Protium heptaphyllum

Protium heptaphyllum

L’ almécega (Protium heptaphyllum (Aubl.) Marchand) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Burseraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Sapindales,
Famiglia Burseraceae,
Genere Protium,
Specie P. heptaphyllum.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Icica heptaphylla Aubl.;
– Icica surinamensis Miq.;
– Protium angustifolium Swart;
– Protium hostmannii brasiliense Swart;
– Protium multiflorum Engl.;
– Protium octandrum Swart;
– Tingulonga heptaphylla (Aubl.) Kuntze;
– Tingulonga multiflora (Engl.) Kuntze.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Protium heptaphyllum subsp. cordatum (Huber) Daly;
– Protium heptaphyllum subsp. heptaphyllum;
– Protium heptaphyllum subsp. ulei (Swart) Daly.

Etimologia –
Il termine Protium è derivato dal latino moderno e proveniente dal greco prōtos, primo.
L’epiteto specifico heptaphyllum proviene dal greco ἑπτά heptá sette e da φύλλον phýllon foglia: con sette foglie o foglie composte da sette foglioline.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Protium heptaphyllum è una specie originaria dell’Amazzonia con un areale di diffusione in Brasile, Bolivia, Venezuela e Guyana.
Il suo habitat naturale è quello delle foreste primarie o secondarie pluviali tropicali semidecidue a foglia larga, savana e foreste a quote più alte, specialmente sulle sponde più alte dei fiumi dove cresce spesso su terreni sabbiosi.

Descrizione –
Il Protium heptaphyllum è un grande albero sempreverde e può raggiungere un’altezza compresa tra 10 e 20 metri.
Si presenta con una chioma grande e densa ed il tronco ha un diametro di 40 – 60 cm.
Le foglie sono alterne, composte, dispari-pennate, con 2-3 paia di foglioline (2,5-13 x 1-4,5 cm), coriacee, di forma ovoidale allungata, di colore verde scuro sulla pagina superiore e verde leggermente più chiaro su quella inferiore.
L’infiorescenza è a pannocchia, ascellare o sub terminale.
I fiori sono pentameri di colore bianco-verdastro-violaceo-crema.
Il frutto è una drupa obovoide, di colore rossastro- bruno, deiscente, con un seme che è un arillo di colore bianco.
Le strutture emettono un odore dolce e forte. Resina cristallina che, secca, è bianca.

Coltivazione –
Il Protium heptaphyllum è un albero sempreverde viene utilizzato allo stato selvatico per uso locale, soprattutto per la sua resina, ma anche come alimento, medicinale e fonte di legno. A volte viene coltivato per i frutti commestibili e la resina, e la resina viene talvolta esportata.
È una pianta subtropicale che può resistere a temperature fino a 4 °C.
È coltivato in tutto il Brasile, poiché è una pianta che si adatta ai terreni sabbiosi o anche più pesanti ma non tollera terreni paludosi o vicino a fiumi dove vi sono continue inondazioni.
Richiede una posizione soleggiata ed ha un tasso di crescita moderato e viene coltivata come pianta ornamentale in impianti urbani e rurali.
La propagazione avviene per seme che va seminato appena maturo, possibilmente in semenzaio o contenitori singoli.
Il tasso di germinazione è normalmente basso e la germinazione si ha in 15 – 25 giorni.
Il trapianto nei singoli vasi va fatto quando queste hanno raggiunto un’altezza di 5 – 6 cm.
Allo stato naturale la dispersione dei semi viene effettuata dagli animali, in particolare dalle formiche tagliafoglie. Questi organismi portano le foglie dalle piante ad un fungo con cui condividono una relazione simbiotica. Questo non è solo benefico per la pianta, in quanto aiuta la pianta a disperdere i suoi semi, ma aiuta anche la formica a mantenere la relazione simbiotica che svolge con il fungo. Queste formiche sono anche note per essere buoni impollinatori per questa specie.
Gli studi non sono stati in grado di comprendere appieno la relazione tra questa specie e le formiche tagliafoglie, ma è stato dimostrato che contribuiscono alla dispersione dei semi e all’impollinazione.

