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Sarracenia purpurea

La Sarracenia, conosciuta col nome di pianta carnivora viola (Sarracenia purpurea L., 1753), è una pianta carnivora appartenente alla famiglia delle Sarraceniaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Nepenthales,
Famiglia Sarraceniaceae,
Genere Sarracenia,
Specie S. purpurea.
Sono sinonimi i termini:
– Sarazina grandiflora Raf., 1840;
– Sarracenia aurea Sartwell;
– Sarracenia aurea Sartwell ex Macfad.;
– Sarracenia grandiflora Raf.;
– Sarracenia purpurea f. incisa J.Rousseau & Rouleau;
– Sarracenia purpurea f. klawei B.Boivin;
– Sarracenia purpurea f. plena Erskine;
– Sarracenia purpurea f. purpurea L.;
– Sarracenia purpurea var. gibbosa (Raf.) Wherry;
– Sarracenia purpurea var. typica Macfarl.;
– Sarracenia terraenovae (LaPylaie) C.R.Bell.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie e varietà:
– Sarracenia purpurea subsp. gibbosa (Raf.) Wherry;
– Sarracenia purpurea subsp. purpurea L.;
– Sarracenia purpurea var. burkii D.E.Schnell;
– Sarracenia purpurea var. montana D.E.Schnell & Determann.

Etimologia –
Il termine Sarracenia del genere è stato dedicato da Linneo a Michel Sarrazin (Sarracenius, 1659-1734), naturalista e medico francese inviato nel 1685 nel Canada francese come chirugo militare, scrisse una Storia Naturale del Canada e inviò campioni di piante in Francia, in special modo a Tournefort.
L’epiteto specifico purpurea proviene dal greco πορφύρεος porphýreos, di colore rosso porpora.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Sarracenia purpurea è una pianta originaria dell’America del Nord e il suo areale si estende a nord sino alla zona dei Grandi Laghi ed nel sudest del Canada.
Il suo areale comprende la costa orientale, la regione dei Grandi Laghi, tutto il Canada (tranne Nunavut e Yukon), lo stato di Washington e l’Alaska. Ciò la rende la pianta carnivora più comune e ampiamente distribuita, nonché l’unico membro del genere che abita i climi temperati freddi.
Al di fuori del suo territorio di origine la sarracenia è stata introdotta in alcuni paesi europei, ove si è naturalizzata. Tra questi la Svizzera, ove esiste una popolazione nel massiccio alpino del Giura nota da oltre un secolo, in Irlanda, Gran Bretagna e Germania.
Questa pianta si trova negli habitat delle specie carnivore autoctone Darlingtonia californica, nelle montagne Klamath e nella Sierra Nevada settentrionale. In Gran Bretagna e Irlanda le piante di brocca viola hanno invaso le torbiere ricche di erica; in Gran Bretagna e Irlanda e con il clima mite possono crescere in gran numero a spese della flora locale. Anche le torbiere sono minacciate poiché i muschi di sfagno non crescono vicino alla pianta carnivora.
Questa pianta, tuttavia, è in pericolo o vulnerabile su gran parte della parte meridionale del suo areale.

