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Primula vulgaris

La primula comune (Primula vulgaris, Huds., 1762) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Primulaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Dilleniidae, Ordine Primulales, Famiglia Primulaceae e quindi al Genere Primula ed alla Specie P. vulgaris.
Di seguito si riportano alcuni dei sinonimi di maggiore utilizzo:
– Primula acaulis (L.) Hill. (1754);
– Primula acaulis (L.) Hill. subsp. rubra (Sm.) O. Schwarz (1949) (sinonimo = Primula vulgaris subsp. rubra);
– Primula acaulis (L.) Hill. subsp. vulgaris (Hudson) O. Schwarz (1949) (sinonimo = Primula vulgaris subsp. vulgaris);
– Primula acaulis (L.) Hill. var. rubra Sm. in Sibth. & Sm. (1816) (sinonimo = Primula vulgaris subsp. rubra);
– Primula bicolor Rafin. (1810);
– Primula breviscapa Clairv. (1811);
– Primula calycina Mausksch in Kit., non Duby ex Gaudin;
– Primula grandiflora Lam. (1779);
– Primula hybrida Schrank (1789);
– Primula komarovii Lozinsk (1933) (sinonimo = Primula vulgaris subsp. rubra);
– Primula sibthorpii Hoffmanns. & Link (1824) (sinonimo = Primula vulgaris subsp. rubra);
– Primula silvestris Scop. (1771);
– Primula uniflora C.C. Gmelin (1805);
– Primula variabiliis Bast. (1812);
– Primula veris var. acaulis L. (1753) basionimo;
– Primula vernalis Salisb. (1796).
Di questa pianta, che manifesta un’alta variabilità, fanno parte numerose sottospecie di cui se ne citano alcune. L’elenco non è esaustivo ed a causa anche della sinonimia va ancora sottoposto a revisione sistematica.
– Primula vulgaris Huds. subsp. abchasica Soò;
– Primula vulgaris Huds. subsp. balearica (Willk.) Sm. & Forrest. (1928): è endemica delle isole Baleari; con fiori bianchi;
– Primula vulgaris Huds. subsp. calycantha (Cesati) Arcangeli (1882);
– Primula vulgaris Huds. subsp. komarovii Soò;
– Primula vulgaris Huds. subsp. rubra (Sm.) Arcangeli (1882);
– Primula vulgaris Huds. subsp. sibthorpii (Hoffmanns.) Sm. & Forrest. (1928) (sinonimo = Primula sibthorpii Hoffmanns.): si trova nei Balcani e soprattutto in Asia; i fiori sono rosa o rossi;
– Primula vulgaris Huds. subsp. vulgaris: è la specie più comune.
– Primula vulgaris Huds. subsp. woronowii Soò;
– Primula vulgaris Huds. var. caulescens Koch.
Inoltre nell’elenco che segue sono indicati alcuni ibridi interspecifici:
– Primula ×anglica Pax in Engler & Prantl (1889) – Ibrido fra: P. veris subsp. veris e P. vulgaris subsp. rubra;
– Primula ×austriaca Wettst. in A. Kerner (1866) – Ibrido fra: P. veris subsp. canescens e P. vulgaris subsp. vulgaris;
– Primula ×bosniaca G. Beck ex Fiala (1893) – Ibrido fra: P. veris subsp. suaveolens e P. vulgaris subsp. vulgaris;
– Primula ×digenea A. Kerner (1875) – Ibrido fra: P. elatior subsp. elatior e P. vulgaris subsp. vulgaris;
– Primula ×polyantha Miller (1768) – Ibrido fra: P. veris subsp. veris e P. vulgaris subsp. vulgaris;
– Primula ×ternovania A. Kerner (1869) – Ibrido fra: P. vulgaris subsp. vulgaris e P. veris subsp. columnae.

