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Theophrasta jussieui

Theophrasta jussieui

Il piccolo cocco (Theophrasta jussieui Lindl., 1821) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Primulaceae.

Sistematica –
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Primulales
Famiglia Primulaceae
Genere Theophrasta,
Specie T. jussieui.
Sono sinonimi i termini:
– Theophrasta henrici Gouan, 1825;
– Theophrasta spinosa Willd. ex K. Koch & Fintelm., 1859;
– Theophrasta densiflora Decne., 1876).

Etimologia –
Il termine Theophrasta è stato dato in onore del filosofo e botanico greco Θεόϕραστος (in latino Theophrastus) (ca. 370-ca. 287 a. C.) considerato il padre della botanica.
L’epiteto specifico jussieui è stato dedicato al botanico francese Antoine Laurent de Jussieu (1748-1836), noto per essere stato il primo a pubblicare una classificazione naturale delle piante da fiore.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Theophrasta jussieui è una pianta originaria di Hispaniola, una delle maggiori isole delle Antille, sul cui territorio si trovano gli stati sovrani di Haiti ad ovest e la Repubblica Dominicana ad est.; in questo areale è presente con pochi esemplari.
Il suo habitat naturale è quello delle foreste semidecidue e sempreverdi, dove cresce dal livello del mare fino a circa 1000 m di altitudine.

Descrizione –
La Theophrasta jussieui è un arbusto a fusto solitario eretto, di circa 5 cm di diametro, di colore bruno; su questo si possono vedere gli anelli della traccia delle foglie cadute; è provvisto di spine lunghe circa 1 cm e può raggiungere un’altezza di circa 2 m.
Al di sopra del fusto è presente una fitta corona di foglie, che sono portate da un picciolo lungo circa 0,5 cm; le foglie sono semplici, subverticillate, di forma da oblungo-lanceolate a oblanceolate; hanno apice generalmente ottuso e margine ondulato dentato-serrato, rigide; sono di colore verde intenso lucido, di 20-50 cm di lunghezza e 5-10 cm di larghezza.
Le infiorescenze sono racemose e prodotte all’ascella delle foglie superiori; sono numerose, lunghe 5-8 cm, con 5-6 fiori, su un pedicello lungo 3-6 mm, bianche, erette e appressate. Il fiore ha un calice campanulato con 5 lobi ovati, corolla pentagonale con 5 lobi ovati, corona staminale pentagonale, corta, carnosa, con 5 stami, ovario ovato biloculare.
Il frutto è una bacca globosa di consistenza alquanto carnosa; ha una colorazione gialla con presenza, a maturità, di piccole macchie brune di 2-4 cm di diametro.
All’interno sono presenti numerosi semi di 0,6-1 cm di lunghezza.

Coltivazione –
La Theophrasta jussieui è una pianta che cresce in forma di arbusto che cresce principalmente nel bioma tropicale umido.
Questa pianta è praticamente sconosciuta al di fuori del luogo di origine. Si trova quasi esclusivamente in giardini botanici e collezioni specializzate.
Tuttavia per le sue caratteristiche ornamentali potrebbe essere oggetto di maggiore diffusione.
La pianta si riproduce per seme; questo va posto in substrato alquanto drenante e aerato, mantenuto costantemente umido alla temperatura di 26-28 °C.

Usi e Tradizioni –
La Theophrasta jussieui è una pianta circoscritta ad un areale alquanto ristretto in cui è presente con pochi esemplari; tuttavia è conosciuta con vari nomi locali come: coque molle, petit coco (Haiti); citro marrón, coco pequeño, guayaba de indio, guayaba de monte, guayaba silvestre (Repubblica Dominicana).
Per le sue particolari qualità e caratteristiche ornamentali potrebbe esser diffusa, anche fuori dal suo areale, in ambienti tropicali umidi o in ambiente protetto.
Inoltre potrebbe essere diffusa nei giardini tropicali e subtropicali, anche di piccole dimensioni.
Di questa pianta, anche per la sua rarità, non si hanno molti riscontri.
Non si conoscono infatti particolari usi di questa pianta, tranne che in passato, da essa si ricavava una farina ottenuta dai semi macinati e con la quale si preparava una specie di pane.

Modalità di Preparazione –
La Theophrasta jussieui è una pianta poco conosciuta anche per i suoi impieghi, sia alimentari che medicinali.
Si hanno notizie che in passato si preparava una specie di pane utilizzando la farina ottenuta dai semi macinati.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/67/Theophrasta_jussieui.jpg
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/26/26_Theophrasta_jussieui_-_John_Lindley_-_Collectanea_botanica_%281821%29.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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