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Reseda luteola

L’Erba guada, conosciuta anche come Luteola, Camomilla del tintore o guaderella (Reseda luteola L., 1753) è una specie erbacea della famiglia delle Resedaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Dilleniidae, Ordine Capparales, Sottordine Resedineae, Famiglia Resedaceae e quindi al Genere Reseda ed alla Specie R. luteola.
Sono presenti due sottospecie:
– Reseda luteola subsp. Luteola;
– Reseda luteola subsp. Biaui.
Sono sinonimi i termini:
– Arkopoda luteola (L.) Raf.;
– Luteola resedoides Fuss;
– Luteola tinctoria Webb & Berthel.;
– Reseda crispata Link;
– Reseda dimerocarpa (Müll.Arg.) Rouy & Foucaud;
– Reseda gussonei Boiss. & Reut.;
– Reseda luteola subsp. Dimero carpa (Müll.Arg.) Abdallah & de Wit;
– Reseda luteola subsp. Gussonei (Boiss. & Reut.) Franco;
– Reseda pseudovirens Friv. ex Hampe.

Etimologia –
Il termine Reseda deriva da resédo calmare, guarire: nome attribuito da Plinio a una pianta di questo genere per le sue proprietà medicinali.
‘epiteto specifico luteola è il diminutivo di lúteus giallo: di colore giallino, giallognolo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Reseda luteola è una pianta a distribuzione originariamente mediterranea altrove di antica introduzione (acheofita), presente in tutte le regioni d’Italia, ma più frequente al centro-sud. Cresce in vegetazioni ruderali pioniere e lacunose, ai margini delle strade, nei coltivi abbandonati, nelle aiuole e nelle discariche, lungo le massicciate ferroviarie, su suoli subaridi, da sabbiosi ad argillosi, ricchi in scheletro, basi e composti azotati, su substrati calcarei, dal livello del mare alla fascia montana inferiore.
Oggi è diffusa in Eurasia, Nordafrica e Nordamerica.

Descrizione –
L‘Erba guada è una specie erbacea annua o perenne, con fusto liscio, che raggiunge altezze tra 20 e 90 cm.
È una pianta polimorfa, con fusti eretti, angolosi, per lo più ramosi.
Le foglie sono pennate, picciolate e profondamente frastagliate in 3-7 segmenti oblunghi. I fiori sono piccoli, portati su brevi peduncoli, riuniti in racemi eretti, hanno calice a 6 sepali, corolle giallo-verdastre formate da 6 petali 3-fidi: i 2 segmenti laterali più larghi di quello centrale.
‘antesi è tra maggio e settembre.
I frutti sono delle capsule di 4-5 mm, subsferiche, erette, portate da un corto peduncolo, con solchi longitudinali profondi nella zona placentaria, tridentata, glabra o papillosa. I semi hanno dimensioni di 0,7-1 mm, ovoidi, bruno-scuri, lisci, brillanti, leggermente reticolati e senza caruncola.

Coltivazione –
Reseda luteola è una pianta che può essere coltivata per la tintura della seta o per realizzare prodotti de’industria cosmetica.
È una specie che si adatta molto bene al clima mediterraneo e non hanno particolari esigenze nutrizionali.
Si consiglia di seminarla con luna crescente quando la temperatura notturna è di almeno 12 gradi.
Il terreno dove coltivarla deve essere misto sabbia, tipo quello usato per seminare il prato. Una volta seminata, va ricoperta con pochissima terra e mantenuta umida fino a germinazione avvenuta; dopodiché si può iniziare a diradare gradualmente l’irrigazione intervenendo ogni qualvolta la parte superficiale del terreno si secca.
Per il trapianto si può intervenire alla comparsa della 4 foglia, quando la piantina è alta almeno 5/10 cm si trapianta.
Si ricorda , inoltre, che la dispersione dei semi è aiutata da uccelli e formiche.
Questa pianta cresce anche in vaso, anche se, ovviamente, è in pieno campo che da il meglio.

