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Mirto

Il mirto o mortella (Myrtus communis L., 1753) è una pianta aromatica tipica della macchia mediterranea di cui si utilizzano: foglie, fiori e bacche.

Origini e Storia –
Il mirto era una delle piante simboliche più importanti dell’antica Roma, e secondo Tito Livio l’Urbe era nata nel punto dove era spuntato l’arbusto.
Del mirto esistono due varietà, che sono quella rossa, più diffusa è famosa per le sue bacche e quella bianca, apprezzata invece per i germogli.
Il mirto è un elemento tipico della macchia mediterranea, era considerato una rappresentazione dell’amore per eccellenza, sia sacro che profano. Con una corona di mirto, simbolo dell’unione coniugale, chiamata “coniugalo” si adornava la sposa il giorno delle nozze.
Le donne che partecipavano alle feste in onore della Venere Mirtea se ne cingevano le braccia, il capo e le caviglie, ritenendolo un potente afrodisiaco in grado di sollecitare il desiderio e favorire gli incontri. Tra gli amanti c’era l’uso di cogliere rami di mirto al solstizio d’estate per stringere un patto di reciproca fedeltà.
In epoca romana il mirto era considerato il simbolo della gloria, della prosperità e dell’amore eterno. I suoi fiori erano spesso presenti durante i banchetti nuziali come segno bene augurante e propiziatorio.
Se il medico Discoride (I sec.) lo riteneva efficace contro molte malattie, i più ne evidenziavano le virtù aromatiche, considerandolo pregiato al pari delle essenze più preziose.
Poiché i poeti latini che avevano cantato l’amore erano stati incoronati con mirto, nel linguaggio poetico italiano il termine “mirto” divenne metafora di sentimento amoroso, come testimonia il Foscolo scrivendo “secco è il mirto” riferendosi ad un amore sopito.
Nell’antichità questo era anche un arbusto che identificava la supremazia, perché nel colonizzare i terreni scacciava ogni altra pianta. In riferimento alla sopra citata peculiarità, Plinio ricorda che in occasioni eccezionali il mirto sostituiva l’alloro nelle corone offerte ai comandanti vittoriosi.
L’impiego fitocosmetico della pianta risalirebbe invece al Medioevo, quando con “Acqua degli angeli” s’indicava il liquido distillato di fiori di mirto con cui venivano fatte abluzioni per conservare bellezza e amore.
Il profumo dell’arbusto risvegliava non solo l’eros ma anche la gola, e proprio in campo alimentare, prima dell’arrivo del pepe, le sue bacche erano molto diffuse come ingrediente di salse o per esaltare i sapori della carne, come ricorda lo stesso Apicio.
Con il mirto i Romani aromatizzato inoltre un insaccato che si chiamava “myrtatum”.
L’uso massiccio del mirto arrivò fino al Medioevo, poi le sue qualità vennero gradualmente dimenticate, per tornare ad essere considerate ai giorni nostri.
Oggi questo arbusto è reputato un eccellente antisettico, balsamico, disinfettante (oli essenziali), mentre le sue virtù aromatiche trovano esaltazione sulle carni cotte alla brace e nella preparazione del liquore.
A Brunella, in provincia di Nuoro, ogni anno, ad inizio agosto, si svolge la sagra del mirto.
Del mirto si colgono in estate le foglie ben sviluppate, e in autunno-inverno le bacche, quando sono perfettamente scure.

Descrizione –
Il mirto è una pianta con portamento di arbusto o cespuglio, alto tra 0.5-3 m, molto ramificato ma rimane fitto; in esemplari vetusti arriva a 4-5 m; è una latifoglia sempreverde, ha un accrescimento molto lento è longevo e può diventare plurisecolare.
Ha una corteccia, rossiccia nei rami giovani, che col tempo assume un colore grigiastro. Le foglie sono opposte, ovali-acute, coriacee, glabre e lucide, di colore verde-scuro superiormente, a margine intero, con molti punti traslucidi in corrispondenza delle glandole aromatiche.
I fiori sono solitari e ascellari, profumati, lungamente peduncolati, di colore bianco o roseo. Hanno simmetria raggiata, con calice gamosepalo persistente e corolla dialipetala. L’androceo è composto da numerosi stami ben evidenti per i lunghi filamenti. L’ovario è infero, suddiviso in 2-3 logge, terminante con uno stilo semplice, e un piccolo stimma. La fioritura, abbondante, avviene in tarda primavera, da maggio a giugno; un evento piuttosto frequente è la seconda fioritura che si può verificare in tarda estate, da agosto a settembre e, con autunni caldi anche in ottobre. Il fenomeno è dovuto principalmente a fattori genetici.
I frutti sono delle bacche, globoso-ovoidali di colore nero-azzurrastro, rosso-scuro o più raramente biancastre, con numerosi semi reniformi. Maturano da novembre a gennaio persistendo per un lungo periodo sulla pianta.

