Tribulus terrestris

Tribulus terrestris

Il tribolo (Tribulus terrestris L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Zygophyllaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Rosidae,
Superordine Rosanae,
Ordine Sapindales,
Famiglia Zygophyllaceae,
Tribù Tribuleae,
Genere Tribulus,
Specie T. terrestris.
Sono sinonimi i termini:
– Hedysarum uniflorum Lapeyr.;
– Tribulus acanthococcus F.Muell.;
– Tribulus albescens Schltr.;
– Tribulus albescens Schltr. ex Dinter;
– Tribulus albus Poir.;
– Tribulus bicornutus Fisch. & C.A.Mey.;
– Tribulus bimucronatus Kralik, 1849;
– Tribulus gussonei Tod. & Pirain.;
– Tribulus gussonei Tod. & Pirain. ex Parl.;
– Tribulus humifusus Schum. & Thonn.;
– Tribulus kotschyanus Boiss.;
– Tribulus lanuginosus var. microcarpus Chiov.;
– Tribulus maximus var. roseus Kuntze;
– Tribulus micans Welw.;
– Tribulus murex C.Presl;
– Tribulus murex Schltr.;
– Tribulus muricatus Stokes;
– Tribulus nogalensis Chiov.;
– Tribulus terrestris var. brachyceras Batt. & Trab.;
– Tribulus terrestris var. hispidissimus Sond.;
– Tribulus terrestris var. inermis Boiss.;
– Tribulus terrestris var. macrocarpus Rouy;
– Tribulus terrestris var. nogalensis Chiov..
All’interno di questa specie vengono riconosciute le seguenti sottospecie e varietà:
– Tribulus terrestris subsp. orientalis (A.Kern.) Dostál;
– Tribulus terrestris subsp. terrestris;
– Tribulus terrestris var. bicornutus (Fisch. & C.A.Mey.) Hadidi;
– Tribulus terrestris var. orientalis (A.Kern.) Beck;
– Tribulus terrestris var. rajasthanensis (Bhandari & V.S.Sharma) Hemaid & Jacob-Thomas;
– Tribulus terrestris var. robustus (Boiss. & Noë) Boiss.;
– Tribulus terrestris var. terrestris.

Etimologia –
Il termine Tribulus proviene dal greco τρίβολος che significa “castagna d’acqua”, tradotto in latino come tribulos. Il nome latino tribulus originariamente faceva riferimento ad un’arma appuntita, ma già in epoca classica la parola significava anche questa pianta.
L’epiteto specifico terrestris viene da terra terra: per il portamento strisciante sul terreno.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il tribolo è una pianta presente in vari continenti; originaria della regione mediterranea, e diffusa in tutto il mondo da latitudini comprese tra 35°S e 47°N.
Questa pianta è distribuita nelle regioni temperate calde e tropicali dell’Europa meridionale, dell’Asia meridionale, in tutta l’Africa, la Nuova Zelanda e l’Australia. È presente negli Stati Uniti e nell’America centrale e meridionale.
Questa pianta è ampiamente naturalizzata nelle Americhe e anche in Australia a sud del suo areale nativo ed in alcuni stati è una pianta dichiarata infestante.
Il suo habitat è quello dei luoghi aridi e sassosi e può diffondersi in aree urbane dove è possibile trovarlo lungo i marciapiedi della città.

Descrizione –
Il Tribulus terrestris è una pianta erbacea con fittone che cresce come annuale estivo nei climi temperati.
Ha steli che si irradiano dalla corona sul terreno a un diametro da circa 10 cm a oltre 1 m, spesso ramificati. Di solito sono prostrati, formando macchie piatte, sebbene possano crescere più in alto all’ombra o tra piante più alte.
Gli steli si diramano dalla corona e sono densamente pelosi.
Le foglie sono opposte, pinnate e composte. Le foglioline sono densamente pelose, sono opposte e lunghe fino a 3 mm.
I fiori sono riuniti in infiorescenza; sono larghi 4–10 mm, con cinque petali giallo limone, cinque sepali e dieci stami.
La fioritura va da aprile a ottobre in funzione delle condizioni climatiche.
Dopo che il fiore è sbocciato, si sviluppa un frutto che si sfalda facilmente in cinque bave. Le frese sono dure e portano da due a quattro spine acuminate, lunghe 10 mm e larghe 4–6 mm. Queste frese somigliano in modo sorprendente a teste di capra o di toro, caratteristiche che danno alla fresa i suoi nomi comuni in alcune regioni. Sono abbastanza affilate da forare pneumatici di biciclette e altri pneumatici pieni d’aria. Possono anche causare lesioni dolorose ai piedi nudi e possono ferire le bocche del bestiame che pascola sulla pianta.
All’interno di ciascuna fresa, i semi sono impilati l’uno sull’altro, separati da una membrana dura.
Come adattamento ai climi secchi, il seme più grande germoglia per primo, mentre gli altri possono attendere che sia disponibile più umidità prima di germogliare.
Le spine della fresa puntano verso l’alto, dove si attaccano ai piedi e al pelo degli animali, servendo allo scopo della dispersione dei semi. Ciò provoca danni al bestiame addomesticato e degrada la lana.

