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Rubia cordifolia

La Robbia indiana (Rubia cordifolia L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Rubiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Rubiales,
Famiglia Rubiaceae,
Sottofamiglia Rubioideae,
Tribù Rubieae,
Genere Rubia,
Specie R. cordifolia.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Dioscorea verticillata Lam.;
– Galium cordifolium (L.) Kuntze;
– Rubia alata Wall.;
– Rubia clematifolia Reinw. ex Miq.;
– Rubia conotricha Gand.;
– Rubia cordata Thunb.;
– Rubia javana DC.;
– Rubia lanceolata Hayata;
– Rubia longipetiolata Bullock;
– Rubia mitis Miq.;
– Rubia pratensis (Maxim.) Nakai;
– Rubia pubescens (Nakai) Nakai;
– Rubia purpurea Decne.;
– Rubia scandens Zoll. & Moritzi;
– Rubia secunda Moon;
– Rubia sylvatica (Maxim.) Nakai.

Etimologia –
Il termine Rubia proviene da rúbeus rosso: la radice veniva utilizzata per tingere di rosso.
L’epiteto specifico cordifolia viene da cor, córdis cuore, di cuore e fólium foglia: con foglie cordate.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Rubia cordifolia è una pianta originaria di un areale dell’Asia che comprende Pakistan, India, Cina, Mongolia, fino a Corea e Giappone.
La pianta cresce comunque anche in Africa: Sudan e Somalia, sud dell’Angola, Mozambico, e Sud Africa; in Asia la troviamo in Afghanistan, India, Cina, Mongolia, Giappone, Vietnam, Indonesia e Filippine.
Il suo habitat è quello dei bordi e radure di foreste, vegetazione a macchia e foreste dunali, meno comunemente nei prati o in aree rocciose aperte, ad altitudini dal livello del mare fino a 2.600 metri.

Descrizione –
La Rubia cordifolia è una pianta erbacea perenne rampicante che può crescere fino a 1,5 m di altezza. Gli steli sono sottili e quadrangolari, che divengono poi legnosi alla base; la pianta si arrampica con piccoli uncini alle foglie e agli steli.
Le radici possono essere lunghe oltre 1 m, spesse fino a 12 mm.
Le foglie sono sempreverdi, semplici, opposte e stipulate, cordate alla base, acuminate e ottuse all’apice e mostrano da tre a cinque nervi longitudinali; sono lunghe 5–10 cm e larghe 2–3 cm, prodotte in spirali di 4-7 stelle attorno al gambo centrale; la stipola è interpeziolare. Il picciolo è lungo 1,5-3 cm.
I fiori sono piccoli, di 3–5 mm di diametro, con cinque petali giallo pallido, in densi racemi ascellari o terminali. Il calice è poco appariscente. La corolla è gialla, lunga 0,5 cm, a forma di vassoio e sviluppa cinque lobi triangolari.
L’antesi è tra giugno ed agosto.
Il frutto è una coppia di bacche di colore da rosse a nere lucide, globose e larghe circa 0,5 cm.

Coltivazione –
La Rubia cordifolia è una pianta rampicante che cresce nelle foreste di. Le radici sono state usate per tingere di rosso la seta e la lana fin dall’antichità a causa del pigmento alizarina.
La pianta viene principalmente raccolta in natura per essere utilizzata come pianta colorante, cibo e medicina. Prima della scoperta dei coloranti sintetici era ampiamente utilizzata come pianta colorante in Asia e veniva esportata in quantità in altre aree del globo.
Oggigiorno è usata molto meno, ma è ancora impiegata per tessuti tradizionali di alta qualità.
La pianta può essere coltivata come rampicante ornamentale.
Per la sua coltivazione predilige terreni argillosi con un livello di umidità costante. Le robbie sono utilizzate come piante alimentari per le larve di alcune specie di lepidotteri tra cui la falena colibrì.
Dal punto di vista climatico è una pianta molto adattabile, che cresce in una ampia tipologia di climi, dal caldo temperato al tropicale ed in zona parzialmente ombreggiata.
Nei campi coltivati può comportarsi come infestante.
La propagazione avviene per seme; questo va seminato non appena è maturo. I semi immagazzinati possono essere molto lenti a germogliare. Il trapianto va poi effettuato nel periodo primaverile.
Si può propagare anche per divisione in primavera o in qualsiasi momento della stagione vegetativa se le divisioni vengono mantenute ben irrigate fino a quando non attecchiscono.
Le porzioni più grandi possono essere piantate direttamente in pieno campo.

