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Reynoutria japonica

Il poligono giapponese (Reynoutria japonica Houtt.) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Polygonaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Caryophyllidae,
Ordine Polygonales,
Famiglia Polygonaceae,
Genere Reynoutria,
Specie R. japonica.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Fallopia compacta (Hook.f.) G.H.Loos & P.Keil;
– Fallopia japonica (Houtt.) Ronse Decr.;
– Pleuropterus cuspidatus (Siebold & Zucc.) H.Gross;
– Pleuropterus zuccarinii (Small) Small;
– Polygonum compactum Hook.f.;
– Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc.;
– Polygonum hachidyoense Makino;
– Polygonum reynoutria Makino;
– Polygonum zuccarinii Small;
– Reynoutria hachidyoensis (Makino) Nakai;
– Reynoutria hachijoensis Nakai ex Jôtani;
– Reynoutria hastata Nakai ex Ui;
– Reynoutria henryi Nakai;
– Reynoutria uzenensis (Honda) Honda;
– Reynoutria yabeana Honda;
– Tiniaria japonica (Houtt.) Hedberg.

Etimologia –
Il termine Reynoutria del genere è stato dedicato al nobile fiammingo Karel van Sint-Omaars (1533-1569), botanico e umanista, signore di Dranouter (francesizzato in de Reynoutre).
L’epiteto specifico japonica in quanto specie correlata al Giappone.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Reynoutria japonica è una pianta erbacea perenne originaria dell’Asia orientale, in Giappone, Cina e Corea.
Questa pianta si è naturalizzata in Nord America e in Europa, in numerosi habitat ed è classificata in diversi paesi come specie infestante e invasiva.
In Italia è stata introdotta nell’Orto Botanico di Padova intorno alla metà del XIX secolo come pianta ornamentale; in seguito è stata coltivata anche per interventi di consolidamento del suolo e la sua presenza allo stato spontaneo è documentata dal 1875, e da allora la specie ha iniziato a espandersi in modo allarmante; oggi è stata segnalata per tutte le regioni dell’Italia settentrionale, anche a quote elevate sulle Alpi. La distribuzione regionale, ancora incompletamente nota, appare frammentaria, estendendosi in maniera continua dal Carso triestino all’alta pianura friulana orientale, con stazioni sparse nel settore alpino e nella pianura friulana occidentale.
Il suo habitat preferenziale è quello degli in ambienti ruderali, presso le vie e lungo i corsi d’acqua, propagandosi rapidamente lungo gli argini grazie alla corrente che trasporta frammenti dei rizomi.
Nei suoi luoghi di origine si trova nei luoghi erbosi umidi ed in pianura.

Descrizione –
La Reynoutria japonica è una pianta erbacea perenne dioica che presenta steli cavi con nodi rialzati distinti che gli conferiscono l’aspetto di bambù. Gli steli possono raggiungere un’altezza massima di 3-4 m per ogni stagione di crescita.
Le foglie sono di forma ovale con base tronca, lunghe 7-14 cm e larghe 5-12 cm e con margine intero.
I fiori sono piccoli, di colore crema o bianchi, prodotti in racemi eretti lunghi 6–15 cm.
L’antesi va da giugno a settembre.
Il frutto è un diclesio con achenio ovoide o ellissoide, trigono di circa 4 (5) x 3 mm, incluso nel perianzio persistente, nerastro a maturazione.

Coltivazione –
La Reynoutria japonica è una pianta perenne che viene raccolta in natura per l’uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali.
È una pianta estremamente invasiva capace di emettere nuovi germogli a notevole distanza dal cespo principale e di crescere anche attraverso l’asfalto e che nelle fitta vegetazione che forma un habitat molto idoneo per ragni, insetti, rane, bisce e molte altre specie.
È una pianta molto resistente al freddo, in grado di tollerare temperature fino a circa -25 °C quando è in stato di dormienza.
È una pianta molto facile da coltivare che cresce in molti tipi di suolo anche se preferisce un terreno umido ed in ombra parziale.
La propagazione può avvenire per seme che va seminato in primavera. La germinazione è di solito abbondante.
Si può propagare anche per divisione nel periodo primaverile o autunnale.
Dove questa pianta viene introdotta tende a formare colonie fitte e dense che escludono completamente qualsiasi altra specie erbacea ed è ora considerata una delle peggiori specie esotiche invasive in alcuni Paesi.
Il successo della specie è stato in parte attribuito alla sua tolleranza a una gamma molto ampia di tipi di suolo, pH e salinità.
Inoltre l’apparato radicale invasivo di questa pianta e la forte crescita possono danneggiare fondamenta in cemento, edifici, difese contro le inondazioni, strade, pavimentazioni, muri di sostegno e siti architettonici e può divenire anche un problema nella circolazione idrica dei canali.

