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Tribulus terrestris

Il tribolo (Tribulus terrestris L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Zygophyllaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Rosidae,
Superordine Rosanae,
Ordine Sapindales,
Famiglia Zygophyllaceae,
Tribù Tribuleae,
Genere Tribulus,
Specie T. terrestris.
Sono sinonimi i termini:
– Hedysarum uniflorum Lapeyr.;
– Tribulus acanthococcus F.Muell.;
– Tribulus albescens Schltr.;
– Tribulus albescens Schltr. ex Dinter;
– Tribulus albus Poir.;
– Tribulus bicornutus Fisch. & C.A.Mey.;
– Tribulus bimucronatus Kralik, 1849;
– Tribulus gussonei Tod. & Pirain.;
– Tribulus gussonei Tod. & Pirain. ex Parl.;
– Tribulus humifusus Schum. & Thonn.;
– Tribulus kotschyanus Boiss.;
– Tribulus lanuginosus var. microcarpus Chiov.;
– Tribulus maximus var. roseus Kuntze;
– Tribulus micans Welw.;
– Tribulus murex C.Presl;
– Tribulus murex Schltr.;
– Tribulus muricatus Stokes;
– Tribulus nogalensis Chiov.;
– Tribulus terrestris var. brachyceras Batt. & Trab.;
– Tribulus terrestris var. hispidissimus Sond.;
– Tribulus terrestris var. inermis Boiss.;
– Tribulus terrestris var. macrocarpus Rouy;
– Tribulus terrestris var. nogalensis Chiov..
All’interno di questa specie vengono riconosciute le seguenti sottospecie e varietà:
– Tribulus terrestris subsp. orientalis (A.Kern.) Dostál;
– Tribulus terrestris subsp. terrestris;
– Tribulus terrestris var. bicornutus (Fisch. & C.A.Mey.) Hadidi;
– Tribulus terrestris var. orientalis (A.Kern.) Beck;
– Tribulus terrestris var. rajasthanensis (Bhandari & V.S.Sharma) Hemaid & Jacob-Thomas;
– Tribulus terrestris var. robustus (Boiss. & Noë) Boiss.;
– Tribulus terrestris var. terrestris.

Etimologia –
Il termine Tribulus proviene dal greco τρίβολος che significa “castagna d’acqua”, tradotto in latino come tribulos. Il nome latino tribulus originariamente faceva riferimento ad un’arma appuntita, ma già in epoca classica la parola significava anche questa pianta.
L’epiteto specifico terrestris viene da terra terra: per il portamento strisciante sul terreno.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il tribolo è una pianta presente in vari continenti; originaria della regione mediterranea, e diffusa in tutto il mondo da latitudini comprese tra 35°S e 47°N.
Questa pianta è distribuita nelle regioni temperate calde e tropicali dell’Europa meridionale, dell’Asia meridionale, in tutta l’Africa, la Nuova Zelanda e l’Australia. È presente negli Stati Uniti e nell’America centrale e meridionale.
Questa pianta è ampiamente naturalizzata nelle Americhe e anche in Australia a sud del suo areale nativo ed in alcuni stati è una pianta dichiarata infestante.
Il suo habitat è quello dei luoghi aridi e sassosi e può diffondersi in aree urbane dove è possibile trovarlo lungo i marciapiedi della città.

Descrizione –
Il Tribulus terrestris è una pianta erbacea con fittone che cresce come annuale estivo nei climi temperati.
Ha steli che si irradiano dalla corona sul terreno a un diametro da circa 10 cm a oltre 1 m, spesso ramificati. Di solito sono prostrati, formando macchie piatte, sebbene possano crescere più in alto all’ombra o tra piante più alte.
Gli steli si diramano dalla corona e sono densamente pelosi.
Le foglie sono opposte, pinnate e composte. Le foglioline sono densamente pelose, sono opposte e lunghe fino a 3 mm.
I fiori sono riuniti in infiorescenza; sono larghi 4–10 mm, con cinque petali giallo limone, cinque sepali e dieci stami.
La fioritura va da aprile a ottobre in funzione delle condizioni climatiche.
Dopo che il fiore è sbocciato, si sviluppa un frutto che si sfalda facilmente in cinque bave. Le frese sono dure e portano da due a quattro spine acuminate, lunghe 10 mm e larghe 4–6 mm. Queste frese somigliano in modo sorprendente a teste di capra o di toro, caratteristiche che danno alla fresa i suoi nomi comuni in alcune regioni. Sono abbastanza affilate da forare pneumatici di biciclette e altri pneumatici pieni d’aria. Possono anche causare lesioni dolorose ai piedi nudi e possono ferire le bocche del bestiame che pascola sulla pianta.
All’interno di ciascuna fresa, i semi sono impilati l’uno sull’altro, separati da una membrana dura.
Come adattamento ai climi secchi, il seme più grande germoglia per primo, mentre gli altri possono attendere che sia disponibile più umidità prima di germogliare.
Le spine della fresa puntano verso l’alto, dove si attaccano ai piedi e al pelo degli animali, servendo allo scopo della dispersione dei semi. Ciò provoca danni al bestiame addomesticato e degrada la lana.

