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Calluna vulgaris

Il Brugo (Calluna vulgaris (L.) Hull, 1808) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Ericaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Dilleniidae, Ordine Ericales, Famiglia Ericaceae e quindi al Genere Calluna ed alla Specie C. vulgaris.
Sono sinonimi i termini:
– Calluna alpestris Gandoger (1884);
– Calluna atlantica Seemen (1866);
– Calluna beleziana Rouy (1895);
– Calluna brumalis Gandoger (1884);
– Calluna erica DC.;
– Calluna olbiensis Albert (1883);
– Calluna oviformis Gandoger (1875);
– Calluna pyrenaica Gandoger (1884);
– Calluna sagittifolia Gray (1821);
– Calluna sancta Gandoger (1884).

Etimologia –
Il termine Calluna proviene dal greco καλλύνω kallúno scopare: i suoi rami vengono usati per fabbricare scope da giardino.
L’epiteto sepcifico vulgaris viene dal latino da vúlgus volgo: molto comune, ordinario per la grande diffusione, banale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Calluna vulgaris è una pianta abbastanza comune in Europa, in Siberia occidentale, in Asia minore e in America settentrionale dove vegeta nelle zone fredde e temperato/fredde con buone precipitazioni e periodi estivi ristretti.
In Italia è comune nelle zone centrosettentrionali, rara nell’Appennino centrale, assente al sud e isole. In particolare è comune nel paesaggio delle brughiere ai piedi delle Prealpi lombarde, o nella zona delle baragge vercellesi.
Il suo habitat è quello dei terreni acidi ben drenati, in pieno sole o parzialmente in ombra, nei boschi di conifere e torbiere con una diffusione altitudinale da 0 a 2500 m s.l.m..
Il brugo è stato introdotto in Nuova Zelanda ed è diventato infestante in alcune aree, ad esempio nel Tongariro National Park, dove la pianta si riproduce in modo smisurato. Per fermare la propagazione del brugo, è stata introdotta la Lochmaea suturalis; i primi tentativi hanno avuto parziale successo.

Descrizione –
Il Brugo è una pianta suffruticosa, spesso erbacea e perenne, che si sviluppa per poche decine di centimetri (25-50 cm) anche in larghezza e in altezza, ed è una aghifoglia e sempreverde.
Il fusto è legnoso, tenace, glabro ad andamento prostrato, alquanto ramificato e intrecciato tanto da ricoprire il terreno circostante in maniera compatta e densa.
Le foglie sono sessili alla base, con due piccole orecchiette e sono aghiformi sempreverdi, opposte e alterne a coppia (ossia ogni coppia si presenta in posizione alterna rispetto alla precedente), densamente embricate in 4 file longitudinali a sezione triangolare e di forma lanceolato-squamiformi; con dimensioni di 2–3 mm in lunghezza e 0,7 mm in larghezza.
I fiori sono riuniti in infiorescenza a racemo apicale unilaterale (i vari fiori sono tutti rivolti dallo stesso lato). In posizione apicale insieme ai fiori sono presenti alcune foglie (tipo brattee) e la spiga florale è lunga dai 20 ai 30 cm.
La colorazione dei fiori, negli esemplari selvatici, è sono solitamente sul viola o colore malva ma anche rosei (raramente bianchi) e sono leggermente penduli. I fiori sono ermafroditi, attinomorfi e tetrameri (corolla e calice quadripartiti).
Il calice è gamosepalo, membranoso (la cui lunghezza e maggiore della corolla) ed è formato da 4 lobi (sepali petaloidei) lunghi 4–6 mm e non saldati interamente. Il colore è lo stesso della corolla. I petali sono di dimensione della metà dei sepali e sono saldati per due terzi. La corolla è gamopetala ed è campanulata e fuoriesce solo in parte dal calice ed ha dimensione di 2–3 mm.
L’androceo è composto da 8 stami con antere aristate e due appendici riflesse.
Il gineceo è composto da un ovario supero con un solo stilo molto lungo che fuoriesce vistosamente dal fiore.
L’antesi avviene alla fine dell’estate ma a quote basse può fiorire fino a novembre.
L’impollinazione è entomofila, tramite farfalle o falene, api e vento (anemofila); quest’ultimo modo di impollinazione è tipico dei primi periodi di fioritura della pianta.
I frutti sono delle capsule tetraloculari che contengono un piccolo seme di forma ovoidale per ogni loculo.

