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Angelica sylvestris

L’Angelica selvatica (Angelica sylvestris L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Apiales, Famiglia Apiaceae e quindi al Genere Angelica ed alla Specie A. sylvestris.
Sono sinonimi i termini:
– Angelica montana Brot.;
– Angelica sylvestris subsp. montana (Brot.);
– Arcangelica Imperatoria sylvestris Lam.;
– Angelica brachyradia Freyn;
– Angelica illyrica K. Malý.

Etimologia –
Il termine Angelica del genere proviene dal latino medioevale herba angelica, poiché si credeva che la pianta proteggesse dal diavolo e curasse tutte le malattie; la leggenda racconta anche che le proprietà curative di questa pianta fossero state rivelate a un monaco da un angelo.
L’epiteto specifico sylvestris viene da sylva selva, bosco (forma latina meno corretta per silva): piante che crescono nei boschi, nei luoghi selvosi.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Angelica selvatica è una pianta delle zone fredde e temperato-fredde dell’Eurasia dove è diffusa in luoghi umidi e poco assolati, in Europa, Asia Minore, Siberia e Canada.
In Italia è presente e comune in tutto il territorio, con la possibile eccezione di Puglia e Sardegna, dove la sua presenza non è stata confermata.
Il suo habitat è quello dei boschi umidi, delle gole rupestri, delle sponde dei torrenti, dove cresce fino a 1600 m.

Descrizione –
Angelica sylvestris è una specie erbacea perenne dall’odore aromatico e dal sapore acro-piccante.
Presenta una radice carnosa da cui si diparte un fusto robusto che può raggiungere un’altezza di 2 m..
Il fusto è cilindrico, ramoso, striato, suffuso di violetto, finemente pubescente nello scapo fiorale; presenta delle guaine nodali, di 3-6 cm, che avvolgono la base dei rami laterali.
Le foglie basali sono portate da un picciolo lungo 10-40 cm; sono tripennate, con segmenti elementari ovato-acuminati, dotati di una setola sottile ed appuntita posta nella parte apicale.
I fiori, costituiti da petali di colore bianco – roseo, sono riuniti in ombrelle ampie, con 30-50 raggi pubescenti; ombrelle di 2º ordine a calotta (composta), con involucretto di brattee filiformi, patenti.
L’antesi è tra giugno ed agosto/settembre.
Il frutto è un polachenario di 3-7(8) x 2-4(6,5) mm, dal contorno ellittico, con base attuenuata e tronca, brunastri. Mericarpi con coste dorsali prominenti, le commissurali prolungate in ali di 1-3 mm; vitte visibili sia nel dorso che nella commissura.
I semi hanno endosperma piano nella faccia commissurale.

Coltivazione –
L’Angelica selvatica, come dice lo stesso nome, è una pianta che cresce allo stato selvatico negli habitat umidi delle aree con clima freddo e temperato-freddo.
È comunque possibile coltivarla, partendo da seme, con gli stessi accorgimenti adottati per le altre specie del genere Angelica a condizione che si provveda alla coltivazione su substrati con pH subacido o neutro, ben dotati di humus ed in zone con sufficiente ombreggiamento.