Descrizione –
La Sarracenia purpurea è una pianta con foglie modificate in ascidi simili a lunghi otri con la parte apicale trasformata in cappuccio. È una pianta carnivora la cui trappola è costituita dagli ascidi alti 10–30 cm, disposti a rosetta, di colore verde con striature rossastre che tendono a formare un colore rosso-porpora lucente.
Per attirare le prede la pianta utilizza il nettare dal sapore dolciastro che viene prodotto soprattutto nel cappuccio dell’ascidio e nell’imboccatura. Il cappuccio è piccolo e non copre l’imboccatura dell’ascidio il quale viene riempito di acqua piovana. Le prede dapprima cadono nell’ascidio, poi annegano e infine, decomponendosi nell’acqua, vengono digerite dalla pianta. A differenza di altre specie di Sarracenia la S. purpurea non rilascia enzimi per completare la digestione delle catture.
Lo stelo che porta il fiore (scapo) raggiunge i 60 cm di altezza.
I fiori sono globosi e di color rosso scuro.
Nel dettaglio del sistema di digestione questo è coadiuvato da una comunità di invertebrati, composta principalmente dalla zanzara Wyeomyia smithii e dal moscerino Metriocnemus knabi che aiutano a digerire le prede, come mosche, formiche, ragni e persino falene o calabroni.
La relazione tra W. smithii e S. purpurea è un esempio di commensalismo.
La S. purpurea intrappola anche le salamandre maculate giovani con una regolarità sufficiente che in uno studio del 2019 si è scoperto che quasi il 20% delle piante intervistate conteneva una o più salamandre. È stato osservato che le salamandre muoiono entro tre o diciannove giorni e possono essere uccise poiché le piccole pozze d’acqua nella pianta vengono riscaldate dal sole. Una singola salamandra potrebbe fornire da centinaia a migliaia di volte i nutrienti delle prede invertebrate, ma non è noto con quanta efficienza S. purpurea sia in grado di digerirle.
Protisti, rotiferi (compreso l’Habrotrocha rosa) e batteri costituiscono la base della rete alimentare inquilina che sminuzza e mineralizza la preda disponibile, rendendo i nutrienti disponibili alla pianta. Le nuove foglie di questa pianta producono enzimi digestivi come idrolasi e proteasi, ma quando le singole foglie invecchiano nel loro secondo anno, la digestione del materiale della preda è aiutata dalla comunità di batteri che vivono all’interno delle piante.

Coltivazione –
La Sarracenia purpurea è una pianta semplice da coltivare, non richiede terrario o serra. Come tutte le piante carnivore va annaffiata unicamente con acqua distillata o piovana o purificata a osmosi inversa, versando acqua nel sottovaso e non dall’alto. Durante il periodo di riposo invernale si elimina il sottovaso e il substrato deve essere leggermente umido. Se esposta in pieno sole per molte ore prende una colorazione rossastra dovuta allo sviluppo di antociani, altrimenti rimane verde con qualche venatura rossa.
La propagazione avviene per seme che andrebbe seminato in zona ombreggiata non appena è maturo, se possibile, altrimenti all’inizio della primavera.
Quando le piante raggiungono la dimensione per essere maneggiate vanno poste in vasi singoli e fatte crescere in zona protetta o serra per il loro primo inverno.
Il trapianto va effettuato poi in primavera o all’inizio dell’estate, dopo le ultime gelate previste.
Anche la propagazione per divisione può essere possibile.

Usi e Tradizioni –
La Sarracenia purpurea è una pianta che viene coltivata come pianta ornamentale ed alcune sottospecie sono particolarmente ricercate.
Questa pianta un tempo era usata come medicinale dalle tribù dei nativi americani nei territori nord-orientali e dei Grandi Laghi, inclusi i popoli Algonquin, Cree, Iroquois, Mi’kmaq (Micmac); l’uso principale era quello del trattamento del vaiolo per mezzo di mezzi di un infuso di radice. Uno studio del 2012 suggerisce che la Sarracenia purpurea è efficace come trattamento per i virus della famiglia degli Orthopoxvirus, incluso il virus del vaiolo, attraverso l’inibizione della trascrizione precoce del virus.
La Sarracenia purpurea è stata studiata come biocontrollo per la vespa asiatica (Vespa velutina Lepeletier, 1836) giunta in Europa, poiché agisce come trappola naturala ed in cui sono stati osservati i calabroni intrappolati. Gli ibridi utilizzati nello studio, S. juthatipsoper e S. evendine, erano considerati troppo non selettivi, ma i ricercatori hanno proposto di provare altre specie di piante carnivore che potrebbero essere più efficaci.
Questa pianta è l’emblema floreale della provincia canadese di Terranova e Labrador. La maggior parte delle specie lungo la costa del Golfo degli Stati Uniti che un tempo erano identificate come Sarracenia purpurea sono state da allora riclassificate come Sarracenia rosea.