Principi attivi –
Il mirto (sia rami, foglie, fiori e bacche) contiene un olio essenziale chiamato mirtolo che al suo interno contiene antiossidanti e principi attivi quali mirtenolo, geraniolo, canfene, quercetina, pinene, cineolo, catechina, linalolo, tannini, zuccheri e resine.
Contiene inoltre acido citrico, acido malico e vitamina C.
100 grammi di bacche hanno un apporto calorico pari a 20 kcal.

Proprietà ed Usi –
Il mirto è una pianta di cui si utilizza tutto: foglie, fiori e bacche. Dai fiori si ricava un’essenza che viene utilizzata in campo cosmetico.
Per il suo contenuto in olio essenziale (mirtolo, contenente mirtenolo e geraniolo e altri principi attivi minori), tannini e resine, è un’interessante pianta dalle proprietà aromatiche e officinali. Al mirto sono attribuite proprietà balsamiche, antinfiammatorie, astringenti, leggermente antisettiche, pertanto trova impiego in campo erboristico e farmaceutico per la cura di affezioni a carico dell’apparato digerente e del sistema respiratorio. Dalla distillazione delle foglie e dei fiori si ottiene una lozione tonica per uso eudermico. La resa in olio essenziale della distillazione del mirto è alquanto bassa.
Le foglie, una volta essiccate, vengono utilizzate per insaporire piatti a base di carne e di pesce ma anche per la preparazione di infusi.
Il mirto possiede, come detto, particolari proprietà che trovano impiego in campo terapeutico; i suoi principali utilizzi in tal senso sono:
– Per le vie respiratorie – assunto sotto forma di decotto preparato con le sue foglie ed addolcito con miele, è un valido rimedio contro le infiammazioni delle vie respiratorie. L’olio essenziale è molto usato nell’aromaterapia per alleviare i sintomi di problemi come l’asma e la bronchite.
– Astringente – l’ infuso, sempre utilizzando le sue foglie, possiede ottime proprietà astringenti per l’ intestino ed antiemorragiche.
– Sistema Immunitario – sono le foglie e l’olio essenziale ad avere proprietà terapeutiche. Le sostanze contenute nelle foglie fanno bene al sistema immunitario. Assunto durante la stagione invernale ci aiuta a difenderci dai malanni di stagione.
– Antitumorale – questa pianta è molto apprezzata per i suoi alti livelli di antiossidanti, tra i quali spiccano la quercetina, i tannini, la miricetina e la catechina. Questi antiossidanti sono stati ampiamente studiati e le loro proprietà anti cancerogene e anti mutagene sono state dimostrate. In particolare, pare che il mirto apporti benefici in caso di cancro alla prostata ed al seno. La ricerca sulle sue proprietà antitumorali è ancora in corso per scoprire altre potenziali applicazioni di questa pianta.
– Digestivo – il liquore, prodotto tipico della Sardegna, preparato con la macerazione delle bacche in alcool, è ritenuto un buon liquore con proprietà digestive.
– Benefici alla Pelle – grazie alle sue proprietà toniche ed antisettiche, il mirto viene utilizzato in cosmesi per la preparazione di creme e detergenti per parti intime nonché per il trattamento di pelli sensibili. L’olio essenziale, in concentrazioni molto limitate ed insieme ad un altro olio vettore, è molto efficace contro l’acne ed altre imperfezioni della pelle.
– Regola la Tiroide – È stata condotta una ricerca sugli effetti che l’olio essenziale ha sul sistema endocrino. È stato dimostrato che il suo olio essenziale può influire positivamente sul rilascio di ormoni, compresi quelli relativi al sistema riproduttivo femminile.
– Benefici ai Reni – questa pianta stimola la minzione, eliminando tossine, sali, liquidi e grassi in eccesso. Contribuisce così a regolare la funzione dei reni.
– Per la Mente – le foglie e le bacche di questa pianta, grazie ai flavonoli, aiutano a mantenere la mente lucida. Impediscono inoltre il degrado dei processi neurali che possono portare all’Alzheimer ed alla demenza.
– Colesterolo – la miricetina contenuta nelle bacche mantiene i livelli di colesterolo nel sangue in equilibrio. Evita così l’intasamento dei vasi sanguigni e delle arterie. Previene quindi l’aterosclerosi e proteggendo il sistema cardiovascolare da malattie coronariche ed ictus.
– Controllo del Diabete – premettiamo che gli studi in questo settore sono ancora in corso. I primi rapporti però indicano che i flavonoli contenuti in questa pianta potrebbero aiutare a regolare i livelli di zucchero nel sangue.
Tra le altre proprietà si ricorda che, nella tradizione popolare, si ritiene che le sue proprietà esplicano i loro benefici nei casi di cistite, nei problemi di digestione, nelle gengiviti e nelle emorroidi. Per tradizione il mirto viene utilizzato per contrastare la diarrea, l’ulcera peptica e i problemi di infiammazione polmonare.
Il mirto è, inoltre, una pianta mellifera e si può ottenere un buon miele monflorale, ma si produce solo in Sardegna e Corsica dove è molto diffusa questa pianta.
Quando un incendio distrugge le piante di mirto queste, subito dopo, producono germogli dalle radici che formeranno nuovi fusti.
Il legno di mirto viene anche utilizzato per fabbricare piccoli oggetti.
Per quanto riguarda le possibili controindicazioni, non sono indicate particolari controindicazioni nell’assunzione del mirto. L’unico effetto collaterale potrebbe essere rappresentato da allergie cutanee.
È sconsigliato alle donne in gravidanza ed ai bambini fino ai 2 anni di età.
Come per la maggior parte degli oli essenziali, quello derivato da questa pianta deve essere utilizzato in piccolissime dosi. Prima di utilizzarlo è sempre meglio consultare un medico o un esperto del settore, anche per evitare gravi effetti collaterali dovuti ad un uso eccessivo.

