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Verbena officinalis

La Verbena comune (Verbena officinalis L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Verbenaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Lamiales,
Famiglia Verbenaceae,
Genere Verbena,
Specie V. officinalis.
Sono sinonimi i termini:
– Verbena domingensis Urb.;
– Verbena macrostachya F.Muell.
– Vitex ×adulterina Hausskn..
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Verbena officinalis var. africana (R.Fern. & Verdc.) Munir;
– Verbena officinalis var. eremicola Munir;
– Verbena officinalis var. gaudichaudii Briq.;
– Verbena officinalis var. macrostachya (F. Muell.) Benth.;
– Verbena officinalis var. monticola Munir;
– Verbena officinalis var. officinalis L..

Etimologia –
Il termine Verbena proviene da verbēna, solitamente usato al plurale: ramoscelli sacri (di ulivo, mirto, alloro) usati nelle cerimonie religiose; presumibilmente dal protoindoeuropeo *werb- ramoscello, ramo, da *werb- girare, piegare, avvolgere, intrecciare.
L’epiteto specifico officinalis: viene da offícina laboratorio medioevale: in quanto piante usabili in farmaceutica, erboristeria, liquoristica, profumeria e simili.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Verbena officinalis è una pianta eurasiatica divenuta oggi sub cosmopolita; cresce in Europa, Asia, Africa e America.
In Italia è diffusa in tutte le regioni.
Il suo habitat è quello delle vegetazioni ruderali lacunose, nelle discariche, lungo margini stradali, su muri, lastricati, aiuole, giardini, su suoli limoso-argillosi abbastanza freschi e ricchi in composti azotati, dal livello del mare alla fascia montana inferiore.

Descrizione –
La Verbena comune è una pianta erbacea perenne che cresce fino a 100 cm o più di altezza.
Ha un fusto diritto, ruvido, pubescente sugli spigoli, quadrangolare, legnoso alla base e ramificato nella parte superiore ed è segnato da due solchi longitudinali.
Le foglie sono opposte, picciolate, ruvide, pennate, lanceolate e con lobi profondi.
I fiori sono sessili di colore viola-blu o lilla chiaro e sono raggruppati in spighe paniculate ascellari e terminali. La corolla è a forma di imbuto.
Il periodo di fioritura è: maggio-agosto.
Il frutto è un microbasario con esocarpo sottile, ovoide-oblungo, formato da 4 mericarpi monospermi, di 1,4-2,1 mm, oblungo-cilindrici, trigoni, con 4-5 coste longitudinali sul dorso e con tricomi scabroso-papillosi, biancastri nella superficie commissurale, glabri, di color castano.

Coltivazione –
la Verbena officinalis, essendo una pianta rustica si sviluppa bene sia nei luoghi soleggiati sia in quelli semiombrosi. All’ombra parziale la pianta stenta a fiorire. Teme le piogge forti; resiste al caldo arido, anche alle temperature rigide, ma teme il gelo.
Dal punto di vista pedologico cresce bene nei terreni calcarei, ricchi di sostanza organica e ben drenati.
Va annaffiata regolarmente durante tutto il ciclo vegetativo, specialmente nel periodo della fioritura.
È una pianta nitrofila che si avvantaggia delle concimazioni azotate o di crescere in suoli organici.
Questa specie è una pianta adatta alla coltivazione in vaso su balconi soleggiati per molte ore del giorno. Il terreno specifico per piante da vaso tenuto umido ma mai zuppo di acqua, specialmente nel periodo della fioritura. Va concimata ogni 15 giorni durante la fioritura. In inverno la Verbena officinalis va protetta da gelo, in un luogo molto luminoso. Teme la pioggia forte e il gelo.
La moltiplicazione avviene in natura per autosemina; per semina primaverile; per talea in estate e per divisione dei cespi.
La semina si effettua tra febbraio e marzo spargendo i semini di verbena nel terreno umido del semenzaio per poi essere ricoperti di sabbia fine. Il semenzaio va collocato in un luogo al riparo dalla luce e con una temperatura costante di circa 20°C. A germinazione avvenuta si sposta il semenzaio alla luce per permettere alle piantina di crescere.
La moltiplicazione per divisione dei cespi va praticata invece in primavera o in autunno su piante vigorose e sane.
La moltiplicazione per talea va fatta alla fine dell’estate, più precisamente in agosto o inizio settembre. Si prelevano dai rami talee apicali lunghe 8-10 cm; si trattano con un ormone radicante e poi si interrano in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali, mantenuto sempre umido fino a alla comparsa di nuove foglie. Il contenitore va posto in un luogo a temperatura costante attorni ai 18-20°C. Le talee che hanno radicato vanno fatte irrobustire e poi trasferite a dimora definitiva con molta delicatezza e con il tutto il pane di terra.

