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Semi di finocchio

I semi del finocchio selvatico (Foeniculum vulgare L., 1753) sono i diacheni, quindi i frutti, di questa pianta ed utilizzati come spezie.

Origini e Storia –
Il finocchio è una pianta erbacea mediterranea della famiglia delle Apiaceae conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche. Sembra che la sua coltivazione orticola risalga al XVI secolo.
Da questa pianta è derivato il termine infinocchiare, nel senso di “truffare”, “imbrogliare” che deriva dalla pratica di utilizzare il finocchio come antipasto per ingannare il gusto del cliente nei confronti di un vino di scarsa qualità o di utilizzarne i semi per alterare il gusto del vino imbottigliato.
Pianta simile all’anice, tanto che in parecchi paesi asiatici il finocchio e l’anice hanno lo stesso nome, creando un po’ di confusione. In Grecia si chiama marathonas, facendo riferimento alla piana dove ebbe luogo la gara e dove , appunto, il finocchio cresce selvatico. La capitale di Madera ha preso il nome Funchal dal finocchio (funcho in portoghese) che è molto abbondante nell’isola.
La storia del finocchio è comunque molto antica. Era conosciuto dai Greci; Demostene, nel III secolo a.C. racconta che per il rito a Dionisio occorrevano corone di finocchio. Era apprezzato dai Romani, che lo diffusero in tutta l’Europa Continentale.
Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) racconta che i serpenti si sfregavano contro la pianta di finocchio, dopo aver cambiato la pelle, per riacquistare la vista, e in relazione a questa storia afferma che il finocchio è ottimo nella cura degli occhi. Secondo le credenze popolari antiche, il finocchio aveva la virtù di essere un forte antidoto contro la morsicatura dei rettili velenosi e dei cani.
Nel Medioevo, si pensava che il finocchio tenesse lontano gli spiriti dalle case e se ne appendevano dei mazzi sopra le porte d’ingresso. Per lo stesso motivo si mettevano dei semi nei buchi per le chiavi soprattutto la notte della festa di Mezza Estate.
Re Edoardo I d’Inghilterra aveva una vera fissazione per i semi di finocchio e alla corte se ne consumavano circa 2 kg al mese, probabilmente oltre che come condimento anche come soppressore della fame. Una tradizione portata in Europa dai Puritani che usavano andare in chiesa con dei fazzoletti nei quali erano avvolti un po’ di semi da masticare per allontanare la fame, durante le lunghe cerimonie religiose.
Oggi i principali Paesi produttori di finocchio sono: India, Messico, Cina ed Iran, mentre i maggiori Paesi utilizzatori sono sia in Nord Europa che in Medio ed Estremo Oriente.

Descrizione –
Il finocchio selvatico è una pianta spontanea, perenne, dal fusto ramificato, alta fino a 2 m. Possiede foglie che ricordano il fieno (da cui il nome foeniculum), di colore verde e produce in estate ombrelle di piccoli fiori gialli, cui seguono i frutti prima verdi e poi grigiastri. Del finocchio selvatico si utilizzano i germogli, le foglie, i fiori e i frutti, che sono dei diacheni e che impropriamente vengono chiamati “semi”.
La raccolta del fiore del finocchio selvatico avviene in Italia appena il fiore è “aperto”, normalmente a partire dalla metà d’agosto fino a settembre inoltrato. Il fiore si può usare fresco o si può essiccare, all’aperto, alla luce, ma lontano dai raggi diretti del sole, che farebbero evaporare gli oli essenziali. I diacheni si possono raccogliere all’inizio dell’autunno, quando è avvenuta la trasformazione del fiore in frutto. Le “barbe” o foglie e i teneri germogli si possono cogliere dalla primavera all’autunno inoltrato.
Anche se del finocchio si utilizzano tutte le parti in questo contributo ci limitiamo a considerare i frutti essiccati che costituiscono la spezia.
Questi hanno una dimensione di 4-8 mm di lunghezza, sottili e leggermente ricurvi, di colore verdino-giallino scuro. Hanno odorearomatico, dolce simile all’anice, sapore simile all’anice ma più delicato e scala di intensità: 1.