Preparazioni –
Il mirto, oltre a poter essere consumato appena colto, viene impiegato per la preparazione del liquore.
La raccolta delle bacche avviene da novembre fino a gennaio, i fiori invece sbocciano in piena estate, generalmente nel periodo compreso tra luglio ed agosto.
Nel mirto il prodotto più importante, dal punto di vista quantitativo, è rappresentato dalle bacche, utilizzate per la preparazione, appunto, del liquore di mirto propriamente detto, ottenuto per infusione alcolica delle bacche attraverso macerazione o corrente di vapore. Un liquore di minore diffusione è il Mirto Bianco, ottenuto per infusione idroalcolica dei giovani germogli, erroneamente confuso con una variante del liquore di mirto propriamente detto ottenuto per infusione delle bacche di varietà a frutto non pigmentato.
Nella tradizione gastronomica sarda il mirto è un importante condimento per aromatizzare alcune carni: i rametti sono tradizionalmente usati per aromatizzare il maialetto arrosto, il pollame arrosto o bollito, il manzo e soprattutto sa taccula o grivia, un semplice ma ricercato piatto a base di uccellagione bollita (tordi, merli, storni). L’uso del mirto come aroma per le carni non è comunque una prerogativa esclusiva dei sardi ma è presente anche in altre cucine regionali ed in quella spagnola. Assai più raro ma non meno gustoso è l’utilizzo del mirto come condimento per un risotto.
Come detto,, il liquore al mirto è un prodotto tipico della Sardegna, qui di seguito una ricetta originale del luogo:
Ingredienti per la preparazione di circa 3 litri di liquore di mirto:
– 1 bottiglia da 1 litro piena di bacche mature di mirto;
– 1 bottiglia di Alcool a 90°;
– 800 gr. di zucchero;
– 2 litri d’acqua.
Preparazione: versare l’alcool all’interno della bottiglia piena di bacche di mirto fino a riempirla. Chiudere la bottiglia e lasciare in infusione per almeno 20 giorni in ambiente buio. Durante questi 20 giorni, man mano che le bacche assorbono l’alcool è necessario aggiungere altro alcool per riempire la bottiglia. Scuotere di tanto in tanto.
Trascorsi 20 giorni, scolare le bacche e conservare l’alcool di infusione rimasto. Mettere a bollire l’acqua con lo zucchero per pochi minuti. Al termine aggiungere le bacche che dovranno bollire per un minuto insieme all’acqua zuccherata. In questa fase è consigliabile schiacciare un po’ le bacche per fare uscire il liquido residuo.
Lasciare raffreddare il composto dopodiché scolare ed aggiungere mezzo litro di alcool puro più quello ottenuto dall’infusione iniziale del mirto. Infine filtrare il tutto con un panno in tessuto oppure con appositi filtri di carta ed imbottigliare.
Il liquore viene generalmente servito a temperature molto fredde.
Inoltre, dai fiori di questa pianta si ricava, attraverso la distillazione, un’essenza usata in cosmesi e profumeria chiamata Acqua degli Angeli. Questa ha proprietà tonificanti ed astringenti per la pelle. L’olio essenziale invece è usato per la preparazione di saponi e cosmetici.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Myrtle

The myrtle (Myrtus communis L., 1753) is an aromatic plant typical of the Mediterranean scrub of which they are used: leaves, flowers and berries.

