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Euphorbia bracteata

La pianta pantofola (Euphorbia bracteata Jacq.) è una specie in forma di piccolo arbusto appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Euphorbiales,
Famiglia Euphorbiaceae,
Sottofamiglia Euphorbioideae,
Tribù Euphorbieae,
Sottotribù Euphorbiinae,
Genere Euphorbia,
Specie E. bracteata.
Sono sinonimi i termini:
– Diadenaria articulate Klotzsch & Garcke;
– Diadenaria involucrate Klotzsch & Garcke;
– Diadenaria pavonis Klotzsch & Garcke;
– Pedilanthus articulates (Klotzsch & Garcke) Boiss.;
– Pedilanthus bracteatus (Jacq.) Boiss.;
– Pedilanthus greggii Millsp.;
– Pedilanthus involucratus (Klotzsch & Garcke) Boiss.;
– Pedilanthus olsson-sefferi Millsp.;
– Pedilanthus pavonis (Klotzsch & Garcke) Boiss.;
– Pedilanthus rubescens Brandegee;
– Pedilanthus spectabilis Rob.;
– Tithymalodes articulatum (Klotzsch & Garcke) Kuntze;
– Tithymalodes bracteatum (Jacq.) Kuntze;
– Tithymalodes involucratum (Klotzsch & Garcke) Kuntze;
– Tithymalodes pavonis (Klotzsch & Garcke) Kuntze;
– Tithymalus aztecus Croizat;
– Tithymalus bracteatus (Jacq.) Haw.;
– Tithymalus eochlorus Croizat;
– Tithymalus greggii (Millsp.) Croizat;
– Tithymalus olsson-sefferi (Millsp.) Croizat;
– Tithymalus spectabilis (Rob.) Croizat;
– Tithymalus subpavonianus Croizat;
– Ventenatia bracteata (Jacq.) Tratt..

Etimologia –
Il termine Euphorbia proviene da “Εὔφορβος Euphorbos” Euforbo, medico greco di Giuba II re della Numidia, che – secondo Plinio – scoprì le virtù medicinali di alcune piante di questo genere; il nome Euforbo deriva da ἐῧ éu bene e da φέρβω phérbo nutrire o da φορβή phorbé nutrimento: ben nutrito. Secondo la Treccani dal latino classico euphorbium/euphorbia.
L’epiteto specifico bracteata proviene dal latino e significa “con brattee”.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Euphorbia bracteata è una pianta endemica del Messico occidentale dallo Stato di Sonora a quello del Guerrero dove è abbastanza diffusa.
Il suo habitat è quello dei terreni pianeggianti o leggermente ondulati e ai margini di boschi di latifoglie aridi, dove cresce ad altitudine tra 300 e 600 m s.l.m..

Descrizione –
La Euphorbia bracteata è un piccolo arbusto perenne sempreverde o deciduo che cresce fino a circa 1,8 m, raggiungendo i 3 m nel suo habitat naturale, e largo 0,9-1,2 m, che si ramifica abbondantemente dalla base.
I rami sono eretti, succulenti, ricoperti di cera, stretti, cilindrici, verdi, scabrosi o poco pelosi e senza foglie prima della fioritura.
Le foglie, appena in prossimità delle punte dei rami, sono ovate, di 4,5-10 cm di lunghezza, 25-6 cm di larghezza, con una spessa nervatura centrale carenata nella parte inferiore, da glabra a pubescente; picciolo lungo 3-4 mm.
Produce un’abbondante fioritura; i fiori hanno brattee di colore rossastro un po’ a forma di scarpa (da cui il nome della pianta).
L’infiorescenza è in cima, ramificata da 1 a 3 vicino alla punta dello stelo. Gli organi fiorali, contenenti parti maschili e femminili separate, sono racchiusi in brattee rotondeggianti rosa rossastre, ovate, lunghe 1,8-4,5 cm, larghe 1,5-3,5 cm. hanno una forma curiosa di colore dal verde pallido al rossastro; peduncolo lungo 4-8 mm, tubo lungo 10-16 mm, sperone lungo 10-15 mm sporgente obliquamente, ampiamente smussato: ghiandole nettarifere 2; stilo fino a 14 mm.
La stagione di fioritura va dalla tarda primavera all’estate.
Si ritiene che il fiore sia impollinato da colibrì e insetti.
Il frutto è una capsula, subquadrata, trilobata superficialmente, di 10-13 mm di diametro, con peduncolo di 7-12 mm.
Il seme è ovoide, di 5-7 mm di lunghezza e 4-5 mm di larghezza.