Coltivazione –
Il Tribulus terrestris è una pianta che cresce meglio in terreni asciutti, sciolti e sabbiosi e prospera vicino a dune di sabbia o terreni sciolti ai margini dei campi; tuttavia cresce anche nei suoli più pesanti, specie se fertili e umidi o su suoli compatti come quelli che si trovano lungo i bordi di strade sterrate o nei campi da gioco.
È una pianta tollerante la salsedine e diviene infestante per alcuni terreni agricoli.
Il frutto si disperde aderendo ai piedi di animali e persone o a pneumatici di veicoli e biciclette. Si attacca anche alla lana delle pecore e si trova spesso nel fieno, nella paglia e nel letame.
È una pianta che si propaga per seme e cresce in maniera rapida.
Contro l’infestazione di questa pianta sono stati sperimentati e messi a punto numerose tecniche sia di tipi meccanico che chimico o biologico.

Usi e Tradizioni –
Il Tribulus terrestris è una pianta che viene usata nella fitoterapia per la cura di alcune patologie legate alla sfera sessuale. Inoltre diventò discretamente nota poiché nel Novecento venne usata per migliorare le prestazioni sportive di alcuni atleti.
Le foglie e i germogli vengono mangiati nell’Asia orientale. I gambi sono stati usati come addensanti, aggiunti al latte diluito per dargli l’aspetto più concentrato. Ci sono alcune prove che T. terrestris fosse usato nella medicina tradizionale, infatti da secoli il Tribulus terrestris viene impiegato nella medicina tradizionale cinese ed indiana con scopi diversi. Secondo le credenze locali questa pianta ha azione regolatrice e depurativa (agisce nelle disfunzioni di origine renale, epatica e gastrointestinale); come tale viene utilizzata per la cura dell’impotenza, dell’edema, del gonfiore addominale e delle malattie cardiovascolari.
Sebbene il suo estratto sia stato utilizzato come integratore alimentare dagli anni ’80 nella convinzione che aumenti i livelli di testosterone per aiutare la costruzione muscolare o il miglioramento sessuale negli uomini, T. terrestris non ha influenzato in modo coerente i livelli di testosterone in studi controllati, non si è dimostrato sicuro e può interagire negativamente con i farmaci da prescrizione. Non sono state condotte ricerche di alta qualità sull’estratto di T. terrestris e nessuna recensione indica che abbia proprietà di potenziamento della forza o effetti anabolizzanti da utilizzare come integratore per il body-building o miglioramento sessuale.
L’Australian Institute of Sport scoraggia gli atleti dall’uso di integratori di T. terrestris.
Il Tribulus terrestris contiene protodioscina, una saponina steroidea che costituisce circa il 45% dell’estratto ottenuto dalle parti aeree della pianta. La sostanza è in grado di incrementare la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA) e deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S).
Gli esami farmacologici eseguiti sul Tribulus terrestris non hanno rilevato controindicazioni particolari tanto che in Italia, la vendita di T. terrestris non è soggetta ad alcun tipo di restrizione.
Da sottolinea comunque che i composti tossici nella pianta causano danni al fegato se ingeriti a dosaggi elevati. Quando ingerita, la filloeritrina si accumula nel sangue come sottoprodotto della degradazione della clorofilla; tuttavia, le reazioni avverse non sono state confermate nell’uomo. Negli ovini, il consumo di T. terrestris provoca la tribulosi, che è un tipo di fotodermatite. Due alcaloidi che sembrano causare la paresi degli arti nelle pecore che mangiano il Tribulus terrestulis sono gli alcaloidi beta-carbolinici harmane e norharmane. Il contenuto di alcaloidi del fogliame essiccato è di circa 44 mg/kg.
Dal punto di vista ecologico è comunque una buona pianta mellifera.