Usi e Tradizioni –
La Reseda luteola è una pianta è nota fin dai tempi antichi per le proprietà tintorie, ma suscitò il maggiore interesse nel XIII secolo: da essa si ricavava un colore giallo brillante, ma a seconda dei mordenti si ottenevano anche diverse tonalità di verde. Il principio attivo è la luteolina, un flavonoide presente in tutta la pianta, dalla fioritura alla maturazione dei frutti; la lavorazione avveniva su pianta sia fresca che essiccata, e il pigmento era ritenuto tra i più solidi e brillanti. Nel Medioevo la richiesta fu tanto elevata da parte delle industrie tessili e dei lanifici di Francia, Inghilterra e Germania, da sviluppare un fiorente commercio e una coltivazione intensiva, che è durata sino a tempi abbastanza recenti.
Ma andiamo alle origini dell’utilizzo di questa pianta.
Si tratta di una delle più antiche piante tintorie coltivate nel continente europeo.
La Reseda ebbe un rapporto con la civiltà sin dal Neolitico, ma le testimonianze più corpose sono riportate nella Bibbia ebraica e dai Romani (Plinio, in particolare, la nominò e la descrisse per le sue proprietà). Si diceva appunto che la Reseda fosse il colore con cui le Vergini Vestali romane tingevano i loro abiti e quelli delle giovani spose nella florida Roma degli Imperatori, ma venne utilizzata anche dagli stessi “Barbari”, ai confini del’Impero. In particolare dai Galli, nelle aree francesi, insieme alle altre due piante fondamentali della tintura europea: la Robbia ed il Guado.
Questa pianta così si diffuse rapidamente presso tutte le culture Europee, partendo dai Celti fino ad arrivare al Sud Italia e al’Asia Centrale. In Inghilterra fu considerata la miglior pianta indigena per la tinta da giallo e fu largamente utilizzata nelle colorazioni degli abiti semplici del popolo per secoli interi. La sua attitudine economica e “popolare” non fece disdegnare il suo uso perfino in Francia, dove veniva utilizzata per la tintura delle stoffe preziose, destinate a diventare i magnificenti abiti di Versailles nel periodo di massimo splendore. Fu usata anche dai creativi tintori dei Dogi Veneziani, per i sacri abiti della Chiesa.
Le notizie sulla sua coltivazione si perdono così nella notte dei tempi; venne coltivata persino dai Vichinghi, e permise a molti mercanti italiani e europei di stoffe e pigmenti di arricchirsi esageratamente. In Scozia veniva utilizzata per la tintura del famoso tessuto Tweed. Trovò spazio nei monasteri inglesi, che facevano largo uso del pigmento sotto forma di inchiostro, per le miniature, così come la Robbia e altri pigmenti usati per il tessile.
Fu senz’altro ampiamente coltivata e curata con tutti gli onori: la sua coltivazione infatti si estese fino a tempi relativamente recenti, ed essa si rivelò, al contrario della maggior parte delle tintorie, una valida concorrente delle nuove tinture chimiche, che sostituirono quasi interamente quasi tutti i pigmenti naturali usati fino al secolo scorso.
Infatti il successo della pianta, a differenza di altri piante tintorie, è durato sino a tempi molto recenti perché le proprietà coloranti, in termini di tonalità brillantezza e resistenza, si sono rivelate molto competitive con le moderne tinture sintetiche.
Con questa pianta si possono ottenere diverse tonalità di colore.
Il Giallo della Reseda – Il giallo è classicamente un colore che rappresenta il Divino, ‘assoluta comunione con il Divino stesso e il Divino che si manifesta, almeno per quanto riguarda la Storia del’Arte e la pittura tradizionale. Basti pensare al’iconografia di Gesù nei secoli, avvolto da luce gialla (probabilmente dipinta con pigmento di Reseda). Senza contare che spesso il Giallo viene trasformato in Oro, simbolo di assoluta perfezione, con ‘aggiunta di polveri di lavorazione del metallo più prezioso. Per questo in altri tempi il Giallo di Reseda fu davvero un elemento importante nei commerci di pigmenti e di tessuti. Ma la Reseda si prestò nei tempi anche a misture differenti: con la Robbia (Rubia Tinctorum) per tingere d’arancione acceso, con ‘Anthemis (la Camomilla dei Tintori) per il giallo dolce e dorato delle vesti festive. Con ‘Indaco indiano produce invece un verde-giallo molto brillante, simile al lime.
Il Verde di Sherwood – Un Verde particolare, caldo, armonioso e vibrante come la foresta di Sherwood, si otteneva mescolando la Reseda lutea, dal pigmento giallo, al Guado blu (Isatis Tinctoria), entrambe erbe spontanee diffuse nel territorio britannico. Secondo la leggenda, nel’Isola Britannica, visse un eroe conosciuto con il nome di Robin Hood, famoso paladino del popolo inglese, che si diceva “rubasse ai ricchi per aiutare i deboli”; egli vestiva abiti tinti di un Verde pieno e vivace, color dei boschi delle Isole del Nord, che permetteva a lui e ai suoi ribelli di mimetizzarsi ed agire nel cupo del bosco senza essere scoperti. Quel Verde divenne, per il popolo che essi proteggevano, il simbolo della giustizia, della pace e della salvezza, e prese il nome di Saxon Green, Verde Sassone.
Ma la Reseda Lutea era nota anche come Rimedio Naturale antitumorale già nel’antichità. Citata da Plinio il Vecchio in uno dei suoi trattati, successivamente anche altri medici hanno riportato nei loro testi questa erba medica tra i possibili alleati contro i tumori. Tra questi François Geoffroy e Samuel Frederick Gray. Nonostante ciò, prima del 2014 nessuno aveva speso il suo tempo nel verificare queste informazioni secondo criteri moderni, neppure in test in vitro. Nel 2014 uno studio ha interrotto per un attimo la coltre di nebbia caduta su questo Rimedio Naturale dimostrandone ‘efficacia contro cellule tumorali del Melanoma e fibroblasti, rilevando le sue potenzialità strettamente legate al’alto contenuto di Benzil Isotiocianato (BITC) e Benzil Glocosinolato, componenti che in tempi recenti molti si affannano ad isolare, capire, e cercare di incapsulare in farmaci, poiché ‘attività antitumorale ne è più che confermata.
L’Erba guada è anche una buona mellifera ed un tempo era utilizzata come pianta vulneraria e diuretica.