Usi e Tradizioni –
Secondo una leggenda fu l’arcangelo Raffaele a far conoscere agli uomini la pianta che poi prese il nome di Angelica.
Gli antichi attribuivano a questa pianta proprietà quasi miracolose: debellava la peste, neutralizzava gli effetti dei veleni, prolungava la durata della vita. Ai nostri giorni tali virtù sono state molto ridimensionate ed è apprezzata in erboristeria come stimolante dell’apparato digerente e come antisettico.
Per quanto riguarda il suo riconoscimento e le sue possibili confusioni, delle numerose specie (più di 100) appartenenti al genere Angelica, nel territorio italiano, è possibile forse reperire, oltre alla comune A. sylvestris L., solo qualche raro esemplare, sfuggito alla coltivazione, di A. archangelica L., una specie utilizzata in liquoreria e segnalata come sub spontanea.
Le due specie sono molto simili, differenziandosi per alcuni particolari tra cui più evidenti il colore del fusto, verde in A. archangelica e violaceo in A. sylvestris, e dei fiori, bianchicci e verdognoli in A. archangelica e rosei in A. sylvestris.
Più facile è confondere A. sylvestris L. con Peucedanum verticillare (L.) Mert. & W.D.J.Koch, diffuso nel centro-nord del Paese. Molti sono i caratteri in comune: entrambe piante robuste, alte e con fusto violaceo striato; anche in questo caso l’elemento differenziale più evidente è il colore dei fiori, che sono verdognoli in Peucedanum verticillare.
Inoltre per i meno esperti questa pianta potrebbe essere confusa con la cicuta maggiore (Conium maculatum L., 1753) che, ricordiamolo, è notevolmente velenosa, in tutte le sue parti, e può portare alla morte. In questo caso, comunque, il riconoscimento è facilitato dal fatto che la cicuta, quando viene spezzata, emana un forte odore di urina di gatto e che, se viene masticata, si avverte sulla lingua una sgradevole sensazione di bruciore che ci allerta e ci rende consapevoli del pericolo.
Per quanto riguarda la sua protezione non risultano segnalazioni di norme a carattere generale, regionale, locale, che proteggano questa pianta.
L’Angelica selvatica è un’erba dall’odore aromatico e dal sapore amaro ed acro-piccante.
Questa pianta contiene cumarina, furocumarina, agenti tannici, resina, amidi, zuccheri ed oli essenziali.
Questa pianta viene utilizzata sia per scopi alimentari che farmacologici.
Per l’uso alimentare si usano le foglie, i germogli e gli steli freschi per aromatizzare le insalate. Una volta cotti, come contorno vegetale dal gusto leggermente amaro. Le foglie tritate sono una gradevole aggiunta alla composta di frutti acidi, specie il rabarbaro. I fusti possono essere canditi e consumati come dolcetti. I semi vengono utilizzati per aromatizzare dolciumi e pasticceria.
Per uso farmacologico la ricerca ha evidenziato l’efficacia delle cumarine come anticoagulanti, flebotoniche, antinfiammatorie, spasmolitiche, antiossidanti, antitumorali, antimicrobiche e antivirali.
Non si conoscono invece impieghi cosmetici soprattutto perché le furocumarine contenute in essa e in altre congeneri accrescono la sensibilità della pelle alla luce solare e possono causare dermatiti.

Modalità di Preparazione –
Per l’utilizzo gastronomico dell’ Angelica sylvestris si possono raccogliere i piccioli fogliari ed i teneri apici dei rami e dei fusti, che vanno raccolti preferibilmente nel periodo di aprile – maggio (in certi casi si possono trovare parti ancora edibili anche a giugno, ma più si avanza con la stagione e più diventa difficile trovare parti di pianta sufficientemente teneri ed appetitosi).
Le parti verdi e tenere possono essere lessate ed utilizzate come verdura di contorno, nonché utilizzate nella cottura di pesci e crostacei; le parti verdi particolarmente tenere possono anche essere utilizzate crude per la preparazione di insalate miste. Un altro interessante uso è quello di utilizzare un trito di foglie e piccioli teneri nell’impasto dei biscotti, ai quali conferisce un caratteristico aroma (magari associato a quello della vanillina).
Nei paesi del Nord Europa l’Angelica è molto utilizzata nella preparazione di dolci e particolarmente apprezzata è l’Angelica candita, che può essere preparata seguendo questa ricetta:
– si prendono dei piccioli fogliari, che vanno accuratamente puliti e lavati. Si distribuiscono quindi in strato unico in una casseruola e si ricoprono con acqua e zucchero: si fa bollire il tutto a fuoco lento per circa 10 minuti e si fa riposare per 24 ore. Il giorno dopo si aggiunge ancora acqua e zucchero a ricoprire i i piccioli, si fa bollire lentamente ancora per circa un quarto d’ora e si lascia riposare ancora 24 ore. Il terzo giorno i piccioli vanno tolti dalla casseruola, lo sciroppo zuccherino va fatto bollire per circa 5 minuti per renderlo più denso ed al termine della bollitura i piccioli vanno rimessi nello sciroppo e lasciati riposare un altro giorno ancora. Il quarto giorno si fa bollire tutto l’insieme (sempre a fuoco basso) fino a quando lo sciroppo non è stato quasi del tutto assorbito; a questo punto si tolgono i piccioli dalla casseruola e si fanno asciugare su una superficie cosparsa di zucchero (attenzione a farli asciugare rigorosamente separati uno dall’altro). Una volta ben asciutti si rigirano nello zucchero e possono essere tranquillamente conservati in un vasetto di vetro, meglio se scuro (ricordiamo che la conservazione delle erbe, spontanee od officinali, è sempre consigliabile avvenga in assenza di luce, la quale accelera i fenomeni di scadimento qualitativo delle stesse).