Usi e Tradizioni –
La Rubia cordifolia è una pianta un tempo maggiormente utilizzata e coltivata per ricavarne un pigmento rosso derivato dalle radici.
I nomi comuni di questa pianta includono manjistha in sanscrito, marathi, kannada e bengalese, majith in hindi e gujarati, བཙོད་ in tibetano, tamaralli in telugu, manditti in tamil.
Un tempo la Rubia cordifolia era una fonte economicamente importante del pigmento rosso in molte regioni dell’Asia, dell’Europa e dell’Africa. Fu coltivata estensivamente dall’antichità fino alla metà del XIX secolo. Le radici della pianta contengono un antrachinone chiamato purpurina (1,2,4-triidrossiantrachinone) che le conferisce il colore rosso come colorante tessile. Era anche usato come colorante, soprattutto per la pittura. La sostanza è stata derivata, comunque, anche da altre specie; Rubia tinctorum, anch’essa ampiamente coltivata, e la specie asiatica Rubia argyi (H. Léveillé & Vaniot) H. Hara ex Lauener (sinonimo: Rubia akane Nakai) basato sul giapponese Aka (アカ o あか) = rosso, e ne (ネ o ね) = radice. L’invenzione di una sostanza di sintesi, un composto antracenico, chiamato alizarina, ridusse notevolmente la domanda del principio attivo naturale.
La pianta viene utilizzata per la tintura di tessuti di lana, seta, lino e cotone, nonché per la fabbricazione di cesti.
Il colorante ottenuto da questa specie è simile, ma inferiore, al colorante ottenuto dalla Rubia tinctoria.
Le radici sono un ingrediente importante nella realizzazione di inchiostri rossi che possono contenere anche altre piante coloranti rosse come le radici di Impatiens tinctoria e la corteccia di Osyris quadripartita.
Il succo dei frutti schiacciati viene imbottigliato e utilizzato come inchiostro di colore da verde a bluastro.
Le radici della Rubia cordifolia sono anche la fonte di una medicina usata in Ayurveda; questo è comunemente noto in sanscrito ayurvedico come Manjistha (o Manjista o Manjishta) e il prodotto commerciale in hindi come Manjith. È noto come btsod (tibetano: བཙོད་, Wylie: btsod, THL: tsö) nella medicina tradizionale tibetana dove viene usato per trattare i disturbi del sangue; calore diffuso (tibetano: འགྲམས་ཚད་, Wylie: ‘grams tshad, THL: dram tshe), calore in eccesso nei polmoni, nei reni e nell’intestino; ridurre il gonfiore; ed è un componente dei tre rossi (tibetano: དམར་གསུམ་, Wylie: dmar gsum, THL: mar sum), un sottocomposto incluso in molte preparazioni tibetane per rimuovere il calore in eccesso nel sangue.
La Rubia cordifolia è ampiamente usata nella medicina tradizionale.
Nella medicina tradizionale cinese è conosciuta come qiàn cǎo gēn (茜草根).
Le radici sono alterative, anodine, antiflogistiche, antitosse, astringenti, diuretiche, emmenagoghe, espettoranti, ipotensive, stitiche, toniche e vulnerarie.
Svolgono un’azione antibatterica, inibendo la crescita di Staphylococcus aureus, S. epidermidis, Pneumococchi, ecc.
Le radici sono utilizzate internamente nel trattamento di emorragie uterine anormali, emorragie interne ed esterne, bronchiti, reumatismi, calcoli renali, vescicali e biliari, dissenteria, ecc.
Gli steli sono usati nella medicina tibetana, dove si ritiene che abbiano un sapore amaro e una potenza rinfrescante.
Le foglie sono antisettiche, astringenti e vulnerarie. Vengono usate come antidoto per i veleni e per curare piaghe della bocca e problemi intestinali come la diarrea.
La Rubia cordifolia trova impiego anche in campo alimentare.
Le foglie cotte vengono usate come contorno al riso. Sono molto apprezzate come lalab (insalata di verdure servita con sambal), dai giavanesi.
I frutti vengono consumati crudi.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali.
La pianta viene tradizionalmente coltivata in recinti viventi nell’Himalaya nord-occidentale, dove aiuta a predisporre barriere contro il bestiame e altri animali; delimitare i confini aziendali, fornendo al contempo vari usi medicinali e di altro tipo.