Coltivazione –
L’ Euphorbia bracteata è una pianta succulenta a crescita relativamente rapida nelle zone con clima mite ed è anche un’ottima pianta da coltivare in vaso in pieno sole o anche ombra parziale. La pianta ha bisogno di acqua da ottobre, quando si possono vedere le nuove foglie formarsi sulla punta in crescita, anche se alcuni suggeriscono di annaffiarla moderatamente tutto l’anno poiché tende ad essere una pianta opportunista che tende a crescere in ogni periodo dell’anno quando ha abbastanza acqua, se in presenza di bel tempo; mentre entra in dormienza quando le temperature sono troppo calde o troppo fresche. Deve essere coltivata comunque, se possibile, in condizioni climatiche simili al suo habitat naturale.
Predilige un terreno ben drenato, arieggiato, costituito principalmente da materiale non organico come argilla, pomice, sabbia lavica e solo un po’ di torba o terriccio fogliare.
Per quanto riguarda l’irrigazione predilige annaffiature buone ma poco frequenti e vegeta bene con annaffiature regolari nei mesi caldi, mentre va data meno acqua durante l’inverno. Bisogna evitare i ristagni e si adatta a diverse condizioni di crescita, dal caldo estremo e dalla siccità, all’umidità elevata poiché resiste bene ai marciumi.
Per la concimazione si consiglia di tanto in tanto un fertilizzante a lenta cessione.
La pianta cresce piuttosto lentamente in vaso; quando è necessario si consiglia di rinvasare in un vaso leggermente più grande. Il vaso dovrebbe essere solo leggermente più grande del vaso originale e con un foro per il drenaggio.
Per quanto riguarda le condizioni climatiche, resiste fino a circa -5 °C, si coltiva all’aperto nel clima tropicale e mediterraneo caldo, con temperature che è bene mantenere oltre i 5°C, meglio 10-12°C, ma resiste alla luce a gelate per brevi periodi se molto secche, in queste situazioni resiste meglio se riparata dalle piogge invernali, visto che l’umidità e le basse temperature la rendono più sensibile ai marciumi. Le piante in contenitori, tuttavia, possono subire una notevole perdita di foglie.
Predilige una esposizione in pieno sole a luce filtrata.
Se le brattee dei fiori si seccano e la punta non mostra fioriture, si consiglia di potare circa sei centimetri della punta del fusto per favorire una nuova crescita.
Per un vaso di piante con molti steli è consigliabile un paletto di sostegno rotondo e robusto, usando uno spago morbido o un filo metallico per legare.
La propagazione può essere per seme o talea. È facile da propagare per talea dalla tarda primavera all’estate, basta prendere uno stelo a punta tagliando direttamente nel terreno dopo che la linfa lattiginosa è completamente defluita. (preferibilmente terreno asciutto, sciolto, molto ben drenante).
Questa pianta si presta per essere coltivata in giardino nel terreno o come esemplare in contenitore, conferendo un buon aspetto ornamentale.
Si avverte, infine, che la maggior parte delle specie della famiglia ha un lattice bianco, una linfa lattiginosa negli steli e nelle foglie della pianta che è velenosa. Per questo bisogna fare attenzione quando si maneggia poiché la pianta può causare irritazioni alla pelle o reazioni allergiche.