Modalità di Preparazione –
Entrando nel merito della Luteolina, questo pigmento si estrae dalla pianta intera (radici escluse): quindi dai fiori maggiormente, ma anche da foglie, rami e semi, soprattutto nel periodo di fine fioritura (estate). Si utilizza sia essiccata che fresca, per colorare la lana, il cotone, la seta e lino.
Il Giallo vivo della Luteolina, che si presenta fisso sulla lana tinta, è molto brillante, ma il pigmento è anche un’ottima base per le misture di colori, abbinata ad altre Erbe Tintorie e mordenti differenti. Prima di tingere di solito si usa, infatti, mettere ‘allume di rocca (soprattutto per la lana), per fissare il colore sulle fibre dei tessuti e per dare il giallo limone. In alternativa va bene anche il ferro, ma la sfumatura che ne deriva è olivastra. Poi il filato viene immerso nel bagno colore caldo (che viene da almeno trenta minuti di infusione), che deve essere preparato con una quantità di pianta uguale al peso del tessuto.
Con questa pianta si può preparare anche un inchiostro.
Macerando la Reseda luteola in alcool, si ottiene un ottimo inchiostro per scrivere e disegnare, utilizzato anche nel’antichità dai frati amanuensi. Il pigmento di Reseda, fatto precipitare nel gesso, dà un inchiostro giallo dorato, che una volta veniva usato in luogo della vera polvere d’oro, per dare magnificenza ai dipinti Sacri.
Per quanto riguarda invece le sue proprietà curative e farmaceutiche, le informazioni sul’usabilità di questa erba riguardano la ricetta nei rimedi tradizionali che parla di infusione di 60 grammi di cime fiorite per 20 minuti bevendone fino a 3 tazze al giorno per le sue proprietà vulnerarie e diuretiche.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Reseda luteola

The dyer’s rocket (Reseda luteola L., 1753) is a herbaceous species of the family of the Resedaceae.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Reign Plantae, Sub-Trinchebionta Subdivision, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Subclass Dilleniidae, Capparales Order, Suborder Resedineae, Resedaceae Family and then to the genus Reseda and to the Species R. luteola.
There are two subspecies:
– Reseda luteola subsp. luteola;
– Reseda luteola subsp. Biaui.
The terms are synonymous:
– Arkopoda luteola (L.) Raf .;
– Luteola resedoides Fuss;
– Luteola tinctoria Webb & Berthel .;
– Reseda crispata Link;
– Reseda dimerocarpa (Müll.Arg.) Rouy & Foucaud;
– Reseda gussonei Boiss. & Reut .;
– Reseda luteola subsp. Dimero carp (Müll.Arg.) Abdallah & de Wit;
– Reseda luteola subsp. Gussonei (Boiss. & Reut.) Franco;
– Reseda pseudovirens Friv. ex Hampe.