Usi e Tradizioni –
Il poligono giapponese è una pianta che, soprattutto in passato, trovava impiego sia come pianta alimentare che medicinale.
Questa pianta cresce ampiamente in tutto il Giappone e viene raccolta come un ortaggio selvatico commestibile.
Qui viene chiamata con i nomi locali di: tonkiba (Yamagata), itazuiko (Nagano, Mie), itazura (Gifu, Toyama, Nara, Wakayama, Kagawa), gonpachi (Shizuoka, Nara, Mie, Wakayama), sashi (Akita, Yamagata), jajappo (Shimane, Tottori, Okayama) e sukanpo in altre zone.
Per uso commestibile si usano i giovani germogli che spuntano in primavera, cotti e possono essere usati come sostituti degli asparagi. Hanno un sapore acido e possono essere usati anche come sostituto del rabarbaro in torte, zuppe di frutta, marmellate, ecc..
Anche gli steli e le punte dei germogli più vecchi possono essere consumati cotti ed hanno il sapore di una versione delicata del rabarbaro.
I semi possono essere consumati sia crudi che cotti, anche se sono molto piccoli e poco pratici da utilizzare.
I semi possono anche essere macinati in polvere e usati come aromatizzanti e addensanti nelle zuppe, ecc., oppure possono essere mescolati con i cereali per fare il pane, i dolci, ecc.
Anche le radici vengono a volte mangiate.
La pianta viene consumata in Giappone come sansai o ortaggio selvatico.
In alcune zone come nell’isola di Shikoku, come nelle parti centrali della prefettura di Kagawa, si mettono sott’aceto i giovani germogli sbucciati ed in sale mescolato con il 10% di nigari (cloruro di magnesio).
Nella città di Kochi si usa strofinare questi germogli puliti con una miscela di sale grosso e nigari. Si dice (sebbene non venga citata alcuna fonte) che il magnesio del nigari si leghi all’acido ossalico attenuandone così il rischio.
In medicina si utilizzano le radici che sono: antiflogistiche, bechiche, depurative, diuretiche, emmenagoghe, emollienti, febbrifughe, stomachiche e vulnerarie.
Questa pianta trova impiego nella medicina tradizionale cinese e giapponese per trattare vari disturbi attraverso l’azione del resveratrolo, sebbene non ci siano prove sufficienti per alcuna efficacia medica.
Gli estratti di resveratrolo dalle radici di R. japonica hanno un contenuto più elevato rispetto a quelli di steli o foglie e hanno livelli più alti alla fine della stagione di crescita.
Vengono utilizzate nel trattamento dei disturbi periodici femminili.
Un decotto viene utilizzato nel trattamento di ustioni, foruncoli e ascessi, morsi di serpente velenoso, epatite acuta, appendicite, lesioni traumatiche e irregolarità mestruali.
Le foglie possono essere schiacciate e applicate esternamente come cataplasma su ascessi, tagli, ecc., mentre le radici essiccate possono essere macinate in polvere e applicate esternamente.
Gli estratti della pianta hanno mostrato attività antitumorale.
Tra gli altri usi si ricorda che la Reynoutria japonica è stata impiegata per usi agroforestali formando però una copertura del terreno che rende difficile qualunque altra vegetazione; tuttavia queste impianto sono potenzialmente una buona fonte di biomassa.
Tra gli altri usi si ricorda che dalla radice si ottiene un colorante giallo.
Inoltre i fiori di questa pianta sono apprezzati da alcuni apicoltori come un’importante fonte di nettare per le api, in un periodo dell’anno in cui poco altro sta fiorendo. Si ottiene un miele uniflorale, solitamente chiamato miele di bambù dagli apicoltori degli Stati Uniti nordorientali.