Usi e Tradizioni –
L’ Euphorbia bracteata è una pianta che, oltre che per scopi ornamentali, viene raccolta allo stato naturale per uso medicinale locale e come fonte di cera.
Come detto prima, sebbene non ci siano informazioni specifiche per questa pianta, il lattice nella maggior parte, se non in tutte le Euphorbiaceae, è caustico e tossico: il contatto con la pelle spesso causa irritazioni e vesciche; il contatto con gli occhi può provocare cecità temporanea o addirittura permanente; mentre l’ingestione può causare anche problemi più gravi.
Non si hanno informazioni per usi commestibili mentre si hanno annotazioni nel suo uso per fini medicinali.
Si ritiene che la pianta abbia proprietà purgative, emetiche, emmenagoghe e antisifilitiche.
La pianta è la fonte di una cera (cera Candelilla), che viene utilizzata allo stesso modo della cera carnauba (ottenuta da Copernicia prunifera Mill. H.E.Moore ed altre specie).
Viene utilizzata per realizzare vari lucidanti e vernici di alta qualità, dischi fonografici, candele, ecc..
La cera Candelilla ha un punto di fusione molto alto ed una elevata stabilità; essa lucida, lega gli oli in modo ottimale, aderisce bene, è piacevole sulla pelle, quando viene scaldata profuma di cera d’api ed è addirittura commestibile. La cera Candelilla è dunque un ingrediente ideale per i prodotti cosmetici, soprattutto i rossetti, che grazie a questa cera acquisiscono una maggiore stabilità.

Modalità di Preparazione –
Della Euphorbia bracteata vengono utilizzate le foglie per uso medicinale.
Inoltre l’industria alimentare utilizza la cera che se ricava in molteplici applicazioni: per rivestire gli orsetti di gomma, le noci, i chicchi di caffè, gli alimenti da sgranocchiare ed il cioccolato, per evitare che essi si incollino. Grazie alla cera Candelilla i prodotti da forno ottenuti industrialmente assumono una bella colorazione marrone e non si attaccano durante la cottura. Nella gomma da masticare la cera Candelilla garantisce la giusta consistenza. Agrumi, mele, meloni e pere, se rivestiti con uno strato di questa cera, rimangono freschi più a lungo e vengono detti “incerati”.
I rivestimenti in carta e cartone, la colla fluida, i prodotti per la pulizia delle scarpe, l’inchiostro per scrivere, la vernice protettiva per i mobili, le gomme per cancellare, la carta carbone e le candele: l’elenco dei prodotti nei quali o sui quali la cera Candelilla dona lucentezza, consistenza e protezione contro l’umidità e la collosità non ha fine. La gomma stessa e i dischi ne sono rivestiti.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Euphorbia bracteata

The slipper plant (Euphorbia bracteata Jacq.) is a species in the form of a small shrub belonging to the Euphorbiaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Order Euphorbiales,
Euphorbiaceae family,
Subfamily Euphorbioideae,
Euphorbieae tribe,
Euphorbiinae sub-tribe,
Genus Euphorbia,
E. bracteata species.
The terms are synonymous:
– Diadenaria articulate Klotzsch & Garcke;
– Diadenaria involucrate Klotzsch & Garcke;
– Diadenaria pavonis Klotzsch & Garcke;
– Pedilanthus articulates (Klotzsch & Garcke) Boiss .;
– Pedilanthus bracteatus (Jacq.) Boiss .;
– Pedilanthus greggii Millsp .;
– Pedilanthus involucratus (Klotzsch & Garcke) Boiss .;
– Pedilanthus olsson-sefferi Millsp .;
– Pedilanthus pavonis (Klotzsch & Garcke) Boiss .;
– Pedilanthus rubescens Brandegee;
– Pedilanthus spectabilis Rob .;
– Tithymalodes articulatum (Klotzsch & Garcke) Kuntze;
– Tithymalodes bracteatum (Jacq.) Kuntze;
– Tithymalodes involucratum (Klotzsch & Garcke) Kuntze;
– Tithymalodes pavonis (Klotzsch & Garcke) Kuntze;
– Tithymalus aztecus Croizat;
– Tithymalus bracteatus (Jacq.) Haw .;
– Tithymalus eochlorus Croizat;
– Tithymalus greggii (Millsp.) Croizat;
– Tithymalus olsson-sefferi (Millsp.) Croizat;
– Tithymalus spectabilis (Rob.) Croizat;
– Tithymalus subpavonianus Croizat;
– Ventenatia bracteata (Jacq.) Treat.