Etimologia –
Il termine Primula è il diminutivo di prímus primo, per la precoce fioritura, essendo fra le prime specie a fiorire.
L’epiteto specifico vulgaris viene da vúlgus volgo: molto comune, ordinario per la grande diffusione, banale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La primula comune è una pianta presente in quasi tutte le zone temperate dell’Eurasia; è presente in parte anche in Africa settentrionale.
In Italia è una specie alquanto comune tranne che in Sardegna.
Il suo Habitat è quello dei luoghi erbosi/boschivi come i boschi di latifoglie (faggete, quercete e carpineti) e prati magri ma sempre in zone a mezz’ombra o anche lungo i ruscelli e cresce preferibilmente su substrato sia calcareo che siliceo, con pH neutro e medi valori nutrizionali del terreno mediamente umido.
Cresce dal livello del mare fino a 1200 m s.l.m.; essendo inoltre una pianta molto rustica sopporta abbastanza bene le gelate, quindi può spingersi a quote più elevate fino a 2000 m s.l.m. (rilevamento sul Gran Sasso), mentre nel Meridione d’Italia è più facile trovarla sui rilievi.

Descrizione –
La primula comune è una pianta perenne, pelosa, con dimensioni di 8-15 cm di altezza.
Il fusto è praticamente nullo.
Le foglie sono tutte raccolte in una rosetta basale, oblungo spatolate, progressivamente ristrette alla base, arrotondata all’apice, con lamina rugosa, margini irregolari.
I fiori sono senza scapo comune, portati da peduncoli di 4-7 cm, inseriti direttamente sulla rosetta, con calice a tubo, corolla giallina o quasi bianca con macchia gialla o aranciata più scura alla base.
La pianta fiorisce, tra le prime, agli inizi della primavera.
I frutti sono capsule ovate di circa 7-10 mm, deiscenti longitudinalmente per 5 denti, contenenti numerosi semi, irregolari nella forma e dimensioni con margine seghettato, caruncolati, di 1,5-2 x 1-1,5 mm, cob superficie verrucosa, viscida, lucida, brunastra.

Coltivazione –
La primula viene in genere ottenuta da semina, e richiede ambienti freschi e ventilati; comunque le condizioni possono anche variare, in funzione della cultivar e del periodo di sviluppo. Ha bisogno di elevata intensità luminosa per favorisce una fioritura più precoce e un maggior numero di foglie e boccioli fiorali.
Cresce bene, inoltre, di substrati con buon drenaggio, efficace potere tampone e capacità di scambio, affinché non si verifichino improvvisi eccessi o carenze nutrizionali.
Il pH deve oscillare tra 5,5 e 6,0.
Non richiede particolari sistemi di irrigazione e si avvantaggia delle concimazioni azotate da apportare, preferibilmente, con fertilizzanti organici alla fine dell’inverno.

Usi e Tradizioni –
La primula comune viene chiamata anche coi nomi primavera e occhio di civetta.
Questa pianta contiene vari oli essenziali insieme a flavonoidi, carotenoidi e saponina. Le radici contengono zuccheri.
Per il suo contenuto in vari principi attivi possiede alcune proprietà curative: antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), calmanti (agisce sul sistema nervoso diminuendo l’irritabilità e favorendo il sonno), diuretiche (facilita il rilascio dell’urina), lassative (ha proprietà purgative), pettorali e sudorifere (agevola la traspirazione e favorisce la sudorazione). Nel passato veniva usata più largamente contro l’emicrania e i reumatismi. Ma un uso indiscriminato può causare irritazioni cutanee.
Le parti usate di questa pianta, per vari fini, sono: fiori, foglie e rizoma.
Oltre che per scopi terapeutici la primula trova molto interesse nel giardinaggio. Infatti le Primule accomunano due proprietà molto importanti: sono rustiche di facile impianto e molto decorative. I fioristi quindi si sono cimentati a creare un numero grandissimo di cultivar (soprattutto dalla subsp. sibthorpii o ibridi tra le varie sottospecie) variando la colorazione dei petali, la grandezza del fiore, la bellezza delle foglie, ma anche il numero dei petali o il suo disegno (fimbriato, arricciato, ondulato, frastagliato, ecc.).
Inoltre, la primula comune, trova impiego anche in cucina.
In Inghilterra la “Primula”, è il simbolo politico del Partito Conservatore (”Primrose league”) voluto nel 1884 da lord Randolph Churchill.

