Mappa geografica della Tunisia

Mappa geografica della Tunisia

La Tunisia è una Repubblica del Nord Africa bagnata a nord e ad est dal mar Mediterraneo e confinante con l’Algeria ad ovest e la Libia a sud e a est. Si ritiene che il suo nome, Tūnus, abbia origine dalla lingua berbera, con il significato di “promontorio” o, più probabilmente, “luogo in cui passare la notte” (si può osservare la corrispondenza con un altro toponimo nordafricano dell’antichità, Tuniza, odierna El Kala, Algeria).
La Tunisia ha una superficie di 163.610 km² ed una popolazione di 11.551.448 abitanti (2018).
La capitale della Tunisia è Tunisi con 1.056.247 di abitanti (2014).

Geografia –
La Tunisia è il più orientale e più piccolo dei tre Stati disposti lungo la catena montuosa dell’Atlante. È uno degli Stati del Maghreb insieme a Marocco, Algeria e Libia.
Il 40% della sua superficie è occupato dal deserto del Sahara, mentre gran parte del territorio restante è composta da terreno particolarmente fertile e circa 1.300 km di coste facilmente accessibili.
Il paese possiede una rete idrografica scarsamente sviluppata. Il fiume Medjerda, lungo 365 km, nasce in Algeria ma si snoda per ¾ del suo percorso in territorio tunisino prima di sfociare a nord della Tunisia.

Clima –
Il clima della Tunisia è di tipo mediterraneo, di tipo subtropicale sulle coste, con inverni miti ed estati calde e secche, mentre è di tipo tropicale arido o desertico all’interno, con temperature estive molto elevate (oltre 45 °C – 47 °C) e precipitazioni scarse.
Sulle coste il caldo estivo è relativamente limitato dalle brezze marine, in cui si raggiungono generalmente i 35 °C, mentre quando il vento soffia dal deserto, la temperatura può diventare opprimente.
A Tunisi, invece, le temperature estive diventano elevate e fastidiose a causa dell’elevata umidità presente.

Flora-
La Tunisia è un paese con vegetazione non abbondante e verso l’interno sfuma nella steppa e nel deserto. Nella zona settentrionale sono tuttavia molto frequenti i sughereti e i querceti. Nella dorsale tunisina prevalgono il leccio, il pino d’Aleppo e la quercia e nelle zone più aride la tuia di Barberia e il ginepro. Sulla costa sono comuni la palma nana e il lentisco. Nelle regioni a piovosità limitata è frequente l’alfa (poacea) le cui fibre vengono utilizzate per la fabbricazione di cordami, e nei luoghi aridi e sabbiosi il drinn, una poacea che serve da pascolo ai cammelli.
La penisola del capo Bon fornisce all’industria cosmetica e profumiera i fiori d’arancio di Citrus bigaradia (o Citrus aurantium, cioè l’arancio amaro). Una volta distillati, i fiori danno l’olio di neroli o zagara (la parola deriva dai termini arabi “zahara” che significa “splendere, sfavillare di bianco” e “zahr”, “fiore”) che ritroviamo nella composizione dei profumi: è molto raro e il suo costo particolarmente elevato
Tra le piante le più diffuse ricordiamo inoltre la buganvillea e il gelsomino.
Foreste di lecci e querce da sughero caratterizzano il paesaggio dei Monti della Kroumirie (dal nome del popolo, i Khrumir) che li abitava), mentre l’eucalipto è particolarmente diffuso nella parte settentrionale del Paese. I pini di aleppo (presenti anche in Italia) che un tempo ricoprivano le pianure del Tell sopravvivono oggi solo in pochi tratti, mentre la boscaglia di acacia, presente a sud, è ciò che sopravvive dell’antica savana tunisina.
L’olivo e il fico d’India dominano la regione del Sahel. Un’altra caratteristica del deserto è la rosa di Gerico che apre i suoi rami solo a contatto con l’umidità.
Nelle oasi sono presenti le palme da dattero che offrono riparo a molte piante da frutto.

Fauna –
Per quanto nelle regioni litorali la fauna tunisina non esca sostanzialmente dalla fisionomia generale delle coste meridionali del Mediterraneo occidentale, essa presenta in regioni più interne, specialmente in parecchi gruppi di Invertebrati, insieme con il carattere individuale dell’intero Maghrib, alcuni vecchi elementi di origine orientale. La fauna dei Vertebrati è di tipo nettamente nordafricano; raggiungono inoltre la Tunisia, per quanto poco numerosi, alcuni tipici elementi della fauna ‘ibero-marocchina’.
Molte specie animali, visto il pericolo d’estinzione che le minaccia, sono state poste sotto la tutela del governo, tra queste: l’addax (un’antilope dalle corna a vite), la capra berbera, l’orice (un’antilope di grossa taglia), lo struzzo e il fennec (la volpe che vive nel deserto del Sahara).
In Tunisia il Parco Nazionale di Ichkeul è un importante centro ornitologico, soprattutto nel periodo invernale, quando le acque del lago e gli acquitrini rappresentano un appuntamento per più di 200.000 uccelli provenienti da tutta Europa.
La Tunisia, inoltre, si trova sulle principali rotte migratorie degli uccelli. L’avifauna varia in funzione dell’habitat e della stagione: tra le specie più presenti il falco pecchiaiolo, il falco di palude, il falco pellegrino, aquile, nibbi, poiane, averle, usignoli upupa, quaglie, picchi e ghiandaie, oche selvatiche, anatre, fenicotteri, aironi, egrette e lungo le coste diversi uccelli marini come il gabbiano roseo, il gabbiano corallino, il gabbiano reale mediterraneo, la sterna maggiore e la sterna zampenere.
Infine il dromedario che è un’animale di rilevanza strategica. Cavalcatura, animale da soma, produttore di latte, carne e pelle: prodotti essenziali per i popoli del deserto.

Guido Bissanti




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