Prasjum majus

Prasjum majus

La pianta aromatica di Prasium Majus (The Siciliano) è una perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, proveniente dal centro del Mediterraneo, può raggiungere 1 metro di lunghezza. Pianta ornamentale per l’adattabilità al clima mediterraneo e per la bellezza dei suoi fiori. Trova impiego in cucina, ricca di vitamina E, ha proprietà antiossidanti.

Sistematica –
Il Prasium Majus appartiene al Dominio Eukariota, al Regno Plantae, alla Divisione Magnoliophyta, Ordine Lamiales, Famiglia Lamiaceae, Genere Prasium e quindi alla specie P. majus.
Il genere Prasium comprende solo questa specie.

Etimologia –
Il nome del genere Prasium è di incerta derivazione, forse dal greco “prason” = pietra o agata di color verde, con probabile riferimento al particolare verde lucente delle sue foglie, mentre il nome della specie proviene dal latino majus= maggiore, più grande.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Cresce in luoghi Garighe, rupi o suoli di natura sedimentaria delle fascie litorali e scogliere marine, da 0 a 600 m. La sua prenza maggiore è comunque nelle rupi calcaree e delle garighe in prossimità del mare.

Descrizione –
Pianta suffruticosa semirampicante alta 30-100 cm con fusti prossimali legnosi con corteccia grigio-giallastra fessurata longitudinalmente; rami distali erbacei a sezione quadrangolare, normalmente glabri, arrossati o soffusi di violetto; foglie opposte ovato-lanceolate a margine seghettato, picciolate, lucide e un po’ coriacee, di colore verde scuro, caduche; verticillastri composti da 2 fiori ravvicinati con brattee lanceolato-acuminate; corolla bianca o più o meno violacea lunga circa 2 cm con labbro superiore bifido all’apice, quello inferiore trilobo, a lobo centrale ampio; stami e stilo sporgenti; il frutto è composto da 2 mericarpi neri simili a piccole drupe.
Pianta a portamento arbustivo-lianoso presente in ambiente di macchia mediterranea litoranea ma anche nelle zone più interne, vegeta, indifferente al substrato, fino a 600 m di altitudine.

Coltivazione –
La coltivazione può avvenire tramite la riproduzione per seme in vivaio e la successiva piantagione in pieno campo delle giovani piantine.
Come tutte le specie calciofile è preferibile scegliere terreni calcarei avendo però cura di assistere la piantina sia con integrazioni di fertilizzanti organici che con attente irrigazioni durante la prima fase della loro vegetazione.
Essendo comunque di piante legnose con gemme perennanti poste tra 20 cm e 2 m dal suolo si può pensare anche di utilizzare queste parti per la successiva diffusione e riproduzione delle piante.
Per le sue peculiarità è una pianta che va particolarmente attenzionata per una sua possibile introduzione nelle aziende agricole quale specie coadiuvante della biodiversità aziendale e per la possibilità di una integrazione al reddito. Essendo infatti una pianta piuttosto rustica e perenne non richiede particolari attenzioni se non quelle tradizionali.

Usi e Tradizioni –
Si tratta di una pianta mellifera, quindi molto utile nell’incremento delle popolazioni di api.
I tralci di Prasium majus venivano in passato utilizzati in agricoltura come legacci per fissare le piante arboree giovani ai pali tutori.
Il Prasium majus può anche trovare impiego in cucina ed è considerato una pianta molto ricca di alfa tocoferolo (vitamina E) e dalla buona capacità anti-ossidante.
La pianta viene anche coltivata a scopo ornamentale: l’unico inconveniente è la prematura caduta delle foglie.

Modalità di Preparazione –
La stessa nomenclatura fa comprendere come veniva usato, soprattutto in passato, in sostituzione del the tradizionale, soprattutto presso quelle popolazioni che, per motivi economici, non potevano permettersi quello tradizionale.
La modalità di preparazione del Prasjum majus (o Camedrio bianco)è del tutto simile a quello dei the conosciuti. È molto aromatico ed è interessante una espansione della ricerca delle sue applicazioni.
Le foglie vengono usate anche per infusi e decotti per l’effetto diuretico e contro i calcoli renali.
Sono comunque notevoli le sue potenziali applicazioni anche in cucina (contiene, come detto, parecchia vitamina E) per cui va attuata un’attenta ricerca delle sue peculiarità alimurgiche ed officinali.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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