Etymology –
The term Reseda derives from resédo calmare, guarare: name attributed by Pliny to a plant of this genus for its medicinal properties.
‘Specific epithet luteola is the diminutive of yellow lúteus: yellowish, yellowish in color.

Geographical Distribution and Habitat –
The Reseda luteola is a plant with an originally Mediterranean distribution elsewhere of ancient introduction (acheophyte), present in all regions of Italy, but more frequent in the central-south. It grows in rude pioneer and patchy vegetations, at the edge of roads, in abandoned cultivated areas, in flowerbeds and landfills, along railway embankments, on subarid soils, from sandy to clayey, rich in skeleton, bases and nitrogen compounds, on calcareous substrates, from sea level to the lower montane belt.
Today it is widespread in Eurasia, North Africa and North America.

Description –
Dyer’s rocket is an annual or perennial herbaceous species, with a smooth stem, reaching heights between 20 and 90 cm.
It is a polymorphous plant, with erect, angular stems, mostly branchy.
The leaves are pinnate, petiolate and deeply indented in 3-7 oblong segments. The flowers are small, carried on short peduncles, gathered in erect racemes, they have a calyx with 6 sepals, yellow-greenish corollas formed by 6 3-fidi petals: the 2 lateral segments wider than the central one.
‘Ancient is between May and September.
The fruits are 4-5 mm capsules, subspherical, erect, carried by a short peduncle, with deep longitudinal furrows in the placental, tridentate, glabrous or papillose area. The seeds have dimensions of 0.7-1 mm, ovoid, brown-dark, smooth, bright, slightly cross-linked and without caruncola.

Cultivation –
Reseda luteola is a plant that can be grown for silk dyeing or to make cosmetic products.
It is a species that adapts very well to the Mediterranean climate and has no particular nutritional requirements.
It is advisable to sow it with a crescent moon when the night temperature is at least 12 degrees.
The land where to cultivate it must be mixed sand, like the one used to sow the lawn. Once sown, it should be covered with very little earth and kept moist until germination has taken place; after which the irrigation can be gradually reduced by intervening whenever the surface of the soil dries up.
For the transplant you can intervene at the appearance of the 4th leaf, when the seedling is at least 5/10 cm high it is transplanted.
It should also be remembered that the dispersion of the seeds is aided by birds and ants.
This plant also grows in pots, although, obviously, it is in full field that gives the best.