Modalità di Preparazione –
La Robbia indiana è una pianta che, soprattutto un tempo, veniva impiegata come fonte di coloranti naturali.
Per tingere un pezzo di stoffa, si fa cuocere a fuoco lento un decotto, ottenuto dalla radice e talvolta della parte inferiore del gambo in acqua, dopo essere stato preventivamente mordato con allume e con mordenti grassi e tannici.
Le radici vengono raccolte in autunno da piante che hanno almeno 3 anni. Vengono pelati e quindi essiccate.
Nell’uso medicinale si prepara una medicazione strofinando le foglie tra i palmi delle mani in forma di palla, che viene poi applicata su una ferita o tagliata per fermare l’emorragia.
Le foglie vengono bruciate e le ceneri vengono applicate esternamente per curare mastiti e prurito cutaneo.
La cenere degli steli e delle foglie bruciate vengono utilizzate come sale vegetale per ammorbidire le verdure durante la cottura.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Rubia cordifolia

The Indian madder or common madder (Rubia cordifolia L.) is a herbaceous species belonging to the Rubiaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Order Rubiales,
Rubiaceae family,
Subfamily Rubioideae,
Rubieae tribe,
Genus Rubia,
R. cordifolia species.
The following terms are synonymous:
– Dioscorea verticillata Lam.;
– Galium cordifolium (L.) Kuntze;
– Rubia alata Wall.;
– Rubia clematifolia Reinw. ex Miq.;
– Rubia conotricha Gand.;
– Rubia cordata Thunb.;
– Rubia javana DC.;
– Rubia lanceolata Hayata;
– Rubia longipetiolata Bullock;
– Rubia mitis Miq.;
– Rubia pratensis (Maxim.) Nakai;
– Rubia pubescens (Nakai) Nakai;
– Rubia purpurea Decne.;
– Rubia scandens Zoll. & Moritzi;
– Rubia secunda Moon;
– Rubia sylvatica (Maxim.) Nakai.

Etymology –
The term Rubia comes from red rúbeus: the root was used to dye red.
The specific epithet cordifolia comes from cor, córdis heart, heart and fólium leaf: with cordate leaves.

Geographic Distribution and Habitat –
Rubia cordifolia is a plant native to an area of ​​Asia that includes Pakistan, India, China, Mongolia, up to Korea and Japan.
However, the plant also grows in Africa: Sudan and Somalia, southern Angola, Mozambique, and South Africa; in Asia we find it in Afghanistan, India, China, Mongolia, Japan, Vietnam, Indonesia and the Philippines.
Its habitat is that of the edges and clearings of forests, scrub vegetation and dune forests, less commonly in meadows or in open rocky areas, at altitudes from sea level up to 2,600 meters.