Principi attivi –
I semi di finocchio dispongono di moltissime sostanze che si rivelano importanti per il metabolismo umano. Sono presenti numerosi antiossidanti, vitamine, minerali come il calcio e fibre. Tra gli antiossidanti contenuti in questi semi vi sono anche flavonoidi come la quercetina ed il canferolo, utili non solo nella lotta contro i danni arrecati dai radicali liberi ma anche come strumenti in grado di prevenire l’insorgere di tumori, invecchiamento e altre malattie degenerative.
Sono ricchi di oli essenziali (anetolo, limonene estragolo, pinene), la cui quantità cambia molto in funzione della stagione e della maturazione.
I principi attivi contenuti negli oli essenziali sono:
– Limonene, Fellandrene, Tuyene, Fenchene, alfa e beta-Pinene, Anisaldeide, alfa e beta-Terpinene (Idrocarburi monoterpenici).
Sono presenti, inoltre:
– Trans-anetolo (conferisce un aroma gradevole e dolciastro), Cineolo e Mircene (terpenoidi), Fencone (sapore amaro), Feniculina, Dipinene (terpene biciclico), Canfene (monoterpene biciclico), Dipentene (idrocarburo terpenico), Acido metilcavicolo (etere metilico), Estragolo (fenilpropene) e Flavonoidi (canferolo e quercetina).
Per quanto riguarda i valori nutrizionali, per 100 g di Semi di Finocchio avremo mediamente:
– Valore energetico 345 Kcal;
– Grassi totali 14,87 g;
– Carboidrati 52,29 g;
– Proteine 15,8 g;
– Fibre 39,8 g;
– Acqua 8,81 g;
– Ceneri 8,22 g;
– Acidi grassi monoinsaturi 9,91 g;
– Acidi grassi polinsaturi 1,69 g;
– Acidi grassi saturi 0,48 g;
– Colesterolo 0 mg;
– Fitosteroli 66 mg;
– Calcio 1196 mg;
– Sodio 88 mg;
– Fosforo 487 mg;
– Potassio 1694 mg;
– Ferro 18,54 mg;
– Magnesio 385 mg;
– Zinco 3,7 mg;
– Rame 1,067 mg;
– Manganese 6,533 mg;
– Tiamina, vitamina B1 0,408 mg;
– Riboflavina, vitamina B2 0,353 mg;
– Niacina, vitamina B3 6,05 mg;
– Piridossina, vitamina B6 0,47 mg;
– Vitamina C, acido ascorbico 21 mg.

Proprietà ed Usi –
Grazie a questi principi attivi gli infusi a base di semi di finocchio risultano uno dei migliori rimedi contro le problematiche correlate all’attività digerente come gonfiori addominali e difficoltà digestive, apportando di conseguenza alcuni miglioramenti anche in caso di vomito, pesantezza, aerofagia e sonnolenza.
Tuttavia va ricordato che tali sostanze non devono assolutamente essere assunte in dosi eccessive dal momento che potrebbero dare origine ad effetti collaterali di tipo allucinogeno, pertanto è consigliato consumare i decotti di semi di finocchio con moderazione.
Per quanto riguarda l’uso in fitoterapia si utilizzano sia i frutti secchi che l’olio essenziale.
L’uso principale, come per le piante simili anice verde e carvi, è quello carminativo, cioè aiuta a eliminare i gas intestinali e contemporaneamente ne previene la formazione. Pertanto è utilizzato per chi ha difficoltà digestive, flatulenza o aerofagia.
Può essere utile per ridurre la componente dolorosa della sindrome da colon irritabile. Particolarmente indicato nell’allattamento perché è galattoforo, ovvero aumenta la produzione del latte, e contemporaneamente previene le coliche d’aria nei bambini.
Oltre ciò sono state riconosciute al finocchio qualità di emmenagogo, diuretico, antiemetico, aromatico, antispasmodico, antinfiammatorio e di tonico epatico. Normalmente si utilizzano i frutti secchi in infuso, ma è possibile trovare in commercio anche le bustine liofilizzate o l’olio essenziale. I principi attivi in esso contenuti a dosi molto elevate possono avere effetti allucinogeni, per esempio se concentrati nell’olio essenziale estratto dai semi.
Gli antiossidanti presenti nei semi di finocchio possono contribuire a ridurre il rischio di cancro associato con i danni provocati dai radicali liberi alle cellule e al DNA. Inoltre sono considerati un alleato per la prevenzione del cancro al colon, in quanto essi contribuiscono, insieme alle fibre vegetali, alla rimozione delle tossine dall’intestino, preservandone la salute.
I semi di finocchio sono una ricca fonte di calcio, da tenere in considerazione anche se se ne consumano piccole quantità.
Inoltre i semi di finocchio presentano un elevato contenuto di rame, un minerale fondamentale per la formazione delle cellule del sangue, con particolare riferimento ai globuli rossi. 100 grammi di semi di finocchio contengono 1067 milligrammi di rame.
Una avvertenza relativa all’alto contenuto di estragolo (una molecola cancerogena); l’INRAN (l’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione) sconsiglia l’uso dei semi di finocchio nelle donne in gravidanza, nei lattanti e nei bambini al di sotto dei 4 anni e raccomanda moderazione agli adulti.

