Foresta Pluviale del Congo

Foresta Pluviale del Congo

La foresta pluviale del Congo è una foresta equatoriale sita nell’Africa Centrale. Questa foresta che coincide in prevalenza con il bacino del Congo si estende su sei Paesi: Gabon, Guinea equatoriale, Camerun, Repubblica Centroafricana, Repubblica del Congo e Repubblica Democratica del Congo (RDC). La sua superficie è di oltre 200 milioni di ettari e, al suo interno, si trovano circa 10.000 specie di piante tropicali di cui il 30% sono unici nella regione. Nella Foresta Pluviale del Congo abitano molti animali oramai in via di estinzione; ricordiamo: l’elefante della foresta, scimpanzé, bonobo e gorilla di pianura e di montagna. Questa foresta, con le sue aree limitrofe ospita circa 60 milioni di persone che traggono sostentamento da essa. I gruppi etnici più numerosi sono quelli dei Pigmei (Aka, Baka, Bambuti, Efe). La Foresta Pluviale del Congo riveste una grande importanza per il mantenimento del clima. Secondo le stime essa mantiene fra il 10 e 20% di carbonio del pianeta. Secondo la classificazione del WWF la foresta congolese è composta dalle seguenti ecoregioni:

 

• foreste costiere di Cross-Sanaga-Bioko – (AT0107);
• foreste costiere equatoriali atlantiche – (AT0102);
• foreste di pianura del bacino nord-occidentale del Congo – (AT0126);
• foreste palustri del bacino occidentale del Congo (AT0129);
• foreste palustri del bacino orientale del Congo – (AT0110)
• foreste di pianura del bacino nord-orientale del Congo – (AT0124);
• foreste di pianura del bacino centrale del Congo – (AT0104);
• foreste montane della faglia albertina – (AT0101).
Queste ecoregioni sono caratterizzate dalla più elevata biodiversità del pianeta. Infatti nella Foresta Pluviale del Congo si trovano alcune migliaia di specie animali, di cui oltre 400 specie di mammiferi, 1.000 specie di uccelli e circa 700 specie di pesci. Ma anche la vegetazione mostra un’elevatissima biodiversità; sono infatti presenti oltre 10.000 specie di piante tropicali e 600 specie di alberi. Molte specie vegetali ed animali sono endemici della regione e, purtroppo, molte specie sono minacciate da estinzione. Le diverse eco regioni presentano poi differenti stati di conservazione; alcune ancora sostanzialmente intatte ed altre decisamente in avanzato stato di degrado. Quelle che mantengono un più elevato stato di conservazione sono quelle più interne, dove è anche minore l’insediamento umano; ma i programmi di infrastrutturazione e di costruzione di strade e ferrovie possono seriamente mettere in crisi queste aree. Tra queste vanno ricordate le: foreste palustri del bacino occidentale del Congo, le foreste palustri del bacino orientale del Congo e le foreste di pianura del bacino centrale del Congo.
Molte di queste aree sono oramai potenzialmente a rischio, dove soprattutto l’insediamento di un’agricoltura intensiva ed il commercio di carne e legname e delle relative infrastrutture, rischiano di incrinare delicatissimi equilibri. Tra queste aree ricordiamo le foreste costiere del Congo, le foreste di pianura del bacino nord-occidentale del Congo, l’area delle foreste di pianura del bacino nord-orientale del Congo e la zona all’estremo orientale della foresta del Congo, costituita dalla regione delle foreste montane della faglia albertina. Le dinamiche di degrado, di estinzione e di rischio di perdita di questi grandi patrimoni ecologici (e quindi anche economici) sono sempre gli stessi. Cattiva pianificazione politica, con grande instabilità in molte aree, che determina scarso controllo del territorio e del suo sfruttamento. Alla fine non pagano solo gli africani ma tutti noi. In attesa di una vera politica aspettiamo che l’uomo non condanni se stesso alla sua stupidità.

Guido Bissanti




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