Uses and Traditions –
The Reseda luteola is a plant known since ancient times for its dyeing properties, but it aroused the greatest interest in the XIII century: from it it was obtained a bright yellow color, but depending on the stains different shades of green were also obtained. The active ingredient is luteolin, a flavonoid present throughout the plant, from flowering to fruit ripening; processing took place on both fresh and dried plants, and the pigment was considered among the most solid and brilliant. In the Middle Ages the demand was so high on the part of the textile and wool factories of France, England and Germany, to develop a flourishing trade and intensive cultivation, which lasted until quite recently.
But let’s go to the origins of using this plant.
It is one of the oldest dyeing plants cultivated on the European continent.
The Reseda had a relationship with civilization since the Neolithic, but the most substantial testimonies are reported in the Hebrew Bible and by the Romans (Pliny, in particular, named it and described it for its properties). It was said that the Reseda was the color with which the Roman Vestal Virgins dyed their clothes and those of the young brides in the flourishing Rome of the Emperors, but it was also used by the “Barbarians” themselves, on the borders of the Empire. In particular from the Gauls, in the French areas, together with the other two fundamental plants of the European tincture: the Robbia and the Guado.
This plant spread so rapidly to all European cultures, starting from the Celts up to Southern Italy and Central Asia. In England it was considered the best indigenous plant for the tint of yellow and was widely used in the colors of the simple clothes of the people for whole centuries. His economic and “popular” attitude did not disdain its use even in France, where it was used for dyeing precious fabrics, destined to become the magnificent dresses of Versailles in the heyday. It was also used by the creative dyers of the Venetian Doges, for the sacred clothes of the Church.
The news on its cultivation is lost in the mists of time; it was even cultivated by the Vikings, and allowed many Italian and European merchants of fabrics and pigments to enrich themselves exaggeratedly. In Scotland it was used for dyeing the famous Tweed fabric. He found space in English monasteries, which made extensive use of pigment in the form of ink, for miniatures, as well as Robbia and other pigments used for textiles.
It was certainly widely cultivated and cared for with all the honors: its cultivation in fact extended until relatively recent times, and it turned out, unlike most dyeing plants, a valid competitor of the new chemical dyes, which they almost entirely replaced almost all the natural pigments used until the last century.
In fact, the success of the plant, unlike other dyeing plants, lasted until very recent times because the coloring properties, in terms of brilliance and resistance, proved to be very competitive with modern synthetic dyes.
With this plant you can get different shades of color.
The Yellow of the Reseda – Yellow is classically a color that represents the Divine, “absolute communion with the Divine itself and the Divine that manifests itself, at least as regards the History of Art and traditional painting. Just think of the iconography of Jesus over the centuries, wrapped in yellow light (probably painted with Reseda’s pigment). Not to mention that often the Yellow is transformed into Gold, a symbol of absolute perfection, with the addition of powder to work the most precious metal. This is why in other times Reseda’s Yellow was indeed an important element in the trade of pigments and fabrics. But the Reseda lent itself in the times also to different mixtures: with the Robbia (Rubia Tinctorum) to dye of bright orange, with ‘Anthemis (the Camomilla of the Tintori) for the sweet and golden yellow of the festive clothes. With ‘Indigo Indian instead produces a very bright yellow-green, similar to lime.
The Green of Sherwood – A particular Green, warm, harmonious and vibrant as the Sherwood forest, was obtained by mixing the Reseda lutea, from the yellow pigment, to the blue Guado (Isatis Tinctoria), both wild herbs widespread in the British territory. According to legend, in the British Island, lived a hero known by the name of Robin Hood, famous paladin of the English people, who said he was “stealing from the rich to help the weak”; he wore dyed clothes of a full and lively Green, the color of the woods of the Northern Isles, which allowed him and his rebels to camouflage themselves and act in the dark woods without being discovered. That Green became, for the people they protected, the symbol of justice, peace and salvation, and took the name Saxon Green, Saxon Green.
But the Reseda Lutea was also known as a Natural Antitumor Remedy already in antiquity. Cited by Pliny the Elder in one of his treatises, other doctors later reported in their texts this medical herb among the possible allies against tumors. These include François Geoffroy and Samuel Frederick Gray. Nevertheless, before 2014 nobody had spent his time in verifying this information according to modern criteria, not even in in vitro tests. In 2014 a study interrupted for a moment the blanket of fog falling on this Natural Remedy, demonstrating its effectiveness against tumor cells of Melanoma and fibroblasts, revealing its potentialities closely linked to the high content of Benzyl Isothiocyanate (BITC) and Benzyl Glocosinolate, components that in recent times many are scrambling to isolate, understand, and try to encapsulate in drugs, since antitumor activity is more than confirmed.
The herb is also a good mellifera and was once used as a vulnerary and diuretic plant.