Description –
Rubia cordifolia is a perennial climbing herbaceous plant that can grow up to 1.5m in height. The stems are thin and quadrangular, which then become woody at the base; the plant climbs with small hooks to the leaves and stems.
The roots can be over 1m long, up to 12mm thick.
The leaves are evergreen, simple, opposite and stipulated, cordate at the base, sharp and obtuse at the apex and show from three to five longitudinal nerves; they are 5-10 cm long and 2-3 cm broad, produced in spirals of 4-7 stars around the central stem; the stipule is interpeziolar. The petiole is 1.5-3 cm long.
The flowers are small, 3–5 mm in diameter, with five pale yellow petals, in dense axillary or terminal racemes. The glass is inconspicuous. The corolla is yellow, 0.5 cm long, tray-shaped and develops five triangular lobes.
The antesis is between June and August.
The fruit is a pair of red to glossy black berries, globose and about 0.5 cm wide.

Cultivation –
Rubia cordifolia is a climbing plant that grows in the forests of. The roots have been used to dye silk and wool red since ancient times due to the alizarin pigment.
The plant is mainly harvested in nature to be used as a dye, food and medicine plant. Before the discovery of synthetic dyes, it was widely used as a coloring plant in Asia and was exported in quantities to other areas of the globe.
Nowadays it is used much less, but it is still used for high quality traditional fabrics.
The plant can be grown as an ornamental climber.
For its cultivation it prefers clayey soils with a constant level of humidity. Robbie are used as food plants for the larvae of some species of moths including the hummingbird moth.
From a climatic point of view it is a very adaptable plant, which grows in a wide range of climates, from warm temperate to tropical and in a partially shaded area.
In cultivated fields it can behave as a weed.
Propagation occurs by seed; this should be sown as soon as it is ripe. Stored seeds can be very slow to germinate. The transplant must then be carried out in the spring.
It can also propagate by division in spring or at any time of the growing season if the divisions are kept well irrigated until they take root.
Larger portions can be planted directly in the open field.

Customs and Traditions –
Rubia cordifolia is a plant once more used and cultivated to obtain a red pigment derived from the roots.
Common names for this plant include manjistha in Sanskrit, Marathi, kannada and Bengali, majith in Hindi and Gujarati, བཙོད་ in Tibetan, tamaralli in Telugu, manditt in Tamil.
Rubia cordifolia was once an economically important source of the red pigment in many regions of Asia, Europe and Africa. It was cultivated extensively from antiquity to the mid 19th century. The roots of the plant contain an anthraquinone called purpurin (1,2,4-trihydroxyantraquinone) which gives it the red color as a textile dye. It was also used as a dye, especially for painting. However, the substance was also derived from other species; Rubia tinctorum, also widely cultivated, and the Asian species Rubia argyi (H. Léveillé & Vaniot) H. Hara ex Lauener (synonym: Rubia akane Nakai) based on the Japanese Aka (ア カ or あ か) = red, and ne (ネor ね) = root. The invention of a synthetic substance, an anthracenic compound, called alizarin, greatly reduced the demand for the natural active ingredient.
The plant is used for dyeing wool, silk, linen and cotton fabrics, as well as for making baskets.
The dye obtained from this species is similar, but inferior, to the dye obtained from Rubia tinctoria.
The roots are an important ingredient in making red inks which may also contain other red coloring plants such as Impatiens tinctoria roots and Osyris quadripartita bark.
The juice from the crushed fruits is bottled and used as a green to bluish ink.
The roots of Rubia cordifolia are also the source of a medicine used in Ayurveda; this is commonly known in Ayurvedic Sanskrit as Manjistha (or Manjista or Manjishta) and the commercial product in Hindi as Manjith. It is known as btsod (Tibetan: བཙོད་, Wylie: btsod, THL: tsö) in traditional Tibetan medicine where it is used to treat blood disorders; diffuse heat (Tibetan: འགྲམས་ ཚད་, Wylie: ‘grams tshad, THL: dram tshe), excess heat in the lungs, kidneys and intestines; reduce swelling; and is a component of the three reds (Tibetan: དམར་ གསུམ་, Wylie: dmar gsum, THL: mar sum), a sub-compound included in many Tibetan preparations for removing excess heat in the blood.
Rubia cordifolia is widely used in traditional medicine.
In traditional Chinese medicine it is known as qiàn cǎo gēn (茜草 根).
The roots are alterative, anodyne, anti-inflammatory, antitussive, astringent, diuretic, emmenagogue, expectorant, hypotensive, constipated, tonic and vulnerary.
They perform an antibacterial action, inhibiting the growth of Staphylococcus aureus, S. epidermidis, Pneumococci, etc.
The roots are used internally in the treatment of abnormal uterine bleeding, internal and external bleeding, bronchitis, rheumatism, kidney, bladder and biliary stones, dysentery, etc.
The stems are used in Tibetan medicine, where they are believed to have a bitter taste and refreshing power.
The leaves are antiseptic, astringent and vulnerary. They are used as an antidote for poisons and to treat mouth sores and intestinal problems such as diarrhea.
Rubia cordifolia is also used in the food sector.
The cooked leaves are used as a side dish to rice. They are very popular as lalab (vegetable salad served with sambal), by the Javanese.
The fruits are eaten raw.
Other uses include agroforestry ones.
The plant is traditionally grown in living enclosures in the northwestern Himalayas, where it helps set up barriers against livestock and other animals; delimit company boundaries while providing various medicinal and other uses.