Modalità di Preparazione –
Il Tribulus terrestris è una pianta i cui frutti, foglie e radici vengono utilizzati per ottenere prodotti a uso medicinale.
Questa pianta si trova in commercio sotto forma di estratti mentre è quasi abbandonato l’uso diretto della pianta.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/194383187/original.jpeg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Tribulus terrestris

Caltrop (Tribulus terrestris L., 1753) is a herbaceous species belonging to the Zygophyllaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Rosidae,
Superorder Rosanae,
Sapindales Order,
Zygophyllaceae family,
Tribuleae tribe,
Genus Tribulus,
T. terrestris species.
The terms are synonymous:
– Hedysarum uniflorum Lapeyr.;
– Tribulus acanthococcus F.Muell.;
– Tribulus albescens Schltr.;
– Tribulus albescens Schltr. ex Dinter;
– Tribulus albus Poir.;
– Tribulus bicornutus Fisch. & C.A.Mey.;
– Tribulus bimucronatus Kralik, 1849;
– Tribulus gussonei Tod. & Pirain.;
– Tribulus gussonei Tod. & Pirain. ex Parl.;
– Tribulus humifusus Schum. & Thonn.;
– Tribulus kotschyanus Boiss.;
– Tribulus lanuginosus var. microcarpus Chiov.;
– Tribulus maximus var. roseus Kuntze;
– Tribulus micans Welw.;
– Tribulus murex C.Presl;
– Tribulus murex Schltr.;
– Tribulus muricatus Stokes;
– Tribulus nogalensis Chiov.;
– Tribulus terrestris var. brachyceras Batt. & Trab.;
– Tribulus terrestris var. hispidissimus Sond.;
– Tribulus terrestris var. inermis Boiss.;
– Tribulus terrestris var. macrocarpus Rouy;
– Tribulus terrestris var. nogalensis Chiov..
Within this species, the following subspecies and varieties are recognized:
– Tribulus terrestris subsp. orientalis (A.Kern.) Dostál;
– Tribulus terrestris subsp. terrestris;
– Tribulus terrestris var. bicornutus (Fisch. & C.A.Mey.) Hadidi;
– Tribulus terrestris var. orientalis (A.Kern.) Beck;
– Tribulus terrestris var. rajasthanensis (Bhandari & V.S.Sharma) Hemaid & Jacob-Thomas;
– Tribulus terrestris var. robustus (Boiss. & Noë) Boiss.;
– Tribulus terrestris var. terrestris.

Etymology –
The term Tribulus comes from the Greek τρίβολος which means “water chestnut”, translated into Latin as tribulos. The Latin name tribulus originally referred to a pointed weapon, but already in classical times the word also meant this plant.
The specific epithet terrestris comes from the ground: for the creeping posture on the ground.

Geographic Distribution and Habitat –
The Caltrop is a plant present in various continents; native to the Mediterranean region, and spread all over the world from latitudes between 35 ° S and 47 ° N.
This plant is distributed in the warm and tropical temperate regions of southern Europe, southern Asia, throughout Africa, New Zealand and Australia. It is present in the United States and in Central and South America.
This plant is widely naturalized in the Americas and also in Australia south of its native range and in some states it is a declared weed plant.
Its habitat is that of arid and stony places and can spread to urban areas where it can be found along the sidewalks of the city.

Description –
Tribulus terrestris is a herbaceous taproot plant that grows as a summer annual in temperate climates.
It has stems that radiate from the crown to the ground at a diameter of about 10 cm to over 1 m, often branching. They are usually prostrate, forming flat spots, although they can grow higher in the shade or between taller plants.
The stems branch off from the crown and are densely hairy.
The leaves are opposite, pinnate and compound. The leaflets are densely hairy, opposite and up to 3 mm long.
The flowers are gathered in inflorescence; they are 4-10 mm wide, with five lemon yellow petals, five sepals and ten stamens.
Flowering is from April to October depending on the climatic conditions.
After the flower has blossomed, a fruit develops that easily flakes into five burrs. The burs are hard and have two to four sharp pins, 10 mm long and 4–6 mm wide. These cutters strikingly resemble goat or bull heads, characteristics that give the cutter its common names in some regions. They are sharp enough to puncture bicycle tires and other air-filled tires. They can also cause painful injuries to bare feet and can injure the mouths of cattle grazing on the plant.
Inside each cutter, the seeds are stacked on top of each other, separated by a hard membrane.
As an adaptation to dry climates, the largest seed sprouts first, while the others may wait until more moisture is available before sprouting.
The spines of the cutter point upwards, where they attach to the feet and fur of the animals, serving the purpose of dispersing the seeds. This causes damage to domesticated livestock and degrades the wool.