Etymology –
The term Euphorbia comes from “Εὔφορβος Euphorbos” Euphorbus, Greek physician of Juba II king of Numidia, who – according to Pliny – discovered the medicinal virtues of some plants of this genus; the name Euforbo derives from ἐῧ éu bene and from φέρβω phérbo nourish or from φορβή phorbé nourishment: well fed. According to Treccani from the classical Latin euphorbium / euphorbia.
The specific epithet bracteata comes from Latin and means “with bracts”.

Geographic Distribution and Habitat –
Euphorbia bracteata is an endemic plant of western Mexico from the State of Sonora to that of Guerrero where it is quite widespread.
Its habitat is that of flat or slightly undulating land and on the edge of arid broad-leaved woods, where it grows at an altitude between 300 and 600 m a.s.l.

Description –
Euphorbia bracteata is a small evergreen or deciduous perennial shrub that grows up to about 1.8 m, reaching 3 m in its natural habitat, and 0.9-1.2 m wide, which branches abundantly from the base.
The branches are erect, succulent, covered with wax, narrow, cylindrical, green, rough or slightly hairy and without leaves before flowering.
The leaves, just near the tips of the branches, are ovate, 4,5-10 cm long, 25-6 cm broad, with a thick central keeled rib in the lower part, from glabrous to pubescent; petiole 3-4 mm long.
It produces abundant flowering; the flowers have slightly shoe-shaped reddish bracts (hence the name of the plant).
The inflorescence is at the top, branched from 1 to 3 near the tip of the stem. The floral organs, containing separate male and female parts, are enclosed in roundish reddish pink, ovate bracts, 1,8-4,5 cm long, 1,5-3,5 cm broad. they have a curious shape of pale green to reddish color; peduncle 4-8 mm long, 10-16 mm long tube, 10-15 mm long spur protruding obliquely, widely blunt: nectar glands 2; stylus up to 14 mm.
The flowering season is from late spring to summer.
The flower is believed to be pollinated by hummingbirds and insects.
The fruit is a capsule, sub-square, superficially trilobed, 10-13 mm in diameter, with a 7-12 mm peduncle.
The seed is ovoid, 5-7 mm long and 4-5 mm wide.

Cultivation –
Euphorbia bracteata is a relatively fast growing succulent plant in areas with a mild climate and is also an excellent plant to grow in pots in full sun or even partial shade. The plant needs water from October, when new leaves can be seen forming on the growing tip, although some suggest watering it moderately all year round as it tends to be an opportunistic plant that tends to grow all year round. when it has enough water, if in good weather; while it goes into dormancy when temperatures are too hot or too cool. However, it must be cultivated, if possible, in climatic conditions similar to its natural habitat.
It prefers well-drained, ventilated soil, consisting mainly of non-organic material such as clay, pumice, lava sand and just a little peat or leaf soil.
As for irrigation, it prefers good but infrequent watering and thrives well with regular watering in the warm months, while less water should be given during the winter. Stagnation must be avoided and it adapts to different growing conditions, from extreme heat and drought, to high humidity as it resists rotting well.
For fertilization, a slow release fertilizer is recommended from time to time.
The plant grows rather slowly in pots; when necessary it is advisable to repot in a slightly larger pot. The pot should be only slightly larger than the original pot and with a hole for drainage.
As for the climatic conditions, it resists up to about -5 ° C, it is grown outdoors in the warm tropical and Mediterranean climate, with temperatures that should be kept above 5 ° C, preferably 10-12 ° C, but it resists the light to freezing for short periods if very dry, in these situations it resists better if sheltered from the winter rains, since humidity and low temperatures make it more sensitive to rot. Container plants, however, can experience significant leaf loss.
It prefers a full sun exposure to filtered light.
If the flower bracts dry out and the tip does not show blooms, it is recommended to prune about six inches of the stem tip to encourage new growth.
For a plant pot with many stems, a sturdy round support stake is recommended, using soft twine or wire to bind.
Propagation can be by seed or cutting. It is easy to propagate by cuttings from late spring to summer, just take a pointed stem by cutting directly into the ground after the milky sap has completely drained. (preferably dry, loose, very well-draining soil).
This plant lends itself to being grown in the garden in the ground or as a specimen in a container, giving it a good ornamental appearance.
Finally, it is warned that most of the species in the family have a white latex, a milky sap in the stems and leaves of the plant that is poisonous. Therefore, care must be taken when handling as the plant can cause skin irritation or allergic reactions.