Modalità di Preparazione –
Della primula comune si utilizzano le giovani e tenere foglie da impiegare, insieme ad altre erbe, crude nelle insalate, o bollite in zuppe, risotti, frittate. I fiori vengono usati come decorazione commestibile nelle insalate e altri piatti.
In alcune zone con i fiori si usa fare della marmellata, mentre il rizoma può servire per aromatizzare la birra.
Le foglie e i fiori trattate come il tè e possono essere usate per bevande.
Si consiglia di raccoglierla nel periodo tra Febbraio e Maggio.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Primula vulgaris

The common primrose (Primula vulgaris, Huds., 1762) is a herbaceous species belonging to the family of Primulaceae.

Systematic –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Dilleniidae Subclass, Primulales Order, Primulaceae Family and therefore to the Primula Genus and to the P. vulgaris Species.
Here are some of the synonyms of greatest use:
– Primula acaulis (L.) Hill. (1754);
– Primula acaulis (L.) Hill. subsp. rubra (Sm.) O. Schwarz (1949) (synonym = Primula vulgaris subsp. rubra);
– Primula acaulis (L.) Hill. subsp. vulgaris (Hudson) O. Schwarz (1949) (synonym = Primula vulgaris subsp. vulgaris);
– Primula acaulis (L.) Hill. var. rubra Sm. in Sibth. & Sm. (1816) (synonym = Primula vulgaris subsp. Rubra);
– Primula bicolor Rafin. (1810);
– Primula breviscapa Clairv. (1811);
– Primula calycina Mausksch in Kit., Not Duby ex Gaudin;
– Primula grandiflora Lam. (1779);
– Primula hybrida Schrank (1789);
– Primula komarovii Lozinsk (1933) (synonym = Primula vulgaris subsp. Rubra);
– Primula sibthorpii Hoffmanns. & Link (1824) (synonym = Primula vulgaris subsp. Rubra);
– Primula silvestris Scop. (1771);
– Primula uniflora C.C. Gmelin (1805);
– Primula variableis Bast. (1812);
– Primula veris var. acaulis L. (1753) basionimo;
– Primula vernalis Salisb. (1796).
Numerous subspecies are part of this plant, which manifests a high variability, of which some are mentioned. The list is not exhaustive and due to the synonymy it is still subject to systematic review.
– Primula vulgaris Huds. subsp. abchasica Soò;
– Primula vulgaris Huds. subsp. Balearic (Willk.) Sm. & Forrest. (1928): it is endemic to the Balearic islands; with white flowers;
– Primula vulgaris Huds. subsp. calycantha (Cesati) Arcangeli (1882);
– Primula vulgaris Huds. subsp. komarovii Soò;
– Primula vulgaris Huds. subsp. rubra (Sm.) Archangels (1882);
– Primula vulgaris Huds. subsp. sibthorpii (Hoffmanns.) Sm. & Forrest. (1928) (synonym = Primula sibthorpii Hoffmanns.): It is found in the Balkans and especially in Asia; the flowers are pink or red;
– Primula vulgaris Huds. subsp. vulgaris: it is the most common species.
– Primula vulgaris Huds. subsp. woronowii Soò;
– Primula vulgaris Huds. var. caulescens Koch.
In addition, the following list indicates some interspecific hybrids:
– Primula × anglica Pax in Engler & Prantl (1889) – Hybrid between: P. veris subsp. veris and P. vulgaris subsp. rubra;
– Primula × austriaca Wettst. in A. Kerner (1866) – Hybrid between: P. veris subsp. canescens and P. vulgaris subsp. vulgaris;
– Primula × bosniaca G. Beck ex Fiala (1893) – Hybrid between: P. veris subsp. suaveolens and P. vulgaris subsp. vulgaris;
– Primula × digenea A. Kerner (1875) – Hybrid between: P. elatior subsp. elatior and P. vulgaris subsp. vulgaris;
– Primula × polyantha Miller (1768) – Hybrid between: P. veris subsp. veris and P. vulgaris subsp. vulgaris;
– Primula × ternovania A. Kerner (1869) – Hybrid between: P. vulgaris subsp. vulgaris and P. veris subsp. columnae.

Etymology –
The term Primula is the diminutive of primus prime, due to its early flowering, being among the first species to bloom.
The specific epithet vulgaris comes from vúlgus volgo: very common, ordinary due to its large diffusion, banal.