Preparazioni –
Del finocchio selvatico, chiamato in cucina anche “finocchina” o “finocchietto”, si usano i fiori freschi o essiccati, i frutti, impropriamente chiamati “semi”, che sono più o meno dolci, pepati o amari, a seconda della varietà, le foglie (o “barba”) e i rametti.
Questi ultimi, più o meno grandi, sono utilizzati nelle Marche per cucinare i bombetti (lumachine di mare) o per conciare le olive sotto sale con peperoncino e aglio. Si usano le foglie fresche e sminuzzate per insaporire minestre, piatti di pesce, insalate e formaggi. Nella “pasta con le sarde”, nota ricetta siciliana, le foglie del finocchio selvatico sono uno degli ingredienti essenziali.
Per quanto riguarda nel dettaglio i semi di finocchio, questi sono considerati una spezia da utilizzare in cucina per arricchire di sapore i nostri piatti e come ingredienti nella preparazione casalinga di pane, crackers e grissini. Sono ottimi anche per guarnire i pretzel.
Si usano i fiori per aromatizzare le castagne bollite, i funghi al forno o in padella, le olive in salamoia e le carni di maiale, in particolare la “porchetta” dell’Alto Lazio e dell’Umbria. I cosiddetti “semi” si usano soprattutto per aromatizzare tarallini (Puglia), ciambelle o altri dolci casalinghi e per speziare vino caldo o tisane. Inoltre fanno parte della ricetta del finocchino, un biscotto tipico del Piemonte. È in uso nelle regioni costiere del Tirreno un “liquore di finocchietto”, per la cui preparazione s’utilizzano i fiori freschi e/o i “semi” e le foglie.
In particolare i semi sono usati per insaporire carne soprattutto di maiale e pollo, salsicce e salumi (finocchiona) ma anche pesce; per aromatizzare i tarallini (Puglia), pane, ciambelle o altri dolci casalinghi e per speziare vino caldo o tisane. Entrano anche nella composizione della miscela francese Erbe di Provenza. In inghilterra sono aggiunti al court-bouillon per lessare il pesce. Parecchi liquori sono aromatizzati con il finocchio, tra questi il gin, l’assenzio e alcune acquaviti.
Sono un componente della miscela cinese Cinque spezie e del Punch phoron indiano ma raramente vengono usati da soli, nella cucina asiatica.
I semi si possono aggiungere così come sono o possono essere tostati. In questo caso il sapore cambia, diventa più aromatico e meno dolce. Possono essere pestati in un mortaio. Possono essere sostituiti da semi di anice, usandone meno di quanto indicato nella ricetta.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Fennel seeds

The seeds of wild fennel (Foeniculum vulgare L., 1753) are the diakenes, therefore the fruits, of this plant and used as spices.

