Amanita vittadinii

Amanita vittadinii

L’Amanita vittadinii (Amanita vittadinii (Moretti) Vittad. 1826) è un fungo basidiomicete simbionte appartenente alla famiglia delle Amanitaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Sottodivisione Agaricomycotina, Classe Agaricomycetes, Sottoclasse Agaricomycetidae, Ordine Agaricales, Famiglia Amanitaceae e quindi al Genere Amanita ed alla Specie A. vittadinii.
Sono sinonimi i termini: Lepidella vittadinii (Moretti) E.-J. Gilbert 1925, Aspidella vittadinii (Moretti) E.-J. Gilbert 1940 e Saproamanita vittadinii (Moretti) Redhead, Vizzini, Drehmel & Contu 2016.

Etimologia –
Il termine generico Amanita proviene dal nome del monte Amanos della Turchia asiatica o dal greco ἀμᾱνῖται amanítai, appellativo dato dagli antichi Greci ai funghi in genere. L’epiteto specifico vittadinii è stato dato a questo fungo in onore del botanico italiano Carlo Vittadini (1800-1865) di cui si ricordano soprattutto gli studi di micologia.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Amanita vittadinii è un fungo simbionte che si trova nei luoghi erbosi e incolti nel periodo tra fine estate ed autunno; cresce solitario o in gruppi di pochi esemplari tra l’erba in luoghi incolti ma non è comune. Può fruttificare anche distante da essenze arboree, non essendo necessariamente specie micorrizica.

Riconoscimento –
L’Amanita vittadinii ha un aspetto simile ad alcune specie dei generi Macrolepiota ed Armillaria ma a differenza di queste, che hanno un colore più tendente all’ocra, l’Amanita vittadinii è caratterizzata dalla colorazione bianca di tutto il corpo fruttifero (carpoforo) e dalla presenza di squamosità in tutte le sue parti. Si riconosce per il cappello di 10-18 cm con colore bianco-avorio-crema che è prima globoso e poi convesso. La cuticola è separabile ed ornata da verruche piramidali più fitte al centro, embricate al margine, sempre eccedente rispetto alle lamelle; queste sono di colore bianco-crema con riflessi tendenti al verde, libere, fitte, ventricose con filo seghettato, alternate da lamellule. Il gambo è cilindrico, slanciato, bianco, con una squamettatura concolore che, dalla base, raggiunge l’anello, che si imbrunisce alla manipolazione. L’anello è di colore biancastro, liscio superiormente, fioccoso nella parte inferiore. La carne è bianca, compatta e soda, con odore gradevole, come di “biancheria pulita” da giovane ma che diventa poi subnullo con l’età, un po’ agliaceo sulle lamelle quando il fungo inizia a deperirsi e con sapore poco percettibile ma gradevole. All’analisi microscopica si rilevano delle spore di colore bianco-crema in massa, ellittiche, 10-12 x 8,5-9,5 µm, amiloidi.

Coltivazione –
Fungo non coltivato e comunque di scarso interesse anche per le sue caratteristiche organolettiche.

Usi e Tradizioni –
L’Amanita vittadinii è un fungo che può essere consumato ma con estrema cautela in quanto è confondibile con amanite bianche mortali. La specie, seppure venga data come commestibile da molti autori, ha caratteristiche organolettiche che la rendono poco gradevole, inoltre, per la sua rarità, non dovrebbe essere raccolta e quindi andrebbe protetta.
Sono specie simili l’Amanita codinae (Maire) Bertault, 1955, che è una specie affine di taglia più piccola e con le squame brunastre e che alcuni autori considerano soltanto come una sua forma.

Modalità di Preparazione –
Potrebbe essere consumata come altre amanite eduli ma se ne sconsiglia assolutamente la raccolta ed il consumo per le ragioni sopraesposte.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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