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Salvia sclarea

La salvia moscatella (Salvia sclarea L., 1753) è una specie erbacea perenne aromatica, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Lamiales,
Famiglia Lamiaceae,
Tribù Mentheae,
Genere Salvia,
Specie S. sclarea.
Sono sinonimi i termini:
– Aethiopis sclarea (L.) Fourr.;
– Aethiopis sclarea (L.) Opiz;
– Salvia altilabrosa Pan;
– Salvia altilabrosa Pau, 1918;
– Salvia bracteata Sims, 1822;
– Salvia calostachya Gand.;
– Salvia coarctata Vahl;
– Salvia haematodes Scop.;
– Salvia lucana Cavara & Grande;
– Salvia pamirica Gand.;
– Salvia sclarea var. calostachya (Gand.) Nyman;
– Salvia sclarea var. turkestaniana Mottet;
– Salvia sclarea var. turkestanica (Noter) Mottet;
– Salvia simsiana Schult.;
– Salvia turkestanica Noter;
– Sclarea vulgaris Mill..

Etimologia –
Il termine Salvia è il nome già usato da Plinio per la Salvia officinalis, da sálvo salvare, guarire (connesso con il sanscrito sárvas integro): per le proprietà officinali.
L’epiteto specifico sclarea viene da sclareia zampogna: forse per la forma della corolla; secondo il Mattioli “Le Donne Italiane mettono un grano di seme di questo Hormino nelli occhi caliginosi, nè ne lo cavano, se prima gl’occhi non si schiarischino, nel che ha egli maravigliosa proprietà; onde ha preso la pianta il nome di Sclarea”.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La salvia moscatella è una pianta con origine europea ed in particolar modo nell’areale del Mediterraneo.
È assente in gran parte dell’Africa settentrionale e il suo areale si estende a est fino al Kazakistan, all’Afghanistan e all’Himalaya.
Cresce in Francia (nei dipartimenti di Alpes-de-Haute-Provence, Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Drôme e Isère), in Svizzera (cantone Vallese), in Austria (Länder del Tirolo Settentrionale) e in Slovenia. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nei Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei e Monti Balcani.
In Italia è presente su tutto il territorio ma è rara e spesso e solo inselvatichita. Nelle Alpi italiane ha una distribuzione discontinua.
Il suo habitat è quello delle pendici rocciose, boschi misti di latifoglie e conifere, argini di scisto e bordi stradali fino a oltre 1000 metri come in Turchia, dove arriva anche ai 2000 m. s.l.m..

Descrizione –
La Salvia sclarea è una pianta erbacea bienne che, può superare il metro d’altezza.
Il fusto è eretto, ingrossato, quadrangolare, costolato e con peli crespi.
Le foglie sono vellutate; le inferiori con lamina di 4-12 X 7-18 cm, in rosetta nel primo anno; quelle cauline più piccole, irregolarmente dentellate.
L’infiorescenza è ampia con rami eretto-patenti. Brattee membranose, violacee, 2-3 cm e comunque più lunghe della corolla. Calice con tubo ispido e denti spinulosi. Corolla rosea o liliacina di 15-20 mm.
Il frutto schizocarpico è un microbasario (tetrachenio o tetranucola) formato da 4 mericarpi (acheni o nucule) di 2-2,5 x 2 mm, globosi, obovoidi o ellissoidi, lisci.

Coltivazione –
La Salvia sclarea è una pianta abbastanza decorativa sia per il suo fogliame che per i suoi fiori e che può essere facilmente coltivata, anche per scopi ornamentali.
Predilige un suolo fresco, leggero, leggermente calcareo ed un’esposizione piena di sole.
È una pianta che viene raccolta anche allo stato naturale per l’uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali. A volte è stata coltivata abbastanza comunemente come erba medicinale, per il suo olio essenziale e come aromatizzante per il cibo, ma attualmente è poco coltivata. In Italia la coltivazione è principalmente concentrata in Piemonte (per la produzione del vermut e altri liquori fra i quali il Fernet Branca) e nelle regioni meridionali.
La moltiplicazione avviene con semina all’inizio della primavera in vivaio, seguito da un reimpianto in maggio, o con divisione di ciuffi. Il raccolto avviene dopo 4-5 mesi la piantagione.