Usi e Tradizioni –
La Verbena officinalis, già nell’antichità, era considerata una pianta pregiata per le sue proprietà medicamentose.
Tutt’oggi è una pianta molto utilizzata in erboristeria in quanto ha molteplici proprietà medicinali: viene usata per curare i calcoli, è spasmolitica, drenante, antinfiammatoria, analgesica, diuretica, antidolorifica, tonica, vermifuga, febbrifuga, tranquillante, ecc. ma non va usata in gravidanza.
Il suo utilizzo è tramite infusi, decotti, impacchi. Se ne consiglia l’uso esterno, perlomeno come infusi e decotti. L’uso tradizionale è consigliato da secoli come pianta tonica amara, stomachica digestiva, deostruente splenico-biliare. La dose consigliata tradizionalmente è di una tazza di tisana con un cucchiaio di erba 2-3 volte al dì. Questa pianta è stata utilizzata in erboristeria per trattare problemi nervosi e insonnia.
È stata anche considerata un’erba di ispirazione, quindi è stata a lungo ritenuta una potente alleata di poeti e scrittori. Più di recente, gli indiani Pawnee l’hanno utilizzata per migliorare i loro sogni.
Nell’Europa nord-orientale era nota come erba sacra, usata nei rituali per purificare e difendersi dalle malattie demoniache. o anche per difendersi dai vampiri
Secondo William Faulkner nel suo racconto “An Odor of Verbena”, la verbena è l’unica fragranza che può essere annusata dai cavalli senza lasciarne traccia.
Questa pianta contiene mucillagini, glicosidi, olio essenziale (citrale, terpeni, alcoli terpenici e geraniolo), saponina, acido silicico, acido caffeico, tannini e principi amari.
Il principio attivo della verbena è un eteroside chiamato verbenalóside che stimola il sistema nervoso parasimpatico e per idrolisi produce verbenalolo, verbenalina, verbenanina e hastatoside.
In dettaglio la Verbena officinalis è una pianta che stimola il sistema parasimpaticomimetico grazie all’eteroside irioide, verbenalolo, riducendo la forza e la frequenza del battito cardiaco e stimolando la peristalsi intestinale. Per la sua attività sedativa, viene utilizzata per combattere l’insonnia causata da stati di nervosismo che non consentono di addormentarsi. Utile contro l’emicrania per la sua attività antinevralgica e sedativa. Vediamo alcune applicazioni:
– Neuroprotettiva: l’estratto acquoso di Verbena officinalis ha mostrato effetti neuroprotettivi contro il morbo di Alzheimer;
– Astringente: i tannini rallentano la diarrea e sono agenti emostatici locali, favorendo la coagulazione delle ferite,
– Antinfiammatoria: le mucillagini riducono l’infiammazione oltre ad avere una capacità emolliente che rilassa, ammorbidisce e protegge la pelle e le mucose;
– Antispasmodica: il verbenalolo è un glicoside con effetti parasimpaticomimetici, antitermici, uterotonici e vasodilatatori renali,
– Malattie infettive: la verbena è stata consigliata per la convalescenza da malattie acute;
– Ginecologia: le infusioni di verbena sono consigliate per aumentare il volume del latte. Per evitare mestruazioni dolorose e reumatismi;
– Apparato digerente: in grandi quantità può provocare vomito;
– Ipnotica: la verbena produce una leggera depressione del sistema nervoso centrale;
– Contro la tosse: gli iridoidi esercitano un effetto calmante sulla mucosa respiratoria inibendo il riflesso della tosse;
– Digestiva: è stato dimostrato che la verbena aumenta la produzione di succhi gastrici negli animali.
La Verbena officinalis è stata utilizzata per il trattamento di nervosismo, insonnia, ansia, esaurimento fisico, esaurimento mentale, tosse improduttiva, asma, bronchite, raffreddore, dispepsia, discinesia biliare, oliguria, ritenzione urinaria, edema, artrite, astralgia, gotta. È stata anche usata localmente per il trattamento di stomatiti, laringiti, dermatiti, prurito, ustioni.
Per quanto riguarda le azioni farmacologiche ha proprietà galattogoghe che sono state attribuite all’aucubina. Sono stati usati estratti di frutti di verbena per curare la dismenorrea e stimolare l’allattamento. La verbena ha deboli proprietà parasimpatiche, causando una leggera contrazione uterina. È stato riportato che la verbenalina ha un’attività stimolante dell’utero. È stata descritta l’attività simpatica: la verbenalina a basse dosi agisce come agonista sulle terminazioni nervose simpatiche, mentre le dosi elevate causano antagonismo. Nei topi è stata descritta una debole azione lassativa dei glicosidi iridoidi.
È stato, inoltre, dimostrato che gli eterosidi iridoidi (soprattutto il verbenalolo) producono un effetto antinfiammatorio, analgesico locale e leggermente parasimpaticomimetico, con azione sedativa, spasmolitica, stimolando la peristalsi intestinale e la diuresi, riducendo la frequenza e l’intensità del battito cardiaco. Per la presenza di tannini svolge una certa azione astringente. Le mucillagini gli conferiscono un’attività emolliente e antinfiammatoria.
In merito alla sua tossicità, si ricorda che gli estratti di verbena possono avere una certa azione ipotiroidea (diminuzione dell’attività tiroidea) quindi possono bloccare l’azione di alcuni ormoni. Il suo uso nelle donne in gravidanza è vietato perché il verbenalóside (eteroside irioide che si idrolizza in verbenalolo) può causare un effetto uterotonico e ostacolare le contrazioni caratteristiche del parto.
Alte dosi di verbenalina causano la paralisi del sistema nervoso centrale, causando la comparsa di stupore e convulsioni.
La verbena, che ha proprietà toniche e restitutive, è talvolta usata come rimedio erboristico domestico.
Alcuni risultati notevoli sono stati ottenuti utilizzando questa pianta nel trattamento di alcuni tumori, ma sono necessarie ulteriori ricerche prima di poter avanzare affermazioni definitive.
La pianta è usata nei rimedi floreali di Bach – le parole chiave per prescriverla sono “ceppo”, “stress”, “tensione” e “eccesso di entusiasmo”.

