Estirpatura

Estirpatura

Con il termine estirpatura, in agronomia, si intende il lavoro che in genere integra l’aratura migliorando le condizioni per la successiva erpicatura e la preparazione del letto di semina.
L’estirpatura viene eseguita con un attrezzo che viene chiamato estirpatore.
L’estirpatura è in genere consigliabile nei terreni compatti quando l’aratura è eseguita diversi mesi prima dell’erpicatura.
Questa condizione si verifica in caso di aratura estiva e semina autunnale e, soprattutto, in caso di aratura autunnale e semina primaverile: infatti durante questi intervalli di tempo le zolle subiscono un parziale sgretolamento per azione degli agenti atmosferici ma nel frattempo il terreno tende a compattarsi in superficie e a ricoprirsi di una vegetazione infestante. L’estirpatura riduce la compattezza superficiale ed elimina la vegetazione eventualmente comparsa creando le condizioni adatte per eseguire l’erpicatura. In alcuni casi, ad esempio con colture poco esigenti che si adattano ad un letto di semina preparato grossolanamente e su terreni non particolarmente tenaci, l’estirpatura può essere anche il lavoro complementare finale, lasciando il terreno pronto per la semina.

L’attrezzo che esegue l’estirpatura, è un organo discissore che esegue dei tagli verticali sul terreno già lavorato in precedenza, rompendo l’eventuale crosta superficiale formata, riducendo in parte la dimensione delle zolle, rendendo omogeneo il profilo del terreno, portando in superficie radici, bulbi, tuberi e rizomi di piante infestanti, eliminando eventuali piante infestanti sviluppate in superficie.
L’organo discissore, cioè l’estirpatore è un attrezzo costituito da un telaio portante sul quale sono inserite 1-2 serie di bracci a profilo diritto o ricurvo, terminanti con una vangheggia che favorisce la penetrazione nel terreno e nel contempo esalta l’azione di discissione in profondità. I bracci possono essere rigidi oppure elastici.
L’estirpazione è una lavorazione che consente una velocità di avanzamento veloce e che raggiunge una profondità di lavoro, normalmente, tra 20 e 30 cm e raramente oltre e richiede basse forze di trazione.
L’estirpatura trova ottimale impiego nella tecnica di minimum tillage. In questo caso l’estirpatura surroga l’aratura eseguendo una lavorazione meno energica e meno profonda.
Inoltre l’estirpatura si può eseguire come lavoro di coltivazione in alternativa alla sarchiatura, tecnica che prevede, in questi casi, l’uso di estirpatori di minori dimensioni, usati nell’interfila, se le file sono sufficientemente separate o, più frequentemente, su più file se l’interdistanza fra i bracci è compatibile con la distanza fra le file.




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