Ovis musimon

Ovis musimon

Il muflone europeo (Ovis musimon Pallas, 1762) è un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Bovidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Mammalia, Ordine Artiodactyla, Famiglia Bovidae, Sottofamiglia Caprinae e quindi al Genere Ovis ed alla Specie O. musimon.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il muflone europeo è una specie presente in Europa ed in America, in particolare in Cile, nel Texas e Hawaii.
Si pensa che il muflone sia stato introdotto in epoca romana dall’uomo a partire da forme semidomestiche di pecora, poi rinselvatichitesi. Da qui, il muflone è stato in seguito introdotto anche in Europa continentale a partire dal XVIII secolo, in particolare se ne trovano popolazioni consistenti in Europa Centrale ed è presente in Sardegna, Corsica e Cipro, delle quali peraltro non risulterebbe nativo in quanto mancano reperti fossili di questi animali.
In Italia, il muflone, oltre che con una buona popolazione autoctona nel Gennargentu e nel Montiferru, è diffuso con una quarantina di popolazioni isolate (per un totale di circa 5000 esemplari) in alcune isole minori quali: Elba, Asinara, Capraia, Giglio, Marettimo, Zannone); è presente, inoltre, in vari territori della penisola, come all’interno del Parco naturale provinciale dell’Adamello-Brenta in Trentino, dove è stato introdotto durante gli anni Settanta, una piccola popolazione vive nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, nel Parco naturale delle Alpi Marittime in Piemonte, in alcune zone prealpine bergamasche e lecchesi (per esempio sul monte Moregallo e sulle Prealpi Varesine). Popolazioni sono anche presenti sulle Alpi Apuane, nell’Appennino centro-settentrionale e sul Gargano.
Per le sue esigenze alimentari il muflone frequenta spesso habitat pascolivi molto diversificati; in ogni caso il muflone predilige gli ambienti aperti in aree collinari, spesso con presenza di aree rocciose dove potersi rifugiare in caso di pericolo; tuttavia si è adattato a una grande varietà di habitat, dalle foreste di conifere ai boschi di latifoglie, raggiungendo anche altitudini di 1500 m.

Descrizione –
L’ Ovis musimon è un mammifero di circa 130 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese di circa 75 cm, con un peso che oscilla fra i 25 kg massimi della femmina ed i 40 kg dei maschi adulti.
Si riconosce per avere un pelo ispido, di colore fulvo d’estate e bruno scuro d’inverno, con tonalità grigiastre e nerastre su spalle e collo.
Il muso, la parte interna delle orecchie, un cerchio perioculare, il ventre, il posteriore e la parte distale delle zampe sono bianchi.
Oltre alla differenza di peso nei maschi spesso è presente una “sella” bianca sul dorso, assente nelle femmine, che sono di colore marroncino.
Altra caratteristica dei maschi è la presenza sul cranio di due grosse corna fisse su una base d’osso, che hanno crescita continua con tendenza alla spiralizzazione in senso laterale: le corna del muflone hanno un alto effetto spettacolare, che rende in particolare i vecchi maschi un trofeo molto ambito dai cacciatori. Più raramente corna ridotte possono essere presenti nelle femmine.

Biologia –
Per il muflone la stagione degli amori avviene, in genere, nel mese di ottobre, anche se negli ambienti più freddi il periodo può cadere anche più tardi.
Durante questa stagione i maschi si avvicinano ai greggi di femmine, attratti dall’odore del loro estro, e competono fra loro per attirarne l’attenzione e potersi quindi accoppiare. I conflitti tra i maschi vengono normalmente risolti con cozzate frontali delle corna o con combattimenti spalla a spalla, generalmente senza che gli sfidanti si procurino lesioni gravi, grazie alla forte ritualizzazione del processo.
In questi combattimenti i due maschi si dispongono frontalmente, sbuffando ed agitando la testa, fino a quando, quasi all’unisono, prendono una breve rincorsa e saltano l’uno contro l’altro con un violento impatto, il cui rumore può essere sentito anche a grande distanza: le grandi corna e le forti ossa craniche e del collo proteggono l’animale da lesioni ossee.
Meno violento è invece il combattimento spalla a spalla in quanto gli animali si spingono reciprocamente con le corna incrociate. Può capitare che le corna dei due sfidanti si incastrino le une con le altre e che perciò i due contendenti, impossibilitati a condurre una vita normale, muoiano di stenti o a causa di predatori nel caso in cui non riescano a liberarsi l’uno dall’altro.
Dopo l’accoppiamento, giunte tra fine febbraio e fine aprile, le femmine gravide, dopo una gestazione di 150/160 giorni, si allontanano dal gruppo e partoriscono, isolate, 1 o 2 piccoli, che sono in grado di muoversi e camminare subito dopo la nascita e che devono essere allattati ogni 15 minuti circa. Quando arriva l’estate, le femmine con la loro prole (ed i giovani maschi, fino ai 2 anni di età) si riuniscono a formare greggi di 30-40 individui.
Lo svezzamento dei giovani avviene intorno ai 6 mesi mentre la maturità sessuale si raggiunge verso i 12-14 mesi.
La speranza di vita media dei mufloni maschi è di circa 12 anni e di 15 anni per le femmine.
Si rammenta che il muflone e la pecora possono facilmente accoppiarsi.