Origins and History –
Myrtle was one of the most important symbolic plants of ancient Rome, and according to Tito Livio, Rome was born at the point where the shrub had sprouted.
There are two varieties of the myrtle, which are the red one, the most common one is famous for its berries and the white one, appreciated instead for the sprouts.
Myrtle is a typical element of the Mediterranean scrub, it was considered a representation of love par excellence, both sacred and profane. With a crown of myrtle, symbol of the conjugal union, called “conjugal”, the bride adorned herself on her wedding day.
The women who attended the parties in honor of Venus Mirtea girdled their arms, head and ankles, considering it a powerful aphrodisiac capable of stimulating desire and encouraging encounters. Among the lovers there was the use of plucking myrtle branches at the summer solstice to make a pact of mutual loyalty.
In Roman times, myrtle was considered the symbol of glory, prosperity and eternal love. Its flowers were often present during wedding banquets as a sign of good luck and propitiatory.
If the doctor Discoride (1st century) believed it to be effective against many diseases, the majority highlighted its aromatic virtues, considering it as valuable as the most precious essences.
Since the Latin poets who had sung love had been crowned with myrtle, in the Italian poetic language the term “myrtle” became a metaphor for loving feeling, as Foscolo testifies by writing “dry is the myrtle” referring to a dormant love.
In ancient times this was also a shrub that identified supremacy, because in colonizing the land it drove out any other plant. With reference to the aforementioned peculiarity, Pliny recalls that on exceptional occasions the myrtle replaced the laurel in the wreaths offered to the victorious commanders.
The phytocosmetic use of the plant dates back to the Middle Ages, when “Acqua degli angeli” indicated the distilled liquid of myrtle flowers with which ablutions were made to preserve beauty and love.
The scent of the shrub awakened not only eros but also the throat, and just in the food field, before the arrival of pepper, its berries were very popular as an ingredient in sauces or to enhance the flavors of the meat, as recalled by Apicius himself.
With the Romans myrtle flavored also a sausage which was called “myrtatum”.
The massive use of myrtle went up to the Middle Ages, then its qualities were gradually forgotten, to return to being considered today.
Today this shrub is considered an excellent antiseptic, balsamic, disinfectant (essential oils), while its aromatic virtues are exalted on grilled meats and in the preparation of the liqueur.
In Brunella, in the province of Nuoro, the myrtle festival takes place every year in early August.
The well-developed leaves of the myrtle are caught in summer, and in autumn-winter the berries, when they are perfectly dark.

Description –
The myrtle is a plant with a shrub or bush habit, between 0.5-3 m tall, very branched but remains dense; in old specimens it reaches 4-5 m; it is an evergreen broadleaf, has a very slow growth and is long-lived and can become centuries-old.
It has a bark, reddish in the young branches, which over time assumes a grayish color. The leaves are opposite, oval-acute, leathery, hairless and shiny, of a dark green color on the upper part, with a full margin, with many translucent points in correspondence with the aromatic glands.
The flowers are solitary and axillary, fragrant, long pedunculated, white or pink in color. They have radius symmetry, with persistent gamosepal calyx and dialyset corolla. The androceum is composed of numerous stamens that are evident for the long filaments. The ovary is inferior, divided into 2-3 loggias, ending with a simple stylus, and a small stigma. The abundant flowering occurs in late spring, from May to June; a rather frequent event is the second flowering which can occur in late summer, from August to September and, with hot autumns also in October. The phenomenon is mainly due to genetic factors.
The fruits are globose-ovoid berries, black-bluish, dark red or more rarely whitish, with numerous reniform seeds. They mature from November to January persisting for a long period on the plant.

Active principles –
Myrtle (both branches, leaves, flowers and berries) contains an essential oil called blueberry which contains antioxidants and active ingredients such as blueberry, geraniol, camphene, quercetin, pinene, cineol, catechin, linalool, tannins, sugars and resins.
It also contains citric acid, malic acid and vitamin C.
100 grams of berries have a calorie intake of 20 kcal.