Preparation Method –
The Indian madder is a plant that, especially in the past, was used as a source of natural dyes.
To dye a piece of fabric, a decoction, obtained from the root and sometimes from the lower part of the stem, is simmered in water, after having been previously bitten with alum and with fatty and tannic mordants.
The roots are harvested in the fall from plants that are at least 3 years old. They are peeled and then dried.
In medicinal use, a dressing is prepared by rubbing the leaves between the palms of the hands in the shape of a ball, which is then applied to a wound or cut to stop bleeding.
The leaves are burned and the ashes are applied externally to treat mastitis and skin itching.
The ash from the burnt stems and leaves is used as vegetable salt to soften the vegetables during cooking.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Rubia cordifolia

La rubia india (Rubia cordifolia L.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Rubiaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Orden Rubiales,
familia de las rubiáceas,
Subfamilia Rubioideae,
tribu Rubieae,
Género Rubia,
Especies de R. cordifolia.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Dioscorea verticillata Lam.;
– Galium cordifolium (L.) Kuntze;
– Rubia alata Wall.;
– Rubia clematifolia Reinw. ex Miq.;
– Rubia conotricha Gand.;
– Rubia cordata Thunb.;
– Rubia javana DC.;
– Rubia lanceolata Hayata;
– Rubia longipetiolata Bullock;
– Rubia mitis Miq.;
– Rubia pratensis (Maxim.) Nakai;
– Rubia pubescens (Nakai) Nakai;
– Rubia purpurea Decne.;
– Rubia scandens Zoll. & Moritzi;
– Rubia secunda Moon;
– Rubia sylvatica (Maxim.) Nakai.

Etimología –
El término Rubia proviene de rojo rúbeus: la raíz se usaba para teñir de rojo.
El epíteto específico cordifolia proviene de cor, córdis corazón, corazón y hoja fólium: con hojas cordadas.

Distribución Geográfica y Hábitat –
La rubia cordifolia es una planta originaria de una zona de Asia que comprende Pakistán, India, China, Mongolia, hasta Corea y Japón.
Sin embargo, la planta también crece en África: Sudán y Somalia, el sur de Angola, Mozambique y Sudáfrica; en Asia lo encontramos en Afganistán, India, China, Mongolia, Japón, Vietnam, Indonesia y Filipinas.
Su hábitat es el de los bordes y claros de bosques, matorrales y bosques de dunas, con menos frecuencia en prados o en roquedales abiertos, en altitudes desde el nivel del mar hasta los 2.600 metros.