Cultivation –
Tribulus terrestris is a plant that grows best in dry, loose and sandy soils and thrives near sand dunes or loose soil at the edge of fields; however it also grows in heavier soils, especially if fertile and humid or on compact soils such as those found along the edges of dirt roads or in playgrounds.
It is a salt tolerant plant and becomes a pest for some agricultural land.
The fruit is dispersed by adhering to the feet of animals and people or to vehicle and bicycle tires. It also attaches itself to sheep’s wool and is often found in hay, straw and manure.
It is a plant that propagates by seed and grows quickly.
Numerous mechanical, chemical or biological techniques have been tested and developed against the infestation of this plant.

Customs and Traditions –
Tribulus terrestris is a plant that is used in herbal medicine for the treatment of some pathologies related to the sexual sphere. It also became fairly well known because in the twentieth century it was used to improve the sports performance of some athletes.
The leaves and shoots are eaten in East Asia. The stems were used as thickeners, added to the diluted milk to give it the more concentrated appearance. There is some evidence that T. terrestris was used in traditional medicine, in fact Tribulus terrestris has been used in traditional Chinese and Indian medicine for centuries for different purposes. According to local beliefs this plant has a regulating and purifying action (it acts in dysfunctions of renal, hepatic and gastrointestinal origin); as such it is used for the treatment of impotence, edema, abdominal swelling and cardiovascular diseases.
Although its extract has been used as a dietary supplement since the 1980s in the belief that it increases testosterone levels to aid muscle building or sexual enhancement in men, T. terrestris has not consistently affected testosterone levels in controlled studies. , has not been shown to be safe and may interact negatively with prescription drugs. No high-quality research has been conducted on T. terrestris extract, and no reviews indicate that it has strength-enhancing properties or anabolic effects for use as a body-building or sexual enhancement supplement.
The Australian Institute of Sport discourages athletes from using T. terrestris supplements.
Tribulus terrestris contains protodioscin, a steroid saponin which constitutes about 45% of the extract obtained from the aerial parts of the plant. The substance is able to increase the endogenous production of testosterone, dihydrotestosterone, luteinizing hormone (LH), dehydroepiandrosterone (DHEA) and dehydroepiandrosterone sulfate (DHEA-S).
The pharmacological tests performed on Tribulus terrestris did not reveal any particular contraindications, so much so that in Italy, the sale of T. terrestris is not subject to any type of restriction.
However, it should be noted that toxic compounds in the plant cause liver damage when ingested in high dosages. When ingested, phylloerythrin accumulates in the blood as a byproduct of the breakdown of chlorophyll; however, adverse reactions have not been confirmed in humans. In sheep, consumption of T. terrestris causes tribulosis, which is a type of photodermatitis. Two alkaloids that appear to cause limb paresis in sheep that eat Tribulus terrestulis are the beta-carboline alkaloids harmane and norharmane. The alkaloid content of the dried foliage is around 44 mg / kg.
From an ecological point of view it is however a good melliferous plant.

Preparation Method –
Tribulus terrestris is a plant whose fruits, leaves and roots are used to obtain medicinal products.
This plant is commercially available in the form of extracts while direct use of the plant is almost abandoned.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/194383187/original.jpeg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Tribulus terrestris