Modalità di Preparazione –
La Sarracenia purpurea è una pianta che, soprattutto un tempo, veniva utilizzata per fini medicinali.
La radice e le foglie sono diuretiche, epatiche, lassative, stomachiche e toniche.
Sono usati nel trattamento di dispepsia, costipazione, disturbi epatici e renali.
Un decotto freddo dell’intera pianta è stato utilizzato nel trattamento della pertosse.
Un infuso delle foglie essiccate è stato utilizzato nel trattamento di febbri e tremori.
L’infuso delle foglie è stato utilizzato per facilitare il parto e anche per le malattie associate all’assenza del ciclo mestruale.
Un’infusione delle foglie era un tempo considerata una cura per il vaiolo.
Anche l’infusione delle radici è stata utilizzata nel trattamento del vaiolo anche se vi sono rapporti contrastanti quanto alla sua efficacia.
Un decotto della radice è stato somministrato alle donne per aiutare a espellere la placenta e per prevenire le malattie dopo il parto.
Un decotto concentrato di radice è stato utilizzato nel trattamento di sangue nella tosse e disturbi polmonari.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Sarracenia purpurea

The purple pitcher plant, northern pitcher plant or turtle socks (Sarracenia purpurea L., 1753), is a carnivorous plant belonging to the Sarraceniaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Nepenthales Order,
Sarraceniaceae family,
Genus Sarracenia,
S. purpurea species.
The terms are synonymous:
– Sarazina grandiflora Raf., 1840;
– Sarracenia aurea Sartwell;
– Sarracenia aurea Sartwell ex Macfad .;
– Sarracenia grandiflora Raf .;
– Sarracenia purpurea f. engraved J.Rousseau & Rouleau;
– Sarracenia purpurea f. klawei B.Boivin;
– Sarracenia purpurea f. plena Erskine;
– Sarracenia purpurea f. purpurea L .;
– Sarracenia purpurea var. gibbosa (Raf.) Wherry;
– Sarracenia purpurea var. typica Macfarl .;
– Sarracenia terraenovae (LaPylaie) C.R.Bell.
Within this species, the following subspecies and varieties are recognized:
– Sarracenia purpurea subsp. gibbosa (Raf.) Wherry;
– Sarracenia purpurea subsp. purpurea L .;
– Sarracenia purpurea var. burkii D.E Schnell;
– Sarracenia purpurea var. montana D.E.Schnell & Determann.

Etymology –
The term Sarracenia of the genus was dedicated by Linnaeus to Michel Sarrazin (Sarracenius, 1659-1734), a French naturalist and physician sent in 1685 to French Canada as a military surgeon, wrote a Natural History of Canada and sent plant samples to France, in especially in Tournefort.
The specific purple epithet comes from the Greek πορφύρεος porphýreos, purple-red in color.

Geographic Distribution and Habitat –
Sarracenia purpurea is a plant native to North America and its range extends north to the area of ​​the Great Lakes and southeastern Canada.
Its range includes the east coast, the Great Lakes region, all of Canada (except Nunavut and Yukon), the state of Washington and Alaska. This makes it the most common and widely distributed carnivorous plant, as well as the only member of the genus that inhabits cold temperate climates.
Outside its territory of origin, sarracenia has been introduced in some European countries, where it has naturalized. These include Switzerland, where there is a population in the Jura Alpine massif known for over a century, in Ireland, Great Britain and Germany.
This plant is found in the habitats of the native carnivorous species Darlingtonia californica, in the Klamath Mountains and in the northern Sierra Nevada. In Great Britain and Ireland, purple pitcher plants have invaded heather-rich bogs; in Great Britain and Ireland and with the mild climate they can grow in large numbers at the expense of the local flora. Peat bogs are also threatened as sphagnum mosses do not grow close to the carnivorous plant.
This plant, however, is endangered or vulnerable over much of the southern part of its range.