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Angelica sylvestris

Wild Angelica (Angelica sylvestris L.) is a herbaceous species belonging to the Apiaceae family.

Systematic –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Plantae Kingdom, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Rosidae Subclass, Apiales Order, Apiaceae Family and therefore to the Angelic Genus and to the A. sylvestris Species.
The terms are synonymous:
– Angelica montana Brot .;
– Angelica sylvestris subsp. montana (Brot.);
– Arcangelica Imperatoria sylvestris Lam .;
– Angelica brachyradia Freyn;
– Angelica illyrica K. Malý.

Etymology –
The term Angelica of the genus comes from the medieval Latin herba angelica, since the plant was believed to protect from the devil and cure all diseases; the legend also tells that the healing properties of this plant had been revealed to a monk by an angel.
The specific epithet sylvestris comes from sylva selva, wood (Latin form less correct for silva): plants that grow in the woods, in wild places.

Geographical Distribution and Habitat –
Wild Angelica is a plant in the cold and temperate-cold areas of Eurasia where it is widespread in humid and poorly sunny places, in Europe, Asia Minor, Siberia and Canada.
In Italy it is present and common throughout the territory, with the possible exception of Puglia and Sardinia, where its presence has not been confirmed.
Its habitat is that of wet woods, rocky gorges, banks of streams, where it grows up to 1600 m.

Description –
Angelica sylvestris is a perennial herb species with an aromatic smell and an acrid-spicy flavor.
It has a fleshy root from which a robust stem that can reach a height of 2 m starts.
The stem is cylindrical, branchy, striped, suffused with violet, finely pubescent in the floral scape; presents nodal sheaths, 3-6 cm, which surround the base of the lateral branches.
The basal leaves are carried by a 10-40 cm long petiole; they are three-year-old, with ovate-sharp elementary segments, equipped with a thin and pointed bristle placed in the apical part.
The flowers, made up of pink – white petals, are gathered in large umbrellas, with 30-50 pubescent rays; 2nd order shell umbrellas (compote), with wrapping of filiform bracts, licenses.
The antesis is between June and August / September.
The fruit is a 3-7 (8) x 2-4 (6.5) mm polachenary, with an elliptical outline, with a attenuated and truncated base, brownish. Mericarpi with prominent dorsal ribs, the commissurals prolonged in wings of 1-3 mm; visible visible both in the back and in the commissure.
The seeds have flat endosperm in the commissural face.

Cultivation –
Wild Angelica, as the name implies, is a plant that grows in the wild in the humid habitats of areas with a cold and temperate-cold climate.
It is however possible to cultivate it, starting from seed, with the same precautions adopted for the other species of the Angelica genus provided that it is cultivated on substrates with subacid or neutral pH, well endowed with humus and in areas with sufficient shading.