El abrojo (Tribulus terrestris L., 1753) es una especie herbácea perteneciente a la familia Zygophyllaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
subarigno traqueobionta,
superdivisión de espermatofitas,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Subclase Rosidae,
Superorden Rosanae,
orden sapindales,
familia Zygophyllaceae,
Tribu tribuleae,
Género Tribulus,
Especies de T. terrestris.
Los términos son sinónimos:
– Hedysarum uniflorum Lapeyr.;
– Tribulus acanthococcus F.Muell.;
– Tribulus albescens Schltr.;
– Tribulus albescens Schltr. ex Dinter;
– Tribulus albus Poir.;
– Tribulus bicornutus Fisch. & C.A.Mey.;
– Tribulus bimucronatus Kralik, 1849;
– Tribulus gussonei Tod. & Pirain.;
– Tribulus gussonei Tod. & Pirain. ex Parl.;
– Tribulus humifusus Schum. & Thonn.;
– Tribulus kotschyanus Boiss.;
– Tribulus lanuginosus var. microcarpus Chiov.;
– Tribulus maximus var. roseus Kuntze;
– Tribulus micans Welw.;
– Tribulus murex C.Presl;
– Tribulus murex Schltr.;
– Tribulus muricatus Stokes;
– Tribulus nogalensis Chiov.;
– Tribulus terrestris var. brachyceras Batt. & Trab.;
– Tribulus terrestris var. hispidissimus Sond.;
– Tribulus terrestris var. inermis Boiss.;
– Tribulus terrestris var. macrocarpus Rouy;
– Tribulus terrestris var. nogalensis Chiov..
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes subespecies y variedades:
– Tribulus terrestris subsp. orientalis (A.Kern.) Dostál;
– Tribulus terrestris subsp. terrestris;
– Tribulus terrestris var. bicornutus (Fisch. & C.A.Mey.) Hadidi;
– Tribulus terrestris var. orientalis (A.Kern.) Beck;
– Tribulus terrestris var. rajasthanensis (Bhandari & V.S.Sharma) Hemaid & Jacob-Thomas;
– Tribulus terrestris var. robustus (Boiss. & Noë) Boiss.;
– Tribulus terrestris var. terrestris.

Etimología –
El término Tribulus proviene del griego τρίβολος que significa “castaña de agua”, traducido al latín como tribulos. El nombre latino tribulus originalmente se refería a un arma puntiaguda, pero ya en la época clásica la palabra también significaba esta planta.
El epíteto específico terrestris proviene del suelo: por la postura rastrera en el suelo.

Distribución Geográfica y Hábitat –
El abrojo es una planta presente en varios continentes; Originaria de la región mediterránea, y extendida por todo el mundo desde latitudes entre 35°S y 47°N.
Esta planta se distribuye en las regiones templadas cálidas y tropicales del sur de Europa, sur de Asia, toda África, Nueva Zelanda y Australia. Está presente en los Estados Unidos y en América Central y del Sur.
Esta planta está ampliamente naturalizada en las Américas y también en Australia al sur de su área de distribución nativa y en algunos estados es una planta de maleza declarada.
Su hábitat es el de lugares áridos y pedregosos y puede extenderse a zonas urbanas donde se le puede encontrar a lo largo de las aceras de la ciudad.

Descripción –
Tribulus terrestris es una planta herbácea de raíz pivotante que crece como anual de verano en climas templados.
Tiene tallos que irradian desde la copa hasta el suelo con un diámetro de unos 10 cm a más de 1 m, a menudo ramificados. Suelen estar postrados, formando manchas planas, aunque pueden crecer más alto a la sombra o entre plantas más altas.
Los tallos se ramifican desde la corona y son densamente peludos.
Las hojas son opuestas, pinnadas y compuestas. Los folíolos son densamente vellosos, opuestos y de hasta 3 mm de largo.
Las flores se juntan en inflorescencia; miden 4-10 mm de ancho, con cinco pétalos de color amarillo limón, cinco sépalos y diez estambres.
La floración es de abril a octubre dependiendo de las condiciones climáticas.
Después de que la flor ha florecido, se desarrolla una fruta que se desmenuza fácilmente en cinco rebabas. Las fresas son duras y tienen de dos a cuatro puntas afiladas, de 10 mm de largo y de 4 a 6 mm de ancho. Estos cortadores se parecen mucho a las cabezas de cabra o toro, características que les dan a los cortadores sus nombres comunes en algunas regiones. Son lo suficientemente afilados como para pinchar neumáticos de bicicleta y otros neumáticos llenos de aire. También pueden causar lesiones dolorosas en los pies descalzos y pueden lesionar la boca del ganado que pasta en la planta.
Dentro de cada cortador, las semillas se apilan una encima de la otra, separadas por una membrana dura.
Como una adaptación a los climas secos, la semilla más grande brota primero, mientras que las otras pueden esperar hasta que haya más humedad disponible antes de brotar.
Las espinas del cortador apuntan hacia arriba, donde se adhieren a las patas y al pelaje de los animales, con el propósito de dispersar las semillas. Esto causa daño al ganado domesticado y degrada la lana.