Coltivazione –
Il brugo è una pianta che normalmente viene coltivata per scopi ornamentali nei giardini.
Di questa pianta esistono diverse cultivar selezionate per il colore dei fiori e del fogliame, e per il loro portamento. Queste cultivar hanno fiori di colori diversi che variano dal bianco al rosa e ad una vasta gamma di violetti, comprendendo i rossi.
Anche l’epoca di fioritura delle differenti cultivar è variabile dalla fine di luglio fino a novembre nell’emisfero settentrionale. Al termine della fioritura i fiori diventano marroni, ma rimangono sulle piante per tutto l’inverno.
Inoltre molte delle forme con fogliame ornamentale cambiano colore con l’arrivo del clima invernale, di solito aumentando l’intensità del colore. Altre forme vengono coltivate per il loro fogliame primaverile.
Per quanto riguarda la descrizione delle principali cultura ricordiamo:
– Calluna vulgaris ‘Alba Plena’: presenta fiori doppi di colore bianco;
– Calluna vulgaris ‘August Beauty’: i fusti non sono eretti ma penduli e i fiori sono bianchi;
– Calluna vulgaris ‘Beoley Gold’: i fiori sono biancastri, e le foglie nel periodo invernale diventano di colore dorato-arancio;
– Calluna vulgaris ‘Elsie Purnel’: fiori rosa in doppia fila con foglie verde-grigio;
– Calluna vulgaris ‘Foxii Nana’: il colore dei fiore è sul malva, mentre le foglie si presentano con un verde chiaro brillante;
– Calluna vulgaris ‘Golden Feather’: i fiori sono rosa, mentre il fogliame è giallo vivo;
– Calluna vulgaris ‘J.H. Hamilton’: con fiori doppi e di colore rosa salmone;
– Calluna vulgaris ‘Silver King’: i fiori variano dal rosa alla malva; le foglie sono grigio-verdi;
– Calluna vulgaris ‘Sunset’: questa cultivar è apprezzata soprattutto per il fogliame assai decorativo che assume un colore dal giallo oro al rosso vivo nel periodo invernale.

Usi e Tradizioni –
La Calluna vulgaris è conosciuta in Italia con i nomi comuni di Brughiera, Scopetti, Grecchia e Brentolo.
È una pianta che ha varia proprietà farmaceutiche tra cui ricordiamo: astringente, vasocostrittrice, antisettiche delle vie urinarie, diaforetica, antinfiammatoria, antireumatiche.
I principi attivi presenti nella Calluna vulgaris sono: glucoside arbutina, tannini, acido fumarico, varie sostanze amare, idrochinone arbutasi, leucodelfidina, ericina, eucaliptolo.
Il brugo, nella medicina popolare, viene usato (tramite decotti) nei disturbi alle vie urinarie (cisti e leucorree) in quanto facilita la secrezione urinaria. Ma è usato anche in casi di infiammazioni intestinali (i tannini hanno un buon potere astringente). Vengono sconsigliate dosi troppo elevate in quanto può causare irritazione.
Può essere usata per via esterna sotto forma di lavaggi, per attenuare le infezioni dell’apparato boccale.
Dal punto di vista ecologico ed alimentare da questa pianta, che è mellifera, si produce un miele monoflora molto scuro nelle zone dove la pianta è largamente diffusa, che sono piuttosto limitate in Italia (Alpi piemontesi) ma più estese in Europa settentrionale, America settentrionale e Nuova Zelanda. Il miele prodotto dal brugo è tissotropico: ossia normalmente si presenta sotto forma di gel, ma se sottoposto ad agitazione si fluidifica; torna gelatinoso se lasciato a riposo. Ha una umidità elevata rispetto ad altri mieli.
Questa pianta può essere coltivata per scopi industriali ricavando tannini e coloranti ma anche per scopi artigianali, con gli stessi fini ed utilizzando i fusti legnosi e flessibili per la preparazione di scope.
La Calluna vulgaris riveste un importante ruolo ecologico in quanto, oltre ad essere una pianta mellifera, tollera il pascolo moderato ed è in grado di ricrescere in seguito ad incendi occasionali. Inoltre questa pianta è una fonte di nutrimento importante per diversi animali come pecore o cervi, che possono nutrirsi degli apici delle piante quando la neve copre la vegetazione bassa. Le pernici si nutrono di giovani germogli e di semi. Sia l’adulto che la larva del coleottero Lochmaea suturalis se ne nutrono e possono provocare la morte delle piante. Anche le larve di numerose specie di lepidotteri si nutrono del brugo.
In Scozia questa pianta è il fiore nazionale, il secondo dopo il cardo. È anche il fiore nazionale della Norvegia. Il suo nome inglese, Heather, è usato come nome proprio femminile.