Properties and Uses –
Myrtle is a plant that uses everything: leaves, flowers and berries. From flowers an essence is obtained which is used in the cosmetic field.
Due to its content in essential oil (blueberry, containing blueberry and geraniol and other minor active ingredients), tannins and resins, it is an interesting plant with aromatic and medicinal properties. Balsamic, anti-inflammatory, astringent, slightly antiseptic properties are attributed to myrtle, therefore it is used in the herbal and pharmaceutical field for the treatment of diseases affecting the digestive system and the respiratory system. From the distillation of leaves and flowers, a tonic lotion for eudermic use is obtained. The essential oil yield of the distillation of myrtle is somewhat low.
Once dried, the leaves are used to flavor meat and fish dishes but also for the preparation of infusions.
As mentioned above, myrtle has particular properties that are used in the therapeutic field; its main uses in this sense are:
– For the respiratory tract – taken in the form of a decoction prepared with its leaves and sweetened with honey, it is a valid remedy for inflammation of the respiratory tract. Essential oil is widely used in aromatherapy to relieve the symptoms of problems such as asthma and bronchitis.
– Astringent – the infusion, always using its leaves, has excellent astringent properties for the intestine and anti-bleeding.
– Immune System – leaves and essential oil have therapeutic properties. The substances contained in the leaves are good for the immune system. Taken during the winter season it helps us to defend ourselves against seasonal ailments.
– Anticancer – this plant is highly appreciated for its high levels of antioxidants, among which quercetin, tannins, myricetin and catechin stand out. These antioxidants have been extensively studied and their anti carcinogenic and anti mutagenic properties have been proven. In particular, myrtle seems to bring benefits in case of prostate and breast cancer. Research on its anticancer properties is still ongoing to discover other potential applications of this plant.
– Digestive – the liqueur, typical product of Sardinia, prepared with the maceration of the berries in alcohol, is considered a good liqueur with digestive properties.
– Benefits to the skin – thanks to its tonic and antiseptic properties, myrtle is used in cosmetics for the preparation of creams and detergents for intimate parts as well as for the treatment of sensitive skin. Essential oil, in very limited concentrations and together with another carrier oil, is very effective against acne and other skin imperfections.
– Thyroid Regulation – Research has been conducted on the effects that essential oil has on the endocrine system. Its essential oil has been shown to positively affect the release of hormones, including those related to the female reproductive system.
– Kidney Benefits – this plant stimulates urination, eliminating toxins, salts, liquids and excess fats. It thus helps regulate the function of the kidneys.
– For the Mind – the leaves and berries of this plant, thanks to flavonols, help to keep the mind clear. They also prevent the degradation of neural processes that can lead to Alzheimer’s and dementia.
– Cholesterol – myricetin contained in berries keeps blood cholesterol levels in balance. This avoids the clogging of blood vessels and arteries. It therefore prevents atherosclerosis and protecting the cardiovascular system from coronary heart disease and stroke.
– Diabetes Control – we state that studies in this area are still ongoing. However, the first reports indicate that the flavonols contained in this plant could help regulate blood sugar levels.
Among other properties, it should be remembered that, in popular tradition, its properties are believed to have their benefits in cases of cystitis, digestive problems, gingivitis and hemorrhoids. Traditionally, myrtle is used to counteract diarrhea, peptic ulcers and lung inflammation problems.
Myrtle is also a honey plant and good monfloral honey can be obtained, but it is produced only in Sardinia and Corsica where this plant is widespread.
When a fire destroys the myrtle plants, they immediately produce shoots from the roots which will form new stems.
Myrtle wood is also used to make small objects.
As for possible contraindications, there are no particular contraindications for taking myrtle. The only side effect could be represented by skin allergies.
It is not recommended for pregnant women and children up to 2 years of age.
As with most essential oils, the one derived from this plant must be used in very small doses. Before using it, it is always better to consult a doctor or an expert in the sector, also to avoid serious side effects due to overuse.

Preparations –
The myrtle, in addition to being consumed as soon as it is picked, is used for the preparation of the liqueur.
The berries are harvested from November to January, while the flowers bloom in the height of summer, generally in the period between July and August.
In myrtle the most important product, from the quantitative point of view, is represented by the berries, used for the preparation, in fact, of the myrtle liqueur proper, obtained by alcoholic infusion of the berries through maceration or steam stream. A less common liqueur is the White Myrtle, obtained by hydroalcoholic infusion of the young shoots, mistakenly confused with a variant of the myrtle liqueur properly called obtained by infusion of the non-pigmented fruit varieties.
In the Sardinian gastronomic tradition, myrtle is an important seasoning for flavoring some meats: the sprigs are traditionally used to flavor roast suckling pig, roasted or boiled poultry, beef and above all sa taccula or grivia, a simple but refined dish based on birds boiled (thrushes, blackbirds, starlings). The use of myrtle as an aroma for meat is not, however, an exclusive prerogative of Sardinians but is also present in other regional and Spanish cuisines. Much rarer but no less tasty is the use of myrtle as a condiment for a risotto.
As mentioned, the myrtle liqueur is a typical product of Sardinia, below an original local recipe:
Ingredients for the preparation of about 3 liters of myrtle liqueur:
– 1 1-liter bottle full of ripe myrtle berries;
– 1 bottle of alcohol at 90 °;
– 800 gr. of sugar;
– 2 liters of water.
Preparation: pour the alcohol into the bottle full of myrtle berries until it is filled. Close the bottle and leave to infuse for at least 20 days in a dark place. During these 20 days, as the berries absorb the alcohol, it is necessary to add more alcohol to fill the bottle. Shake occasionally.
After 20 days, drain the berries and keep the remaining infusion alcohol. Boil the water with the sugar for a few minutes. At the end add the berries which will boil for a minute together with the sweetened water. At this stage it is advisable to crush the berries a little to release the residual liquid.
Allow the mixture to cool, then drain and add half a liter of pure alcohol plus that obtained from the initial infusion of the myrtle. Finally filter everything with a cloth or with special paper filters and bottle.
The liqueur is generally served at very cold temperatures.
In addition, from the flowers of this plant, through distillation, an essence used in cosmetics and perfumery called Acqua degli Angeli is obtained. This has toning and astringent properties for the skin. Essential oil, on the other hand, is used for the preparation of soaps and cosmetics.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





