Mirto

Mirto

Il mirto o mortella (Myrtus communis L., 1753) è una pianta aromatica tipica della macchia mediterranea di cui si utilizzano: foglie, fiori e bacche.

Origini e Storia –
Il mirto era una delle piante simboliche più importanti dell’antica Roma, e secondo Tito Livio l’Urbe era nata nel punto dove era spuntato l’arbusto.
Del mirto esistono due varietà, che sono quella rossa, più diffusa è famosa per le sue bacche e quella bianca, apprezzata invece per i germogli.
Il mirto è un elemento tipico della macchia mediterranea, era considerato una rappresentazione dell’amore per eccellenza, sia sacro che profano. Con una corona di mirto, simbolo dell’unione coniugale, chiamata “coniugalo” si adornava la sposa il giorno delle nozze.
Le donne che partecipavano alle feste in onore della Venere Mirtea se ne cingevano le braccia, il capo e le caviglie, ritenendolo un potente afrodisiaco in grado di sollecitare il desiderio e favorire gli incontri. Tra gli amanti c’era l’uso di cogliere rami di mirto al solstizio d’estate per stringere un patto di reciproca fedeltà.
In epoca romana il mirto era considerato il simbolo della gloria, della prosperità e dell’amore eterno. I suoi fiori erano spesso presenti durante i banchetti nuziali come segno bene augurante e propiziatorio.
Se il medico Discoride (I sec.) lo riteneva efficace contro molte malattie, i più ne evidenziavano le virtù aromatiche, considerandolo pregiato al pari delle essenze più preziose.
Poiché i poeti latini che avevano cantato l’amore erano stati incoronati con mirto, nel linguaggio poetico italiano il termine “mirto” divenne metafora di sentimento amoroso, come testimonia il Foscolo scrivendo “secco è il mirto” riferendosi ad un amore sopito.
Nell’antichità questo era anche un arbusto che identificava la supremazia, perché nel colonizzare i terreni scacciava ogni altra pianta. In riferimento alla sopra citata peculiarità, Plinio ricorda che in occasioni eccezionali il mirto sostituiva l’alloro nelle corone offerte ai comandanti vittoriosi.
L’impiego fitocosmetico della pianta risalirebbe invece al Medioevo, quando con “Acqua degli angeli” s’indicava il liquido distillato di fiori di mirto con cui venivano fatte abluzioni per conservare bellezza e amore.
Il profumo dell’arbusto risvegliava non solo l’eros ma anche la gola, e proprio in campo alimentare, prima dell’arrivo del pepe, le sue bacche erano molto diffuse come ingrediente di salse o per esaltare i sapori della carne, come ricorda lo stesso Apicio.
Con il mirto i Romani aromatizzato inoltre un insaccato che si chiamava “myrtatum”.
L’uso massiccio del mirto arrivò fino al Medioevo, poi le sue qualità vennero gradualmente dimenticate, per tornare ad essere considerate ai giorni nostri.
Oggi questo arbusto è reputato un eccellente antisettico, balsamico, disinfettante (oli essenziali), mentre le sue virtù aromatiche trovano esaltazione sulle carni cotte alla brace e nella preparazione del liquore.
A Brunella, in provincia di Nuoro, ogni anno, ad inizio agosto, si svolge la sagra del mirto.
Del mirto si colgono in estate le foglie ben sviluppate, e in autunno-inverno le bacche, quando sono perfettamente scure.

Descrizione –
Il mirto è una pianta con portamento di arbusto o cespuglio, alto tra 0.5-3 m, molto ramificato ma rimane fitto; in esemplari vetusti arriva a 4-5 m; è una latifoglia sempreverde, ha un accrescimento molto lento è longevo e può diventare plurisecolare.
Ha una corteccia, rossiccia nei rami giovani, che col tempo assume un colore grigiastro. Le foglie sono opposte, ovali-acute, coriacee, glabre e lucide, di colore verde-scuro superiormente, a margine intero, con molti punti traslucidi in corrispondenza delle glandole aromatiche.
I fiori sono solitari e ascellari, profumati, lungamente peduncolati, di colore bianco o roseo. Hanno simmetria raggiata, con calice gamosepalo persistente e corolla dialipetala. L’androceo è composto da numerosi stami ben evidenti per i lunghi filamenti. L’ovario è infero, suddiviso in 2-3 logge, terminante con uno stilo semplice, e un piccolo stimma. La fioritura, abbondante, avviene in tarda primavera, da maggio a giugno; un evento piuttosto frequente è la seconda fioritura che si può verificare in tarda estate, da agosto a settembre e, con autunni caldi anche in ottobre. Il fenomeno è dovuto principalmente a fattori genetici.
I frutti sono delle bacche, globoso-ovoidali di colore nero-azzurrastro, rosso-scuro o più raramente biancastre, con numerosi semi reniformi. Maturano da novembre a gennaio persistendo per un lungo periodo sulla pianta.