Modalità di Preparazione –
Dalla Calluna vulgaris si può ottenere un ottimo miele monoflora, inoltre in aggiunta agli utilizzi industriali e farmaceutici, attraverso i suoi fiori, si possono estrarre principi coloranti utilizzati in vari procedimenti.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Calluna vulgaris

The Heather (Calluna vulgaris (L.) Hull, 1808) is a perennial herbaceous species belonging to the Ericaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, United Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Subclass Dilleniidae, Order Ericales, Family Ericaceae and therefore to the genus Calluna and to the species C. vulgaris.
The terms are synonymous:
– Calluna alpestris Gandoger (1884);
– Calluna atlantica Seemen (1866);
– Calluna beleziana Rouy (1895);
– Calluna brumalis Gandoger (1884);
– Calluna erica DC .;
– Calluna olbiensis Albert (1883);
– Calluna oviformis Gandoger (1875);
– Calluna pyrenaica Gandoger (1884);
– Calluna sagittifolia Gray (1821);
– Calluna sancta Gandoger (1884).

Etymology –
The term Calluna comes from the Greek καλλύνω kallúno fuck: its branches are used to make garden brooms.
The epithet sepcifico vulgaris comes from the Latin da vúlgus volgo: very common, ordinary due to the wide spread, banal.

Geographical Distribution and Habitat –
The Calluna vulgaris is a fairly common plant in Europe, in Western Siberia, in Asia Minor and in North America where it grows in cold and temperate / cold areas with good rainfall and restricted summer periods.
In Italy it is common in the central-northern areas, rare in the central Apennines, absent in the south and islands. In particular it is common in the landscape of the moors at the foot of the Lombard Pre-Alps, or in the area of ​​Vercelli’s baragge.
Its habitat is that of well-drained acid soils, in full sun or partially in shade, in coniferous and peat-bog forests with an altitude spread from 0 to 2500 m s.l.m ..
The Heather was introduced in New Zealand and has become a pest in some areas, for example in the Tongariro National Park, where the plant reproduces in an enormous way. To stop the propagation of brugo, Lochmaea suturalis was introduced; the first attempts have been partially successful.

Description –
Heather is a suffruticosa plant, often herbaceous and perennial, which develops for a few tens of centimeters (25-50 cm) also in width and height, and is a coniferous and evergreen tree.
The stem is woody, tenacious, hairless with a prostrate pattern, somewhat branched and intertwined enough to cover the surrounding soil in a compact and dense manner.
The leaves are sessile at the base, with two small orecchiette and are needle-like evergreens, opposite and alternate as a pair (ie each pair appears in an alternating position with respect to the previous one), densely imbricated in 4 longitudinal rows with triangular section and lanceolate-squamiform shape ; with dimensions of 2–3 mm in length and 0.7 mm in width.
The flowers are gathered in unilateral apical raceme inflorescence (the various flowers are all facing from the same side). In apical position together with the flowers there are some leaves (bract type) and the flower spike is from 20 to 30 cm long.
The color of the flowers, in the wild specimens, is usually on purple or mauve color but also rosy (rarely white) and are slightly pendulous. The flowers are hermaphroditic, actinomorphic and tetrameric (corolla and quadripartite chalice).
The calyx is gamosepal, membranous (whose length is greater than the corolla) and is formed by 4 lobes (petaloid sepals) 4–6 mm long and not entirely welded. The color is the same as the corolla. The petals are half the size of the sepals and are welded for two thirds. The corolla is gamopetala and is bell-shaped and only partially comes out of the glass and has a size of 2–3 mm.
The androceum is composed of 8 stamens with aristate anthers and two reflex appendages.
The gynoecium is composed of an ovary exceeding with only one very long stylus that comes out conspicuously from the flower.
The anthesis takes place at the end of the summer but at low altitudes it can flourish until November.
Pollination is entomophilous, through butterflies or moths, bees and wind (anemophilous); this last way of pollination is typical of the first periods of flowering of the plant.
The fruits are tetralocular capsules that contain a small egg-shaped seed for each niche.