Modalità di Preparazione –
Il poligono giapponese è una pianta di cui si utilizza tutto, dalle radici ai semi.
Trova impiego in campo alimentare e medicinale.
Si consumano soprattutto le parti tenere della pianta come un vero e proprio ortaggio mentre per uso medicinale si preparano dei decotti nel trattamento di ustioni, foruncoli e ascessi, morsi di serpente velenoso, epatite acuta, appendicite, lesioni traumatiche e irregolarità mestruali.
Le foglie possono essere schiacciate e applicate esternamente come cataplasma su ascessi, tagli, ecc., mentre le radici essiccate possono essere macinate in polvere e applicate esternamente.
I semi vengono consumati sia crudi che cotti e possono anche essere macinati in polvere e usati come aromatizzanti e addensanti nelle zuppe, ecc., oppure possono essere mescolati con i cereali per fare il pane, i dolci, ecc.
Anche le radici possono essere consumate.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto: http://plantillustrations.org/illustration.php?id_illustration=3991&uhd=0&mobile=1

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Reynoutria japonica

The Japanese Knotweed (Reynoutria japonica Houtt.) Is a perennial herbaceous species belonging to the Polygonaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Caryophyllidae,
Polygonales Order,
Polygonaceae family,
Genus Reynoutria,
R. japonica species.
The following terms are synonymous:
– Fallopia compacta (Hook.f.) G.H.Loos & P.Keil;
– Fallopia japonica (Houtt.) Ronse Decr .;
– Pleuropterus cuspidatus (Siebold & Zucc.) H. Gross;
– Pleuropterus zuccarinii (Small) Small;
– Polygonum compactum Hook.f .;
– Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc .;
– Polygonum hachidyoense Makino;
– Polygonum reynoutria Makino;
– Polygonum zuccarinii Small;
– Reynoutria hachidyoensis (Makino) Nakai;
– Reynoutria hachijoensis Nakai ex Jôtani;
– Reynoutria hastata Nakai ex Ui;
– Reynoutria henryi Nakai;
– Reynoutria uzenensis (Honda) Honda;
– Reynoutria yabeana Honda;
– Tiniaria japonica (Houtt.) Hedberg.

Etymology –
The term Reynoutria of the genus was dedicated to the Flemish nobleman Karel van Sint-Omaars (1533-1569), botanist and humanist, lord of Dranouter (Frenchized in de Reynoutre).
The specific japonica epithet as a species related to Japan.

Geographic Distribution and Habitat –
Reynoutria japonica is a perennial herbaceous plant native to East Asia, Japan, China and Korea.
This plant has naturalized in North America and Europe, in numerous habitats and is classified in several countries as a weed and invasive species.
In Italy it was introduced in the Botanical Garden of Padua around the middle of the nineteenth century as an ornamental plant; later it was also cultivated for soil consolidation interventions and its spontaneous presence is documented since 1875, and since then the species has begun to expand in an alarming way; today it has been reported for all the regions of northern Italy, even at high altitudes in the Alps. The regional distribution, still incompletely known, appears fragmentary, extending continuously from the Trieste Karst to the eastern Friuli high plain, with scattered stations in the sector alpine and in the western Friuli plain.
Its preferential habitat is that of in ruderal environments, near the streets and along the waterways, spreading rapidly along the banks thanks to the current that carries fragments of the rhizomes.
In its places of origin it is found in humid grassy places and in the plains.

Description –
Reynoutria japonica is a dioecious herbaceous perennial that features hollow stems with distinct raised nodes that give it the appearance of bamboo. The stems can reach a maximum height of 3-4m for each growing season.
The leaves are oval in shape with a truncated base, 7-14 cm long and 5-12 cm broad and with an entire margin.
The flowers are small, cream or white, produced in erect racemes 6–15 cm long.
The antesis runs from June to September.
The fruit is a diclesium with ovoid or ellipsoid achene, trine of about 4 (5) x 3 mm, included in the persistent perianth, blackish when ripe.

Cultivation –
Reynoutria japonica is a perennial plant that is harvested in nature for local use as a food, medicine, and source of materials.
It is an extremely invasive plant capable of emitting new shoots at a considerable distance from the main head and also growing through the asphalt and that in the dense vegetation that forms a very suitable habitat for spiders, insects, frogs, snakes and many other species.
It is a very cold hardy plant, able to tolerate temperatures down to around -25 ° C when in a dormant state.
It is a very easy plant to grow that grows in many types of soil although it prefers moist soil and partial shade.
Propagation can take place by seed which must be sown in spring. Germination is usually abundant.
It can also propagate by division in the spring or autumn period.
Where this plant is introduced it tends to form dense and dense colonies that completely exclude any other herbaceous species and is now considered one of the worst invasive alien species in some countries.
The species’ success has been attributed in part to its tolerance to a very wide range of soil types, pHs and salinities.
Furthermore, the invasive root system of this plant and the strong growth can damage concrete foundations, buildings, defenses against floods, roads, pavements, retaining walls and architectural sites and can also become a problem in the water circulation of canals.