Modalità di Preparazione –
La Verbena officinalis viene raccolta all’inizio della fioritura in estate e fatta essiccare per un uso successivo.
Nel dettaglio la raccolta dei fiori e delle foglie (freschi o secchi) si pratica dalla primavera all’autunno anche se secondo antiche credenze popolari è preferibile effettuarla il 24 giugno, giorno di San Giovanni o Notte delle Streghe, per beneficiare al massimo delle sue proprietà medico – terapiche.
Le sommità fiorite raccolte all’inizio della fioritura, preferibilmente da luglio ad agosto, riunite in mazzi, si appendono a seccare all’ombra in luogo aerato; si conservano in sacchi di carta o tela.
Come erba medicinale si utilizza l’intera pianta essiccata, in particolare il fiore e, in misura minore, la radice.
Le foglie e gli steli fioriti sono analgesici, antibatterici, anticoagulanti, antispasmodici, astringenti, depurativi, diaforetici, leggermente diuretici, emmenagoghi, galattagoghi, stimolanti, tonici e vulnerari.
La radice è astringente, è usata nel trattamento della dissenteria.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/199686372/original.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Verbena officinalis

The common vervain or common verbena (Verbena officinalis L.) is a herbaceous species belonging to the Verbenaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Lamiales Order,
Verbenaceae family,
Genus Verbena,
V. officinalis species.
The terms are synonymous:
– Verbena domingensis Urb.;
– Verbena macrostachya F.Muell.
– Vitex ×adulterina Hausskn..
Within this species, the following subspecies are recognized:
– Verbena officinalis var. africana (R.Fern. & Verdc.) Munir;
– Verbena officinalis var. eremicola Munir;
– Verbena officinalis var. gaudichaudii Briq.;
– Verbena officinalis var. macrostachya (F. Muell.) Benth.;
– Verbena officinalis var. monticola Munir;
– Verbena officinalis var. officinalis L..