Cultivation –
Heather is a plant that is normally grown for ornamental purposes in gardens.
Of this plant there are several cultivars selected for the color of the flowers and foliage, and for their growth habit. These cultivars have flowers of different colors ranging from white to pink and a wide range of violets, including reds.
Even the flowering time of the different cultivars is variable from the end of July until November in the northern hemisphere. At the end of flowering the flowers turn brown, but remain on the plants throughout the winter.
Furthermore, many of the forms with ornamental foliage change color with the arrival of the winter climate, usually increasing the intensity of the color. Other forms are grown for their spring foliage.
With regard to the description of the main cultures we recall:
– Calluna vulgaris ‘Alba Plena’: it has double flowers of white color;
– Calluna vulgaris “August Beauty”: the stems are not erect but pendulous and the flowers are white;
– Calluna vulgaris ‘Beoley Gold’: the flowers are whitish, and the leaves in the winter period become golden-orange;
– Calluna vulgaris “Elsie Purnel”: double row pink flowers with gray-green leaves;
– Calluna vulgaris ‘Foxii Nana’: the color of the flowers is on the mallow, while the leaves are presented with a bright light green;
– Calluna vulgaris ‘Golden Feather’: the flowers are pink, while the foliage is bright yellow;
– Calluna vulgaris ‘J.H. Hamilton ’: with double flowers and salmon pink;
– Calluna vulgaris “Silver King”: the flowers vary from pink to mauve; the leaves are gray-green;
– ‘Sunset’ Calluna vulgaris: this cultivar is appreciated above all for the very decorative foliage which takes on a color from golden yellow to bright red in winter.

Uses and Traditions –
The Calluna vulgaris is known in Italy with the common names of Brughiera, Scopetti, Grecchia and Brentolo.
It is a plant that has various pharmaceutical properties, including: astringent, vasoconstrictor, antiseptic of the urinary tract, diaphoretic, anti-inflammatory, antirheumatic.
The active ingredients present in Calluna vulgaris are: arbutin glucoside, tannins, fumaric acid, various bitter substances, hydroquinone arbutase, leucodelfidina, ericin, eucalyptol.
Heather, in folk medicine, is used (via decoctions) in disorders of the urinary tract (cysts and leucorrhoea) as it facilitates urinary secretion. But it is also used in cases of intestinal inflammation (the tannins have a good astringent power). Too high doses are not recommended as they can cause irritation.
It can be used externally in the form of washes, to mitigate infections of the buccal apparatus.
From the ecological and food point of view of this plant, which is melliferous, a very dark monoflora honey is produced in the areas where the plant is widespread, which are rather limited in Italy (Piedmontese Alps) but more extensive in northern Europe, northern America and New Zealand. The honey produced by brugo is thixotropic: in other words, it is normally in the form of a gel, but when subjected to agitation it becomes fluid; back gelatinous if left to rest. It has a high humidity compared to other honeys.
This plant can be cultivated for industrial purposes obtaining tannins and dyes but also for craft purposes, with the same purposes and using woody and flexible drums for the preparation of brooms.
The Calluna vulgaris plays an important ecological role in that, in addition to being a melliferous plant, it tolerates moderate grazing and is able to grow again after occasional fires. Furthermore, this plant is an important source of nutrition for various animals such as sheep or deer, which can feed on the tips of the plants when the snow covers the low vegetation. The partridges feed on young shoots and seeds. Both the adult and the larva of the Lochmaea suturalis beetle feed on them and can cause the death of the plants. The larvae of numerous lepidoptera species also feed on the heather.
In Scotland this plant is the national flower, the second after the thistle. It is also the national flower of Norway. His English name, Heather, is used as a female first name.

Preparation Mode –
From the Calluna vulgaris an excellent monoflora honey can be obtained, besides in addition to the industrial and pharmaceutical uses, through its flowers, can be extracted coloring principles used in various procedures.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.