Usi e Tradizioni –
La Salvia moscatella, Sclarea, Chiarella o Scanderona è una pianta conosciuta sin dall’antichità per le sue proprietà e virtù. Già i Greci ed i Romani ne facevano ampio uso al pari della Salvia officinalis.
Nella medicina popolare è utilizzata come digestivo, lassativo, diuretico e contro l’asma. Trova applicazione come rimedio ad emorroidi, febbre, tosse e ascessi. In caso di ferite o piaghe se ne consiglia l’applicazione di foglie pestate. Per provocare le mestruazioni in caso di ritardo si utilizza il decotto dell’intera pianta, mentre quello delle sole foglie in caso di gengivite. Riconosciuta ottimo tonico, gli anziani delle Marche usavano portarne una foglia in bocca a tale scopo.
Nella cucina popolare le foglie venivano consumate lesse, mentre in enologia trovava largo impiego per intensificare l’aroma del vino moscato.
È stata usata surrogato del tabacco e per profumare le botti.
Attualmente il suo utilizzo principale è per la produzione di vermouth, liquori e profumi.
In medicina la Salvia sclarea dimostra buone proprietà tonico-stimolanti nei confronti dell’apparato digerente, antispasmodiche e antisteriche, battericide e contro l’eccessiva sudorazione, regola il flusso mestruale, migliora lo stato del cuoio capelluto, evidenzia proprietà afrodisiache e ipotensive. I semi hanno un rivestimento mucillaginoso, i vecchi erboristi suggerivano di disporre un seme nell’occhio di qualcuno che avesse un corpo estraneo in esso, in modo da aderire all’oggetto e renderne facile la rimozione.
La Salvia sclarea ha un contenuto di olio essenziale più elevato rispetto ad altre specie di Salvia ed è da tempo coltivata per l’estrazione dell’olio. Vi sono notevoli differenze nella resa in olio di piante di diverse località geografiche.
Quando le foglie vengono ammaccate sprigionano un profumo deliziosamente pungente e rinfrescante di pompelmo fresco.
I fiori sono molto attraenti per le api.
Tra gli usi commestibili si possono consumare le foglie, crude o cotte. Hanno un sapore e odore forti, calde, aromatiche e sono usate principalmente come aromatizzanti nei cibi cotti.
Dagli steli fioriti si ottiene un olio essenziale che ha un aroma di ambra grigia e viene utilizzato nei saponi, nei cosmetici, come fissativo in profumeria, ecc.
I principali costituenti dell’olio sono: Linalolo, Acetato di linalile, Alfa terpineolo, Germacrene D e Acetato di geranile.

Modalità di Preparazione –
Dalla Salvia sclarea si ottiene principalmente un olio essenziale utilizzato nella fabbricazione di vermuth, di liquori o di profumi.
È stata usata anche per aromatizzare ed adulterare il vino, per intensificare l’aroma di Moscato, per dare vitalità all’organismo, curare la depressione, regolare il sistema nervoso Nelle birre inglesi, la sclarea è stata usata come aroma prima che l’uso del luppolo divenisse comune. La pianta viene talvolta utilizzata come sostituto del luppolo conferendo una notevole amarezza e per le sue proprietà inebrianti.
Le foglie possono essere utilizzate, fresche o essiccate, per aromatizzare i piatti di carne: maiale, vitello, pecora, selvaggina, le salse. Le foglie inoltre sono state utilizzate come verdura.
Le foglie possono essere immerse nella pastella e cotte per fare delle deliziose frittelle.
I fiori crudi, dal sapore gradevole, possono essere spolverati su insalate tritate o trasformati in un tè.
Nell’industria è stata usata anche per aromatizzare alcuni prodotti del tabacco.
L’olio estratto dai semi viene utilizzato come ingrediente in preparazioni cosmetiche commerciali come emolliente.
Un estratto dei fiori, delle foglie e degli steli viene utilizzato come ingrediente nei preparati cosmetici commerciali come balsamo per la pelle.
Un estratto della pianta viene utilizzato come ingrediente nei preparati cosmetici commerciali come antiseborroico, astringente, balsamo per la pelle e agente lenitivo.
Dal seme si ricava un olio essiccante, utilizzato in vernici, pitture, ecc.
In medicina si usano le foglie che possono essere utilizzate fresche o essiccate; per l’essiccamento si raccolgono prima che la pianta fiorisca.
L’olio essenziale è usato in aromaterapia. È preferito alla Salvia officinalis per il suo livello di tossicità più basso.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/80047533/original.jpeg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Salvia sclarea

