Leucopaxillus lepistoides

Leucopaxillus lepistoides

Il Leucopaxillus lepistoides (Maire) Singer è un fungo della famiglia Tricholomataceae, di grandi dimensioni, raro e di ottima commestibilità.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Tricholomataceae e quindi al Genere Leucopaxillus ed alla Specie L. lepistoides.

Etimologia –
L’epiteto Leucopaxillus proviene dal greco λευκός leucós, che significa bianco, per il suo colore; il termine specifico lepistoides deriva dal greco λεπιστόϛ lepistós sbucciato, nel significato di nudo, pelato: cioè fungo privo di particolari ornamenti. Sono sinonimi: Aspropaxillus lepistoides (Maire) Kühner & Maire, Clitocybe lepistoides (Maire) Konrad & Maubl e Tricholoma lepistoides Maire 1926.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Leucopaxillus lepistoides è un fungo non molto frequente che cresce sia in autunno che, in maniera più abbondante in primavera, nei prati e pascoli e nei prati umidi delle montagne ed in boschi di aghiformi o latifoglie, alberi di pino, di ulivo, ecc..

Descrizione –
Questo fungo è caratterizzato da un cappello molto ampio e corposo, fino a 30 cm di diametro, a completo sviluppo, carnoso, dapprima emisferico, poi piano-convesso, ma mai completamente appianato, con margine a lungo involuto che si può fessurare con tempo secco. La cuticola si presenta umida, grassa, elastica, liscia che, negli esemplari più vecchi, si dissocia in caratteristiche areole. Le lamelle sono molto fitte, basse, leggermente decorrenti sul gambo, biancastre con riflessi grigio-verdi negli esemplari giovani, intervallate da lamellule di varia lunghezza. Il gambo è corto e massiccio, clavato, ingrossato in prossimità della base, dello stesso colore del cappello. La carne è soda, compatta, che a maturazione diviene un po’ molle nel cappello, mentre nel gambo è dura e fibrosa ed alla sezione vira al grigio-verdastro dando allo stesso un aspetto marmorizzato, di colore biancastro nel resto del fungo, sapore dolce farinoso, odore complesso farinoso-spermatico.

Coltivazione –
Non risulta alcuna documentazione di coltivazione di questo fungo.

Usi e Tradizioni –
Il Leucopaxillus lepistoides è un fungo eccellente (anche se in alcuni riscontri bibliografici viene riportato stranamente come fungo di scarso valore) ma poco conosciuto dai dilettanti, poiché abbastanza raro; attualmente viene riconosciuto come uno dei migliori funghi in termini di grandezza e resa. È, come detto, un fungo relativamente difficile da trovare, che appare negli stessi luoghi in alcuni anni in primavera e altri in autunno; per di più, nonostante le dimensioni notevoli, si mimetizza perfettamente nell’ambiente circostante poiché somigliante a delle pietre. A causa delle sue dimensioni e consistenza, un singolo fungo è sufficiente per fare un buon piatto. La fruttificazione si presenta, di solito, a piccoli gruppi di individui disposti a zig zag o a cerchio. Questo fungo non fruttifica tutti gli anni, cosa che lo rende un fungo raro. Data la rarità sarebbe opportuno non raccoglierlo.

Modalità di Preparazione –
Per la consistenza della sua carne, soprattutto degli individui più giovani, può essere preparato e conservato in quasi tutti i modi.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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