Cultivo –
Tribulus terrestris es una planta que crece mejor en suelos secos, sueltos y arenosos y prospera cerca de dunas de arena o suelo suelto al borde de los campos; sin embargo, también crece en suelos más pesados, especialmente si son fértiles y húmedos o en suelos compactos como los que se encuentran a lo largo de los bordes de caminos de tierra o en parques infantiles.
Es una planta tolerante a la sal y se convierte en una plaga para algunas tierras agrícolas.
El fruto se dispersa adhiriéndose a los pies de animales y personas oa los neumáticos de vehículos y bicicletas. También se adhiere a la lana de las ovejas ya menudo se encuentra en el heno, la paja y el estiércol.
Es una planta que se propaga por semilla y crece rápidamente.
Numerosas técnicas mecánicas, químicas o biológicas han sido probadas y desarrolladas contra la infestación de esta planta.

Costumbres y tradiciones –
Tribulus terrestris es una planta que se utiliza en fitoterapia para el tratamiento de algunas patologías relacionadas con la esfera sexual. También se hizo bastante conocida porque en el siglo XX se utilizaba para mejorar el rendimiento deportivo de algunos deportistas.
Las hojas y los brotes se comen en el este de Asia. Los tallos se usaban como espesantes, se añadían a la leche diluida para darle un aspecto más concentrado. Existe alguna evidencia de que T. terrestris se usó en la medicina tradicional; de hecho, Tribulus terrestris se ha usado en la medicina tradicional china e india durante siglos para diferentes propósitos. Según creencias locales esta planta tiene una acción reguladora y depurativa (actúa en disfunciones de origen renal, hepático y gastrointestinal); como tal, se utiliza para el tratamiento de la impotencia, edema, hinchazón abdominal y enfermedades cardiovasculares.
Aunque su extracto se ha utilizado como suplemento dietético desde la década de 1980 con la creencia de que aumenta los niveles de testosterona para ayudar a la construcción muscular o la mejora sexual en los hombres, T. terrestris no ha afectado consistentemente los niveles de testosterona en estudios controlados. ser seguro y puede interactuar negativamente con los medicamentos recetados. No se ha realizado ninguna investigación de alta calidad sobre el extracto de T. terrestris, y ninguna revisión indica que tenga propiedades para mejorar la fuerza o efectos anabólicos para su uso como suplemento para el desarrollo del cuerpo o la mejora sexual.
El Instituto Australiano del Deporte desalienta a los atletas a usar suplementos de T. terrestris.
Tribulus terrestris contiene protodioscina, una saponina esteroide que constituye alrededor del 45% del extracto obtenido de las partes aéreas de la planta. La sustancia es capaz de aumentar la producción endógena de testosterona, dihidrotestosterona, hormona luteinizante (LH), dehidroepiandrosterona (DHEA) y sulfato de dehidroepiandrosterona (DHEA-S).
Las pruebas farmacológicas realizadas en Tribulus terrestris no revelaron ninguna contraindicación particular, tanto que en Italia, la venta de T. terrestris no está sujeta a ningún tipo de restricción.
Sin embargo, cabe señalar que los compuestos tóxicos de la planta causan daño hepático cuando se ingieren en dosis altas. Cuando se ingiere, la filoeritrina se acumula en la sangre como un subproducto de la descomposición de la clorofila; sin embargo, no se han confirmado reacciones adversas en humanos. En ovejas, el consumo de T. terrestris provoca tribulosis, que es un tipo de fotodermatitis. Dos alcaloides que parecen causar paresia en las extremidades de las ovejas que comen Tribulus terrestulis son los alcaloides beta-carbolina harmane y norharmane. El contenido de alcaloides del follaje seco ronda los 44 mg/kg.
Sin embargo, desde un punto de vista ecológico es una buena planta melífera.

Método de preparación –
Tribulus terrestris es una planta cuyos frutos, hojas y raíces se utilizan para obtener productos medicinales.
Esta planta está disponible comercialmente en forma de extractos mientras que el uso directo de la planta está casi abandonado.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/194383187/original.jpeg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.




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