Uses and Traditions –
According to a legend, it was the archangel Raffaele who introduced the plant to men, which then took the name of Angelica.
The ancients attributed to this plant almost miraculous properties: it eradicated the plague, neutralized the effects of poisons, prolonged life span. In our day these virtues have been greatly reduced and is appreciated in herbal medicine as a stimulant of the digestive system and as an antiseptic.
As for its recognition and its possible confusions, of the numerous species (more than 100) belonging to the genus Angelica, in the Italian territory, it is possible to find, in addition to the common A. sylvestris L., only a few rare specimens, escaped the cultivation, of A. archangelica L., a species used in liquor and reported as sub spontaneous.
The two species are very similar, differing in some details, among which the color of the stem is more evident, green in A. archangelica and purple in A. sylvestris, and the flowers, whitish and greenish in A. archangelica and pink in A. sylvestris.
It is easier to confuse A. sylvestris L. with Peucedanum verticillare (L.) Mert. & W.D.J.Koch, widespread in the central-northern part of the country. There are many characters in common: both robust, tall plants with a streaked purple stem; also in this case the most evident differential element is the color of the flowers, which are greenish in Peucedanum verticillare.
Furthermore, for the less experienced, this plant could be confused with the hemlock (Conium maculatum L., 1753) which, remember, is remarkably poisonous, in all its parts, and can lead to death. In this case, however, recognition is facilitated by the fact that the hemlock, when broken, gives off a strong smell of cat urine and that, if it is chewed, there is an unpleasant burning sensation on the tongue that alerts us and makes us aware of the danger.
As regards its protection, there are no reports of general, regional or local regulations that protect this plant.
Wild Angelica is an herb with an aromatic smell and a bitter and acrid spicy flavor.
This plant contains coumarin, furocumarin, tannins, resin, starches, sugars and essential oils.
This plant is used for both food and pharmacological purposes.
For food use, fresh leaves, buds and stems are used to flavor salads. Once cooked, as a slightly bitter vegetable side dish. Chopped leaves are a pleasant addition to the sour fruit compote, especially rhubarb. The stems can be candied and eaten as sweets. The seeds are used to flavor sweets and pastries.
For pharmacological use, research has highlighted the efficacy of coumarins as anticoagulants, phlebotonics, anti-inflammatory, spasmolytic, antioxidants, antitumor, antimicrobial and antiviral agents.
No cosmetic uses are known, above all because the furocoumarins contained in it and in other congeners increase the sensitivity of the skin to sunlight and can cause dermatitis.

Method of Preparation –
For the gastronomic use of Angelica sylvestris, the leaf petioles and the tender apexes of the branches and stems can be collected, which should be collected preferably in the period of April – May (in some cases parts can still be found even in June, but the more you advance with the season, the more difficult it is to find parts of the plant that are tender and appetizing enough).
The green and tender parts can be boiled and used as a side vegetable, as well as used in cooking fish and crustaceans; the particularly tender green parts can also be used raw for the preparation of mixed salads. Another interesting use is to use chopped leaves and tender petioles in the dough for the biscuits, to which it gives a characteristic aroma (perhaps associated with that of vanillin).
In Northern European countries Angelica is widely used in the preparation of sweets and particularly appreciated is the candied Angelica, which can be prepared by following this recipe:
– take leaf stalks, which must be carefully cleaned and washed. They are then distributed in a single layer in a saucepan and covered with water and sugar: everything is boiled on a low heat for about 10 minutes and left to rest for 24 hours. The next day, add more water and sugar to cover the stalks, boil slowly for about a quarter of an hour and leave to rest for another 24 hours. On the third day, the stalks must be removed from the saucepan, the sugar syrup must be boiled for about 5 minutes to make it thicker and at the end of the boiling, the stalks must be put back in the syrup and left to rest for another day. On the fourth day, the whole mixture is boiled (always on low heat) until the syrup has been almost completely absorbed; at this point the petioles are removed from the saucepan and dried on a surface sprinkled with sugar (pay attention to let them dry strictly separated from each other). Once dry, they turn over in sugar and can be safely stored in a glass jar, preferably dark (remember that the conservation of herbs, spontaneous or officinal, is always advisable in the absence of light, which accelerates the phenomena of expiration quality of the same).

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.



[:es]

Angelica sylvestris

La angélica salvaje (Angelica sylvestris L.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Apiaceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Subclase Rosidae, Orden Apiales, Familia Apiaceae y, por lo tanto, al Género Angélico y a la Especie A. sylvestris.
Los términos son sinónimos:
– Angélica Montana Brot.
– Angelica sylvestris subsp. Montana (Brot.);
– Arcangelica Imperatoria sylvestris Lam.
– Angélica brachyradia Freyn;
– Angélica illyrica K. Malý.