Preparation Mode –
Entering into the merit of Luteolin, this pigment is extracted from the whole plant (roots excluded): therefore from the flowers more, but also from leaves, branches and seeds, especially in the period of late flowering (summer). It is used both dried and fresh, to color wool, cotton, silk and linen.
The bright yellow of Luteolina, which appears fixed on the dyed wool, is very bright, but the pigment is also an excellent base for the mixtures of colors, combined with other Herbs Dyeing and different stains. In fact, before dyeing, it is usually used to put ‘rock alum (especially for wool), to fix the color on the fibers of the fabrics and to give the lemon yellow. Alternatively, iron is fine too, but the resulting nuance is olive. Then the yarn is immersed in the warm color bath (which comes from at least thirty minutes of infusion), which must be prepared with a quantity of plant equal to the weight of the fabric.
An ink can also be prepared with this plant.
Macerating the Reseda luteola in alcohol, you get an excellent ink for writing and drawing, also used in antiquity by the amanuensis friars. Reseda’s pigment, plunged into plaster, gives a golden yellow ink, which was once used in place of the real gold dust, to give magnificence to the sacred paintings.
As for its healing and pharmaceutical properties, the information on the usability of this herb concerns the recipe in traditional remedies that speaks of the infusion of 60 grams of flowered buds for 20 minutes, drinking up to 3 cups a day for its vulnerable properties and diuretic.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Reseda luteola

La Reseda amarilla (Reseda luteola L., 1753) es una especie herbácea de la familia de las Resedaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reign Plantae, Sub-Trinchebionta Subdivision, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Subclass Dilleniidae, Capparales Order, Suborder Resedineae, Resedaceae Family y luego al género R. luda y a la Species R. lute y a la Species R. luda y a la Species R. luda.
Hay dos subespecies:
– Reseda luteola subsp. luteola;
– Reseda luteola subsp. Biaui.
Los términos son sinónimos:
– Arkopoda luteola (L.) Raf.
– Luteola resedoides alboroto;
– Luteola tinctoria Webb & Berthel;
– Reseda crispata Link;
– Reseda dimerocarpa (Müll.Arg.) Rouy & Foucaud;
– Reseda gussonei Boiss. & Reut.;
– Reseda luteola subsp. Dimero carpa (Müll.Arg.) Abdallah & de Wit;
– Reseda luteola subsp. Gussonei (Boiss. & Reut.) Franco;
– Reseda pseudovirens Friv. ex Hampe.

Etimología –
El término Reseda deriva de resédo calmare, guarare: nombre atribuido por Plinio a una planta de este género por sus propiedades medicinales.
‘El epíteto específico de luteola es el diminutivo del lúteo amarillo: de color amarillento, amarillento.

Distribución geográfica y hábitat –
La Reseda luteola es una planta con una distribución originalmente mediterránea en otros lugares de introducción antigua (acheophyte), presente en todas las regiones de Italia, pero más frecuente en el centro-sur. Crece en vegetaciones pioneras y desiguales, al borde de las carreteras, en áreas cultivadas abandonadas, en parterres y vertederos, a lo largo de terraplenes ferroviarios, en suelos subáridos, desde arenosos hasta arcillosos, ricos en esqueletos, bases y compuestos de nitrógeno, en sustratos calcáreos, desde el nivel del mar hasta el cinturón montano inferior.
Hoy está muy extendido en Eurasia, África del Norte y América del Norte.

Descripción –
Reseda amarilla es una especie herbácea anual o perenne, con un tallo liso, que alcanza alturas entre 20 y 90 cm.
Es una planta polimorfa, con tallos erectos, angulares, en su mayoría ramificados.
Las hojas son pinnadas, pecioladas y profundamente indentadas en 3-7 segmentos oblongos. Las flores son pequeñas, portadas en pedúnculos cortos, reunidos en racimos erectos, tienen un cáliz con 6 sépalos, corolas amarillo verdosas formadas por 6 pétalos de 3 fidi: los 2 segmentos laterales más anchos que el central.
‘Antigua es entre mayo y septiembre.
Los frutos son cápsulas de 4-5 mm, subesféricas, erectas, transportadas por un pedúnculo corto, con profundos surcos longitudinales en el área placentaria, tridentada, glabra o papilosa. Las semillas tienen dimensiones de 0.7-1 mm, ovoides, marrón oscuro, lisas, brillantes, ligeramente reticuladas y sin caruncola.