Origins and History –
Fennel is a Mediterranean herbaceous plant of the Apiaceae family known since ancient times for its aromatic properties. It seems that its horticultural cultivation dates back to the 16th century.
From this plant the term infinocchiare is derived, in the sense of “cheating”, “cheating” which derives from the practice of using fennel as an appetizer to deceive the customer’s taste towards a poor quality wine or to use its seeds to alter the taste of bottled wine.
Plant similar to anise, so much so that in many Asian countries fennel and anise have the same name, creating a little confusion. In Greece it is called marathonas, referring to the plain where the race took place and where, in fact, the fennel grows wild. The capital of Madeira took the name Funchal from fennel (funcho in Portuguese) which is very abundant on the island.
The history of fennel is however very ancient. He was known by the Greeks; Demosthenes, in the third century BC he says that fennel crowns were needed for the rite in Dionysius. It was appreciated by the Romans, who spread it throughout Continental Europe.
Pliny the Elder (1st century AD) says that snakes rubbed themselves against the fennel plant, after changing their skin, to regain their sight, and in relation to this story, it says that fennel is excellent in eye care. According to ancient popular beliefs, fennel had the virtue of being a strong antidote against the biting of poisonous reptiles and dogs.
In the Middle Ages, fennel was thought to keep spirits away from homes and bunches were hung above the entrance doors. For the same reason, seeds were put in the holes for the keys, especially on the night of the Midsummer party.
King Edward I of England had a real fixation on fennel seeds and at the court they consumed about 2 kg per month, probably not only as a condiment but also as a hunger suppressant. A tradition brought to Europe by the Puritans who used to go to church with handkerchiefs in which some chewing seeds were wrapped to ward off hunger, during long religious ceremonies.
Today the main fennel producing countries are: India, Mexico, China and Iran, while the main user countries are both in Northern Europe and in the Middle and Far East.

Description –
Wild fennel is a spontaneous, perennial plant, with branched stem, up to 2 m high. It has leaves reminiscent of hay (hence the name foeniculum), green in color and produces umbrellas of small yellow flowers in summer, followed by the first green and then grayish fruits. Wild fennel uses buds, leaves, flowers and fruits, which are diakenes and which are improperly called “seeds”.
The picking of the wild fennel flower takes place in Italy as soon as the flower is “open”, normally from the middle of August until late September. The flower can be used fresh or dried, outdoors, in the light, but away from direct sunlight, which would evaporate essential oils. The diachenes can be harvested in early autumn, when the transformation of the flower into fruit took place. The “beards” or leaves and the tender buds can be picked from spring to late autumn.
Even if all parts of the fennel are used in this contribution, we only consider the dried fruits that make up the spice.
These are 4-8 mm long, thin and slightly curved, dark greenish-yellow in color. They have an aromatic odor, sweet similar to anise, flavor similar to anise but more delicate and intensity scale: 1.

Active principles –
Fennel seeds have many substances that are important for human metabolism. There are numerous antioxidants, vitamins, minerals such as calcium and fiber. Among the antioxidants contained in these seeds there are also flavonoids such as quercetin and canferol, useful not only in the fight against damage caused by free radicals but also as tools capable of preventing the onset of tumors, aging and other degenerative diseases.
They are rich in essential oils (anethole, limonene, estragol, pinene), the quantity of which changes greatly depending on the season and maturation.
The active ingredients contained in essential oils are:
– Limonene, Fellandrene, Tuyene, Fenchene, alpha and beta-Pinene, Anisaldehyde, alpha and beta-Terpinene (monoterpene hydrocarbons).
There are also:
– Trans-anethole (gives a pleasant and sweetish aroma), Cineol and Mircene (terpenoids), Phencone (bitter taste), Pheniculin, Dipinene (bicyclic terpene), Camphene (bicyclic monoterpene), Dipentene (terpene hydrocarbon), Methylcavic acid (ether methyl), Estragol (phenylpropene) and Flavonoids (canferol and quercetin).
As regards the nutritional values, for 100 g of Fennel Seeds we will have on average:
– Energy value 345 Kcal;
– Total fat 14.87 g;
– Carbohydrates 52.29 g;
– Protein 15.8 g;
– Fibers 39.8 g;
– Water 8.81 g;
– Ashes 8.22 g;
– Monounsaturated fatty acids 9.91 g;
– Polyunsaturated fatty acids 1.69 g;
– Saturated fatty acids 0.48 g;
– Cholesterol 0 mg;
– Phytosterols 66 mg;
– Calcium 1196 mg;
– Sodium 88 mg;
– Phosphorus 487 mg;
– Potassium 1694 mg;
– Iron 18.54 mg;
– Magnesium 385 mg;
– Zinc 3.7 mg;
– Copper 1.067 mg;
– Manganese 6.533 mg;
– Thiamine, vitamin B1 0.408 mg;
– Riboflavin, vitamin B2 0.353 mg;
– Niacin, vitamin B3 6.05 mg;
– Pyridoxine, vitamin B6 0.47 mg;
– Vitamin C, ascorbic acid 21 mg.