The clary sage (Salvia sclarea L., 1753) is an aromatic perennial herbaceous species, belonging to the Lamiaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Asteridae,
Lamiales Order,
Lamiaceae family,
Mentheae Tribe,
Genus Salvia,
S. sclarea species.
The terms are synonymous:
– Aethiopis sclarea (L.) Fourr.;
– Aethiopis sclarea (L.) Opiz;
– Salvia altilabrosa Pan;
– Salvia altilabrosa Pau, 1918;
– Salvia bracteata Sims, 1822;
– Salvia calostachya Gand.;
– Salvia coarctata Vahl;
– Salvia haematodes Scop.;
– Salvia lucana Cavara & Grande;
– Salvia pamirica Gand.;
– Salvia sclarea var. calostachya (Gand.) Nyman;
– Salvia sclarea var. turkestaniana Mottet;
– Salvia sclarea var. turkestanica (Noter) Mottet;
– Salvia simsiana Schult.;
– Salvia turkestanica Noter;
– Sclarea vulgaris Mill..

Etymology –
The term Salvia is the name already used by Pliny for Salvia officinalis, from sálvo to save, to heal (connected with the Sanskrit sárvas intgro): for its officinal properties.
The specific clary epithet comes from sclareia zampogna: perhaps due to the shape of the corolla; according to Mattioli “The Italian women put a grain of the seed of this Hormino in the hazy eyes, nor do they pull it out, unless the eyes first lighten, in which he has marvelous properties; hence he took the plant the name of Sclarea” .

Geographic Distribution and Habitat –
Clary sage is a plant with European origin and especially in the Mediterranean area.
It is absent in much of northern Africa and its range extends east to Kazakhstan, Afghanistan and the Himalayas.
It grows in France (in the departments of Alpes-de-Haute-Provence, Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Drôme and Isère), in Switzerland (canton of Valais), in Austria (Länder of North Tyrol) and in Slovenia. On the other European reliefs connected to the Alps it is found in the Vosges, the Jura Massif, the Central Massif, the Pyrenees and the Balkan Mountains.
In Italy it is present throughout the territory but it is rare and often and only wild. In the Italian Alps it has a discontinuous distribution.
Its habitat is that of the rocky slopes, mixed deciduous and coniferous woods, shale embankments and roadsides up to over 1000 meters as in Turkey, where it reaches up to 2000 meters. s.l.m ..

Description –
Clary sage is a biennial herbaceous plant that can exceed one meter in height.
The stem is erect, enlarged, quadrangular, ribbed and with frizzy hairs.
The leaves are velvety; the lower ones with lamina of 4-12 X 7-18 cm, in the rosette in the first year; the smaller cauline ones, irregularly indented.
The inflorescence is large with erect-patent branches. Bracts membranous, purplish, 2-3 cm and in any case longer than the corolla. Calyx with bristly tube and spiny teeth. Corolla rosea or liliacina of 15-20 mm.
The schizocarpic fruit is a microbasarium (tetrachenium or tetranucola) formed by 4 mericarps (achenes or nucule) of 2-2.5 x 2 mm, globose, obovoid or ellipsoid, smooth.