Descripción –
Rubia cordifolia es una planta herbácea trepadora perenne que puede crecer hasta 1,5 m de altura. Los tallos son delgados y cuadrangulares, que luego se vuelven leñosos en la base; la planta trepa con pequeños ganchos a las hojas y tallos.
Las raíces pueden tener más de 1 m de largo, hasta 12 mm de espesor.
Las hojas son siempreverdes, simples, opuestas y estipuladas, cordadas en la base, puntiagudas y obtusas en el ápice y muestran de tres a cinco nervios longitudinales; miden 5-10 cm de largo y 2-3 cm de ancho, producidos en espirales de 4-7 estrellas alrededor del tallo central; la estipulación es interpeziolar. El pecíolo mide 1,5-3 cm de largo.
Las flores son pequeñas, de 3 a 5 mm de diámetro, con cinco pétalos de color amarillo pálido, en densos racimos axilares o terminales. El vidrio es discreto. La corola es amarilla, de 0,5 cm de largo, en forma de bandeja y desarrolla cinco lóbulos triangulares.
La antesis es entre junio y agosto.
El fruto es un par de bayas de color rojo a negro brillante, globosas y de unos 0,5 cm de ancho.

Cultivo –
Rubia cordifolia es una planta trepadora que crece en los bosques de. Las raíces se han utilizado para teñir de rojo la seda y la lana desde la antigüedad debido al pigmento alizarina.
La planta se cosecha principalmente en la naturaleza para ser utilizada como planta colorante, alimenticia y medicinal. Antes del descubrimiento de los tintes sintéticos, se usaba mucho como planta colorante en Asia y se exportaba en cantidades a otras partes del mundo.
Hoy en día se usa mucho menos, pero todavía se usa para tejidos tradicionales de alta calidad.
La planta se puede cultivar como una trepadora ornamental.
Para su cultivo prefiere suelos arcillosos con un nivel de humedad constante. Robbie se utilizan como plantas alimenticias para las larvas de algunas especies de polillas, incluida la polilla colibrí.
Desde el punto de vista climático es una planta muy adaptable, que crece en una amplia gama de climas, desde templado cálido hasta tropical y en una zona parcialmente sombreada.
En campos de cultivo puede comportarse como mala hierba.
La propagación ocurre por semilla; esto debe ser sembrado tan pronto como esté maduro. Las semillas almacenadas pueden tardar mucho en germinar. El trasplante debe entonces llevarse a cabo en la primavera.
También puede propagarse por división en primavera o en cualquier momento de la temporada de crecimiento si las divisiones se mantienen bien regadas hasta que echen raíces.
Las porciones más grandes se pueden plantar directamente en campo abierto.