Customs and Traditions –
The Japanese knotweed is a plant that, especially in the past, was used both as a food and medicinal plant.
This plant grows widely throughout Japan and is harvested as an edible wild vegetable.
Here it is called with the local names of: tonkiba (Yamagata), itazuiko (Nagano, Mie), itazura (Gifu, Toyama, Nara, Wakayama, Kagawa), gonpachi (Shizuoka, Nara, Mie, Wakayama), sashi (Akita, Yamagata ), jajappo (Shimane, Tottori, Okayama) and sukanpo in other areas.
For edible use, the young shoots that sprout in spring are used, cooked and can be used as a substitute for asparagus. They have an acidic taste and can also be used as a substitute for rhubarb in cakes, fruit soups, jams, etc.
The stems and tips of older shoots can also be eaten cooked and taste like a mild version of rhubarb.
The seeds can be eaten both raw and cooked, although they are very small and impractical to use.
The seeds can also be ground into a powder and used as a flavoring and thickener in soups, etc., or they can be mixed with grains to make bread, desserts, etc.
The roots are also sometimes eaten.
The plant is consumed in Japan as a sansai or wild vegetable.
In some areas, such as on the island of Shikoku, as in the central parts of Kagawa prefecture, the peeled young shoots are pickled and in salt mixed with 10% nigari (magnesium chloride).
In the city of Kochi it is customary to rub these clean shoots with a mixture of coarse salt and nigari. It is said (although no source is cited) that the magnesium in nigari binds to oxalic acid, thereby mitigating its risk.
In medicine the roots are used which are: anti-inflammatory, bechiche, purifying, diuretic, emmenagogue, emollient, febrifuge, stomachic and vulnerary.
This plant is used in traditional Chinese and Japanese medicine to treat various ailments through the action of resveratrol, although there is insufficient evidence for any medical efficacy.
Resveratrol extracts from R. japonica roots have a higher content than those from stems or leaves and have higher levels at the end of the growing season.
They are used in the treatment of female periodic disorders.
A decoction is used in the treatment of burns, boils and abscesses, poisonous snake bites, acute hepatitis, appendicitis, traumatic injuries and menstrual irregularities.
The leaves can be crushed and applied externally as a poultice on abscesses, cuts, etc., while the dried roots can be ground into a powder and applied externally.
The extracts of the plant showed anticancer activity.
Among other uses, it should be remembered that the Reynoutria japonica was used for agroforestry uses, however, forming a ground cover that makes any other vegetation difficult; however these plants are potentially a good source of biomass.
Among other uses, it should be remembered that a yellow dye is obtained from the root.
Furthermore, the flowers of this plant are appreciated by some beekeepers as an important source of nectar for bees, at a time of year when little else is blooming. A unifloral honey is obtained, usually called bamboo honey by beekeepers in the northeastern United States.

Preparation Method –
The Japanese knotweed is a plant that uses everything from roots to seeds.
It is used in the food and medicine fields.
Above all, the tender parts of the plant are consumed like a real vegetable while for medicinal use decoctions are prepared in the treatment of burns, boils and abscesses, poisonous snake bites, acute hepatitis, appendicitis, traumatic injuries and menstrual irregularities.
The leaves can be crushed and applied externally as a poultice on abscesses, cuts, etc., while the dried roots can be ground into a powder and applied externally.
The seeds are eaten both raw and cooked and can also be ground into a powder and used as a flavoring and thickener in soups, etc., or they can be mixed with grains to make bread, desserts, etc.
The roots can also be consumed.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source: http://plantillustrations.org/illustration.php?id_illustration=3991&uhd=0&mobile=1

