Mentha longifolia

Mentha longifolia

La menta selvatica (Mentha longifolia L., 1759) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Lamiales, Famiglia Lamiaceae, Tribù Mentheae e quindi al Genere Mentha ed alla Specie M. longifolia.
Sono sinonimi i termini: Mentha spicata var. longifolia L., Mentha sylvestris L., Mentha tomentosa d’Urv., Mentha longifolia subsp. grisella (Briq.) Briq. e Mentha incana Willd..

Etimologia –
Il termine Mentha proviene dal greco μίνθᾰ mínthă che è una ninfa dei fiumi sfortunata, figlia del dio Cocito (ma è anche un fiume mitologico), che è stata trasformata in un’erba da Persefone perché amante di Dite, ed è stato usato per la prima volta da Gaio Plinio Secondo (Como, 23 – Stabiae, 25 agosto 79), scrittore, ammiraglio e naturalista romano.
L’epiteto specifico longifolia deriva dal latino: longa e folia e fa riferimento alle foglie che sono molto più lunghe che larghe ed è stato definito da Linneo (1707 – 1778), conosciuto anche come Carl von Linné, biologo e scrittore svedese.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La menta selvatica è una specie originaria dell’Europa, dell’Asia occidentale e centrale, oltre che delle regioni dell’Africa non tropicali.
In Italia è una specie comune ma distribuita solo nella parte continentale. In particolare si trova nelle Alpi, mentre sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi.
Inoltre nel resto dell’Europa e dell’areale del Mediterraneo questa pianta è presente ovunque, incluso: Transcaucasia, Anatolia, Asia mediterranea, Egitto e Magreb, mentre non è presente in Gran Bretagna, Irlanda, Islanda e parte della Scandinavia.
Habitat tipico della Mentha longifolia è rappresentato dalle zone lungo le strade e i sentieri, i prati igrofili, i bordi dei torrenti, gli ambienti umidi temporaneamente inondati, i megaforbieti e i popolamenti a felci, dove cresce soprattutto su suoli calcarei o calcareo – silicei con pH tra il basico ed il neutro ed alti valori nutrizionali del terreno. È presente tra i 900 e i 2000 m s.l.m..
In Europa sono presenti le due sottospecie:
– Mentha longifolia subsp. longifolia, diffusa in Europa e nell’Africa nord occidentale;
– Mentha longifolia subsp. grisella (Briq.) Briq., diffusa nell’Europa sudorientale.

Descrizione –
La Mentha longifolia è una specie erbacea perenne aromatica con profumo simile a quello della Mentha piperita.
La pianta è caratterizzata da un rizoma strisciante, con altezza dei fusti tra 40 e 120 cm di altezza.
Ha foglie oblunghe, di forma ellittica, lanceolate che sono lunghe 5 – 10 cm e larghe 1,5 – 3 cm, con colorazione tra il grigio al verde nella parte superiore e più chiaro, in quella inferiore.
I fiori di dimensioni tra 3 e 5 mm, sono di tonalità variabile tra il colore lilla ed il violaceo, o anche bianco e sono raggruppati in densi grappoli all’apice dei fusticini.
L’antesi è nel periodo di metà estate.
L’impollinazione è entomogama tramite ditteri e imenotteri e più raramente lepidotteri.
I frutti sono dei microbasari con 4 mericarpi (nucule) di forma da ellissodi a subtrigoni, di 0,7-0,8 x 0,5-0,6 mm, papillosi, castani con la superficie di inserzione biancastra.

Coltivazione –
Per la coltivazione della Mentha longifolia bisogna ricordarsi che essendo una pianta che tende a propagarsi anche per via rizomatosa può divenire, in condizioni di umidità sufficiente e terreni fertili, infestante; per questo motivo va coltivata con pratiche di contenimento che consentano di non farla propagare al di fuori delle aree di coltivazione.
I semi di questa pianta cadendo a terra dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento (disseminazione anemocora) e vengono poi dispersi soprattutto da formiche (disseminazione mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa (elaisomi, sostanze ricche di grassi, proteine e zuccheri) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.

Usi e Tradizioni –
La menta selvatica, al pari di altre specie di menta, è una pianta che possiede notevoli proprietà terapeutiche.
Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:
– antiasmatica (limita il fenomeno della bronco-costrizione);
– antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);
– antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso);
– carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali);
– stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare).
Partendo proprio dalle applicazioni ed usi della medicina popolare sono state fatte ricerche e studi scientifici che hanno dimostrato le proprietà farmaceutiche di questa pianta.
In particolare per questa pianta sono state riscontrate alcune proprietà farmacologiche quali antimicrobica, gastrointestinale, e anche alcuni effetti positivi sul sistema nervoso.
I principi attivi contenuti da questa pianta sono soprattutto il “pulegone” insieme ad altri quali: “mentone”, “isomentone”, “mentolo”, “1, 8-cineolo”, “borneolo” e “piperitenone”. Si ricorda, inoltre, che alcuni di questi composti sono nocivi per cui è comunque sempre consigliabile un uso dietro indicazione medica.
Tra le applicazioni e maggiori proprietà della Mentha longifolia ricordiamo quella digestiva seguita da proprietà antisettiche e digestive; risulta molto utile contro le infiammazioni della bocca, grazie al mentolo in essa contenuto.
Da questa pianta si può preparare un infuso che risulta calmante della tosse, inoltre può essere adoperato come aperitivo, preso prima dei pasti, con proprietà digestive, mentre preso dopo, con proprietà antifermentative e antispasmodiche.

Modalità di Preparazione –
La menta selvatica trova uso in cucina dove si usano le foglie e i fiori per aromatizzare insalate crude, salse, bevande ed anche arrosti.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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