Geographical Distribution and Habitat –
The common primrose is a plant found in almost all temperate areas of Eurasia; it is also partially present in northern Africa.
In Italy it is a rather common species except in Sardinia.
Its habitat is that of grassy / wooded places such as broad-leaved woods (beech, oak and carpinetes) and lean meadows but always in areas with partial shade or even along the streams and preferably grows on both limestone and siliceous substrate, with pH neutral and medium nutritional values ​​of the medium moist soil.
It grows from sea level up to 1200 m a.s.l .; as it is also a very rustic plant, it tolerates frosts quite well, therefore it can go up to higher altitudes up to 2000 m a.s.l. (survey on the Gran Sasso), while in the South of Italy it is easier to find it on the reliefs.

Description –
The common primrose is a perennial, hairy plant, with dimensions of 8-15 cm in height.
The stem is practically zero.
The leaves are all collected in a basal rosette, oblong spatulate, progressively narrowed at the base, rounded at the apex, with a wrinkled lamina, irregular margins.
The flowers are without a common skin, carried by 4-7 cm peduncles, inserted directly on the rosette, with a tube calyx, yellowish or almost white corolla with a darker yellow or orange spot at the base.
The plant blooms, among the first, in early spring.
The fruits are ovate capsules of about 7-10 mm, longitudinally dehiscent for 5 teeth, containing numerous seeds, irregular in shape and size with serrated edge, carunculated, of 1.5-2 x 1-1.5 mm, cob warty surface , slimy, shiny, brownish.

Cultivation –
Primrose is generally obtained by sowing, and requires fresh and ventilated environments; however the conditions may also vary, depending on the cultivar and the development period. It needs high luminous intensity to favor earlier flowering and a greater number of leaves and flower buds.
It also grows well on substrates with good drainage, effective buffer power and exchange capacity, so that sudden excesses or nutritional deficiencies do not occur.
The pH must fluctuate between 5.5 and 6.0.
It does not require particular irrigation systems and takes advantage of nitrogen fertilizers to be made, preferably, with organic fertilizers at the end of winter.

Uses and Traditions –
The common primrose is also called by the names spring and owl eye.
This plant contains various essential oils together with flavonoids, carotenoids and saponin. The roots contain sugars.
Due to its content in various active ingredients, it has some healing properties: antispasmodic (reduces muscle spasms, and also relaxes the nervous system), calming (acts on the nervous system by decreasing irritability and promoting sleep), diuretics (facilitates the release of the ‘urine), laxatives (has purgative properties), pectoral and sweat (facilitates perspiration and promotes sweating). In the past it was used more widely against migraine and rheumatism. But indiscriminate use can cause skin irritation.
The used parts of this plant, for various purposes, are: flowers, leaves and rhizome.
As well as for therapeutic purposes, the primrose finds a lot of interest in gardening. In fact, Primroses share two very important properties: they are rustic, easy to plant and very decorative. The florists then ventured to create a very large number of cultivars (especially from subsp. Sibthorpii or hybrids among the various subspecies) by varying the coloration of the petals, the size of the flower, the beauty of the leaves, but also the number of petals or the its design (fimbriato, curled, wavy, jagged, etc.).
In addition, the common primrose is also used in the kitchen.
In England the “Primula” is the political symbol of the Conservative Party (“Primrose league”) wanted in 1884 by Lord Randolph Churchill.

Preparation method –
Of the common primrose, young and tender leaves are used to be used, together with other herbs, raw in salads, or boiled in soups, risotto, omelettes. Flowers are used as an edible decoration in salads and other dishes.
In some areas with flowers, jam is used, while the rhizome can be used to flavor beer.
The leaves and flowers treated like tea and can be used for drinks.
It is recommended to collect it in the period between February and May.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.





