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Phoenicopterus roseus

Il fenicottero rosa o fenicottero maggiore (Phoenicopterus roseus Pallas, 1811) è un uccello di grandi dimensioni della famiglia dei Phoenicopteridae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Aves, Sottoclasse Neornithes, Superordine Neognathae, Ordine Phoenicopteriformes, Famiglia Phoenicopteridae e quindi al Genere Phoenicopterus ed alla Specie P. roseus.
È Sinonimo il termine Phoenicopterus antiquorum Temminck, 1815.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il fenicottero rosa vive in Africa e in Asia meridionale (Pakistan e India) ed è l’unica specie che nidifica in Europa meridionale. Lo troviamo in Francia (Camargue), Spagna, Turchia, Albania, Grecia, Cipro e Portogallo.
In Italia nidifica regolarmente in Emilia Romagna, Puglia, Sardegna, Sicilia; di rado in Toscana e Veneto.

Descrizione –
Il Phoenicopterus roseus Pallas si riconosce per le sue dimensioni che sono notevoli e ciò facilita il suo riconoscimento quando presente, frammisto ad altre specie, all’interno degli immensi stormi africani.
Ha una lunghezza di cm 100 che arriva a 150 cm se includiamo le lunghissime zampe. Ha un peso da 2 a 4 kg ed un’apertura alare di 150 cm.
Questo uccello si caratterizza per avere un collo lunghissimo ed esile che occupa quasi la metà della sua lunghezza totale e che a riposo tiene spesso attorcigliato su se stesso per poter appoggiare lo stranissimo ed enorme becco tra le piume del dorso. Quando in volo è invece tenuto steso in avanti ed il becco proteso spavaldamente verso l’alto.
Come accade per il Phoeniconaias minor questo insolito becco, a prima vista indecifrabile, serve a filtrare migliaia di litri di acqua al giorno. Una pompa naturale che aspira e nel contempo pompa all’esterno con un movimento velocissimo e continuo della tozza e tonda lingua, che funziona praticamente come un instancabile stantuffo di una pompa idraulica, trattenendo tra le strettissime lamine che contornano il bordo del becco, le microscopiche alghe e i piccoli crostacei che compongono la loro dieta.
Le zampe sono praticamente della medesima lunghezza del collo tanto che quando si alimenta immergendo il becco nell’acqua, lo fa rimanendo in piedi senza il minimo accenno di inchino. Il corpo è tozzo e quando in volo è tenuto al di sopra della linea formata da collo e zampe che risultano invece cadenti rispettivamente in avanti ed all’indietro come se troppo pesanti e lunghe per le loro dimensioni.
Il colore di base del fenicottero maggiore è il bianco e solo le copritrici alari mostrano il colore rosa che gli ha dato il nome scientifico e volgare.
Le remiganti sono nere e come le copritrici rosa, sono visibili solo quando l’uccello è in volo. A riposo appaiono solo alcune piume rossastre che si abbinano alle lunghe zampe ed al becco anch’essi dello stesso colore. Anche gli occhi sono di color rosa acceso.
Il becco è massiccio e curvato a metà della sua lunghezza, di 90° verso il basso, appunto per le necessità prima descritte. La punta del becco è nera. Le dita sono palmate.
Tra maschio e femmina non vi è dimorfismo sessuale evidente se non per una leggera e minor dimensione della femmina.
I giovani non evidenziamo il colore rosa, evidente negli adulti, che viene acquisito solo al terzo anno quando raggiungono la maturità.
Il nome scientifico del fenicottero ha un’etimologia latina: phoenix = fenice (interpretato come “purpureo”, dal colore della fenice) e pteron = ala; che letteralmente viene tradotto come “ali purpuree”.

Biologia –
Il Phoenicopterus roseus si nutre di microscopici crostacei come l’ Artemia salina e particolari organismi d’acqua salmastra come quelli appartenenti ai generi Chironomus, Arthrospira, Oscillatoria, Lyngbya e Navicula. Esseri infinitesimamente piccoli e praticamente invisibili all’occhio umano che rendono necessaria un’accurata operazione di filtratura per poter essere intercettati e assunti. Come tutti i fenicotteri la cattura di questi microorganismi avviene tenendo il becco capovolto con la mandibola superiore immersa sotto la superficie dell’acqua e la inferiore appena fuori.
Questa specie è monogama e forma coppie stabili solo durante il periodo di nidificazione. Il nido viene costruito da entrambi i partner ammucchiando del fango misto ad alghe e vegetali fino a formare un piccolo tronco di cono tanto da mantenere l’unico uovo all’asciutto da eventuali ed inaspettati innalzamenti del livello dell’acqua.
I nidi vengono posti a distanze così ravvicinate da non superare a volte i 50 cm uno dall’altro. La cova è alternata fra i sessi.
Inoltre siccome nidifica in grandi colonie questo gli permette di creare una linea difensiva verso i numerosi predatori anche se ben poco riesce a fare quando si tratta di aquile, di grossi strigidi, di marabu (Leptoptilos crumenifer) ed anche di iene e sciacalli.
Le uova si schiudono dopo circa 30 giorni ed i piccoli quando nascono sono coperti da peluria grigiastra che manterranno fino alla crescita della prima livrea. La maturità avviene dopo il terzo anno anche se la prima riproduzione può avvenire anche dopo diversi anni.
I fenicotteri sono in grado di prendere il volo solo dopo circa 90 giorni dalla nascita. Come detto i fenicotteri sono longevi anche allo stato naturale per cui non è considerata specie a rischio. È largamente protetto in tutto il Continente europeo.