Description –
Sarracenia purpurea is a plant with leaves modified into ascidia similar to long skins with the apical part transformed into a cap. It is a carnivorous plant whose trap is made up of 10-30 cm tall ascidia, arranged in a rosette, green in color with reddish streaks that tend to form a bright red-purple color.
To attract prey, the plant uses the sweetish nectar that is produced above all in the cap of the ascidian and in the mouth. The hood is small and does not cover the mouth of the ascidian which is filled with rainwater. The preys first fall into the ascidian, then drown and finally, decomposing in the water, are digested by the plant. Unlike other species of Sarracenia, S. purpurea does not release enzymes to complete the digestion of the catch.
The stem that carries the flower (scape) reaches 60 cm in height.
The flowers are globular and dark red in color.
In the detail of the digestion system this is assisted by a community of invertebrates, mainly composed of the Wyeomyia smithii mosquito and the Metriocnemus knabi midge that help digest prey, such as flies, ants, spiders and even moths or hornets.
The relationship between W. smithii and S. purpurea is an example of commensalism.
S. purpurea also traps juvenile spotted salamanders with sufficient regularity that in a 2019 study it was found that nearly 20% of the plants surveyed contained one or more salamanders. Salamanders have been observed to die within three to nineteen days and can be killed as the small pools of water in the plant are heated by the sun. A single salamander could provide hundreds to thousands of times the nutrients of invertebrate prey, but it is not known how efficiently S. purpurea is able to digest them.
Protists, rotifers (including pink Habrotrocha) and bacteria form the basis of the tenant food web that mines and mineralizes available prey, making nutrients available to the plant. The new leaves of this plant produce digestive enzymes such as hydrolases and proteases, but as the individual leaves age in their second year, the digestion of the prey material is aided by the community of bacteria that live within the plants.

Cultivation –
Sarracenia purpurea is a simple plant to grow, requiring no terrarium or greenhouse. Like all carnivorous plants, it should be watered only with distilled or rain water or purified with reverse osmosis, pouring water into the saucer and not from above. During the winter rest period, the saucer is eliminated and the substrate must be slightly damp. If exposed to full sun for many hours it takes on a reddish color due to the development of anthocyanins, otherwise it remains green with some red veins.
Propagation occurs by seed which should be sown in a shaded area as soon as it is ripe, if possible, otherwise in early spring.
When the plants reach the size to be handled they should be placed in single pots and grown in a protected area or greenhouse for their first winter.
The transplant must then be carried out in spring or early summer, after the last frosts foreseen.
Propagation by division may also be possible.

Customs and Traditions –
Sarracenia purpurea is a plant that is grown as an ornamental plant and some subspecies are particularly sought after.
This plant was once used as a medicine by Native American tribes in the northeastern and Great Lakes territories, including the Algonquin, Cree, Iroquois, Mi’kmaq (Micmac) peoples; the main use was that of treating smallpox by means of a root infusion. A 2012 study suggests that Sarracenia purpurea is effective as a treatment for viruses of the Orthopoxvirus family, including the smallpox virus, by inhibiting early transcription of the virus.
Sarracenia purpurea has been studied as a biocontrol for the Asian wasp (Vespa velutina Lepeletier, 1836) which arrived in Europe, since it acts as a natural trap and in which trapped hornets have been observed. The hybrids used in the study, S. juthatipsoper and S. evendine, were considered too non-selective, but the researchers proposed trying other carnivorous plant species that might be more effective.
This plant is the floral emblem of the Canadian province of Newfoundland and Labrador. Most of the species along the Gulf Coast of the United States that were once identified as Sarracenia purpurea have since been reclassified as Sarracenia rosea.

Preparation Method –
Sarracenia purpurea is a plant that, especially in the past, was used for medicinal purposes.
The root and leaves are diuretic, hepatic, laxative, stomachic and tonic.
They are used in the treatment of dyspepsia, constipation, liver and kidney disorders.
A cold decoction of the whole plant was used in the treatment of whooping cough.
An infusion of the dried leaves has been used in the treatment of fevers and tremors.
The infusion of the leaves has been used to facilitate childbirth and also for diseases associated with the absence of the menstrual cycle.
An infusion of the leaves was once considered a cure for smallpox.
Root infusion has also been used in the treatment of smallpox although there are conflicting reports as to its effectiveness.
A decoction of the root was given to women to help expel the placenta and to prevent disease after giving birth.
A concentrated decoction of the root has been used in the treatment of blood in cough and lung ailments.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Sarracenia purpurea