[:es]

Primula vulgaris

La primavera (Primula vulgaris, Huds., 1762) es una especie herbácea que pertenece a la familia de las Primulaceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Subclase Dilleniidae, Orden Primulales, Familia Primulaceae y, por lo tanto, al Género Primula y a la Especie P. vulgaris.
Estos son algunos de los sinónimos de mayor uso:
– Primula acaulis (L.) Hill. (1754);
– Primula acaulis (L.) Hill. subsp. rubra (Sm.) O. Schwarz (1949) (sinónimo = Primula vulgaris subsp. rubra);
– Primula acaulis (L.) Hill. subsp. vulgaris (Hudson) O. Schwarz (1949) (sinónimo = Primula vulgaris subsp. vulgaris);
– Primula acaulis (L.) Hill. var. Rubra Sm. en Sibth & Sm. (1816) (sinónimo = Primula vulgaris subsp. Rubra);
– Primula bicolor Rafin. (1810);
– Primula breviscapa Clairv. (1811);
– Primula calycina Mausksch en Kit., No Duby ex Gaudin;
– Primula grandiflora Lam. (1779);
– Primula hybrida Schrank (1789);
– Primula komarovii Lozinsk (1933) (sinónimo = Primula vulgaris subsp. Rubra);
– Primula sibthorpii Hoffmanns. & Link (1824) (sinónimo = Primula vulgaris subsp. Rubra);
– Primula silvestris Scop. (1771);
– Primula uniflora C.C. Gmelin (1805);
– Primula variableis Bast. (1812);
– Primula veris var. acaulis L. (1753) basionimo;
– Primula vernalis Salisb. (1796).
Numerosas subespecies son parte de esta planta, lo que manifiesta una gran variabilidad, de las cuales se mencionan algunas. La lista no es exhaustiva y, debido a la sinonimia, aún está sujeta a una revisión sistemática.
– Primula vulgaris Huds. subsp. abchasica Soò;
– Primula vulgaris Huds. subsp. Balear (Willk.) Sm. & Para descanso. (1928): es endémica de las islas Baleares; con flores blancas;
– Primula vulgaris Huds. subsp. calycantha (Cesati) Arcangeli (1882);
– Primula vulgaris Huds. subsp. komarovii Soò;
– Primula vulgaris Huds. subsp. rubra (Sm.) Arcángeles (1882);
– Primula vulgaris Huds. subsp. sibthorpii (Hoffmanns.) Sm. & Para descanso. (1928) (sinónimo = Primula sibthorpii Hoffmanns.): Se encuentra en los Balcanes y especialmente en Asia; las flores son rosadas o rojas;
– Primula vulgaris Huds. subsp. vulgaris: es la especie más común.
– Primula vulgaris Huds. subsp. woronowii Soò;
– Primula vulgaris Huds. var. caulescens Koch.
Además, la siguiente lista indica algunos híbridos interespecíficos:
– Primula × anglica Pax en Engler y Prantl (1889) – Híbrido entre: P. veris subsp. veris y P. vulgaris subsp. rubra
– Primula × austriaca Wettst. en A. Kerner (1866) – Híbrido entre: P. veris subsp. canescens y P. vulgaris subsp. vulgaris
– Primula × bosniaca G. Beck ex Fiala (1893) – Híbrido entre: P. veris subsp. suaveolens y P. vulgaris subsp. vulgaris
– Primula × digenea A. Kerner (1875) – Híbrido entre: P. elatior subsp. elatior y P. vulgaris subsp. vulgaris
– Primula × polyantha Miller (1768) – Híbrido entre: P. veris subsp. veris y P. vulgaris subsp. vulgaris
– Primula × ternovania A. Kerner (1869) – Híbrido entre: P. vulgaris subsp. vulgaris y P. veris subsp. columnae.

Etimología –
El término Primula es el diminutivo de primus prime, debido a su floración temprana, siendo una de las primeras especies en florecer.
El epíteto vulgar específico proviene del vúlgus volgo: muy común, ordinario debido a su gran difusión, banal.

Distribución geográfica y hábitat –
La primavera es una planta que se encuentra en casi todas las áreas templadas de Eurasia; También está parcialmente presente en el norte de África.
En Italia es una especie bastante común, excepto en Cerdeña.
Su hábitat es el de los pastizales / arbolados, como los bosques de hoja ancha (haya, roble y carpinetes) y los prados delgados, pero siempre en áreas con sombra parcial o incluso a lo largo de los arroyos y preferiblemente crece tanto en sustrato de piedra caliza como silíceo, con pH valores nutricionales neutros y medios del suelo medio húmedo.
Crece desde el nivel del mar hasta 1200 m.s.n.m. Como también es una planta muy rústica, tolera las heladas bastante bien, por lo tanto, puede llegar a altitudes más altas de hasta 2000 m.s.n.m. (encuesta sobre el Gran Sasso), mientras que en el sur de Italia es más fácil encontrarlo en los relieves.

