappello.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Coprinus plicatilis è un fungo che cresce nel periodo tra la primavera e l’autunno, nei prati e altri luoghi erbosi e più raramente all’ombra. Lo si ritrova solitario in piccoli gruppi e raramente in pochi. È piuttosto comune e diffuso in tutta Europa e probabilmente in altri continenti.

Riconoscimento –
Si riconosce per avere il cappello di forma cilindrico-ovoidale di 2-4 cm di diametro, campanulata, poi convessa, appianata e compressa al centro; con colore giallo-ocraceo la parte centrale, grigia, farinosa, plicato-striata la parte periferica. Le lamelle sono sottili, tenere, di color rosa, per poi divenire grigie e infine nere non deliquescenti; inserite su un disco, dalla parte alta del gambo. Il gambo è di colore bianco-pallido, sericeo-lucente, sottile e con base bulbosa. La carne è di consistenza insignificante, con odore e sapore praticamente nulli. Al microscopio si notano delle spore di 11-12 x 8-9 µm, ellittiche, o a mandorla, nere in massa. I basidi sono di 20-42 x 9-12 µm, tetrasporici. I pleurocistidi sono di 60-100 x 22-35 µm, utriformi o sub cilindrici ed i cheilocistidi di 40-90 x 16-28 µm, utriformi or sublageniformi con collo lungo 6-15 µm, a volte ellissoidi. Giunti a fibbia: presenti.

Coltivazione –
Il Coprinus plicatilis, sia per la consistenza che per le qualità organolettiche non è un fungo di alcun interesse alla coltivazione.

Usi e Tradizioni –
Il coprinus plicatilis è strettamente correlato al C. leocephalus ma differisce nelle spore più grandi e allungate, con basidi un po’ più piccoli e più grigi, le lamelle meno affollate; inoltre preferisce un habitat esclusivamente in luoghi più aperti ed erbosi.
Dal cappello del Coprinus plicatilis, così come del Coprinus comatus, in passato si otteneva un liquido, che serviva a preparare una specie di inchiostro molto più resistente di quello di china. Per tale motivo questi funghi, nei paesi anglosassoni, sono chiamati “Ink Cap”, cioè cappello inchiostro. Esistono più di 100 funghi dell’inchiostro e si trovano su terreni ricchi, non concimati, su prati, campi, giardini e sono molto comuni alle nostre latitudini.
Dal punto di vista della commestibilità è di scarso valore, anche se può essere consumato ma è sconsigliato.

Modalità di Preparazione –
Il Coprinus plicatilis non ricopre alcun valore gastronomico anche se occasionalmente è stato consumato.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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