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Reynoutria japonica

La hierba nudosa japonesa (Reynoutria japonica Houtt.) Es una especie herbácea perenne perteneciente a la familia Polygonaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Caryophyllidae,
Orden Poligonales,
Familia Polygonaceae,
Género Reynoutria,
Especies de R. japonica.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Fallopia compacta (Hook.f.) G.H.Loos & P.Keil;
– Fallopia japonica (Houtt.) Ronse Decr.;
– Pleuropterus cuspidatus (Siebold y Zucc.) H. Gross;
– Pleuropterus zuccarinii (pequeño) pequeño;
– Polygonum compactum Hook.f.;
– Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc.;
– Polygonum hachidyoense Makino;
– Polygonum reynoutria Makino;
– Polygonum zuccarinii Pequeño;
– Reynoutria hachidyoensis (Makino) Nakai;
– Reynoutria hachijoensis Nakai ex Jôtani;
– Reynoutria hastata Nakai ex Ui;
– Reynoutria henryi Nakai;
– Reynoutria uzenensis (Honda) Honda;
– Reynoutria yabeana Honda;
– Tiniaria japonica (Houtt.) Hedberg.

Etimología –
El término Reynoutria del género se dedicó al noble flamenco Karel van Sint-Omaars (1533-1569), botánico y humanista, señor de Dranouter (afrancesado en de Reynoutre).
El epíteto específico de japónica como especie relacionada con Japón.

Distribución geográfica y hábitat –
Reynoutria japonica es una planta herbácea perenne originaria del este de Asia, Japón, China y Corea.
Esta planta se ha naturalizado en América del Norte y Europa, en numerosos hábitats y está clasificada en varios países como maleza y especie invasora.
En Italia se introdujo en el Jardín Botánico de Padua a mediados del siglo XIX como planta ornamental; posteriormente también se cultivó para intervenciones de consolidación de suelos y su presencia espontánea está documentada desde 1875, y desde entonces la especie ha comenzado a expandirse de manera alarmante; hoy en día se ha informado para todas las regiones del norte de Italia, incluso en las altitudes elevadas de los Alpes. La distribución regional, aún conocida de manera incompleta, parece fragmentaria, extendiéndose continuamente desde el Karst de Trieste hasta la llanura alta del este de Friuli, con estaciones dispersas en el sector alpino y en la llanura occidental de Friuli.
Su hábitat preferencial es el de los ambientes ruderales, cerca de las calles y a lo largo de los cursos de agua, extendiéndose rápidamente a lo largo de las riberas gracias a la corriente que arrastra fragmentos de los rizomas.
En sus lugares de origen se encuentra en lugares húmedos herbáceos y en la llanura.

Descripción –
Reynoutria japonica es una herbácea perenne dioica que presenta tallos huecos con distintos nudos elevados que le dan la apariencia de bambú. Los tallos pueden alcanzar una altura máxima de 3-4 m para cada temporada de crecimiento.
Las hojas son de forma ovalada con una base truncada, de 7-14 cm de largo y 5-12 cm de ancho y con un margen completo.
Las flores son pequeñas, crema o blancas, producidas en racimos erectos de 6 a 15 cm de largo.
La antesis se extiende de junio a septiembre.
El fruto es un diclesio con aqueno ovoide o elipsoide, trígono de aproximadamente 4 (5) x 3 mm, incluido en el perianto persistente, negruzco en su madurez.

Cultivo –
Reynoutria japonica es una planta perenne que se cosecha en la naturaleza para uso local como alimento, medicina y fuente de materiales.
Es una planta extremadamente invasiva capaz de emitir nuevos brotes a una distancia considerable del cabezal principal y de crecer también a través del asfalto y que en la densa vegetación que forma un hábitat muy adecuado para arañas, insectos, ranas, serpientes y muchas otras especies.
Es una planta muy resistente al frío, capaz de tolerar temperaturas de hasta -25 ° C cuando está en estado latente.
Es una planta muy fácil de cultivar que crece en muchos tipos de suelo aunque prefiere suelos húmedos y sombra parcial.
La propagación puede tener lugar por semilla que debe sembrarse en primavera. La germinación suele ser abundante.
También puede propagarse por división en el período de primavera u otoño.
Donde se introduce esta planta, tiende a formar colonias densas y densas que excluyen por completo a cualquier otra especie herbácea y ahora se considera una de las peores especies exóticas invasoras en algunos países.
El éxito de la especie se ha atribuido en parte a su tolerancia a una amplia gama de tipos de suelo, pH y salinidades.
Además, el sistema radicular invasivo de esta planta y el fuerte crecimiento pueden dañar cimientos de hormigón, edificios, defensas contra inundaciones, carreteras, pavimentos, muros de contención y sitios arquitectónicos y también pueden convertirse en un problema en la circulación de agua de los canales.