Cultivo –
Reseda luteola es una planta que se puede cultivar para teñir seda o para hacer productos cosméticos.
Es una especie que se adapta muy bien al clima mediterráneo y no tiene requerimientos nutricionales particulares.
Es aconsejable sembrarlo con una luna creciente cuando la temperatura nocturna es de al menos 12 grados.
La tierra donde cultivarla debe ser arena mezclada, como la que se usa para sembrar el césped. Una vez sembrado, debe cubrirse con muy poca tierra y mantenerse húmedo hasta que haya tenido lugar la germinación; después de lo cual el riego puede reducirse gradualmente interviniendo cada vez que la superficie del suelo se seque.
Para el trasplante, puede intervenir al aparecer la cuarta hoja, cuando la plántula tiene al menos 5/10 cm de altura, se trasplanta.
También debe recordarse que la dispersión de las semillas es ayudada por pájaros y hormigas.
Esta planta también crece en macetas, aunque, obviamente, está en el campo completo que da lo mejor.

Usos y Tradiciones –
La Reseda luteola es una planta conocida desde la antigüedad por sus propiedades de tintura, pero despertó el mayor interés en el siglo XIII: de ella se obtuvo un color amarillo brillante, pero dependiendo de las manchas también se obtuvieron diferentes tonos de verde. El ingrediente activo es la luteolina, un flavonoide presente en toda la planta, desde la floración hasta la maduración de la fruta; el procesamiento tuvo lugar tanto en plantas frescas como secas, y el pigmento se consideró entre los más sólidos y brillantes. En la Edad Media, la demanda de las fábricas textiles y de lana de Francia, Inglaterra y Alemania era tan alta para desarrollar un comercio floreciente y un cultivo intensivo, que duró hasta hace muy poco.
Pero vayamos a los orígenes del uso de esta planta.
Es una de las plantas de teñido más antiguas cultivadas en el continente europeo.
La Reseda tuvo una relación con la civilización desde el Neolítico, pero los testimonios más importantes se informan en la Biblia hebrea y por los romanos (Plinio, en particular, lo nombró y lo describió por sus propiedades). Se decía que la Reseda era el color con el que las vírgenes vestales romanas teñían sus ropas y las de las jóvenes novias en la floreciente Roma de los emperadores, pero también la usaban los “bárbaros”, en las fronteras del Imperio. En particular de los galos, en las zonas francesas, junto con las otras dos plantas fundamentales de la tintura europea: la Robbia y la Guado.
Esta planta se extendió tan rápidamente a todas las culturas europeas, desde los celtas hasta el sur de Italia y Asia central. En Inglaterra se consideraba la mejor planta autóctona por el tinte amarillo y se usaba ampliamente en los colores de la ropa simple de la gente durante siglos enteros. Su actitud económica y “popular” no desdeñó su uso incluso en Francia, donde se utilizó para teñir telas preciosas, destinadas a convertirse en los magníficos vestidos de Versalles en el apogeo. También fue utilizado por los tintoreros creativos de los Doges venecianos, para la vestimenta sagrada de la Iglesia.
La noticia sobre su cultivo se pierde así en las brumas del tiempo; incluso fue cultivada por los vikingos, y permitió que muchos comerciantes italianos y europeos de telas y pigmentos se enriquecieran exageradamente. En Escocia se usaba para teñir la famosa tela Tweed. Encontró espacio en los monasterios ingleses, que utilizaban mucho el pigmento en forma de tinta para miniaturas, así como Robbia y otros pigmentos utilizados para textiles.
Ciertamente fue ampliamente cultivado y cuidado con todos los honores: su cultivo, de hecho, se extendió hasta tiempos relativamente recientes, y resultó, a diferencia de la mayoría de las plantas de teñido, un competidor válido de los nuevos tintes químicos, que reemplazaron casi por completo Casi todos los pigmentos naturales utilizados hasta el siglo pasado.
De hecho, el éxito de la planta, a diferencia de otras plantas de tintura, duró hasta tiempos muy recientes porque las propiedades de coloración, en términos de brillo y resistencia, demostraron ser muy competitivas con los tintes sintéticos modernos.
Con esta planta puedes obtener diferentes tonos de color.
El amarillo de la Reseda: el amarillo es un color clásico que representa la Divina “comunión absoluta con lo Divino mismo y lo Divino que se manifiesta, al menos en lo que respecta a la Historia del Arte y la pintura tradicional. Solo piense en la iconografía de Jesús a lo largo de los siglos, envuelta en luz amarilla (probablemente pintada con el pigmento de Reseda). Sin mencionar que a menudo el amarillo se transforma en oro, un símbolo de perfección absoluta, con la adición de polvo para trabajar el metal más precioso. Es por eso que en otros tiempos el amarillo de Reseda fue de hecho un elemento importante en el comercio de pigmentos y telas. Pero la Reseda se prestó en los tiempos también a diferentes mezclas: con la Robbia (Rubia Tinctorum) para teñir de naranja brillante, con ‘Anthemis (la Camomilla de los Tintori) por el dulce y dorado amarillo de la ropa festiva. Con ‘Indigo Indian, en cambio, produce un color amarillo verdoso muy brillante, similar a la lima.
El verde de Sherwood: se obtuvo un verde particular, cálido, armonioso y vibrante como el bosque de Sherwood, mezclando la Reseda lutea, desde el pigmento amarillo, hasta el azul Guado (Isatis Tinctoria), ambas hierbas silvestres diseminadas en el territorio británico. Según la leyenda, en la isla británica, vivía un héroe conocido con el nombre de Robin Hood, famoso paladín del pueblo inglés, que dijo que “estaba robando a los ricos para ayudar a los débiles”; vestía ropas teñidas de un verde lleno y vivo, del color de los bosques de las Islas del Norte, lo que le permitió a él y a sus rebeldes camuflarse y actuar en el bosque oscuro sin ser descubiertos. Ese Verde se convirtió, para las personas que protegieron, en el símbolo de la justicia, la paz y la salvación, y tomó el nombre de Saxon Green, Saxon Green.
Pero la Reseda Lutea también era conocida como un remedio antitumoral natural ya en la antigüedad. Citado por Plinio el Viejo en uno de sus tratados, otros médicos informaron posteriormente en sus textos que esta hierba medicinal se encuentra entre los posibles aliados contra los tumores. Estos incluyen François Geoffroy y Samuel Frederick Gray. Sin embargo, antes de 2014 nadie había pasado su tiempo verificando esta información de acuerdo con criterios modernos, ni siquiera en pruebas in vitro. En 2014, un estudio interrumpió por un momento la capa de niebla que caía sobre este remedio natural, demostrando su efectividad contra las células tumorales de melanoma y fibroblastos, revelando sus potencialidades estrechamente vinculadas con el alto contenido de isotiocianato de bencilo (BITC) y componentes del glocosinolato de bencilo. que en los últimos tiempos muchos se esfuerzan por aislar, comprender e intentar encapsular en medicamentos, ya que la actividad antitumoral está más que confirmada.
La hierba también es una buena mellifera y una vez fue utilizada como una planta vulneraria y diurética.