Customs and Traditions –
Euphorbia bracteata is a plant that, in addition to ornamental purposes, is harvested in its natural state for local medicinal use and as a source of wax.
As mentioned before, although there is no specific information for this plant, the latex in most, if not all Euphorbiaceae, is caustic and toxic: contact with the skin often causes irritation and blisters; contact with eyes can cause temporary or even permanent blindness; while ingestion can cause even more serious problems.
There is no information for edible uses while there are records of its use for medicinal purposes.
The plant is believed to have purgative, emetic, emmenagogic and anti-syphilitic properties.
The plant is the source of a wax (Candelilla wax), which is used in the same way as carnauba wax (obtained from Copernicia prunifera Mill. H.E. Moore and other species).
It is used to make various high quality polishes and paints, phonograph records, candles, etc.
Candelilla wax has a very high melting point and high stability; it shines, binds oils in an optimal way, adheres well, is pleasant on the skin, when heated it smells like beeswax and is even edible. Candelilla wax is therefore an ideal ingredient for cosmetic products, especially lipsticks, which thanks to this wax acquire greater stability.

Preparation Method –
The leaves of Euphorbia bracteata are used for medicinal use.
In addition, the food industry uses the wax that is obtained in multiple applications: to coat jelly babies, nuts, coffee beans, food to munch on and chocolate, to prevent them from sticking together. Thanks to Candelilla wax, industrially obtained baked goods take on a beautiful brown color and do not stick during cooking. In chewing gum, Candelilla wax guarantees the right consistency. Citrus fruits, apples, melons and pears, if coated with a layer of this wax, remain fresh longer and are called “waxed”.
Paper and cardboard coatings, fluid glue, shoe cleaning products, writing ink, protective paint for furniture, erasers, carbon paper and candles: the list of products in the which or on which Candelilla wax gives shine, consistency and protection against humidity and stickiness has no end. The rubber itself and the discs are coated with it.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Euphorbia bracteata

La zapatilla (Euphorbia bracteata Jacq.) ss una especie en forma de pequeño arbusto perteneciente a la familia Euphorbiaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Orden Euphorbiales,
Familia Euphorbiaceae,
Subfamilia Euphorbioideae,
Tribu Euphorbieae,
Sub-tribu Euphorbiinae,
Género Euphorbia,
Especies de E. bracteata.
Los términos son sinónimos:
– Diadenaria articular Klotzsch & Garcke;
– Diadenaria involucrada Klotzsch & Garcke;
– Diadenaria pavonis Klotzsch & Garcke;
– Pedilanthus articula (Klotzsch & Garcke) Boiss.;
– Pedilanthus bracteatus (Jacq.) Boiss.;
– Pedilanthus greggii Millsp.;
– Pedilanthus involucratus (Klotzsch y Garcke) Boiss.;
– Pedilanthus olsson-sefferi Millsp.;
– Pedilanthus pavonis (Klotzsch y Garcke) Boiss.;
– Pedilanthus rubescens Brandegee;
– Pedilanthus spectabilis Rob.;
– Tithymalodes articulatum (Klotzsch & Garcke) Kuntze;
– Tithymalodes bracteatum (Jacq.) Kuntze;
– Tithymalodes involucratum (Klotzsch y Garcke) Kuntze;
– Tithymalodes pavonis (Klotzsch & Garcke) Kuntze;
– Tithymalus aztecus Croizat;
– Tithymalus bracteatus (Jacq.) Haw.;
– Tithymalus eochlorus Croizat;
– Tithymalus greggii (Millsp.) Croizat;
– Tithymalus olsson-sefferi (Millsp.) Croizat;
– Tithymalus spectabilis (Rob.) Croizat;
– Tithymalus subpavonianus Croizat;
– Ventenatia bracteata (Jacq.) Tratar.