Cultivation –
Clary sage is a fairly decorative plant both for its foliage and its flowers and which can be easily grown, even for ornamental purposes.
It prefers a fresh, light, slightly calcareous soil and a full sun exposure.
It is a plant that is also harvested in its natural state for local use as a food, medicine and source of materials. It has sometimes been grown quite commonly as a medicinal herb, for its essential oil, and as a flavoring for food, but is currently little cultivated. In Italy, cultivation is mainly concentrated in Piedmont (for the production of vermouth and other liqueurs including Fernet Branca) and in the southern regions.
The multiplication takes place with sowing at the beginning of spring in the nursery, followed by a replanting in May, or with division of tufts. The harvest takes place after 4-5 months of planting.

Customs and Traditions –
Clary sage is a plant known since ancient times for its properties and virtues. Already the Greeks and Romans made extensive use of it like Salvia officinalis.
In folk medicine it is used as a digestive, laxative, diuretic and against asthma. It is used as a remedy for hemorrhoids, fever, cough and abscesses. In case of wounds or sores it is recommended to apply crushed leaves. To cause menstruation in case of delay, the decoction of the whole plant is used, while that of the leaves alone in case of gingivitis. Recognized as an excellent tonic, the elderly of the Marche used to carry a leaf in their mouth for this purpose.
In popular cuisine the leaves were consumed boiled, while in oenology they were widely used to intensify the aroma of Muscat wine.
It was used as a substitute for tobacco and to perfume the barrels.
Currently its main use is for the production of vermouth, liqueurs and perfumes.
In medicine, Clary Sage demonstrates good tonic-stimulating properties against the digestive system, antispasmodic and anthysterical, bactericidal and against excessive sweating, regulates menstrual flow, improves the state of the scalp, shows aphrodisiac and hypotensive properties. The seeds have a mucilaginous coating, the old herbalists suggested placing a seed in the eye of someone who has a foreign body in it, so as to adhere to the object and make it easy to remove.
Clary sage has a higher essential oil content than other sage species and has long been cultivated for oil extraction. There are notable differences in the oil yield of plants from different geographic locations.
When the leaves are bruised they give off a deliciously pungent and refreshing scent of fresh grapefruit.
The flowers are very attractive to bees.
Among the edible uses can be consumed the leaves, raw or cooked. They have a strong, warm, aromatic taste and smell and are mainly used as a flavoring in cooked foods.
From the flowering stems an essential oil is obtained that has an aroma of ambergris and is used in soaps, cosmetics, as a fixative in perfumery, etc.
The main constituents of the oil are: Linalool, Linalyl acetate, Alpha terpineol, Germacrene D and Geranyl acetate.

Preparation Method –
Clary sage is mainly obtained from an essential oil used in the manufacture of vermouth, liqueurs or perfumes.
It has also been used to aromatize and adulterate wine, to intensify the aroma of Moscato, to give vitality to the organism, treat depression, regulate the nervous system.In English beers, the clary was used as an aroma before use. of hops became common. The plant is sometimes used as a substitute for hops, giving it a notable bitterness and for its intoxicating properties.
The leaves can be used, fresh or dried, to flavor meat dishes: pork, veal, sheep, game, sauces. The leaves have also been used as a vegetable.
The leaves can be dipped in batter and cooked to make delicious pancakes.
The raw, pleasant-tasting flowers can be sprinkled on chopped salads or made into a tea.
In industry it has also been used to flavor some tobacco products.
The oil extracted from the seeds is used as an ingredient in commercial cosmetic preparations as an emollient.
An extract from the flowers, leaves and stems is used as an ingredient in commercial cosmetic preparations as a skin conditioner.
An extract of the plant is used as an ingredient in commercial cosmetic preparations as an antiseborrheic, astringent, skin conditioner and soothing agent.
A drying oil is obtained from the seed, used in varnishes, paints, etc.
In medicine the leaves are used that can be used fresh or dried; for drying they are harvested before the plant blooms.
Essential oil is used in aromatherapy. It is preferred over Salvia officinalis due to its lower toxicity level.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/80047533/original.jpeg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Salvia sclarea