Etimología –
El término Angélica del género proviene del latín medieval herba angelica, ya que se creía que la planta protegía del demonio y curaba todas las enfermedades; La leyenda también cuenta que un ángel le reveló a un monje las propiedades curativas de esta planta.
El epíteto específico sylvestris proviene de sylva selva, madera (forma latina menos correcta para silva): plantas que crecen en el bosque, en lugares silvestres.

Distribución geográfica y hábitat –
Wild Angelica es una planta en las zonas frías y templadas y frías de Eurasia, donde está muy extendida en lugares húmedos y poco soleados, en Europa, Asia Menor, Siberia y Canadá.
En Italia está presente y es común en todo el territorio, con la posible excepción de Puglia y Cerdeña, donde no se ha confirmado su presencia.
Su hábitat es el de bosques húmedos, desfiladeros rocosos, riberas de arroyos, donde crece hasta 1600 m.

Descripción –
Angelica sylvestris es una especie de hierba perenne con un olor aromático y un sabor acre-picante.
Tiene una raíz carnosa a partir de la cual comienza un tallo robusto que puede alcanzar una altura de 2 m.
El tallo es cilíndrico, ramificado, rayado, cubierto de violeta, finamente pubescente en el paisaje floral; presenta vainas nodales, de 3-6 cm, que rodean la base de las ramas laterales.
Las hojas basales son transportadas por un pecíolo de 10-40 cm de largo; son de tres años de edad, con segmentos elementales afilados y ovados, equipados con una cerda delgada y puntiaguda colocada en la parte apical.
Las flores, formadas por pétalos de color rosa – blanco, se recogen en grandes paraguas, con 30-50 rayos pubescentes; Paraguas de concha de segundo orden (compota), con envoltura de brácteas filiformes, licencias.
El antesis es entre junio y agosto / septiembre.
El fruto es una polachenaria de 3-7 (8) x 2-4 (6.5) mm, con un contorno elíptico, con una base atenuada y truncada, de color parduzco. Mericarpi con costillas dorsales prominentes, las comisuras prolongadas en alas de 1-3 mm; visible visible tanto en la espalda como en la comisura.
Las semillas tienen endospermo plano en la cara comisural.

Cultivo –
La angélica silvestre, como su nombre lo indica, es una planta que crece en la naturaleza en los hábitats húmedos de áreas con un clima frío y templado-frío.
Sin embargo, es posible cultivarlo, a partir de semillas, con las mismas precauciones adoptadas para las otras especies del género Angélica, siempre que se cultive en sustratos con pH subacido o neutro, bien dotado de humus y en áreas con suficiente sombra.