Etymology –
The term Verbena comes from verbēna, usually used in the plural: sacred twigs (olive, myrtle, laurel) used in religious ceremonies; presumably from Proto-Indo-European * werb- twig, branch, from * werb- turn, fold, wrap, intertwine.
The specific epithet officinalis: comes from a medieval laboratory workshop: as plants usable in pharmaceuticals, herbal medicine, liquor, perfumery and the like.

Geographic Distribution and Habitat –
Verbena officinalis is a Eurasian plant that has now become sub cosmopolitan; grows in Europe, Asia, Africa and America.
In Italy it is widespread in all regions.
Its habitat is that of patchy ruderal vegetation, in landfills, along road margins, on walls, paving stones, flower beds, gardens, on loamy-clayey soils that are quite fresh and rich in nitrogen compounds, from sea level to the lower mountain belt.

Description –
Common Verbena is a perennial herb that grows to 100cm or more in height.
It has a straight, rough, pubescent stem on the edges, quadrangular, woody at the base and branched at the top and is marked by two longitudinal grooves.
The leaves are opposite, petiolate, rough, pinnate, lanceolate and with deep lobes.
The flowers are sessile of a violet-blue or light lilac color and are grouped in axillary and terminal paniculate spikes. The corolla is funnel-shaped.
The flowering period is: May-August.
The fruit is a microbasarium with a thin, ovoid-oblong exocarp, formed by 4 monospermic mericarps, 1.4-2.1 mm, oblong-cylindrical, trine, with 4-5 longitudinal ribs on the back and with rough-papillose trichomes, whitish on the commissural surface, glabrous, brown in color.

Cultivation –
Verbena officinalis, being a rustic plant, develops well both in sunny and semi-shady places. In partial shade, the plant struggles to bloom. It fears heavy rains; withstands the arid heat, even at low temperatures, but fears frost.
From a pedological point of view it grows well in calcareous soils, rich in organic matter and well drained.
It should be watered regularly throughout the vegetative cycle, especially during the flowering period.
It is a nitrophilic plant that takes advantage of nitrogen fertilization or growing in organic soils.
This species is a plant suitable for growing in pots on sunny balconies for many hours of the day. The specific soil for pot plants kept moist but never soaked with water, especially during the flowering period. It should be fertilized every 15 days during flowering. In winter, Verbena officinalis should be protected from frost, in a very bright place. It fears heavy rain and frost.
Multiplication occurs in nature by self-seeding; for spring sowing; by cutting in summer and by division of the tufts.
Sowing takes place between February and March by spreading the verbena seeds in the moist soil of the seedbed and then covered with fine sand. The seedbed should be placed in a place protected from light and with a constant temperature of about 20 ° C. Once germination has taken place, the seedbed is moved to the light to allow the seedling to grow.
The multiplication by division of the tufts should be practiced instead in spring or autumn on vigorous and healthy plants.
Multiplication by cuttings must be done at the end of summer, more precisely in August or early September. 8-10 cm long apical cuttings are taken from the branches; they are treated with a rooting hormone and then buried in a mixture of sand and peat in equal parts, always kept humid until the appearance of new leaves. The container should be placed in a place with a constant temperature around 18-20 ° C. The cuttings that have rooted must be made to strengthen and then transferred to the final residence with great delicacy and with all the earthen bread.