[:es]

Calluna vulgaris

La Brecina (Calluna vulgaris (L.) Hull, 1808) es una especie herbácea perenne perteneciente a la familia Ericaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, United Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Subclase Dilleniidae, Orden Ericales, Familia Ericaceae y, por lo tanto, al género Calluna y a la especie C. vulgaris.
Los términos son sinónimos:
– Calluna alpestris Gandoger (1884);
– Calluna atlantica Seemen (1866);
– Calluna beleziana Rouy (1895);
– Calluna brumalis Gandoger (1884);
– Calluna erica DC.
– Calluna olbiensis Albert (1883);
– Calluna oviformis Gandoger (1875);
– Calluna pyrenaica Gandoger (1884);
– Calluna sagittifolia Gray (1821);
– Calluna sancta Gandoger (1884).

Etimología –
El término Calluna proviene del griego καλλύνω kallúno fuck: sus ramas se usan para hacer escobas de jardín.
El epíteto sepcifico vulgaris proviene del latín da vúlgus volgo: muy común, ordinario debido a su amplia difusión, banal.

Distribución geográfica y hábitat –
La Calluna vulgaris es una planta bastante común en Europa, en Siberia occidental, en Asia Menor y en América del Norte, donde crece en zonas frías y templadas / frías con buenas precipitaciones y períodos de verano restringidos.
En Italia es común en las áreas centro-norte, rara en los Apeninos centrales, ausente en el sur y las islas. En particular, es común en el paisaje de los páramos al pie de los Prealpes lombardos, o en el área de la fragmentación de Vercelli.
Su hábitat es el de suelos ácidos bien drenados, a pleno sol o parcialmente a la sombra, en bosques de coníferas y turberas con una altitud de 0 a 2500 m s.l.m ..
La Brecina se introdujo en Nueva Zelanda y se ha convertido en una plaga en algunas áreas, por ejemplo, en el Parque Nacional Tongariro, donde la planta se reproduce de una manera enorme. Para detener la propagación del brugo, se introdujo Lochmaea suturalis; Los primeros intentos han sido parcialmente exitosos.

Descripción –
Brecina es una planta sufruticosa, a menudo herbácea y perenne, que se desarrolla durante unas pocas decenas de centímetros (25-50 cm) también en ancho y alto, y es un árbol conífero y de hoja perenne.
El tallo es leñoso, tenaz, sin pelo con un patrón postrado, algo ramificado y entrelazado lo suficiente como para cubrir el suelo circundante de una manera compacta y densa.
Las hojas son sésiles en la base, con dos pequeñas orecchiette y son árboles de hoja perenne con forma de aguja, opuestas y alternas como un par (es decir, cada par aparece en una posición alterna con respecto al anterior), densamente imbricadas en 4 filas longitudinales con sección triangular y forma lanceolada-escamosa. ; con dimensiones de 2–3 mm de largo y 0.7 mm de ancho.
Las flores se recogen en inflorescencia apical racimo unilateral (las diversas flores están todas orientadas desde el mismo lado). En posición apical, junto con las flores, hay algunas hojas (tipo bráctea) y la espiga de la flor tiene una longitud de 20 a 30 cm.
El color de las flores, en los especímenes silvestres, generalmente es de color púrpura o malva, pero también rosado (raramente blanco) y son ligeramente colgantes. Las flores son hermafroditas, actinomorfas y tetraméricas (corola y cáliz cuadripartito).
El cáliz es gamosepal, membranoso (cuya longitud es mayor que la corola) y está formado por 4 lóbulos (sépalos petaloides) de 4–6 mm de largo y no completamente soldados. El color es el mismo que el de la corola. Los pétalos son la mitad del tamaño de los sépalos y están soldados por dos tercios. La corola es gamopetala y tiene forma de campana y solo sale parcialmente del vidrio y tiene un tamaño de 2–3 mm.
El androceo se compone de 8 estambres con anteras aristadas y dos apéndices reflejos.
El gineceo está compuesto por un ovario que excede con un solo lápiz muy largo que sale notablemente de la flor.
La antesis tiene lugar al final del verano, pero a baja altitud puede florecer hasta noviembre.
La polinización es entomófila, a través de mariposas o polillas, abejas y viento (anemófila); Esta última forma de polinización es típica de los primeros períodos de floración de la planta.
Los frutos son cápsulas tetraloculares que contienen una pequeña semilla en forma de huevo para cada nicho.