Ruolo Ecologico –
Lo status tassonomico del muflone europeo, come del resto quello di tutta la sottofamiglia dei Caprini, è ancora molto discusso: studi effettuati sul DNA delle varie specie ascritte a questa sottofamiglia hanno mostrato analogie fra specie ritenute distanti filogeneticamente e viceversa. Il muflone ha dimostrato forti somiglianze a livello genetico e morfologico con l’Ovis orientalis, al punto che molti autori riterrebbero attualmente più corretta una classificazione di questi animali come sottospecie di O. orientalis.
Dal punto di vista comportamentale il muflone è un animale diurno e con abitudini gregarie: le femmine con i piccoli vivono durante tutto l’arco dell’anno in grossi greggi, mentre i maschi giovani formano gruppi separati e meno consistenti numericamente, di solito composti da animali della stessa età. I maschi più anziani, invece, sono soliti vivere da soli.
Allo stesso modo delle capre selvatiche, il muflone non assume normalmente un comportamento territoriale, pur possedendo ghiandole odorifere preorbitali, interdigitali e inguinali atte a marcare i confini del territorio: nel caso di conflitti per il territorio o l’accoppiamento, tuttavia, il maschio scuote nervosamente la testa da un lato all’altro in segno di minaccia verso gli avversari.
Per quanto concerne l’alimentazione l’ Ovis musimon anche se, come detto, è un animale da pascolo, si nutre un po’ di tutti gli alimenti di origine vegetale. È, inoltre, in grado di brucare le piante dure e coriacee rifiutate dalla maggior parte degli Ungulati, riuscendo così a sopravvivere in habitat particolarmente aridi.
Le popolazioni di muflone possono essere limitate dai nemici naturali che sono il lupo e la volpe che caccia, occasionalmente, i piccoli.
Il muflone è risultato particolarmente sensibile al ritorno del lupo in Italia. Provenendo da aree prive di lupi (isole del Mediterraneo) non ha sviluppato tecniche efficaci per sfuggirne alla predazione, soprattutto in aree innevate. Cosicché in talune zone, dove si è consolidata la presenza del lupo, il muflone si è estinto, come nelle foreste del Casentino o fortemente ridotto di numero, come nell’Appennino tosco-emiliano.
Un legame particolare è quello che, molto probabilmente, esisteva tra questo animale e l’uomo. Molti studiosi ipotizzano che questi animali siano in realtà delle pecore ancestrali, introdotte dall’uomo in ambienti insulari e rinselvatichitesi nel corso dei millenni, piuttosto che dei progenitori dell’attuale pecora, come si era sempre ritenuto fino ad alcuni lustri fa.
Dal punto di vista della sua conservazione il muflone oggi non è più a rischio di estinzione, è presente in tutta Europa ed è ovunque oggetto di prelievo venatorio. Nella penisola è specie cacciabile, ma solo in selezione come quasi tutti gli ungulati, tranne il cinghiale.
Negli ultimi anni vi è stato un cambiamento nella gestione dell’ungulato a livello venatorio e non, visto che si è cominciata a considerare la presenza del selvatico alloctona nella penisola, nociva per gli altri selvatici autoctoni, in primis il camoscio delle Alpi, portando a problemi di convivenza. Ciò ha cambiato l’azione dei piani di prelievo venatori da conservativi a regolatori, al fine di evitare l’espansione dei singoli nuclei già presenti e adattati al territorio. In certe situazioni si è giunti a decidere l’eradicazione totale del muflone.
L’ Ovis musimon è invece una specie protetta in Sardegna, dove vivono attualmente più di 6000 capi.
Negli ultimi decenni, grazie all’attività dell’ex ente foreste della Sardegna, sono state effettuate numerose reintroduzioni nelle aree in cui era scomparso. Qui le maggiori minacce sono rappresentate dal bracconaggio, dall’allevamento ovino allo stato brado e dal randagismo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.

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