Usi e Tradizioni –
Il Protium heptaphyllum è una pianta che da tempo viene utilizzata dai nativi per la resina, come fonte di cibo, legno e nella medicina tradizionale.
Per uso commestibile si utilizzano i frutti che maturano nei mesi da gennaio a marzo. I frutti hanno una polpa dolce e rinfrescante e possono essere consumati freschi o come succo.
La resina ha proprietà medicinali e insetticide.
Per uso medicinale si usa la corteccia che produce un materiale resinoso, noto come “Busnigre Kandra” o “Boesnegre Kandra”, che si indurisce a contatto con l’aria. Si mette in acqua e si beve il liquido per porre rimedio a affezioni toraciche, bronchiti e asma.
La corteccia e le foglie sono usate per curare le ulcere ed infiammazioni generali.
La pianta (parte non specificata) è emostatica.
Tra gli altri usi si ricorda che dagli steli si ottiene una resina, conosciuta come ‘gomma hyawa’ o ‘resina ronima’; questa viene usata per l’incenso e nelle vernici.
La resina è di colore bianco, è dura e traslucida, si frattura facilmente ed è decisamente pungente, anche quando è vecchia ed essiccata.
La resina viene miscelata in una vernice rossa per il corpo ed a volte viene anche aggiunto all’argilla per realizzare vasi ed altri manufatti.
La resina è usata anche come smalto.
La resina è composta per il 30% da protamirina; 25% acido proteleminico; 37,5% di protelresina e diversi costituenti minori utili per estrarre oli essenziali.
La resina viene raccolta attraverso incisioni praticate nella corteccia degli alberi; questa viene lasciata asciugare sul tronco prima di essere raccolta e avvolta nelle foglie in piccoli pacchetti che vengono appesi sotto le travi della casa per “invecchiare” per quattro o cinque mesi prima dell’uso.
La composizione chimica della resina è stata determinata mediante gascromatografia accoppiata ad uno spettrometro di massa. La resina è costituita da triterpeni, come α- e β-amirina. È stata osservata citotossicità solo nelle frazioni arricchite con α- e β-amirina. La resina e le frazioni hanno attività antiproliferativa, aumento dell’attività della caspasi- e dell’ACE e una 3 del livello di TNF-α. Complessivamente, la resina e le frazioni arricchite con α- e β-amirina, in alcune ricerche, hanno iniziato citotossicità e apoptosi.
Per quanto riguarda invece il legno il Protium heptaphyllum ha un durame di colore marrone chiaro; non è demarcato dall’alburno. Ha tessitura media; grana irregolare; lucentezza media; non vi è alcun gusto o aroma distintivo. Il legno è moderatamente pesante, compatto, duro, di grande durabilità in luoghi asciutti. È abbastanza elastico e facile da lavorare, producendo una buona finitura. Il legno è usato nell’edilizia in genere, lavori interni, tavole da pavimento, lavori di tornitura, mobili, falegnameria ed ebanisteria.
Per scopi ornamentali l’albero può essere piantato in piazze e grandi giardini per produrre grande ombra o in progetti di rinaturalizzazione, con l’obiettivo di fornire cibo per uccelli e scimmie.

Modalità di Preparazione –
Del Protium heptaphyllum si fa un utilizzo sia in campo alimentare che medico.
Si mangiano i frutti o con questi si preparano dei succhi.
Nella medicina tradizionale si usa la resina che viene raccolta attraverso incisioni praticate nella corteccia degli alberi; questa viene lasciata asciugare sul tronco prima di essere raccolta.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://plantidtools.fieldmuseum.org/en/rrc/catalogue/325462
https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:128338-1

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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