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Mirto

El mirto, arrayán o murta (Myrtus communis L., 1753) es una planta aromática típica del matorral mediterráneo del que se utilizan: hojas, flores y bayas.

Orígenes e historia –
Myrtle era una de las plantas simbólicas más importantes de la antigua Roma, y ​​según Tito Livio, Roma nació en el punto donde había brotado el arbusto.
Hay dos variedades de mirto, que son la roja, la más común es famosa por sus bayas y la blanca, más apreciada por los brotes.
El mirto es un elemento típico del matorral mediterráneo, se consideraba una representación del amor por excelencia, tanto sagrado como profano. Con una corona de mirto, símbolo de la unión conyugal, llamada “conyugal”, la novia se adornó el día de su boda.
Las mujeres que asistieron a las fiestas en honor a Venus Mirtea se ciñeron los brazos, la cabeza y los tobillos, considerándolo un poderoso afrodisíaco capaz de estimular el deseo y alentar los encuentros. Entre los amantes había el uso de arrancar ramas de mirto en el solsticio de verano para hacer un pacto de lealtad mutua.
En la época romana, mirto era considerado el símbolo de la gloria, la prosperidad y el amor eterno. Sus flores a menudo estaban presentes durante los banquetes de bodas como un signo de buena suerte y propiciatorio.
Si el médico Discoride (siglo I) creía que era eficaz contra muchas enfermedades, la mayoría resaltaba sus virtudes aromáticas, considerándolo tan valioso como las esencias más preciadas.
Dado que los poetas latinos que habían cantado amor habían sido coronados con mirto, en el lenguaje poético italiano el término “mirto” se convirtió en una metáfora del sentimiento amoroso, como testifica Foscolo al escribir “seco es el mirto” en referencia a un amor latente.
En la antigüedad, este también era un arbusto que identificaba la supremacía, porque al colonizar la tierra expulsaba cualquier otra planta. Con referencia a la peculiaridad antes mencionada, Plinio recuerda que en ocasiones excepcionales el mirto reemplazó el laurel en las coronas ofrecidas a los comandantes victoriosos.
El uso fitocosmético de la planta se remonta a la Edad Media, cuando “Acqua degli angeli” indicó el líquido destilado de las flores de mirto con las que se hicieron abluciones para preservar la belleza y el amor.
El aroma del arbusto despertó no solo el eros sino también la garganta, y justo en el campo de los alimentos, antes de la llegada de la pimienta, sus bayas eran muy populares como ingrediente en salsas o para mejorar los sabores de la carne, como lo recuerda Apicio mismo.
Con los romanos, el mirto también tenía sabor a una salchicha que se llamaba “myrtatum”.
El uso masivo de mirto se remonta a la Edad Media, luego sus cualidades fueron gradualmente olvidadas, para volver a ser consideradas hoy.
Hoy en día, este arbusto se considera un excelente antiséptico, balsámico, desinfectante (aceites esenciales), mientras que sus virtudes aromáticas se exaltan en las carnes a la parrilla y en la preparación del licor.
En Brunella, en la provincia de Nuoro, el festival del mirto tiene lugar todos los años a principios de agosto.
Las hojas bien desarrolladas del mirto se capturan en verano y en otoño-invierno las bayas, cuando están perfectamente oscuras.