Customs and Traditions –
Verbena officinalis, already in ancient times, was considered a prized plant for its medicinal properties.
It is still a widely used plant in herbal medicine as it has multiple medicinal properties: it is used to treat stones, it is spasmolytic, draining, anti-inflammatory, analgesic, diuretic, pain reliever, tonic, vermifuge, febrifuge, tranquilizer, etc. but it should not be used during pregnancy.
Its use is through infusions, decoctions, compresses. External use is recommended, at least as infusions and decoctions. Traditional use has been recommended for centuries as a bitter tonic plant, digestive stomachic, splenic-biliary obstructive plant. The traditionally recommended dose is one cup of herbal tea with a tablespoon of herb 2-3 times a day. This plant has been used in herbal medicine to treat nerve problems and insomnia.
It has also been considered an inspirational herb, so it has long been believed to be a powerful ally of poets and writers. More recently, the Pawnee Indians have used it to enhance their dreams.
In northeastern Europe it was known as a sacred herb, used in rituals to purify and defend against demonic diseases. or even to defend against vampires
According to William Faulkner in his short story “An Odor of Verbena”, verbena is the only fragrance that can be smelled by horses without leaving a trace.
This plant contains mucilage, glycosides, essential oil (citral, terpenes, terpene alcohols and geraniol), saponin, silicic acid, caffeic acid, tannins and bitter principles.
The active ingredient of verbena is a heteroside called verbenalóside which stimulates the parasympathetic nervous system and by hydrolysis produces verbenalol, verbenaline, verbenanin and hastatoside.
In detail, Verbena officinalis is a plant that stimulates the parasympathomimetic system thanks to the irioid heteroside, verbenalol, reducing the strength and frequency of the heartbeat and stimulating intestinal peristalsis. Due to its sedative activity, it is used to combat insomnia caused by states of nervousness that do not allow you to fall asleep. Useful against migraines for its antineuralgic and sedative activity. Let’s see some applications:
– Neuroprotective: the aqueous extract of Verbena officinalis has shown neuroprotective effects against Alzheimer’s disease;
– Astringent: tannins slow down diarrhea and are local hemostatic agents, favoring wound coagulation,
– Anti-inflammatory: mucilages reduce inflammation as well as having an emollient capacity that relaxes, softens and protects the skin and mucous membranes;
– Antispasmodic: verbenalol is a glycoside with parasympathomimetic, antithermal, uterotonic and renal vasodilator effects,
– Infectious diseases: verbena has been recommended for convalescence from acute diseases;
– Gynecology: verbena infusions are recommended to increase the volume of milk. To avoid painful menstruation and rheumatism;
– Digestive system: in large quantities it can cause vomiting;
– Hypnotic: verbena produces a slight depression of the central nervous system;
– Against cough: iridoids have a calming effect on the respiratory mucosa by inhibiting the cough reflex;
– Digestive: Verbena has been shown to increase the production of gastric juices in animals.
Verbena officinalis has been used to treat nervousness, insomnia, anxiety, physical exhaustion, mental exhaustion, unproductive cough, asthma, bronchitis, cold, dyspepsia, biliary dyskinesia, oliguria, urinary retention, edema, arthritis, astralgia, gout. It has also been used locally for the treatment of stomatitis, laryngitis, dermatitis, itching, burns.
As far as pharmacological actions are concerned, it has galactogogic properties which have been attributed to aucubin. Verbena fruit extracts have been used to treat dysmenorrhea and stimulate lactation. Verbena has weak parasympathetic properties, causing a slight uterine contraction. Verbenaline has been reported to have a stimulating activity of the uterus. Sympathetic activity has been described: low-dose verbenaline acts as an agonist on sympathetic nerve endings, while high doses cause antagonism. A weak laxative action of iridoid glycosides has been described in mice.
It has also been shown that iridoid heterosides (especially verbenalol) produce an anti-inflammatory, local analgesic and slightly parasympathomimetic effect, with sedative, spasmolytic action, stimulating intestinal peristalsis and diuresis, reducing the frequency and intensity of the heartbeat. . Due to the presence of tannins it has a certain astringent action. The mucilages give it an emollient and anti-inflammatory activity.
Regarding its toxicity, remember that verbena extracts can have a certain hypothyroid action (decrease in thyroid activity) therefore they can block the action of some hormones. Its use in pregnant women is prohibited because verbenalóside (irioid heteroside that hydrolyzes into verbenalol) can cause a uterotonic effect and hinder the characteristic contractions of childbirth.
High doses of verbenaline cause paralysis of the central nervous system, causing stupor and convulsions.
Verbena, which has tonic and restorative properties, is sometimes used as a home herbal remedy.
Some notable results have been achieved using this plant in the treatment of some cancers, but more research is needed before any definitive claims can be made.
The plant is used in Bach flower remedies – the key words for prescribing it are “strain”, “stress”, “tension” and “excess of enthusiasm”.

