Amorpha fruticosa

Amorpha fruticosa

Il falso indaco o indaco bastardo (Amorpha fruticosa L.) è una specie arbustiva della famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Faboideae, Tribù Amorpheae e quindi al Genere Amorpha ed alla Specie A. fruticosa.

Etimologia –
Il termine Amorpha proviene dal prefisso privativo greco α- a- senza e da μορφή morphé forma, aspetto, grazia, bellezza: perché i fiori hanno un solo petalo.
L’epiteto specifico fruticosa perché è ricca di germogli, vedi frutice nel dizionario botanico.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’indaco bastardo è un arbusto deciduo introdotto dal Nord America e oggi diffuso nell’Europa meridionale dove cresce sui greti e negli alvei fluviali, dal livello del mare a 600 m circa.
È una specie molto invasiva tanto da colonizzare anche scarpate autostradali e percorsi di dotti industriali. Essendo caratterizzata da un’alta capacità adattativa ed elevata competitività, mette a repentaglio molte essenze autoctone.
In Italia è presente in quasi tutte le regioni d’Italia, salvo che in Sicilia.

Descrizione –
L’ Amorpha fruticosa è una pianta a portamento arbustivo e che presenta una chioma espansa, alta da 1 a 5 m e con gemme suppletive sotto quelle normali.
Il fusto è irregolare, sinuoso con rami sparsi fin dalla base e con quelli giovani lievemente pubescenti e arrossati; la corteccia è di colore bruno-chiara o grigiastra, nei rami dell’anno prima leggermente solcata.
Le foglie sono caduche, picciolate (2-3 cm), composte, imparipennate con 11-25 foglioline ellittiche e con stipole lineari di 2 – 4 mm che cadono precocemente. Le foglie somigliano a quelle della robinia, con la quale viene confusa anche se priva di spine.
I fiori sono ermafroditi su racemi irregolari e unilaterali, posti all’ascella fogliare, di colore violetto e con brevi pedicelli. Il calice è campanulato di 4 – 5 mm con 5 denti indistinti. La corolla è tubiforme, ridotta a vessillo accartocciato, lunga 2 – 3 il calice, con stami leggermente sporgenti e saldati alla base.
Il periodo di fioritura è tra giugno e luglio.
Il frutto è un legume di 7 – 8 mm, indeiscente, contenente 1-2 semi, di forma oblungo-curvata, coperto da grosse glandule.

Coltivazione –
Il falso indaco è una pianta che vegeta bene in luoghi soleggiati e sopporta bene il freddo, inoltre, dal punto di vista pedologico queste piante hanno dimostrato di potersi adattare a qualsiasi terreno, anche povero e sassoso; indubbiamente per uno sviluppo migliore della pianta è bene porla a dimora in un buon terreno ricco e soprattutto molto ben drenato.
Questa pianta da fine primavera ad estate inoltrata produce lunghe spighe costituite da numerosissimi fiori di colore rosso porpora scuro, con vistose antere giallo oro o arancioni; a fine estate ai fiori succedono i frutti.
Queste piante tendono a produrre numerosi polloni basali e quindi i cespugli possono diventare molto ampi, colonizzando tutto lo spazio che hanno a disposizione; se si intende mantenere l’arbusto entro un’area ristretta è bene asportare periodicamente i polloni.
L’Amorpha fruticosa è una pianta che si sviluppa al meglio se posta in piena terra, ma può avere una crescita soddisfacente anche se coltivata in vaso. Queste piante, come detto, vanno poste a dimora in luogo molto soleggiato; questi arbusti possono sopportare anche l’ombra parziale, dove però ricevano il sole diretto per almeno alcune ore al giorno.
Anche se non temono il freddo è consigliabile porle in luogo riparato dal vento, in modo da evitare che le lunghe spighe di fiori e frutti possano venire danneggiate. Se il clima è particolarmente rigido è bene coprire la parte aerea, oppure, se poste in vaso, ricoverarle in un luogo riparato.
Per quanto riguarda le esigenze idriche le piante di Amorpha fruticosa riescono a resistere anche a periodi di siccità ma, da marzo a settembre, è bene intensificare le annaffiature e annaffiare circa una volta a settimana, per permettere alla pianta uno sviluppo equilibrato. Durante il periodo invernale è necessario diradare in modo sensibile le annaffiature. È bene comunque che non si formino ristagni d’acqua alla base della pianta.
Per gli apporti di fertilizzanti all’inizio della primavera bisogna interrare ai piedi della pianta del concime organico ben maturo, oppure spargere attorno al tronco una manciata di concime granulare a lenta cessione.
Per la moltiplicazione di questa pianta si può procedere per seme, in primavera, dopo aver stratificato i semi in frigorifero per almeno una settimana; in autunno o a fine inverno è anche possibile asportare i polloni basali, che vanno fatti radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, in contenitore oppure direttamente a dimora; le giovani piante vanno tenute in luogo semi ombreggiato per il primo anno, e vanno annaffiate regolarmente.

Usi e Tradizioni –
L’Indaco bastardo, conosciuto anche con i nomi di: Amorfa cespugliosa o Falso indaco è stata importata in Europa nel 1724 come pianta ornamentale e da giardino. È una pianta che possiede una grande capacità pollonifera tanto da annoverarsi tra le piante infestanti perché colonizza i suoli, frequentemente insieme alla Robinia pseudoacacia a cui tende a sostituirsi apportando uno squilibrio all’ecosistema autoctono.
Soprattutto in passato è stata utilizzata anche come pianta tintoria perché contiene un pigmento che colora di blu.
È, inoltre, una pianta mellifera, visitata dalle api, cui fornisce in abbondanza polline ed un nettare da cui si ricava un ottimo miele.
Il legno della Amorpha fruticosa è molto flessibile e resistente e pertanto viene utilizzato per la costruzione di piccole serre per proteggere piante e ortaggi dai rigori del clima.
Contiene una sostanza resinosa da cui si estrae l’amorpha che viene usata come stomachica e insetticida. La pianta può essere velenosa se pascolata.

Modalità di Preparazione –
Il falso indaco è una pianta che può essere utilizzata come stomachica, cioè come prodotto naturale o farmaceutico in grado di stimolare la digestione, favorendo di riflesso l’appetito, pur tuttavia è un utilizzo che va fatto sotto indicazioni mediche. È una pianta da cui si può produrre un gustosissimo miele.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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