Principi attivi –
Il mirto (sia rami, foglie, fiori e bacche) contiene un olio essenziale chiamato mirtolo che al suo interno contiene antiossidanti e principi attivi quali mirtenolo, geraniolo, canfene, quercetina, pinene, cineolo, catechina, linalolo, tannini, zuccheri e resine.
Contiene inoltre acido citrico, acido malico e vitamina C.
100 grammi di bacche hanno un apporto calorico pari a 20 kcal.

Proprietà ed Usi –
Il mirto è una pianta di cui si utilizza tutto: foglie, fiori e bacche. Dai fiori si ricava un’essenza che viene utilizzata in campo cosmetico.
Per il suo contenuto in olio essenziale (mirtolo, contenente mirtenolo e geraniolo e altri principi attivi minori), tannini e resine, è un’interessante pianta dalle proprietà aromatiche e officinali. Al mirto sono attribuite proprietà balsamiche, antinfiammatorie, astringenti, leggermente antisettiche, pertanto trova impiego in campo erboristico e farmaceutico per la cura di affezioni a carico dell’apparato digerente e del sistema respiratorio. Dalla distillazione delle foglie e dei fiori si ottiene una lozione tonica per uso eudermico. La resa in olio essenziale della distillazione del mirto è alquanto bassa.
Le foglie, una volta essiccate, vengono utilizzate per insaporire piatti a base di carne e di pesce ma anche per la preparazione di infusi.
Il mirto possiede, come detto, particolari proprietà che trovano impiego in campo terapeutico; i suoi principali utilizzi in tal senso sono:
– Per le vie respiratorie – assunto sotto forma di decotto preparato con le sue foglie ed addolcito con miele, è un valido rimedio contro le infiammazioni delle vie respiratorie. L’olio essenziale è molto usato nell’aromaterapia per alleviare i sintomi di problemi come l’asma e la bronchite.
– Astringente – l’ infuso, sempre utilizzando le sue foglie, possiede ottime proprietà astringenti per l’ intestino ed antiemorragiche.
– Sistema Immunitario – sono le foglie e l’olio essenziale ad avere proprietà terapeutiche. Le sostanze contenute nelle foglie fanno bene al sistema immunitario. Assunto durante la stagione invernale ci aiuta a difenderci dai malanni di stagione.
– Antitumorale – questa pianta è molto apprezzata per i suoi alti livelli di antiossidanti, tra i quali spiccano la quercetina, i tannini, la miricetina e la catechina. Questi antiossidanti sono stati ampiamente studiati e le loro proprietà anti cancerogene e anti mutagene sono state dimostrate. In particolare, pare che il mirto apporti benefici in caso di cancro alla prostata ed al seno. La ricerca sulle sue proprietà antitumorali è ancora in corso per scoprire altre potenziali applicazioni di questa pianta.
– Digestivo – il liquore, prodotto tipico della Sardegna, preparato con la macerazione delle bacche in alcool, è ritenuto un buon liquore con proprietà digestive.
– Benefici alla Pelle – grazie alle sue proprietà toniche ed antisettiche, il mirto viene utilizzato in cosmesi per la preparazione di creme e detergenti per parti intime nonché per il trattamento di pelli sensibili. L’olio essenziale, in concentrazioni molto limitate ed insieme ad un altro olio vettore, è molto efficace contro l’acne ed altre imperfezioni della pelle.
– Regola la Tiroide – È stata condotta una ricerca sugli effetti che l’olio essenziale ha sul sistema endocrino. È stato dimostrato che il suo olio essenziale può influire positivamente sul rilascio di ormoni, compresi quelli relativi al sistema riproduttivo femminile.
– Benefici ai Reni – questa pianta stimola la minzione, eliminando tossine, sali, liquidi e grassi in eccesso. Contribuisce così a regolare la funzione dei reni.
– Per la Mente – le foglie e le bacche di questa pianta, grazie ai flavonoli, aiutano a mantenere la mente lucida. Impediscono inoltre il degrado dei processi neurali che possono portare all’Alzheimer ed alla demenza.
– Colesterolo – la miricetina contenuta nelle bacche mantiene i livelli di colesterolo nel sangue in equilibrio. Evita così l’intasamento dei vasi sanguigni e delle arterie. Previene quindi l’aterosclerosi e proteggendo il sistema cardiovascolare da malattie coronariche ed ictus.
– Controllo del Diabete – premettiamo che gli studi in questo settore sono ancora in corso. I primi rapporti però indicano che i flavonoli contenuti in questa pianta potrebbero aiutare a regolare i livelli di zucchero nel sangue.
Tra le altre proprietà si ricorda che, nella tradizione popolare, si ritiene che le sue proprietà esplicano i loro benefici nei casi di cistite, nei problemi di digestione, nelle gengiviti e nelle emorroidi. Per tradizione il mirto viene utilizzato per contrastare la diarrea, l’ulcera peptica e i problemi di infiammazione polmonare.
Il mirto è, inoltre, una pianta mellifera e si può ottenere un buon miele monflorale, ma si produce solo in Sardegna e Corsica dove è molto diffusa questa pianta.
Quando un incendio distrugge le piante di mirto queste, subito dopo, producono germogli dalle radici che formeranno nuovi fusti.
Il legno di mirto viene anche utilizzato per fabbricare piccoli oggetti.
Per quanto riguarda le possibili controindicazioni, non sono indicate particolari controindicazioni nell’assunzione del mirto. L’unico effetto collaterale potrebbe essere rappresentato da allergie cutanee.
È sconsigliato alle donne in gravidanza ed ai bambini fino ai 2 anni di età.
Come per la maggior parte degli oli essenziali, quello derivato da questa pianta deve essere utilizzato in piccolissime dosi. Prima di utilizzarlo è sempre meglio consultare un medico o un esperto del settore, anche per evitare gravi effetti collaterali dovuti ad un uso eccessivo.