Descripción –
El mirto es una planta con hábito de arbusto o arbusto, entre 0.5-3 m de altura, muy ramificada pero sigue siendo densa; en ejemplares viejos alcanza los 4-5 m; Es una hoja ancha de hoja perenne, tiene un crecimiento muy lento y tiene una larga vida y puede tener siglos de antigüedad.
Tiene una corteza, rojiza en las ramas jóvenes, que con el tiempo adquiere un color grisáceo. Las hojas son opuestas, ovales-agudas, coriáceas, sin pelo y brillantes, de color verde oscuro en la parte superior, con un margen completo, con muchos puntos translúcidos en correspondencia con las glándulas aromáticas.
Las flores son solitarias y axilares, fragantes, pedunculadas largas, de color blanco o rosa. Tienen simetría de radio, con cáliz gamosepal persistente y corola dializada. El androceo está compuesto por numerosos estambres que son evidentes para los filamentos largos. El ovario es inferior, dividido en 2-3 logias, que termina con un stylus simple y un pequeño estigma. La floración abundante ocurre a fines de la primavera, de mayo a junio; Un evento bastante frecuente es la segunda floración que puede ocurrir a fines del verano, de agosto a septiembre y, con otoños calientes también en octubre. El fenómeno se debe principalmente a factores genéticos.
Los frutos son bayas globosas ovoides, negro-azuladas, rojo oscuro o más raramente blanquecinas, con numerosas semillas reniformes. Maduran de noviembre a enero y persisten durante un largo período en la planta.

Principios activos –
Myrtle (ambas ramas, hojas, flores y bayas) contiene un aceite esencial llamado arándano que contiene antioxidantes e ingredientes activos como arándano, geraniol, canfeno, quercetina, pineno, cineol, catequina, linalool, taninos, azúcares y resinas.
También contiene ácido cítrico, ácido málico y vitamina C.
100 gramos de bayas tienen una ingesta de calorías de 20 kcal.

Propiedades y Usos –
Myrtle es una planta que usa todo: hojas, flores y bayas. De las flores se obtiene una esencia que se utiliza en el campo cosmético.
Por su contenido en aceite esencial (arándano, que contiene arándano y geraniol y otros ingredientes activos menores), taninos y resinas, es una planta interesante con propiedades aromáticas y medicinales. Las propiedades balsámicas, antiinflamatorias, astringentes y ligeramente antisépticas se atribuyen al mirto, por lo tanto, se usa en el campo de las hierbas y los productos farmacéuticos para el tratamiento de enfermedades que afectan el sistema digestivo y el sistema respiratorio. A partir de la destilación de hojas y flores, se obtiene una loción tónica para uso eudérmico. El rendimiento del aceite esencial de la destilación del mirto es algo bajo.
Una vez secas, las hojas se usan para dar sabor a los platos de carne y pescado, pero también para la preparación de infusiones.
Como se mencionó anteriormente, el mirto tiene propiedades particulares que se usan en el campo terapéutico; Sus principales usos en este sentido son:
– Para el tracto respiratorio: tomado en forma de decocción preparada con sus hojas y endulzado con miel, es un remedio válido para la inflamación del tracto respiratorio. El aceite esencial se usa ampliamente en aromaterapia para aliviar los síntomas de problemas como el asma y la bronquitis.
– Astringente: la infusión, siempre usando sus hojas, tiene excelentes propiedades astringentes para el intestino y anti-sangrado.
– Sistema inmune: las hojas y el aceite esencial tienen propiedades terapéuticas. Las sustancias contenidas en las hojas son buenas para el sistema inmune. Tomado durante la temporada de invierno, nos ayuda a defendernos de dolencias estacionales.
– Anticancerígeno: esta planta es muy apreciada por sus altos niveles de antioxidantes, entre los que destacan la quercetina, los taninos, la miricetina y la catequina. Estos antioxidantes han sido ampliamente estudiados y sus propiedades anticancerígenas y antimutagénicas han sido probadas. En particular, el mirto parece traer beneficios en caso de cáncer de próstata y de mama. La investigación sobre sus propiedades anticancerígenas aún está en curso para descubrir otras aplicaciones potenciales de esta planta.
– Digestivo: el licor, producto típico de Cerdeña, preparado con la maceración de las bayas en alcohol, se considera un buen licor con propiedades digestivas.
– Beneficios para la piel: gracias a sus propiedades tónicas y antisépticas, myrtle se utiliza en cosméticos para la preparación de cremas y detergentes para las partes íntimas, así como para el tratamiento de la piel sensible. El aceite esencial, en concentraciones muy limitadas y junto con otro aceite portador, es muy efectivo contra el acné y otras imperfecciones de la piel.
– Regulación de la tiroides: se han realizado investigaciones sobre los efectos que el aceite esencial tiene en el sistema endocrino. Se ha demostrado que su aceite esencial afecta positivamente la liberación de hormonas, incluidas las relacionadas con el sistema reproductivo femenino.
– Beneficios renales: esta planta estimula la micción, eliminando toxinas, sales, líquidos y exceso de grasas. Por lo tanto, ayuda a regular la función de los riñones.
– Para la mente: las hojas y bayas de esta planta, gracias a los flavonoles, ayudan a mantener la mente despejada. También evitan la degradación de los procesos neurales que pueden conducir al Alzheimer y la demencia.
– Colesterol: la miricetina contenida en las bayas mantiene los niveles de colesterol en la sangre en equilibrio. Esto evita la obstrucción de los vasos sanguíneos y las arterias. Por lo tanto, previene la aterosclerosis y protege el sistema cardiovascular de enfermedades coronarias y derrames cerebrales.
– Control de la diabetes: afirmamos que los estudios en esta área aún están en curso. Sin embargo, los primeros informes indican que los flavonoles contenidos en esta planta podrían ayudar a regular los niveles de azúcar en la sangre.
Entre otras propiedades, debe recordarse que, en la tradición popular, se cree que sus propiedades tienen sus beneficios en casos de cistitis, problemas digestivos, gingivitis y hemorroides. Tradicionalmente, el mirto se usa para contrarrestar la diarrea, las úlceras pépticas y los problemas de inflamación pulmonar.
El mirto también es una planta de miel y se puede obtener una buena miel monfloral, pero se produce solo en Cerdeña y Córcega, donde esta planta está muy extendida.
Cuando un incendio destruye las plantas de mirto, inmediatamente producen brotes de las raíces que formarán nuevos tallos.
La madera de mirto también se usa para hacer objetos pequeños.
En cuanto a las posibles contraindicaciones, no hay contraindicaciones particulares para tomar myrtle. El único efecto secundario podría estar representado por alergias en la piel.
No se recomienda para mujeres embarazadas y niños de hasta 2 años.
Como con la mayoría de los aceites esenciales, el derivado de esta planta debe usarse en dosis muy pequeñas. Antes de usarlo, siempre es mejor consultar a un médico o un experto en el sector, también para evitar efectos secundarios graves debido al uso excesivo.