Costumbres y tradiciones –
La hierba nudosa japonesa es una planta que, especialmente en el pasado, se utilizó tanto como planta alimenticia como medicinal.
Esta planta crece ampliamente en todo Japón y se cosecha como vegetal silvestre comestible.
Aquí se llama con los nombres locales de: tonkiba (Yamagata), itazuiko (Nagano, Mie), itazura (Gifu, Toyama, Nara, Wakayama, Kagawa), gonpachi (Shizuoka, Nara, Mie, Wakayama), sashi (Akita, Yamagata), jajappo (Shimane, Tottori, Okayama) y sukanpo en otras áreas.
Para uso comestible, los brotes jóvenes que brotan en primavera se utilizan, se cocinan y se pueden utilizar como sustituto de los espárragos. Tienen un sabor ácido y también se pueden utilizar como sustituto del ruibarbo en tartas, sopas de frutas, mermeladas, etc.
Los tallos y puntas de los brotes más viejos también se pueden comer cocidos y saben a una versión suave de ruibarbo.
Las semillas se pueden comer tanto crudas como cocidas, aunque son muy pequeñas y poco prácticas de usar.
Las semillas también se pueden moler en polvo y usar como aromatizantes y espesantes en sopas, etc., o se pueden mezclar con granos para hacer pan, postres, etc.
A veces también se comen las raíces.
La planta se consume en Japón como sansai o vegetal silvestre.
En algunas áreas, como en la isla de Shikoku, como en las partes centrales de la prefectura de Kagawa, los brotes jóvenes pelados se decapan y se mezclan en sal con nigari al 10% (cloruro de magnesio).
En la ciudad de Kochi se acostumbra frotar estos brotes limpios con una mezcla de sal gruesa y nigari. Se dice (aunque no se cita ninguna fuente) que el magnesio en nigari se une al ácido oxálico, mitigando así su riesgo.
En medicina se utilizan las raíces que son: antiinflamatorio, bechiche, depurativo, diurético, emenagogo, emoliente, febrífugo, estomacal y vulnerario.
Esta planta se utiliza en la medicina tradicional china y japonesa para tratar diversas dolencias mediante la acción del resveratrol, aunque no hay pruebas suficientes de eficacia médica.
Los extractos de resveratrol de las raíces de R. japonica tienen un contenido más alto que los de los tallos u hojas y tienen niveles más altos al final de la temporada de crecimiento.
Se utilizan en el tratamiento de trastornos periódicos femeninos.
Una decocción se utiliza en el tratamiento de quemaduras, forúnculos y abscesos, mordeduras de serpientes venenosas, hepatitis aguda, apendicitis, lesiones traumáticas e irregularidades menstruales.
Las hojas se pueden triturar y aplicar externamente como cataplasma en abscesos, cortes, etc., mientras que las raíces secas se pueden moler en polvo y aplicar externamente.
Los extractos de plantas mostraron actividad anticancerígena.
Entre otros usos, cabe recordar que la Reynoutria japonica fue utilizada para usos agroforestales, sin embargo, formando una cubierta vegetal que dificulta cualquier otra vegetación; sin embargo, estas plantas son potencialmente una buena fuente de biomasa.
Entre otros usos, conviene recordar que de la raíz se obtiene un tinte amarillo.
Además, algunos apicultores aprecian las flores de esta planta como una importante fuente de néctar para las abejas, en una época del año en la que poco más florece. Se obtiene una miel unifloral, generalmente llamada miel de bambú por los apicultores del noreste de Estados Unidos.

Método de preparación –
La hierba nudosa japonesa es una planta que utiliza de todo, desde raíces hasta semillas.
Se utiliza en los campos de la alimentación y la medicina.
Sobre todo, las partes tiernas de la planta se consumen como un auténtico vegetal mientras que para uso medicinal se preparan decocciones en el tratamiento de quemaduras, forúnculos y abscesos, mordeduras de serpientes venenosas, hepatitis aguda, apendicitis, traumatismos e irregularidades menstruales.
Las hojas se pueden triturar y aplicar externamente como cataplasma en abscesos, cortes, etc., mientras que las raíces secas se pueden moler en polvo y aplicar externamente.
Las semillas se comen crudas y cocidas y también se pueden moler en polvo y usar como aromatizante y espesante en sopas, etc., o se pueden mezclar con granos para hacer pan, postres, etc.
Las raíces también se pueden consumir.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto: http://plantillustrations.org/illustration.php?id_illustration=3991&uhd=0&mobile=1

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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