Cultivo –
Brecina es una planta que normalmente se cultiva con fines ornamentales en jardines.
De esta planta hay varios cultivares seleccionados por el color de las flores y el follaje, y por su hábito de crecimiento. Estos cultivares tienen flores de diferentes colores que van del blanco al rosa y una amplia gama de violetas, incluidos los rojos.
Incluso el tiempo de floración de los diferentes cultivares es variable desde finales de julio hasta noviembre en el hemisferio norte. Al final de la floración, las flores se vuelven marrones, pero permanecen en las plantas durante todo el invierno.
Además, muchas de las formas con follaje ornamental cambian de color con la llegada del clima invernal, generalmente aumentando la intensidad del color. Otras formas se cultivan por su follaje de primavera.
Con respecto a la descripción de las principales culturas recordamos:
– Calluna vulgaris ‘Alba Plena’: tiene flores dobles de color blanco;
– Calluna vulgaris “August Beauty”: los tallos no son erectos sino colgantes y las flores son blancas;
– Calluna vulgaris ‘Beoley Gold’: las flores son blanquecinas y las hojas en invierno se tornan de color naranja dorado;
– Calluna vulgaris “Elsie Purnel”: flores rosas de doble hilera con hojas de color verde grisáceo;
– Calluna vulgaris “Foxii Nana”: el color de las flores está en la malva, mientras que las hojas se presentan con un color verde claro brillante;
– Calluna vulgaris ‘Golden Feather’: las flores son de color rosa, mientras que el follaje es de color amarillo brillante;
– Calluna vulgaris ‘J.H. Hamilton ‘: con flores dobles y rosa salmón;
– Calluna vulgaris “Silver King”: las flores varían de rosa a malva; las hojas son de color verde grisáceo;
– “Sunset” Calluna vulgaris: este cultivar es apreciado sobre todo por el follaje muy decorativo que adquiere un color que va del amarillo dorado al rojo brillante en invierno.

Usos y Tradiciones –
El Calluna vulgaris es conocido en Italia con los nombres comunes de Brughiera, Scopetti, Grecchia y Brentolo.
Es una planta que tiene varias propiedades farmacéuticas, que incluyen: astringente, vasoconstrictor, antiséptico del tracto urinario, diaforético, antiinflamatorio, antirreumático.
Los ingredientes activos presentes en Calluna vulgaris son: glucósido de arbutina, taninos, ácido fumárico, diversas sustancias amargas, hidroquinona arbutasa, leucodelfidina, ericina, eucaliptol.
Brecina, en medicina popular, se usa (a través de decocciones) en trastornos del tracto urinario (quistes y leucorrea) ya que facilita la secreción urinaria. Pero también se usa en casos de inflamación intestinal (los taninos tienen un buen poder astringente). No se recomiendan dosis demasiado altas ya que pueden causar irritación.
Se puede usar externamente en forma de lavados, para mitigar las infecciones del aparato bucal.
Desde el punto de vista ecológico y alimentario de esta planta, que es melífera, se produce una miel de monoflora muy oscura en las áreas donde la planta está muy extendida, que son bastante limitadas en Italia (Alpes piamonteses) pero más extensa en el norte de Europa, América del Norte y Nueva Zelanda La miel producida por brugo es tixotrópica: en otras palabras, normalmente está en forma de gel, pero cuando se somete a agitación se vuelve líquida; espalda gelatinosa si se deja descansar. Tiene una alta humedad en comparación con otras mieles.
Esta planta se puede cultivar con fines industriales obteniendo taninos y tintes, pero también con fines artesanales, con los mismos fines y utilizando tambores leñosos y flexibles para la preparación de escobas.
El Calluna vulgaris juega un papel ecológico importante en que, además de ser una planta melífera, tolera el pastoreo moderado y puede crecer nuevamente después de incendios ocasionales. Además, esta planta es una fuente importante de nutrición para varios animales, como ovejas o ciervos, que pueden alimentarse de las puntas de las plantas cuando la nieve cubre la vegetación baja. Las perdices se alimentan de brotes y semillas jóvenes. Tanto el adulto como la larva del escarabajo Lochmaea suturalis se alimentan de ellos y pueden causar la muerte de las plantas. Las larvas de numerosas especies de lepidópteros también se alimentan del brezo.
En Escocia, esta planta es la flor nacional, la segunda después del cardo. También es la flor nacional de Noruega. Su nombre en inglés, Heather, se usa como primer nombre femenino.

Modo de preparación –
De Calluna vulgaris se puede obtener una excelente miel de monoflora, además de los usos industriales y farmacéuticos, a través de sus flores, se pueden extraer principios de coloración utilizados en diversos procedimientos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.



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