Preparazioni –
Il mirto, oltre a poter essere consumato appena colto, viene impiegato per la preparazione del liquore.
La raccolta delle bacche avviene da novembre fino a gennaio, i fiori invece sbocciano in piena estate, generalmente nel periodo compreso tra luglio ed agosto.
Nel mirto il prodotto più importante, dal punto di vista quantitativo, è rappresentato dalle bacche, utilizzate per la preparazione, appunto, del liquore di mirto propriamente detto, ottenuto per infusione alcolica delle bacche attraverso macerazione o corrente di vapore. Un liquore di minore diffusione è il Mirto Bianco, ottenuto per infusione idroalcolica dei giovani germogli, erroneamente confuso con una variante del liquore di mirto propriamente detto ottenuto per infusione delle bacche di varietà a frutto non pigmentato.
Nella tradizione gastronomica sarda il mirto è un importante condimento per aromatizzare alcune carni: i rametti sono tradizionalmente usati per aromatizzare il maialetto arrosto, il pollame arrosto o bollito, il manzo e soprattutto sa taccula o grivia, un semplice ma ricercato piatto a base di uccellagione bollita (tordi, merli, storni). L’uso del mirto come aroma per le carni non è comunque una prerogativa esclusiva dei sardi ma è presente anche in altre cucine regionali ed in quella spagnola. Assai più raro ma non meno gustoso è l’utilizzo del mirto come condimento per un risotto.
Come detto,, il liquore al mirto è un prodotto tipico della Sardegna, qui di seguito una ricetta originale del luogo:
Ingredienti per la preparazione di circa 3 litri di liquore di mirto:
– 1 bottiglia da 1 litro piena di bacche mature di mirto;
– 1 bottiglia di Alcool a 90°;
– 800 gr. di zucchero;
– 2 litri d’acqua.
Preparazione: versare l’alcool all’interno della bottiglia piena di bacche di mirto fino a riempirla. Chiudere la bottiglia e lasciare in infusione per almeno 20 giorni in ambiente buio. Durante questi 20 giorni, man mano che le bacche assorbono l’alcool è necessario aggiungere altro alcool per riempire la bottiglia. Scuotere di tanto in tanto.
Trascorsi 20 giorni, scolare le bacche e conservare l’alcool di infusione rimasto. Mettere a bollire l’acqua con lo zucchero per pochi minuti. Al termine aggiungere le bacche che dovranno bollire per un minuto insieme all’acqua zuccherata. In questa fase è consigliabile schiacciare un po’ le bacche per fare uscire il liquido residuo.
Lasciare raffreddare il composto dopodiché scolare ed aggiungere mezzo litro di alcool puro più quello ottenuto dall’infusione iniziale del mirto. Infine filtrare il tutto con un panno in tessuto oppure con appositi filtri di carta ed imbottigliare.
Il liquore viene generalmente servito a temperature molto fredde.
Inoltre, dai fiori di questa pianta si ricava, attraverso la distillazione, un’essenza usata in cosmesi e profumeria chiamata Acqua degli Angeli. Questa ha proprietà tonificanti ed astringenti per la pelle. L’olio essenziale invece è usato per la preparazione di saponi e cosmetici.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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