Properties and Uses –
Thanks to these active ingredients, fennel seed infusions are one of the best remedies against problems related to digestive activity such as abdominal bloating and digestive difficulties, consequently making some improvements even in the case of vomiting, heaviness, aerophagia and drowsiness.
However, it should be remembered that these substances must absolutely not be taken in excessive doses since they could give rise to hallucinogenic side effects, therefore it is recommended to consume the decoctions of fennel seeds in moderation.
As for the use in phytotherapy, both dried fruits and essential oil are used.
The main use, as for similar plants green anise and caraway, is carminative, that is, it helps eliminate intestinal gases and simultaneously prevents their formation. Therefore it is used for those with digestive difficulties, flatulence or aerophagia.
It can be helpful in reducing the painful component of irritable bowel syndrome. Particularly suitable for breastfeeding because it is galactophore, i.e. it increases milk production, and at the same time prevents air colic in children.
In addition, fennel, diuretic, antiemetic, aromatic, antispasmodic, anti-inflammatory and liver tonic qualities have been recognized for fennel. Usually dried fruit in infusion is used, but freeze-dried sachets or essential oil can also be found on the market. The active ingredients contained in it at very high doses can have hallucinogenic effects, for example if concentrated in the essential oil extracted from the seeds.
The antioxidants found in fennel seeds can help reduce the risk of cancer associated with the damage caused by free radicals to cells and DNA. They are also considered an ally for the prevention of colon cancer, as they contribute, together with plant fibers, to the removal of toxins from the intestine, preserving their health.
Fennel seeds are a rich source of calcium, to be taken into consideration even if small quantities are consumed.
In addition, fennel seeds have a high copper content, a fundamental mineral for the formation of blood cells, with particular reference to red blood cells. 100 grams of fennel seeds contain 1067 milligrams of copper.
A warning relating to the high content of estragole (a carcinogenic molecule); INRAN (the Italian public body for food and nutrition research) advises against the use of fennel seeds in pregnant women, infants and children under the age of 4 and recommends moderation to adults.

Preparations –
Wild fennel, also called “finocchina” or “fennel” in the kitchen, uses fresh or dried flowers, fruits, improperly called “seeds”, which are more or less sweet, peppery or bitter, depending on the variety, the leaves (or “beard”) and twigs.
The latter, more or less large, are used in the Marche to cook the bombelli (sea snails) or to tan the olives in salt with chilli and garlic. Fresh and chopped leaves are used to flavor soups, fish dishes, salads and cheeses. In the “pasta with sardines”, a well-known Sicilian recipe, wild fennel leaves are one of the essential ingredients.
As for the fennel seeds in detail, these are considered a spice to be used in the kitchen to enrich our dishes with flavor and as ingredients in the home preparation of bread, crackers and breadsticks. They are also excellent for garnish pretzels.
Flowers are used to flavor boiled chestnuts, mushrooms in the oven or in a pan, pickled olives and pork, in particular the “porchetta” from Upper Lazio and Umbria. The so-called “seeds” are mainly used to flavor tarallini (Puglia), donuts or other homemade desserts and to spice hot wine or herbal teas. They are also part of the recipe for finocchino, a typical Piedmont biscuit. A “fennel liqueur” is used in the coastal regions of the Tyrrhenian Sea, for the preparation of which fresh flowers and / or “seeds” and leaves are used.
In particular, the seeds are used to flavor meat, especially pork and chicken, sausages and salami (finocchiona) but also fish; to flavor tarallini (Puglia), bread, donuts or other homemade desserts and to spice hot wine or herbal teas. They also enter the composition of the French blend Herbs of Provence. In England they are added to the court-bouillon to boil fish. Several liqueurs are flavored with fennel, including gin, absinthe and some spirits.
They are a component of the Chinese blend Five spices and Indian Punch phoron but are rarely used alone, in Asian cuisine.
The seeds can be added as is or can be roasted. In this case the flavor changes, it becomes more aromatic and less sweet. They can be pounded in a mortar. They can be replaced by anise seeds, using less of them than indicated in the recipe.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





