Cotinus coggygria

Cotinus coggygria

Lo Scotano, chiamato anche cotino o albero della nebbia (Cotinus coggygria Scop.) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Anacardiacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Anacardiaceae e quindi al Genere Cotinus ed alla Specie C. coggygria.
È sinonimo il termine: Rhus cotinus.

Etimologia –
Il termine Cotinus proviene dall’antico nome greco κότινος cótinos per l’oleastro; nome che Plinio attribuiva a un arbusto appenninico dal legno rosso e dal quale si ricavava un colorante purpureo.
L’epiteto specifico coggygria è derivato dal greco κοκκυγέα coccygéa scotano, sommacco, antico nome usato da Teofrasto per questa pianta (in greco “cc” si legge “nc”).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’albero della nebbia è una pianta originaria dell’ Europa meridionale dove vegeta spontaneamente in ambienti ricchi di calcare e non ha particolari necessità pedo-climatiche. Il suo habitat è quello dei pendii rocciosi e aridi dell’Europa meridionale.

Descrizione –
Il Cotinus coggygria è una specie arbustiva che può raggiungere 2-4 metri di altezza.
Le foglie sono decidue,opposte, con lungo picciolo e forma diversa a seconda della collocazione sulla pianta: in basso sono a forma rotondeggiante, in alto obovate, che in autunno assumono colori rossi brillanti.
Nelle varietà ornamentali le foglie possono essere di colore rosso-porpora.
I fiori sono piccoli, giallo-verdastri, ermafroditi o unisessuali, riuniti in infiorescenze piramidali aperte e ramose. Molti fiori sono di fatto sterili e cadono presto, lasciando soltanto i peduncoli pelosi.
L’antesi è nel periodo di maggio – luglio.
I frutti, riuniti in infruttescenze, sono delle piccole drupe di 3-5 mm di colore rossastro lucente e poi grigio. Come altre parti della pianta contengono sostanze tossiche.

Coltivazione –
L’Albero della nebbia è un arbusto decorativo che necessita di posizioni in pieno sole, in zone ben ventilate. Si tratta di una pianta che non teme il freddo, e sopporta senza problemi i periodi torridi di luglio e agosto.
Anche se la pianta non risente del clima freddo, quando le temperature si abbassano notevolmente, sarebbe utile proteggere le piante più giovani con pacciamature per fare in modo che le radici e il fusto rimangano protetti, data la maggiore sensibilità di questi arbusti.
L’Albero della nebbia preferisce terreni profondi, molto ben drenati, non troppo ricchi; si sviluppa comunque senza alcun problema in qualsiasi terreno. Nel metterlo a dimora non dimenticare di mescolare il terreno con della sabbia di fiume, per aumentare il drenaggio, così da evitare pericolosi ristagni d’acqua.
Il Cotinus coggygria non va annaffiato eccessivamente in quanto, come detto, teme i ristagni d’acqua. Per questo motivo si consiglia annaffiare regolarmente da marzo a ottobre, almeno ogni settimana, lasciando asciugare bene il terreno tra un’annaffiatura e l’altra.
Comunque è una pianta che una volta cresciuta sopporta senza problemi brevi periodi di siccità. Nel periodo invernale bisogna poi sospendere le annaffiature.
Se l’Albero della nebbia viene coltivato in vaso allora presenta alcune esigenze diverse; sarà necessario provvedere a maggiori irrigazioni in quanto la terra a sua disposizione sarà minore e non potrà ricavare giovamento dell’umidità presente nella piena terra.
Per quanto riguarda la concimazione, nel periodo invernale, si consiglia di fornire sostanza organica alla base della pianta.
Infine la moltiplicazione: questa pianta si può propagare in primavera, seminando i semi dell’anno precedente, possibilmente in contenitore; volendo in primavera e in autunno si possono prelevare delle talee semilegnose, che vanno fatte radicare in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali.

Usi e Tradizioni –
Del Cotinus coggygria si utilizzano, per fini ornamentali, soprattutto le varietà con foglie di colore porporpra – blu e quelle a fiori rossi. Infatti l’uso prevalente è proprio quello ornamentale per l’aspetto di fumo o nebbia sopra il fogliame che assume in estate e autunno.
Lo si può trovare impiegato anche per formare siepi.
Per quanto riguarda altri impieghi, i rami giovani sono usati per conciare le pelli, specie dai monaci colombaniani dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio, che furono i primi a utilizzarlo a tale scopo fin dall’epoca longobarda.
Nella provincia di Pesaro e Urbino, tra i comuni di Montefabbri e Mombaroccio, si trova il convento del Beato Sante, precedentemente chiamato Santa Maria di Scotaneto dagli arbusti di scotano che si trovano in gran numero nel colle. Era utilizzato per la concia anche in Sicilia, dove fu Giacinto Carini a introdurre la macchina a vapore per la sua mondatura. La corteccia si usa inoltre per scopi tintori.
Si ricorda che è una pianta velenosa in tutte le sue parti.

Modalità di Preparazione –
L’ albero della nebbia, oltre agli scopi suddetti, non ricopre particolari interessi né in campo alimentare che in campo farmaceutico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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