Preparaciones –
El mirto, además de ser consumido tan pronto como es recogido, se usa para la preparación del licor.
Las bayas se cosechan de noviembre a enero, mientras que las flores florecen en pleno verano, generalmente en el período comprendido entre julio y agosto.
En mirto, el producto más importante, desde el punto de vista cuantitativo, está representado por las bayas, utilizadas para la preparación, de hecho, del licor de mirto apropiado, obtenido por infusión alcohólica de las bayas a través de maceración o flujo de vapor. Un licor menos común es el Myrtle Blanco, obtenido por infusión hidroalcohólica de los brotes jóvenes, confundido erróneamente con una variante del licor de Myrtle propiamente dicha obtenida por infusión de las variedades de frutas no pigmentadas.
En la tradición gastronómica de Cerdeña, el mirto es un condimento importante para condimentar algunas carnes: las ramitas se usan tradicionalmente para dar sabor al cochinillo asado, aves de corral asadas o hervidas, carne de res y, sobre todo, sa taccula o grivia, un plato simple pero refinado a base de aves. hervido (tordos, mirlos, estorninos). Sin embargo, el uso del mirto como aroma para la carne no es una prerrogativa exclusiva de los sardos, sino que también está presente en otras cocinas regionales y españolas. Mucho más raro pero no menos sabroso es el uso de mirto como condimento para un risotto.
Como se mencionó, el licor de mirto es un producto típico de Cerdeña, debajo de una receta local original:
Ingredientes para la preparación de aproximadamente 3 litros de licor de mirto:
– 1 botella de 1 litro llena de bayas de mirto maduras;
– 1 botella de alcohol a 90 °;
– 800 gr. de azúcar;
– 2 litros de agua.
Preparación: vierta el alcohol en la botella llena de bayas de mirto hasta que esté lleno. Cerrar la botella y dejar en infusión durante al menos 20 días en un lugar oscuro. Durante estos 20 días, a medida que las bayas absorben el alcohol, es necesario agregar más alcohol para llenar la botella. Agitar de vez en cuando.
Después de 20 días, drene las bayas y mantenga el alcohol de infusión restante. Hervir el agua con el azúcar durante unos minutos. Al final agregue las bayas que hervirán por un minuto junto con el agua endulzada. En esta etapa, es aconsejable triturar un poco las bayas para liberar el líquido residual.
Deje que la mezcla se enfríe, luego drene y agregue medio litro de alcohol puro más el obtenido de la infusión inicial del mirto. Finalmente, filtre todo con un paño o con filtros de papel especiales y botellas.
El licor generalmente se sirve a temperaturas muy frías.
Además, de las flores de esta planta, a través de la destilación, se obtiene una esencia utilizada en cosmética y perfumería llamada Acqua degli Angeli. Esto tiene propiedades tonificantes y astringentes para la piel. El aceite esencial, por otro lado, se usa para la preparación de jabones y cosméticos.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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