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Semillas de hinojo

Las semillas de hinojo silvestre (Foeniculum vulgare L., 1753) son los diaquenos, por lo tanto, los frutos de esta planta y se utilizan como especias.

Orígenes e historia –
El hinojo es una planta herbácea mediterránea de la familia Apiaceae conocida desde la antigüedad por sus propiedades aromáticas. Parece que su cultivo hortícola se remonta al siglo XVI.
De esta planta se deriva el término infinocchiare, en el sentido de “trampa”, “trampa” que se deriva de la práctica de usar hinojo como aperitivo para engañar el gusto del cliente hacia un vino de baja calidad o usar sus semillas para alterarlo. El sabor del vino embotellado.
Planta similar al anís, tanto que en muchos países asiáticos el hinojo y el anís tienen el mismo nombre, creando una pequeña confusión. En Grecia se llama marathonas, en referencia a la llanura donde tuvo lugar la carrera y donde, de hecho, el hinojo crece salvaje. La capital de Madeira tomó el nombre de Funchal del hinojo (funcho en portugués), que es muy abundante en la isla.
La historia del hinojo es, sin embargo, muy antigua. Fue conocido por los griegos; Demóstenes, en el siglo III a. C. él dice que se necesitaban coronas de hinojo para el rito en Dionisio. Fue apreciado por los romanos, que lo extendieron por toda Europa continental.
Plinio el Viejo (siglo I d. C.) dice que las serpientes se frotaron contra la planta de hinojo, después de cambiar su piel, para recuperar la vista, y en relación con esta historia, dice que el hinojo es excelente para el cuidado de los ojos. Según las antiguas creencias populares, el hinojo tenía la virtud de ser un antídoto fuerte contra las mordeduras de reptiles y perros venenosos.
En la Edad Media, se pensaba que el hinojo mantenía a los espíritus alejados de las casas y colgaban racimos sobre las puertas de entrada. Por la misma razón, se colocaron semillas en los agujeros para las llaves, especialmente en la noche de la fiesta de verano.
El rey Eduardo I de Inglaterra tenía una verdadera fijación por las semillas de hinojo y en la corte consumían alrededor de 2 kg por mes, probablemente no solo como condimento sino también como un inhibidor del hambre. Una tradición traída a Europa por los puritanos que solían ir a la iglesia con pañuelos en los que se envolvían algunas semillas para masticar para evitar el hambre, durante largas ceremonias religiosas.
Hoy los principales países productores de hinojo son: India, México, China e Irán, mientras que los principales países usuarios están en el norte de Europa y en el Medio y Lejano Oriente.