Usos y Tradiciones –
Según una leyenda, fue el arcángel Raffaele quien presentó la planta a los hombres, que luego tomó el nombre de Angélica.
Los antiguos atribuyen a esta planta propiedades casi milagrosas: erradica la plaga, neutraliza los efectos de los venenos, prolonga la vida útil. En nuestros días, estas virtudes se han reducido enormemente y se aprecian en la medicina herbal como estimulante del sistema digestivo y como antiséptico.
En cuanto a su reconocimiento y sus posibles confusiones, de las numerosas especies (más de 100) que pertenecen al género Angelica, en el territorio italiano, es posible encontrar, además del común A. sylvestris L., solo unos pocos especímenes raros, escaparon del cultivo, de A. archangelica L., una especie utilizada en licor y reportada como sub espontánea.
Las dos especies son muy similares, difieren en algunos detalles, entre los cuales el color del tallo es más evidente, verde en A. archangelica y púrpura en A. sylvestris, y de las flores, blanquecinas y verdosas en A. archangelica y rosa en A. sylvestris.
Es más fácil confundir A. sylvestris L. con Peucedanum verticillare (L.) Mert. & W.D.J.Koch, generalizado en la parte centro-norte del país. Hay muchos caracteres en común: ambas plantas robustas y altas con un tallo púrpura rayado; También en este caso el elemento diferencial más evidente es el color de las flores, que son verdosas en Peucedanum verticillare.
Además, para los menos experimentados, esta planta podría confundirse con la cicuta (Conium maculatum L., 1753) que, recuerda, es notablemente venenosa, en todas sus partes, y puede provocar la muerte. En este caso, sin embargo, el reconocimiento se ve facilitado por el hecho de que la cicuta, cuando se rompe, emite un fuerte olor a orina de gato y que, si se mastica, se siente una sensación de ardor desagradable en la lengua que nos alerta y nos hace consciente del peligro.
En cuanto a su protección, no hay informes de regulaciones generales, regionales o locales que protejan esta planta.
Wild Angelica es una hierba con olor aromático y sabor picante amargo y ácido.
Esta planta contiene cumarina, furocumarina, taninos, resina, almidones, azúcares y aceites esenciales.
Esta planta se utiliza tanto para fines alimenticios como farmacológicos.
Para uso alimentario, se utilizan hojas frescas, brotes y tallos para dar sabor a las ensaladas. Una vez cocido, como guarnición de vegetales ligeramente amargos. Las hojas picadas son una adición agradable a la compota de frutas agrias, especialmente el ruibarbo. Los tallos pueden ser confitados y comidos como dulces. Las semillas se usan para dar sabor a dulces y pasteles.
Para uso farmacológico, la investigación ha destacado la eficacia de las cumarinas como anticoagulantes, flebotónicos, antiinflamatorios, espasmolíticos, antioxidantes, antitumorales, antimicrobianos y antivirales.
No se conocen usos cosméticos, sobre todo porque las furocumarinas que contiene y en otros congéneres aumentan la sensibilidad de la piel a la luz solar y pueden causar dermatitis.

Método de preparación –
Para el uso gastronómico de Angelica sylvestris, se pueden recolectar los pecíolos de las hojas y los ápices tiernos de las ramas y tallos, que se deben recolectar preferiblemente en el período de abril a mayo (en algunos casos, todavía se pueden encontrar partes incluso en junio, pero cuanto más avanzas con la temporada, más difícil es encontrar partes de la planta que sean lo suficientemente tiernas y apetitosas).
Las partes verdes y tiernas se pueden hervir y usar como una guarnición, así como también para cocinar pescado y crustáceos; las partes verdes particularmente tiernas también se pueden usar crudas para la preparación de ensaladas mixtas. Otro uso interesante es usar una mezcla de hojas y pecíolos tiernos en la masa para las galletas, a lo que le da un aroma característico (quizás asociado con el de la vainillina).
En los países del norte de Europa, la angélica se usa ampliamente en la preparación de dulces y es particularmente apreciada la angélica confitada, que se puede preparar siguiendo esta receta:
– tome tallos de hojas, que deben limpiarse y lavarse cuidadosamente. Luego se distribuyen en una sola capa en una cacerola y se cubren con agua y azúcar: todo se hierve a fuego lento durante unos 10 minutos y se deja reposar durante 24 horas. Al día siguiente, agregue más agua y azúcar para cubrir los tallos, hierva lentamente durante aproximadamente un cuarto de hora y deje reposar durante otras 24 horas. Al tercer día, los tallos deben retirarse de la cacerola, el jarabe de azúcar debe hervirse durante unos 5 minutos para que sea más espeso y al final de la ebullición, los tallos deben volver a colocarse en el jarabe y dejar reposar durante otro día. Al cuarto día, toda la mezcla se hierve (siempre a fuego lento) hasta que el jarabe se haya absorbido casi por completo; en este punto, los tallos se retiran de la cacerola y se secan sobre una superficie espolvoreada con azúcar (preste atención para que se sequen estrictamente separados unos de otros). Una vez secos, se convierten en azúcar y se pueden almacenar de forma segura en un frasco de vidrio, preferiblemente oscuro (recuerde que la conservación de hierbas, espontáneas u oficiosas, siempre es aconsejable en ausencia de luz, lo que acelera los fenómenos de caducidad calidad de la misma).

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.



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