Come coltivare il Tè

Come coltivare il Tè

Il Tè (Camellia sinensis (L.) Kuntze) è la specie della famiglia Theaceae le cui foglie e i cui germogli sono usati per produrre la bevanda omonima. Tutti i tipi di tè prendono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta ma sono i metodi di lavorazione che ne differenziano le varie tipologie. Esistono semmai differenti cultivar di questa pianta: Benifuuki, Fushun, Kanayamidori, Meiryoku, Saemidori, Okumidori e Yabukita ma con tecniche di coltivazioni molto simili. In questa scheda vedremo infatti come coltivare il Tè e gli accorgimenti e le tecniche agronomiche più appropriate, considerando che la pianta del tè cresce e viene coltivata soprattutto nella fascia tropicale e subtropicale con piovosità molto elevate ed esposizione in pieno sole. La pianta ha poi bisogno di umidità ambientale molto elevata e suoli particolarmente fertili. In mancanza di queste condizioni diventa molto più complessa una buona riuscita della coltivazione, anche se alcune varietà più resistenti vengono coltivate anche in Gran Bretagna. Si ricorda a tal proposito che le coltivazioni possono trovarsi anche a 2.500 m di altitudine (dove spesso si ottengono i tè più pregiati).

Per la sua coltivazione si consiglia una costante cimatura: la pianta dovrà essere potata all’altezza del girovita per agevolare l’emissione di getti laterali e la successiva spiuma tura; altrimenti la pianta tende ad assumere dimensioni da albero. Per la coltivazione del te si consiglia di partire dal seme, se nella zona di coltivazione è più difficile trovare piantine in vivaio; i semi sono acquistabili molto più facilmente anche su internet.
Per la semina si consiglia di tenere i semi in ammollo per 2 – 3 giorni per consentire una buona idratazione del seme; inoltre vista la bassa percentuale di germinabilità si consiglia di aumentare del 40-60 % il quantitativo di sementi. La semina va effettuata su suoli soffici, di medio impasto con reazione leggermente acido e con bassissimi contenuti in calcio, elemento poco gradito dalla Camellia sinensis. Identica cosa va fatta con le acque di irrigazioni che non devono essere calcaree. Per la germinazione il tè ha bisogno di circa tre settimane e la temperatura ideale è di 20° – 25°C per tutto il periodo di germogliazione e per la prima fase dello sviluppo vegetativo. Si consiglia per questo motivo di seminare in semenzaio e di effettuare successivamente il trapianto in ambiente soleggiato e caldo; l’epoca del trapianto idonea è quella primaverile quando le temperature hanno superato i 18 °C, anche nelle ore notturne.
La vita produttiva della Camellia sinensis comincia generalmente dopo 3-4 anni dalla semina, e dura per qualche decina d’anni, anche se esistono esemplari selvatici che superano il secolo d’età.
Tra le avversità riscontrate sulla Camellia sinensis ricordiamo alcune cocciniglie dei generi Planococcus, Virus della variegatura infettiva della camelia (C.I.V.V.), necrosi dei fiori di camelia (Ciborinia camelliae o Sclerotinia camelliae) e manifestazioni di clorosi fogliare se il pH è troppo alto. Si possono riscontrare anche Antracnosi della camelia o Glomerella cingulata, marciume del colletto e delle radici (Phytophthora cinnamoni) e maculature fogliari (Phyllosticta camelliae).

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