Preparation Method –
Verbena officinalis is harvested at the beginning of flowering in summer and dried for later use.
In detail, the collection of flowers and leaves (fresh or dried) is practiced from spring to autumn even if according to ancient popular beliefs it is preferable to do it on June 24, St. John’s day or Night of the Witches, to fully benefit from its properties. medical – therapy.
The flowering tops collected at the beginning of flowering, preferably from July to August, gathered in bunches, hang to dry in the shade in an airy place; they are kept in paper or canvas bags.
The whole dried plant is used as a medicinal herb, especially the flower and, to a lesser extent, the root.
The leaves and flowering stems are analgesic, antibacterial, anticoagulant, antispasmodic, astringent, purifying, diaphoretic, slightly diuretic, emmenagogues, galactagogues, stimulants, tonics and vulneraries.
The root is astringent, it is used in the treatment of dysentery.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/199686372/original.jpg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Verbena officinalis

La Verbena común o Hierba sagrada (Verbena officinalis L.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Verbenaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Orden Lamiales,
familia de las verbenaceas,
Género Verbena,
Especies de V. officinalis.
Los términos son sinónimos:
– Verbena domingensis Urb.;
– Verbena macrostachya F.Muell.
– Vitex ×adulterina Hausskn..
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes subespecies:
– Verbena officinalis var. africana (R.Fern. & Verdc.) Munir;
– Verbena officinalis var. eremicola Munir;
– Verbena officinalis var. gaudichaudii Briq.;
– Verbena officinalis var. macrostachya (F. Muell.) Benth.;
– Verbena officinalis var. monticola Munir;
– Verbena officinalis var. officinalis L..

Etimología –
El término Verbena proviene de verbēna, generalmente usado en plural: ramas sagradas (olivo, mirto, laurel) utilizadas en ceremonias religiosas; presumiblemente del protoindoeuropeo * werb- ramita, rama, de * werb- girar, doblar, envolver, entrelazar.
El epíteto específico officinalis: proviene de un taller de laboratorio medieval: como plantas utilizables en productos farmacéuticos, hierbas medicinales, licores, perfumería y similares.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Verbena officinalis es una planta euroasiática que ahora se ha vuelto sub cosmopolita; Crece en Europa, Asia, África y América.
En Italia está muy extendida en todas las regiones.
Su hábitat es la vegetación ruderal irregular, en vertederos, márgenes de carreteras, muros, adoquines, macizos de flores, jardines, suelos franco-arcillosos bastante frescos y ricos en compuestos nitrogenados, desde el nivel del mar hasta el bajo cinturón montañoso. .

Descripción –
La verbena común es una hierba perenne que crece hasta 100 cm o más de altura.
Tiene un tallo recto, rugoso, pubescente en los bordes, cuadrangular, leñoso en la base y ramificado en la parte superior y está marcado por dos surcos longitudinales.
Las hojas son opuestas, pecioladas, rugosas, pinnadas, lanceoladas y con lóbulos profundos.
Las flores son sésiles de color azul violeta o lila claro y se agrupan en espigas paniculadas axilares y terminales. La corola tiene forma de embudo.
El período de floración es: mayo-agosto.
El fruto es un microbasarium con exocarpo delgado, ovoide-oblongo, formado por 4 mericarpos monospérmicos, de 1,4-2,1 mm, oblongo-cilíndricos, trígonos, con 4-5 costillas longitudinales en el envés y con tricomas rugoso-papilosos, blanquecinos en el envés. superficie comisural, glabra, de color marrón.