Descripción –
El hinojo silvestre es una planta espontánea, perenne, con tallo ramificado, de hasta 2 m de altura. Tiene hojas que recuerdan al heno (de ahí el nombre de foeniculum), de color verde y produce paraguas de pequeñas flores amarillas en verano, seguidas de los primeros frutos verdes y luego grisáceos. El hinojo silvestre usa brotes, hojas, flores y frutas, que son diakenes y que se llaman incorrectamente “semillas”.
La recolección de la flor de hinojo silvestre tiene lugar en Italia tan pronto como la flor está “abierta”, normalmente desde mediados de agosto hasta finales de septiembre. La flor se puede usar fresca o seca, al aire libre, a la luz, pero lejos de la luz solar directa, lo que evaporaría los aceites esenciales. Los diachenes se pueden cosechar a principios de otoño, cuando tuvo lugar la transformación de la flor en fruto. Las “barbas” u hojas y los brotes tiernos se pueden recoger desde la primavera hasta finales del otoño.
Incluso si todas las partes del hinojo se usan en esta contribución, solo consideramos las frutas secas que forman la especia.
Estos son de 4-8 mm de largo, delgados y ligeramente curvados, de color amarillo verdoso oscuro. Tienen un olor aromático, dulce similar al anís, sabor similar al anís pero más delicado y escala de intensidad: 1.

Ingredientes activos –
Las semillas de hinojo tienen muchas sustancias que son importantes para el metabolismo humano. Existen numerosos antioxidantes, vitaminas, minerales como el calcio y la fibra. Entre los antioxidantes contenidos en estas semillas también hay flavonoides como la quercetina y el canferol, útiles no solo en la lucha contra el daño causado por los radicales libres sino también como herramientas capaces de prevenir la aparición de tumores, el envejecimiento y otras enfermedades degenerativas.
Son ricos en aceites esenciales (anetol, limoneno, estragol, pineno), cuya cantidad cambia mucho según la estación y la maduración.
Los ingredientes activos contenidos en los aceites esenciales son:
– Limoneno, fellandreno, tuyene, fencheno, alfa y beta-pineno, anisaldehído, alfa y beta-terpinene (hidrocarburos monoterpenos).
También hay:
– Trans-anetol (da un aroma agradable y dulce), Cineol y Mircene (terpenoides), Fencone (sabor amargo), Feniculina, Dipinene (terpeno bicíclico), Camphene (monoterpeno bicíclico), Dipentene (hidrocarburo de terpeno), ácido metilcavico (éter metil), estragol (fenilpropeno) y flavonoides (canferol y quercetina).
En cuanto a los valores nutricionales, para 100 g de Semillas de Hinojo tendremos en promedio:
– Valor energético 345 Kcal;
– Grasa total 14.87 g;
– Carbohidratos 52.29 g;
– Proteína 15.8 g;
– Fibras 39.8 g;
– Agua 8.81 g;
– Cenizas 8.22 g;
– ácidos grasos monoinsaturados 9.91 g;
– ácidos grasos poliinsaturados 1,69 g;
– Ácidos grasos saturados 0,48 g;
– Colesterol 0 mg;
– Fitosteroles 66 mg;
– Calcio 1196 mg;
– Sodio 88 mg;
– Fósforo 487 mg;
– Potasio 1694 mg;
– Hierro 18.54 mg;
– Magnesio 385 mg;
– Zinc 3,7 mg;
– Cobre 1.067 mg;
– Manganeso 6.533 mg;
– Tiamina, vitamina B1 0,408 mg;
– Riboflavina, vitamina B2 0.353 mg;
– Niacina, vitamina B3 6.05 mg;
– Piridoxina, vitamina B6 0.47 mg;
– Vitamina C, ácido ascórbico 21 mg.