La Sarracenia (Sarracenia purpurea L., 1753), es una planta carnívora perteneciente a la familia Sarraceniaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
orden nepentales,
familia Sarraceniaceae,
Género Sarracenia,
especies de S. purpurea.
Los términos son sinónimos:
– Sarazina grandiflora Raf., 1840;
– Sarracenia aurea Sartwell;
– Sarracenia aurea Sartwell ex Macfad.;
– Sarracenia grandiflora Raf.;
– Sarracenia purpurea f. grabado J.Rousseau & Rouleau;
– Sarracenia purpurea f. klawei B.Boivin;
– Sarracenia purpurea f. Plena Erskine;
– Sarracenia purpurea f. purpúrea L.;
– Sarracenia purpurea var. gibbosa (Raf.) Wherry;
– Sarracenia purpurea var. típica Macfarl.;
– Sarracenia terraenovae (LaPylaie) C.R.Bell.
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes subespecies y variedades:
– Sarracenia purpurea subsp. gibbosa (Raf.) Wherry;
– Sarracenia purpurea subsp. purpúrea L.;
– Sarracenia purpurea var. burkii DE Schnell;
– Sarracenia purpurea var. montana DE Schnell & Determann.

Etimología –
El término Sarracenia del género fue dedicado por Linneo a Michel Sarrazin (Sarracenius, 1659-1734), un naturalista y médico francés enviado en 1685 al Canadá francés como cirujano militar, escribió una Historia natural de Canadá y envió muestras de plantas a Francia. en especial en Tournefort.
El epíteto púrpura específico proviene del griego πορφύρεος porphýreos, de color rojo púrpura.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Sarracenia purpurea es una planta originaria de América del Norte y su área de distribución se extiende hacia el norte hasta la zona de los Grandes Lagos y el sureste de Canadá.
Su área de distribución incluye la costa este, la región de los Grandes Lagos, todo Canadá (excepto Nunavut y Yukón), el estado de Washington y Alaska. Esto la convierte en la planta carnívora más común y ampliamente distribuida, así como en el único miembro del género que habita en climas templados fríos.
Fuera de su territorio de origen, la sarracenia se ha introducido en algunos países europeos, donde se ha naturalizado. Estos incluyen Suiza, donde hay una población en el macizo alpino del Jura conocida desde hace más de un siglo, en Irlanda, Gran Bretaña y Alemania.
Esta planta se encuentra en los hábitats de la especie carnívora nativa Darlingtonia californica, en las montañas Klamath y en el norte de Sierra Nevada. En Gran Bretaña e Irlanda, las plantas de jarra moradas han invadido pantanos ricos en brezos; en Gran Bretaña e Irlanda y con el clima templado pueden crecer en grandes cantidades a expensas de la flora local. Las turberas también están amenazadas ya que los musgos sphagnum no crecen cerca de la planta carnívora.
Sin embargo, esta planta está en peligro o es vulnerable en gran parte de la parte sur de su área de distribución.

Descripción –
Sarracenia purpurea es una planta con hojas modificadas en ascidias similares a pieles largas con la parte apical transformada en sombrero. Es una planta carnívora cuya trampa está formada por ascidias de 10-30 cm de altura, dispuestas en roseta, de color verde con vetas rojizas que tienden a formar un color rojo púrpura brillante.
Para atraer presas, la planta utiliza el néctar dulzón que se produce sobre todo en el sombrero de la ascidia y en la boca. La caperuza es pequeña y no cubre la boca de la ascidia que se llena de agua de lluvia. Las presas primero caen en la ascidia, luego se ahogan y finalmente, descomponiéndose en el agua, son digeridas por la planta. A diferencia de otras especies de Sarracenia, S. purpurea no libera enzimas para completar la digestión de la captura.
El tallo que lleva la flor (escapo) alcanza los 60 cm de altura.
Las flores son globosas y de color rojo oscuro.
En el detalle del sistema de digestión, este es asistido por una comunidad de invertebrados, compuesta principalmente por el mosquito Wyeomyia smithii y el mosquito Metriocnemus knabi que ayudan a digerir presas, como moscas, hormigas, arañas e incluso polillas o avispones.
La relación entre W. smithii y S. purpurea es un ejemplo de comensalismo.
S. purpurea también atrapa a las salamandras manchadas juveniles con tanta regularidad que en un estudio de 2019 se encontró que casi el 20 % de las plantas encuestadas contenían una o más salamandras. Se ha observado que las salamandras mueren entre tres y diecinueve días y pueden morir cuando el sol calienta los pequeños charcos de agua en la planta. Una sola salamandra podría proporcionar de cientos a miles de veces los nutrientes de las presas de invertebrados, pero no se sabe con qué eficiencia S. purpurea puede digerirlos.
Los protistas, los rotíferos (incluido el Habrotrocha rosado) y las bacterias forman la base de la red alimenticia de inquilinos que extrae y mineraliza las presas disponibles, poniendo los nutrientes a disposición de la planta. Las hojas nuevas de esta planta producen enzimas digestivas como hidrolasas y proteasas, pero a medida que las hojas individuales envejecen en su segundo año, la digestión del material de presa es ayudada por la comunidad de bacterias que viven dentro de las plantas.