La esclarea (Salvia sclarea L., 1753) es una especie herbácea perenne aromática, perteneciente a la familia Lamiaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
subarigno traqueobionta,
superdivisión de espermatofitas,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Subclase Asteridae,
Orden Lamiales,
familia de las lamiáceas,
tribu Mentheae,
Género Salvia,
Especies de S. sclarea.
Los términos son sinónimos:
– Aethiopis sclarea (L.) Fourr.;
– Aethiopis sclarea (L.) Opiz;
– Salvia altilabrosa Pan;
– Salvia altilabrosa Pau, 1918;
– Salvia bracteata Sims, 1822;
– Salvia calostachya Gand.;
– Salvia coarctata Vahl;
– Salvia haematodes Scop.;
– Salvia lucana Cavara & Grande;
– Salvia pamirica Gand.;
– Salvia sclarea var. calostachya (Gand.) Nyman;
– Salvia sclarea var. turkestaniana Mottet;
– Salvia sclarea var. turkestanica (Noter) Mottet;
– Salvia simsiana Schult.;
– Salvia turkestanica Noter;
– Sclarea vulgaris Mill..

Etimología –
El término Salvia es el nombre que ya usaba Plinio para Salvia officinalis, de sálvo salvar, curar (conectado con el sánscrito sárvas intgro): por sus propiedades oficinales.
El epíteto específico de clary proviene de sclareia zampogna: quizás debido a la forma de la corola; según Mattioli “Las mujeres italianas ponen un grano de la semilla de este Hormino en los ojos empañados, ni lo sacan, a menos que los ojos primero se aclaren, en lo que tiene propiedades maravillosas; de ahí que tomó la planta el nombre de Sclarea ” .

Distribución Geográfica y Hábitat –
La esclarea es una planta con origen europeo y especialmente de la zona mediterránea.
Está ausente en gran parte del norte de África y su área de distribución se extiende hacia el este hasta Kazajstán, Afganistán y el Himalaya.
Crece en Francia (en los departamentos de Alpes-de-Haute-Provence, Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Drôme e Isère), en Suiza (cantón de Valais), en Austria (Länder del Tirol del Norte) y en Eslovenia. En los demás relieves europeos conectados con los Alpes se encuentra en los Vosgos, el Macizo del Jura, el Macizo Central, los Pirineos y los Balcanes.
En Italia está presente en todo el territorio, pero es raro y, a menudo, solo salvaje. En los Alpes italianos tiene una distribución discontinua.
Su hábitat es el de las laderas rocosas, bosques mixtos de coníferas y caducifolios, terraplenes de pizarra y bordes de caminos hasta más de 1000 metros como en Turquía, donde alcanza hasta 2000 metros. s.l.m..

Descripción –
La Salvia esclarea es una planta herbácea bienal que puede superar el metro de altura.
El tallo es erecto, alargado, cuadrangular, acostillado y con pelos rizados.
Las hojas son aterciopeladas; las inferiores con lámina de 4-12 X 7-18 cm, en roseta en el primer año; las caulinares más pequeñas, irregularmente dentadas.
La inflorescencia es grande con ramas erectas y patentes. Brácteas membranosas, violáceas, de 2-3 cm y en todo caso más largas que la corola. Cáliz con tubo erizado y dientes espinosos. Corola rosada o liliacina de 15-20 mm.
El fruto esquizocárpico es un microbasarium (tetraquenio o tetranucola) formado por 4 mericarpos (aquenios o nuculas) de 2-2,5 x 2 mm, globosos, obovoides o elipsoides, lisos.

Cultivo –
La Salvia esclarea es una planta bastante decorativa tanto por su follaje como por sus flores y se puede cultivar fácilmente, incluso con fines ornamentales.
Prefiere un suelo fresco, ligero, ligeramente calcáreo y una exposición solar plena.
Es una planta que también se cosecha en su estado natural para uso local como alimento, medicina y fuente de materiales. A veces se ha cultivado con bastante frecuencia como hierba medicinal, por su aceite esencial y como saborizante de alimentos, pero actualmente se cultiva poco. En Italia, el cultivo se concentra principalmente en el Piamonte (para la producción de vermú y otros licores, incluido Fernet Branca) y en las regiones del sur.
La multiplicación se realiza con siembra a principios de primavera en vivero, seguida de una resiembra en mayo, o con división de matas. La cosecha se realiza a los 4-5 meses de la siembra.