Cultivo –
Verbena officinalis, al ser una planta rústica, se desarrolla bien tanto en lugares soleados como en semisombra. En sombra parcial, la planta lucha por florecer. Teme las fuertes lluvias; Resiste el calor árido, incluso a bajas temperaturas, pero teme las heladas.
Desde un punto de vista pedológico crece bien en suelos calcáreos, ricos en materia orgánica y bien drenados.
Debe regarse regularmente durante todo el ciclo vegetativo, especialmente durante el período de floración.
Es una planta nitrófila que aprovecha la fertilización nitrogenada o crece en suelos orgánicos.
Esta especie es una planta apta para cultivar en macetas en balcones soleados durante muchas horas del día. La tierra específica para plantas de maceta se mantiene húmeda pero nunca empapada de agua, especialmente durante el período de floración. Se debe abonar cada 15 días durante la floración. En invierno, Verbena officinalis se debe proteger de las heladas, en un lugar muy luminoso. Teme las fuertes lluvias y las heladas.
La multiplicación ocurre en la naturaleza por auto-siembra; para siembra de primavera; por corte en verano y por división de las matas.
La siembra se realiza entre febrero y marzo esparciendo las semillas de verbena en la tierra húmeda del semillero y luego cubriendo con arena fina. El semillero debe colocarse en un lugar protegido de la luz y con una temperatura constante de unos 20°C. Una vez que ha tenido lugar la germinación, el semillero se traslada a la luz para permitir que crezca la plántula.
La multiplicación por división de las matas debe practicarse en cambio en primavera u otoño sobre plantas vigorosas y sanas.
La multiplicación por esquejes debe hacerse a finales de verano, más precisamente en agosto o principios de septiembre. De las ramas se toman esquejes apicales de 8-10 cm de largo; se tratan con una hormona de enraizamiento y luego se entierran en una mezcla de arena y turba a partes iguales, manteniéndolas siempre húmedas hasta la aparición de hojas nuevas. El recipiente debe colocarse en un lugar con una temperatura constante alrededor de 18-20 ° C. Los esquejes que han enraizado hay que hacerlos fortalecer y luego trasladarlos a la residencia definitiva con mucha delicadeza y con todo el pan de tierra.