Modo de preparación –
Al entrar en el mérito de Luteolin, este pigmento se extrae de toda la planta (excluidas las raíces): por lo tanto, de las flores más, pero también de las hojas, ramas y semillas, especialmente en el período de floración tardía (verano). Se usa tanto seco como fresco, para colorear lana, algodón, seda y lino.
El amarillo brillante de Luteolina, que aparece fijado en la lana teñida, es muy brillante, pero el pigmento también es una base excelente para las mezclas de colores, combinadas con otras tinturas de hierbas y diferentes manchas. De hecho, antes de teñir, generalmente se usa para poner ‘alumbre de roca (especialmente para lana), para fijar el color en las fibras de las telas y para dar el amarillo limón. Alternativamente, el hierro también está bien, pero el matiz resultante es oliva. Luego, el hilo se sumerge en el baño de color cálido (que proviene de al menos treinta minutos de infusión), que debe prepararse con una cantidad de planta igual al peso de la tela.
También se puede preparar una tinta con esta planta.
Al macerar la Reseda luteola en alcohol, obtienes una excelente tinta para escribir y dibujar, también utilizada en la antigüedad por los frailes amanuenses. El pigmento de Reseda, sumergido en yeso, da una tinta amarilla dorada, que una vez se usó en lugar del polvo de oro real, para dar magnificencia a las pinturas sagradas.
En cuanto a sus propiedades curativas y farmacéuticas, la información sobre la usabilidad de esta hierba se refiere a la receta en remedios tradicionales que habla de la infusión de 60 gramos de yemas florecidas durante 20 minutos, bebiendo hasta 3 tazas al día por sus propiedades vulnerables. y diurético

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.




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