Coltivazione –
Il Tribulus terrestris è una pianta che cresce meglio in terreni asciutti, sciolti e sabbiosi e prospera vicino a dune di sabbia o terreni sciolti ai margini dei campi; tuttavia cresce anche nei suoli più pesanti, specie se fertili e umidi o su suoli compatti come quelli che si trovano lungo i bordi di strade sterrate o nei campi da gioco.
È una pianta tollerante la salsedine e diviene infestante per alcuni terreni agricoli.
Il frutto si disperde aderendo ai piedi di animali e persone o a pneumatici di veicoli e biciclette. Si attacca anche alla lana delle pecore e si trova spesso nel fieno, nella paglia e nel letame.
È una pianta che si propaga per seme e cresce in maniera rapida.
Contro l’infestazione di questa pianta sono stati sperimentati e messi a punto numerose tecniche sia di tipi meccanico che chimico o biologico.

Usi e Tradizioni –
Il Tribulus terrestris è una pianta che viene usata nella fitoterapia per la cura di alcune patologie legate alla sfera sessuale. Inoltre diventò discretamente nota poiché nel Novecento venne usata per migliorare le prestazioni sportive di alcuni atleti.
Le foglie e i germogli vengono mangiati nell’Asia orientale. I gambi sono stati usati come addensanti, aggiunti al latte diluito per dargli l’aspetto più concentrato. Ci sono alcune prove che T. terrestris fosse usato nella medicina tradizionale, infatti da secoli il Tribulus terrestris viene impiegato nella medicina tradizionale cinese ed indiana con scopi diversi. Secondo le credenze locali questa pianta ha azione regolatrice e depurativa (agisce nelle disfunzioni di origine renale, epatica e gastrointestinale); come tale viene utilizzata per la cura dell’impotenza, dell’edema, del gonfiore addominale e delle malattie cardiovascolari.
Sebbene il suo estratto sia stato utilizzato come integratore alimentare dagli anni ’80 nella convinzione che aumenti i livelli di testosterone per aiutare la costruzione muscolare o il miglioramento sessuale negli uomini, T. terrestris non ha influenzato in modo coerente i livelli di testosterone in studi controllati, non si è dimostrato sicuro e può interagire negativamente con i farmaci da prescrizione. Non sono state condotte ricerche di alta qualità sull’estratto di T. terrestris e nessuna recensione indica che abbia proprietà di potenziamento della forza o effetti anabolizzanti da utilizzare come integratore per il body-building o miglioramento sessuale.
L’Australian Institute of Sport scoraggia gli atleti dall’uso di integratori di T. terrestris.
Il Tribulus terrestris contiene protodioscina, una saponina steroidea che costituisce circa il 45% dell’estratto ottenuto dalle parti aeree della pianta. La sostanza è in grado di incrementare la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA) e deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S).
Gli esami farmacologici eseguiti sul Tribulus terrestris non hanno rilevato controindicazioni particolari tanto che in Italia, la vendita di T. terrestris non è soggetta ad alcun tipo di restrizione.
Da sottolinea comunque che i composti tossici nella pianta causano danni al fegato se ingeriti a dosaggi elevati. Quando ingerita, la filloeritrina si accumula nel sangue come sottoprodotto della degradazione della clorofilla; tuttavia, le reazioni avverse non sono state confermate nell’uomo. Negli ovini, il consumo di T. terrestris provoca la tribulosi, che è un tipo di fotodermatite. Due alcaloidi che sembrano causare la paresi degli arti nelle pecore che mangiano il Tribulus terrestulis sono gli alcaloidi beta-carbolinici harmane e norharmane. Il contenuto di alcaloidi del fogliame essiccato è di circa 44 mg/kg.
Dal punto di vista ecologico è comunque una buona pianta mellifera.

Modalità di Preparazione –
Il Tribulus terrestris è una pianta i cui frutti, foglie e radici vengono utilizzati per ottenere prodotti a uso medicinale.
Questa pianta si trova in commercio sotto forma di estratti mentre è quasi abbandonato l’uso diretto della pianta.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/194383187/original.jpeg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.