Costumbres y tradiciones –
La verbena officinalis, ya en la antigüedad, era considerada una planta preciada por sus propiedades medicinales.
Todavía es una planta muy utilizada en fitoterapia ya que tiene múltiples propiedades medicinales: se utiliza para tratar cálculos, es espasmolítica, drenante, antiinflamatoria, analgésica, diurética, analgésica, tónica, vermífuga, febrífuga, tranquilizante, etc. . pero no debe usarse durante el embarazo.
Su uso es a través de infusiones, decocciones, compresas. Se recomienda su uso externo, al menos en forma de infusiones y decocciones. El uso tradicional ha sido recomendado durante siglos como planta tónica amarga, estomacal digestiva, planta obstructiva esplénica-biliar. La dosis recomendada tradicionalmente es una taza de té de hierbas con una cucharada de hierba 2-3 veces al día. Esta planta se ha utilizado en la medicina herbal para tratar problemas nerviosos e insomnio.
También se ha considerado una hierba inspiradora, por lo que durante mucho tiempo se ha creído que es un poderoso aliado de poetas y escritores. Más recientemente, los indios Pawnee lo han utilizado para realzar sus sueños.
En el noreste de Europa era conocida como una hierba sagrada, utilizada en rituales para purificar y defenderse de enfermedades demoníacas. o incluso para defenderse de los vampiros
Según William Faulkner en su cuento “An Odor of Verbena”, la verbena es la única fragancia que los caballos pueden oler sin dejar rastro.
Esta planta contiene mucílagos, glucósidos, aceite esencial (citral, terpenos, alcoholes terpénicos y geraniol), saponina, ácido silícico, ácido cafeico, taninos y principios amargos.
El principio activo de la verbena es un heterósido llamado verbenalósido que estimula el sistema nervioso parasimpático y por hidrólisis produce verbenalol, verbenalina, verbenanina y hastatósido.
En detalle, Verbena officinalis es una planta que estimula el sistema parasimpaticomimético gracias al heterósido irioides, verbenalol, reduciendo la fuerza y ​​frecuencia de los latidos del corazón y estimulando el peristaltismo intestinal. Por su actividad sedante, se utiliza para combatir el insomnio provocado por estados de nerviosismo que no permiten conciliar el sueño. Útil contra la migraña por su actividad antineurálgica y sedante. Veamos algunas aplicaciones:
– Neuroprotector: el extracto acuoso de Verbena officinalis ha demostrado efectos neuroprotectores contra la enfermedad de Alzheimer;
– Astringente: los taninos retardan la diarrea y son agentes hemostáticos locales, favoreciendo la coagulación de heridas,
– Antiinflamatorio: los mucílagos reducen la inflamación además de tener una capacidad emoliente que relaja, suaviza y protege la piel y las mucosas;
– Antiespasmódico: el verbenalol es un glucósido con efectos parasimpaticomiméticos, antitérmicos, uterotónicos y vasodilatadores renales,
– Enfermedades infecciosas: se ha recomendado la verbena para la convalecencia de enfermedades agudas;
– Ginecología: se recomiendan las infusiones de verbena para aumentar el volumen de leche. Para evitar la menstruación dolorosa y el reumatismo;
– Sistema digestivo: en grandes cantidades puede provocar vómitos;
– Hipnótico: la verbena produce una ligera depresión del sistema nervioso central;
– Contra la tos: los iridoides tienen un efecto calmante sobre la mucosa respiratoria al inhibir el reflejo de la tos;
– Digestivo: Se ha demostrado que la verbena aumenta la producción de jugos gástricos en animales.
Verbena officinalis se ha utilizado para tratar nerviosismo, insomnio, ansiedad, agotamiento físico, agotamiento mental, tos improductiva, asma, bronquitis, resfriado, dispepsia, discinesia biliar, oliguria, retención urinaria, edema, artritis, astralgia, gota. También se ha utilizado localmente para el tratamiento de estomatitis, laringitis, dermatitis, prurito, quemaduras.
En cuanto a las acciones farmacológicas, tiene propiedades galactogógicas que se han atribuido a la aucubina. Los extractos de la fruta de verbena se han utilizado para tratar la dismenorrea y estimular la lactancia. La verbena tiene propiedades parasimpáticas débiles, lo que provoca una ligera contracción uterina. Se ha informado que la verbenalina tiene una actividad estimulante del útero. Se ha descrito actividad simpática: la verbenalina en dosis bajas actúa como agonista de las terminaciones nerviosas simpáticas, mientras que en dosis altas provoca antagonismo. Se ha descrito una acción laxante débil de los glucósidos iridoides en ratones.
También se ha demostrado que los heterósidos iridoides (especialmente el verbenalol) producen un efecto antiinflamatorio, analgésico local y ligeramente parasimpaticomimético, con acción sedante, espasmolítica, estimulando el peristaltismo intestinal y la diuresis, reduciendo la frecuencia e intensidad de los latidos cardíacos. Por la presencia de taninos tiene cierta acción astringente. Los mucílagos le confieren una actividad emoliente y antiinflamatoria.
En cuanto a su toxicidad, recuerda que los extractos de verbena pueden tener cierta acción hipotiroidea (disminución de la actividad tiroidea) por lo que pueden bloquear la acción de algunas hormonas. Su uso en mujeres embarazadas está prohibido debido a que el verbenalósido (heterósido irioide que se hidroliza en verbenalol) puede provocar un efecto uterotónico y dificultar las contracciones características del parto.
Altas dosis de verbenalina provocan parálisis del sistema nervioso central, provocando estupor y convulsiones.
La verbena, que tiene propiedades tónicas y reparadoras, a veces se usa como remedio casero a base de hierbas.
Se han logrado algunos resultados notables usando esta planta en el tratamiento de algunos tipos de cáncer, pero se necesita más investigación antes de poder hacer afirmaciones definitivas.
La planta se utiliza en los remedios florales de Bach – las palabras clave para prescribirla son “esfuerzo”, “estrés”, “tensión” y “exceso de entusiasmo”.

Método de preparación –
Verbena officinalis se cosecha al comienzo de la floración en verano y se seca para su uso posterior.
En detalle, la recolección de flores y hojas (frescas o secas) se practica desde la primavera hasta el otoño si bien según antiguas creencias populares es preferible hacerlo el 24 de junio, día de San Juan o Noche de las Brujas, para aprovechar al máximo de sus propiedades médicas – terapéuticas.
Las sumidades floridas recogidas al inicio de la floración, preferentemente de julio a agosto, reunidas en manojos, colgadas a secar a la sombra en un lugar aireado; se guardan en bolsas de papel o lona.
Toda la planta seca se utiliza como hierba medicinal, especialmente la flor y, en menor medida, la raíz.
Las hojas y tallos florales son analgésicos, antibacterianos, anticoagulantes, antiespasmódicos, astringentes, depurativos, diaforéticos, ligeramente diuréticos, emenagogos, galactagogos, estimulantes, tónicos y vulnerarios.
La raíz es astringente, se utiliza en el tratamiento de la disentería.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/199686372/original.jpg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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