Cultivo –
Sarracenia purpurea es una planta sencilla de cultivar, que no requiere terrario ni invernadero. Como todas las plantas carnívoras, se debe regar únicamente con agua destilada o de lluvia o purificada con ósmosis inversa, vertiendo agua en el platillo y no desde arriba. Durante el período de descanso invernal, se elimina el plato y el sustrato debe estar ligeramente húmedo. Si se expone a pleno sol durante muchas horas toma un color rojizo debido al desarrollo de antocianinas, de lo contrario permanece verde con algunas vetas rojas.
La propagación se produce por semilla que debe sembrarse en un área sombreada tan pronto como esté madura, si es posible, de lo contrario a principios de la primavera.
Cuando las plantas alcanzan el tamaño para ser manipuladas, deben colocarse en macetas individuales y cultivarse en un área protegida o invernadero durante su primer invierno.
El trasplante debe entonces realizarse en primavera o principios de verano, después de las últimas heladas previstas.
La propagación por división también puede ser posible.

Costumbres y tradiciones –
Sarracenia purpurea es una planta que se cultiva como planta ornamental y algunas subespecies son particularmente buscadas.
Esta planta fue utilizada una vez como medicina por las tribus nativas americanas en los territorios del noreste y de los Grandes Lagos, incluidos los pueblos algonquin, cree, iroqueses, mi’kmaq (micmac); el uso principal era el de tratar la viruela por medio de una infusión de raíces. Un estudio de 2012 sugiere que Sarracenia purpurea es eficaz como tratamiento para los virus de la familia Orthopoxvirus, incluido el virus de la viruela, al inhibir la transcripción temprana del virus.
Sarracenia purpurea ha sido estudiada como biocontrol de la avispa asiática (Vespa velutina Lepeletier, 1836) llegada a Europa, ya que actúa como trampa natural y en la que se han observado avispones atrapados. Los híbridos utilizados en el estudio, S. juthatipsoper y S. evendine, se consideraron demasiado no selectivos, pero los investigadores propusieron probar otras especies de plantas carnívoras que podrían ser más efectivas.
Esta planta es el emblema floral de la provincia canadiense de Terranova y Labrador. La mayoría de las especies a lo largo de la costa del Golfo de los Estados Unidos que alguna vez fueron identificadas como Sarracenia purpurea han sido reclasificadas como Sarracenia rosea.

Método de preparación –
Sarracenia purpurea es una planta que, sobre todo en el pasado, se utilizaba con fines medicinales.
La raíz y las hojas son diuréticas, hepáticas, laxantes, estomacales y tónicas.
Se utilizan en el tratamiento de la dispepsia, estreñimiento, trastornos hepáticos y renales.
Se utilizó una decocción fría de toda la planta en el tratamiento de la tos ferina.
Una infusión de las hojas secas se ha utilizado en el tratamiento de fiebres y temblores.
La infusión de las hojas se ha utilizado para facilitar el parto y también para enfermedades asociadas a la ausencia del ciclo menstrual.
Una infusión de las hojas se consideró una vez una cura para la viruela.
La infusión de raíz también se ha utilizado en el tratamiento de la viruela, aunque existen informes contradictorios en cuanto a su eficacia.
A las mujeres se les daba una decocción de la raíz para ayudar a expulsar la placenta y prevenir enfermedades después del parto.
Una decocción concentrada de la raíz se ha utilizado en el tratamiento de la sangre en la tos y dolencias pulmonares.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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