Propiedades y Usos –
Gracias a estos ingredientes activos, las infusiones de semillas de hinojo son uno de los mejores remedios contra los problemas relacionados con la actividad digestiva, como la hinchazón abdominal y las dificultades digestivas, por lo que mejoran incluso en caso de vómitos, pesadez, aerofagia y somnolencia.
Sin embargo, debe recordarse que estas sustancias no deben tomarse en dosis excesivas ya que podrían provocar efectos secundarios alucinógenos, por lo tanto, se recomienda consumir las decocciones de semillas de hinojo con moderación.
En cuanto al uso en fitoterapia, se utilizan tanto frutas secas como aceites esenciales.
El uso principal, como para plantas similares de anís verde y alcaravea, es carminativo, es decir, ayuda a eliminar los gases intestinales y al mismo tiempo evita su formación. Por lo tanto, se usa para personas con dificultades digestivas, flatulencia o aerofagia.
Puede ser útil para reducir el componente doloroso del síndrome del intestino irritable. Particularmente adecuado para la lactancia materna porque es galactóforo, es decir, aumenta la producción de leche y al mismo tiempo evita el cólico por aire en los niños.
Además, el hinojo ha reconocido cualidades de hinojo, diurético, antiemético, aromático, antiespasmódico, antiinflamatorio y tónico hepático. Por lo general, se utilizan frutas secas en infusión, pero también se pueden encontrar bolsitas liofilizadas o aceites esenciales en el mercado. Los ingredientes activos que contiene en dosis muy altas pueden tener efectos alucinógenos, por ejemplo, si se concentran en el aceite esencial extraído de las semillas.
Los antioxidantes que se encuentran en las semillas de hinojo pueden ayudar a reducir el riesgo de cáncer asociado con el daño causado por los radicales libres en las células y el ADN. También se consideran un aliado para la prevención del cáncer de colon, ya que contribuyen, junto con las fibras vegetales, a la eliminación de toxinas del intestino, preservando su salud.
Las semillas de hinojo son una rica fuente de calcio, a tener en cuenta incluso si se consumen pequeñas cantidades.
Además, las semillas de hinojo tienen un alto contenido de cobre, un mineral fundamental para la formación de células sanguíneas, con especial referencia a los glóbulos rojos. 100 gramos de semillas de hinojo contienen 1067 miligramos de cobre.
Una advertencia relacionada con el alto contenido de estragol (una molécula cancerígena); INRAN (el organismo público italiano para la investigación de alimentos y nutrición) desaconseja el uso de semillas de hinojo en mujeres embarazadas, bebés y niños menores de 4 años y recomienda moderación a los adultos.

Preparaciones –
El hinojo silvestre, también llamado “finocchina” o “hinojo” en la cocina, utiliza flores frescas o secas, frutas, llamadas incorrectamente “semillas”, que son más o menos dulces, picantes o amargas, dependiendo de la variedad. hojas (o “barba”) y ramitas.
Estos últimos, más o menos grandes, se usan en las Marcas para cocinar los bombelli (caracoles de mar) o para broncear las aceitunas en sal con chile y ajo. Las hojas frescas y picadas se usan para dar sabor a sopas, platos de pescado, ensaladas y quesos. En la “pasta con sardinas”, una conocida receta siciliana, las hojas de hinojo silvestre son uno de los ingredientes esenciales.
En cuanto a las semillas de hinojo en detalle, estas se consideran una especia que se utiliza en la cocina para enriquecer nuestros platos con sabor y como ingredientes en la preparación casera de pan, galletas y palitos de pan. También son excelentes para decorar pretzels.
Las flores se usan para dar sabor a las castañas hervidas, los hongos en el horno o en una sartén, las aceitunas en escabeche y la carne de cerdo, en particular la “porchetta” del Alto Lacio y Umbría. Las llamadas “semillas” se utilizan principalmente para dar sabor a tarallini (Puglia), donas u otros postres caseros y para condimentar vino caliente o infusiones. También son parte de la receta del finocchino, una galleta típica del Piamonte. Se utiliza un “licor de hinojo” en las regiones costeras del mar Tirreno, para la preparación de las cuales se utilizan flores frescas y / o “semillas” y hojas.
En particular, las semillas se usan para dar sabor a la carne, especialmente carne de cerdo y pollo, salchichas y salami (finocchiona), pero también pescado; para condimentar tarallini (Puglia), pan, rosquillas u otros postres caseros y condimentar vino caliente o infusiones. También entran en la composición de la mezcla francesa Herbs of Provence. En Inglaterra se agregan al caldo de la corte para hervir pescado. Varios licores están aromatizados con hinojo, como ginebra, ajenjo y algunas bebidas espirituosas.
Son un componente de la mezcla china Five especias y Indian Punch phoron, pero rara vez se usan solos, en la cocina asiática.
Las semillas se pueden agregar como están o se pueden tostar. En este caso, el sabor cambia, se vuelve más aromático y menos dulce. Se pueden golpear en un mortero. Pueden ser reemplazados por semillas de anís, usando menos de lo que se indica en la receta.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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