Costumbres y tradiciones –
Rubia cordifolia es una planta una vez más utilizada y cultivada para obtener un pigmento rojo derivado de las raíces.
Los nombres comunes de esta planta incluyen manjistha en sánscrito, marathi, kannada y bengalí, majith en hindi y gujarati, བཙོད་ en tibetano, tamaralli en telugu, manditt en tamil.
Rubia cordifolia fue una vez una fuente económicamente importante del pigmento rojo en muchas regiones de Asia, Europa y África. Se cultivó extensivamente desde la antigüedad hasta mediados del siglo XIX. Las raíces de la planta contienen una antraquinona llamada purpurina (1,2,4-trihidroxiantraquinona) que le da el color rojo como tinte textil. También se usaba como tinte, especialmente para pintar. Sin embargo, la sustancia también se derivó de otras especies; Rubia tinctorum, también ampliamente cultivada, y la especie asiática Rubia argyi (H. Léveillé & Vaniot) H. Hara ex Lauener (sinónimo: Rubia akane Nakai) basada en el japonés Aka (ア カ o あ か) = rojo, y ne (ネ o ね) = raíz. La invención de una sustancia sintética, un compuesto antracénico, llamado alizarina, redujo en gran medida la demanda del ingrediente activo natural.
La planta se utiliza para teñir tejidos de lana, seda, lino y algodón, así como para hacer cestas.
El tinte obtenido de esta especie es similar, pero inferior, al tinte obtenido de Rubia tinctoria.
Las raíces son un ingrediente importante en la fabricación de tintas rojas que también pueden contener otras plantas colorantes rojas como las raíces de Impatiens tinctoria y la corteza de Osyris quadripartita.
El jugo de las frutas trituradas se embotella y se usa como una tinta verde a azulada.
Las raíces de Rubia cordifolia también son la fuente de una medicina utilizada en Ayurveda; esto se conoce comúnmente en sánscrito ayurvédico como Manjistha (o Manjista o Manjishta) y el producto comercial en hindi como Manjith. Se conoce como btsod (tibetano: བཙོད་, Wylie: btsod, THL: tsö) en la medicina tradicional tibetana, donde se usa para tratar trastornos de la sangre; calor difuso (tibetano: འགྲམས་ ཚད་, Wylie: ‘grams tshad, THL: dram tshe), exceso de calor en los pulmones, los riñones y los intestinos; reducir la hinchazón; y es un componente de los tres rojos (tibetano: དམར་ གསུམ་, Wylie: dmar gsum, THL: mar sum), un subcompuesto incluido en muchas preparaciones tibetanas para eliminar el exceso de calor en la sangre.
Rubia cordifolia es muy utilizada en la medicina tradicional.
En la medicina tradicional china se le conoce como qiàn cǎo gēn (茜草 根).
Las raíces son alterativas, anodinas, antiinflamatorias, antitusivas, astringentes, diuréticas, emenagogas, expectorantes, hipotensoras, estreñintes, tónicas y vulnerarias.
Ejercen una acción antibacteriana, inhibiendo el crecimiento de Staphylococcus aureus, S. epidermidis, Neumococos, etc.
Las raíces se utilizan internamente en el tratamiento de hemorragias uterinas anormales, hemorragias internas y externas, bronquitis, reumatismo, cálculos renales, vesicales y biliares, disentería, etc.
Los tallos se utilizan en la medicina tibetana, donde se cree que tienen un sabor amargo y un poder refrescante.
Las hojas son antisépticas, astringentes y vulnerarias. Se utilizan como antídoto contra venenos y para tratar llagas en la boca y problemas intestinales como la diarrea.
Rubia cordifolia también se utiliza en el sector alimentario.
Las hojas cocidas se utilizan como guarnición del arroz. Son muy populares como lalab (ensalada de verduras servida con sambal), por los javaneses.
Los frutos se comen crudos.
Otros usos incluyen los agroforestales.
La planta se cultiva tradicionalmente en recintos habitables en el noroeste del Himalaya, donde ayuda a establecer barreras contra el ganado y otros animales; delimitar los límites de la empresa al tiempo que proporciona diversos usos medicinales y de otro tipo.

Método de preparación –
La rubia india es una planta que, sobre todo en el pasado, se utilizaba como fuente de tintes naturales.
Para teñir un trozo de tela, se hierve en agua una decocción, obtenida de la raíz ya veces de la parte inferior del tallo, después de haber sido mordida previamente con alumbre y con mordientes grasos y tánicos.
Las raíces se cosechan en el otoño de plantas que tienen al menos 3 años. Se pelan y luego se secan.
En uso medicinal, se prepara un apósito frotando las hojas entre las palmas de las manos en forma de bola, que luego se aplica sobre una herida o corte para detener el sangrado.
Las hojas se queman y las cenizas se aplican externamente para tratar la mastitis y la picazón en la piel.
La ceniza de los tallos y hojas quemados se usa como sal vegetal para ablandar las verduras durante la cocción.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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