Costumbres y tradiciones –
La esclarea es una planta conocida desde la antigüedad por sus propiedades y virtudes. Ya los griegos y los romanos hicieron un uso extensivo de ella como Salvia officinalis.
En la medicina popular se utiliza como digestivo, laxante, diurético y contra el asma. Se utiliza como remedio para las hemorroides, fiebre, tos y abscesos. En caso de heridas o llagas se recomienda aplicar hojas trituradas. Para provocar la menstruación en caso de retraso se utiliza la decocción de la planta entera, mientras que la de las hojas sola en caso de gingivitis. Reconocido como un excelente tónico, los ancianos de Marche solían llevar una hoja en la boca para este propósito.
En la cocina popular las hojas se consumían hervidas, mientras que en enología eran muy utilizadas para intensificar el aroma del vino moscatel.
Se utilizaba como sustituto del tabaco y para perfumar las barricas.
Actualmente su uso principal es para la elaboración de vermú, licores y perfumes.
En medicina, Clary Sage demuestra buenas propiedades tónico-estimulantes contra el sistema digestivo, antiespasmódico y antistérico, bactericida y contra la sudoración excesiva, regula el flujo menstrual, mejora el estado del cuero cabelludo, muestra propiedades afrodisíacas e hipotensoras. Las semillas tienen una capa mucilaginosa, los antiguos herbolarios sugerían colocar una semilla en el ojo de alguien que tiene un cuerpo extraño, para que se adhiera al objeto y sea fácil de quitar.
La salvia esclarea tiene un contenido de aceite esencial más alto que otras especies de salvia y se ha cultivado durante mucho tiempo para la extracción de aceite. Hay diferencias notables en el rendimiento de aceite de las plantas de diferentes ubicaciones geográficas.
Cuando las hojas están magulladas, desprenden un aroma deliciosamente picante y refrescante de pomelo fresco.
Las flores son muy atractivas para las abejas.
Entre los usos comestibles se pueden consumir las hojas, crudas o cocidas. Tienen un sabor y olor fuertes, cálidos y aromáticos y se utilizan principalmente como saborizantes en alimentos cocinados.
De los tallos florales se obtiene un aceite esencial que tiene aroma a ámbar gris y se utiliza en jabones, cosmética, como fijador en perfumería, etc.
Los principales constituyentes del aceite son: Linalool, acetato de linalilo, alfa terpineol, Germacrene D y acetato de geranilo.

Método de preparación –
La Salvia esclarea se obtiene principalmente a partir de un aceite esencial utilizado en la elaboración de vermú, licores o perfumes.
También se ha utilizado para aromatizar y adulterar el vino, para intensificar el aroma del Moscato, para dar vitalidad al organismo, tratar la depresión, regular el sistema nervioso. común. La planta se utiliza a veces como sustituto del lúpulo, dándole un amargor notable y por sus propiedades embriagantes.
Las hojas se pueden utilizar, frescas o secas, para aromatizar platos de carne: cerdo, ternera, oveja, caza, salsas. Las hojas también se han utilizado como verdura.
Las hojas se pueden rebozar y cocinar para hacer deliciosos panqueques.
Las flores crudas y de sabor agradable se pueden espolvorear en ensaladas picadas o preparar un té.
En la industria también se ha utilizado para aromatizar algunos productos del tabaco.
El aceite extraído de las semillas se utiliza como ingrediente en preparaciones cosméticas comerciales como emoliente.
Un extracto de las flores, hojas y tallos se utiliza como ingrediente en preparaciones cosméticas comerciales como acondicionador de la piel.
Un extracto de la planta se utiliza como ingrediente en preparaciones cosméticas comerciales como antiseborreico, astringente, acondicionador de la piel y agente calmante.
De la semilla se obtiene un aceite secante, utilizado en barnices, pinturas, etc.
En medicina se utilizan las hojas que se pueden utilizar frescas o secas; para el secado se cosechan antes de que florezca la planta.
El aceite esencial se utiliza en aromaterapia. Se prefiere a la Salvia officinalis debido a su menor nivel de toxicidad.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/80047533/original.jpeg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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