Etimología –
El término Euphorbia proviene de “Εὔφορβος Euphorbos” Euphorbus, médico griego de Juba II rey de Numidia, quien – según Plinio – descubrió las virtudes medicinales de algunas plantas de este género; el nombre Euforbo deriva de ἐῧ éu bene y de φέρβω phérbo nourish o de φορβή phorbé nourishment: bien alimentado. Según Treccani del latín clásico euphorbium / euphorbia.
El epíteto específico bracteata proviene del latín y significa “con brácteas”.

Distribución geográfica y hábitat –
Euphorbia bracteata es una planta endémica del occidente de México desde el Estado de Sonora hasta el de Guerrero donde está bastante extendida.
Su hábitat es el de un terreno llano o ligeramente ondulado y al borde de un bosque de frondosas áridas, donde crece a una altitud entre los 300 y los 600 m s.n.m.

Descripción –
Euphorbia bracteata es un pequeño arbusto perenne de hoja perenne o caducifolio que crece hasta unos 1,8 m, alcanzando los 3 m en su hábitat natural, y 0,9-1,2 m de ancho, que se ramifica abundantemente desde la base.
Las ramas son erectas, suculentas, cubiertas de cera, estrechas, cilíndricas, verdes, rugosas o ligeramente pilosas y sin hojas antes de la floración.
Las hojas, cerca de las puntas de las ramas, son ovadas, de 4,5-10 cm de largo, 25-6 cm de ancho, con una gruesa nervadura central con quilla en la parte inferior, de glabras a pubescentes; pecíolo 3-4 mm de largo.
Produce abundante floración; las flores tienen brácteas rojizas ligeramente en forma de zapato (de ahí el nombre de la planta).
La inflorescencia está en la parte superior, ramificada de 1 a 3 cerca de la punta del tallo. Los órganos florales, que contienen partes masculinas y femeninas separadas, están encerrados en brácteas redondeadas de color rosa rojizo, ovadas, de 1,8-4,5 cm de largo, 1,5-3,5 cm de ancho. tienen una forma curiosa de color verde pálido a rojizo; pedúnculo 4-8 mm de largo, tubo de 10-16 mm de largo, espolón de 10-15 mm de largo que sobresale oblicuamente, ampliamente romo: glándulas néctar 2; lápiz óptico hasta 14 mm.
La temporada de floración va desde finales de la primavera hasta el verano.
Se cree que la flor es polinizada por colibríes e insectos.
El fruto es una cápsula, subcuadrada, superficialmente trilobulada, de 10-13 mm de diámetro, con un pedúnculo de 7-12 mm.
La semilla es ovoide, de 5-7 mm de largo y 4-5 mm de ancho.