Descripción –
La primavera es una planta perenne, peluda, con dimensiones de 8-15 cm de altura.
El tallo es prácticamente cero.
Todas las hojas se recogen en una roseta basal, espátula oblonga, progresivamente estrecha en la base, redondeada en el ápice, con una lámina arrugada, márgenes irregulares.
Las flores no tienen una piel común, llevadas por pedúnculos de 4-7 cm, insertadas directamente en la roseta, con un tubo de cáliz, corola amarillenta o casi blanca con una mancha amarilla o naranja más oscura en la base.
La planta florece, entre las primeras, a principios de primavera.
Los frutos son cápsulas ovadas de aproximadamente 7-10 mm, longitudinalmente dehiscentes para 5 dientes, que contienen numerosas semillas, de forma y tamaño irregulares con borde dentado, carunculados, de 1.5-2 x 1-1.5 mm, superficie de verruga de la mazorca , viscoso, brillante, parduzco.

Cultivo –
La prímavera generalmente se obtiene sembrando y requiere ambientes frescos y ventilados; sin embargo, las condiciones también pueden variar, dependiendo del cultivar y el período de desarrollo. Necesita una alta intensidad luminosa para favorecer la floración temprana y una mayor cantidad de hojas y capullos.
También crece bien en sustratos con buen drenaje, poder de amortiguación efectivo y capacidad de intercambio, de modo que no se producen excesos repentinos o deficiencias nutricionales.
El pH debe fluctuar entre 5.5 y 6.0.
No requiere sistemas de riego particulares y aprovecha los fertilizantes nitrogenados que se harán, preferiblemente, con fertilizantes orgánicos al final del invierno.

Usos y Tradiciones –
La primavera también se llama por los nombres primavera y ojo de búho.
Esta planta contiene varios aceites esenciales junto con flavonoides, carotenoides y saponina. Las raíces contienen azúcares.
Debido a su contenido en varios ingredientes activos, tiene algunas propiedades curativas: antiespasmódico (reduce los espasmos musculares y también relaja el sistema nervioso), calma (actúa sobre el sistema nervioso al disminuir la irritabilidad y promueve el sueño), diuréticos (facilita la liberación de ‘orina), laxantes (tiene propiedades purgantes), pectoral y sudor (facilita la transpiración y promueve la sudoración). En el pasado se usaba más ampliamente contra la migraña y el reumatismo. Pero el uso indiscriminado puede causar irritación de la piel.
Las partes utilizadas de esta planta, para diversos fines, son: flores, hojas y rizomas.
Además de con fines terapéuticos, la onagra tiene mucho interés en la jardinería. De hecho, las prímulas comparten dos propiedades muy importantes: son rústicas, fáciles de plantar y muy decorativas. Luego, los floristas se aventuraron a crear una gran cantidad de cultivares (especialmente de la subespecie Sibthorpii o híbridos entre las diferentes subespecies) variando la coloración de los pétalos, el tamaño de la flor, la belleza de las hojas, pero también la cantidad de pétalos o el su diseño (fimbriato, rizado, ondulado, irregular, etc.).
Además, la primavera común también se usa en la cocina.
En Inglaterra, la “Primula” es el símbolo político del Partido Conservador (“Primrose league”) que Lord Randolph Churchill quería en 1884.

Método de preparación –
De la onagra común, se usan hojas jóvenes y tiernas, junto con otras hierbas, crudas en ensaladas o hervidas en sopas, risotto, tortillas. Las flores se usan como decoración comestible en ensaladas y otros platos.
En algunas áreas con flores, se usa mermelada, mientras que el rizoma se puede usar para dar sabor a la cerveza.
Las hojas y las flores se tratan como té y se pueden usar para bebidas.
Se recomienda recogerlo en el período comprendido entre febrero y mayo.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.





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