Come coltivare il Babaco

Come coltivare il Babaco

Il babaco (Carica × pentagona Heilborn, sin. Vasconcellea × heilbornii) è un ibrido naturale, originario dell’America del sud, ottenuto da due specie di arbusti affini alla papaya (Carica papaya), Carica pubescens (sin. Vasconcellea curdinamarcensis) e Carica stipulata (sin. Vasconcellea stipulata), della famiglia delle Caricaceae.
Il babaco è una pianta erbacea, con crescita rapida e foglie concentrate nella parte alta. I fiori, esclusivamente femminili da cui si originano frutti, molto simili a zucche, per partenocarpia. Il babaco, per poter crescere ha bisogno di un clima con temperature comprese tra i 6 e i 30 °C, piuttosto umidi e con precipitazioni frequenti. Il terreno su cui può crescere il babaco deve essere asciutto e privo di ristagni idrici. Il babaco può essere coltivato nel sud Italia sotto serra fredda. Per quanto riguarda l’irrigazione si sottolinea che oltre alla necessità di buoni apporti irrigui questa pianta non tollera acque con salinità elevata, per cui nell’ipotesi dell’inizio di una coltivazione del babaco va effettuata un’analisi delle acque per valutare il grado di salinità e soprattutto la presenza di sodio.

Il babaco va posto a dimora in primavera ed oltre alle abbondanti irrigazioni il terreno va preliminarmente preparato con un’abbondante concimazione organica, possibilmente di letame ben maturo (non usare nitrati perché vengono trasferiti direttamente nei frutti con conseguenze assimilazione da parte dei consumatori). A questo proposito si ricorda che, essendo il babaco molto esigente in fosforo si sconsiglia la sua coltivazione in suoli calcarei dove la retrogradazione dei fosfati non permetterebbe alla pianta di assimilarli.
La produzione dei primi frutti di babaco si ha già con l’inizio dell’estate; questi si sviluppano durante il periodo autunno-invernale e quindi con l’inizio della primavera entrano nella fase di maturazione che dura 3-4 mesi. Per una migliore resa produttiva le piante vengono rinnovate dopo 2-3 cicli di fruttificazione ; questo si fa capitozzandole a circa 20 cm e allevando il germoglio migliore.
Con un’attenta tecnica di coltivazione e soprattutto con buone disponibilità di sostanza organica si possono raggiungere 1.000 quintali per ettaro di produzione.
I frutti ordinariamente si raccolgono all’inizio dell’invaiatura; se si vuole migliorare la qualità, dovrebbero essere raccolti più tardi possibile. Infatti i frutti che maturano naturalmente sulla pianta possono contenere fino al 60% circa di zuccheri. In Italia, per le differenti condizioni climatiche, tale valore è molto più basso.
Le più preoccupanti avversità per il Babaco sono rappresentate dai marciumi dell’apparato radicale e del colletto provocati dai funghi del genere Phythophthora, dal Ragno rosso (Tetranichus urticae Koch) e dai nematodi. Per questo motivo è bene che i suoli di coltivazione siano molto permeabili e che non si faccia ricorso a fertilizzanti a base di nitrati che, intenerendo notevolmente la pianta la predispongono a maggiori attacchi.




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