Cultivo –
Euphorbia bracteata es una planta suculenta de crecimiento relativamente rápido en áreas con un clima templado y también es una planta excelente para crecer en macetas a pleno sol o incluso en sombra parcial. La planta necesita agua a partir de octubre, cuando se pueden ver nuevas hojas formándose en la punta de crecimiento, aunque algunos sugieren regarla moderadamente durante todo el año ya que tiende a ser una planta oportunista que tiende a crecer todo el año. Cuando tiene suficiente agua, si hace buen tiempo; mientras entra en letargo cuando las temperaturas son demasiado altas o demasiado bajas. Sin embargo, debe cultivarse, si es posible, en condiciones climáticas similares a su hábitat natural.
Prefiere suelos bien drenados y ventilados, que consisten principalmente en material no orgánico como arcilla, piedra pómez, arena de lava y solo un poco de tierra de turba o hojas.
En cuanto al riego, prefiere un riego bueno pero poco frecuente y prospera bien con riego regular en los meses cálidos, mientras que se debe dar menos agua durante el invierno. Debe evitarse el estancamiento y se adapta a las diferentes condiciones de cultivo, desde el calor extremo y la sequía, hasta la alta humedad, ya que resiste bien la pudrición.
Para la fertilización, se recomienda un fertilizante de liberación lenta de vez en cuando.
La planta crece bastante lentamente en macetas; cuando sea necesario, es aconsejable trasplantar en una maceta un poco más grande. La maceta debe ser solo un poco más grande que la maceta original y con un orificio para el drenaje.
En cuanto a las condiciones climáticas, resiste hasta unos -5 ° C, se cultiva al aire libre en el clima cálido tropical y mediterráneo, con temperaturas que conviene mantener por encima de los 5 ° C, preferiblemente 10-12 ° C, pero resiste las de ligera a helada por periodos cortos si es muy seca, en estas situaciones resiste mejor si se resguarda de las lluvias invernales, ya que la humedad y las bajas temperaturas la hacen más sensible a la pudrición. Sin embargo, las plantas en macetas pueden experimentar una pérdida significativa de hojas.
Prefiere una exposición total al sol a la luz filtrada.
Si las brácteas de las flores se secan y la punta no muestra flores, se recomienda podar unas seis pulgadas de la punta del tallo para estimular un nuevo crecimiento.
Para una maceta con muchos tallos, se recomienda una estaca de soporte redonda resistente, utilizando un cordel suave o alambre para atar.
La propagación puede ser por semilla o por esqueje. Es fácil de propagar mediante esquejes desde fines de la primavera hasta el verano, simplemente tome un tallo puntiagudo cortándolo directamente en el suelo después de que la savia lechosa se haya drenado por completo. (preferiblemente suelo seco, suelto y muy bien drenado).
Esta planta se presta para ser cultivada en el jardín en el suelo o como ejemplar en un contenedor, lo que le da un buen aspecto ornamental.
Finalmente, se advierte que la mayoría de las especies de la familia tienen un látex blanco, una savia lechosa en los tallos y hojas de la planta que es venenosa. Por lo tanto, se debe tener cuidado al manipular, ya que la planta puede causar irritación de la piel o reacciones alérgicas.

Costumbres y tradiciones –
Euphorbia bracteata es una planta que, además de con fines ornamentales, se cosecha en su estado natural para uso medicinal local y como fuente de cera.
Como se mencionó anteriormente, aunque no hay información específica para esta planta, el látex en la mayoría, si no en todas las Euphorbiaceae, es cáustico y tóxico: el contacto con la piel a menudo causa irritación y ampollas; el contacto con los ojos puede causar ceguera temporal o incluso permanente; mientras que la ingestión puede causar problemas aún más graves.
No hay información para usos comestibles mientras que existen registros en su uso con fines medicinales.
Se cree que la planta tiene propiedades purgantes, eméticas, emenagógicas y antisifilíticas.
La planta es la fuente de una cera (cera de Candelilla), que se utiliza de la misma forma que la cera de carnauba (obtenida de Copernicia prunifera Mill. H.E. Moore y otras especies).
Se utiliza para fabricar diversos pulimentos y pinturas de alta calidad, discos fonográficos, velas, etc.
La cera de candelilla tiene un punto de fusión muy alto y una gran estabilidad; brilla, aglutina los aceites de forma óptima, se adhiere bien, es agradable para la piel, cuando se calienta huele a cera de abejas y es incluso comestible. La cera de candelilla es, por tanto, un ingrediente ideal para productos cosméticos, especialmente barras de labios, que gracias a esta cera adquieren una mayor estabilidad.

Método de preparación –
De la Euphorbia bracteata, las hojas se utilizan con fines medicinales.
Además, la industria alimentaria utiliza la cera que se obtiene en múltiples aplicaciones: para recubrir gelatinas, frutos secos, granos de café, comida para picar y chocolate, para evitar que se peguen. Gracias a la cera de Candelilla, los productos horneados obtenidos industrialmente adquieren un hermoso color marrón y no se pegan durante la cocción. En el chicle, la cera de Candelilla garantiza la consistencia adecuada. Los cítricos, manzanas, melones y peras, si se recubren con una capa de esta cera, permanecen frescos por más tiempo y se denominan “encerados”.
Recubrimientos de papel y cartón, cola fluida, productos de limpieza para calzado, tintas para escribir, pintura protectora para muebles, gomas de borrar, papel carbón y velas: la lista de productos en los que o sobre los que la cera de Candelilla da brillo, consistencia y protección contra la humedad y pegajosidad tiene sin fin. El caucho en sí y los discos están recubiertos con él.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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