Ruolo Ecologico –
Il fenicottero rosa è conosciuto in Europa sin dal tempo degli antichi Romani, quando veniva tenuto in cattività per le sue particolari fattezze, per la sua eleganza e per il colore ma ancor più per la sua lingua che veniva considerata una ricercata delicatezza culinaria.
La particolare docilità che questo uccello mostra quando tenuto in cattività, lo rende adatto a vivere in qualsiasi zoo o parco naturalistico anche se col tempo tende a perdere molto del colore che lo caratterizza allo stato naturale.
Sono anche uccelli molto resistenti alle variazioni di temperatura nonché molto longevi, tanto che pochi anni orsono venne battuto un glorioso primato da parte di un esemplare che ha vissuto nello zoo di Adelaide in Australia per ben 83 anni.
Il fenicottero rosa si alimenta prevalentemente di piccoli invertebrati, quali crostacei e larve di Chironomus sp. ma anche di alghe e frammenti di piante acquatiche che vivono in acque fortemente saline ed alcaline, ambienti di difficile ricostruzione all’interno di strutture artificiali.
Alcuni di questi alimenti (per esempio Artemia salina) sono ricchi di betacarotene, pigmento di colore rosso-arancio che si deposita nelle penne in sviluppo, conferendogli il caratteristico colore rosa. In cattività questa deficienza, è parzialmente sopperita con alimenti artificialmente colorati.
Tutti i componenti della famiglia dei fenicotteri dipendono strettamente dalla particolare alimentazione ed ai luoghi dove tale cibo è presente.
La presenza di questo uccello è quindi legata agli acquitrini salmastri, ai laghi con acque alcaline, alle paludi costiere aperte all’afflusso dell’acqua marina, alle vasche di decantazione per l’estrazione del sale marino.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.



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Phoenicopterus roseus

The pink flamingo or greater flamingo (Phoenicopterus roseus Pallas, 1811) is a large bird of the Phoenicopteridae family.

Systematics –
From the systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Subgenus Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclass Tetrapoda, Class Aves, Subclass Neornithes, Superorder Neognathae, Order Phoenicopteriformes, Family Phoenicopterus and the species P. roseus.
The term Phoenicopterus antiquorum Temminck, 1815 is synonymous.

Geographical Distribution and Habitat –
The pink flamingo lives in Africa and southern Asia (Pakistan and India) and is the only species that nests in southern Europe. We find it in France (Camargue), Spain, Turkey, Albania, Greece, Cyprus and Portugal.
In Italy it regularly nests in Emilia Romagna, Puglia, Sardinia, Sicily; rarely in Tuscany and Veneto.

Description –
The Phoenicopterus roseus Pallas is recognized for its dimensions that are remarkable and this facilitates its recognition when present, mixed with other species, within the immense African flocks.
It has a length of 100 cm that reaches 150 cm if we include the very long legs. It has a weight from 2 to 4 kg and a wingspan of 150 cm.
This bird is characterized by having a very long and slender neck that takes up almost half of its total length and that at rest often keeps coiled on itself in order to support the very strange and enormous beak between the feathers of the back. When in flight it is instead kept lying forward and its beak boldly leaning upwards.
As with the Phoeniconaias minor this unusual beak, at first sight indecipherable, serves to filter thousands of liters of water a day. A natural pump that sucks and at the same time pumps outside with a very fast and continuous movement of the squat and round tongue, which works practically like a tireless plunger of a hydraulic pump, holding microscopic between the very narrow edges that surround the edge of the beak algae and small crustaceans that make up their diet.
The legs are practically of the same length of the neck so much that when it feeds dipping the beak in the water, it does it staying upright without the least hint of bowing. The body is stocky and when in flight it is held above the line formed by the neck and legs which are instead falling forward and back respectively as if too heavy and long for their size.
The basic color of the greater flamingo is white and only the wing coverts show the pink color that gave it the scientific and vulgar name.
The remiges are black and like the pink coverts, they are visible only when the bird is in flight. At rest only a few reddish feathers appear that match the long legs and beak, which are also of the same color. Even the eyes are bright pink.
The beak is solid and curved at half its length, 90 ° downwards, precisely for the needs described above. The tip of the beak is black. The fingers are webbed.
Between male and female there is no obvious sexual dimorphism except for a slight and smaller size of the female.
The juveniles do not highlight the pink color, evident in adults, which is acquired only in the third year when they reach maturity.
The scientific name of the flamingo has a Latin etymology: phoenix = phoenix (interpreted as “purple”, from the color of the phoenix) and pteron = wing; which is literally translated as “purple wings”.

Biology –
Phoenicopterus roseus feeds on microscopic crustaceans such as Artemia salina and particular brackish water organisms such as those belonging to the genera Chironomus, Arthrospira, Oscillatoria, Lyngbya and Navicula. Entities that are infinitely small and practically invisible to the human eye, which require careful filtering to be intercepted and assumed. Like all flamingos, the capture of these microorganisms takes place by keeping the beak upside down with the upper jaw submerged under the surface of the water and the lower just outside.
This species is monogamous and forms stable pairs only during the nesting period. The nest is built by both partners by heaping mud mixed with algae and vegetables to form a small truncated cone so as to keep the single egg dry from any unexpected and rising water level.
The nests are placed at such close distances that they sometimes do not exceed 50 cm from each other. The hatching is alternated between the sexes.
Furthermore, as it nests in large colonies, this allows it to create a defensive line towards the numerous predators even if very little can do when it comes to eagles, large strigids, marabu (Leptoptilos crumenifer) and also hyenas and jackals.
The eggs hatch after about 30 days and when they are born they are covered with greyish down that will keep up to the growth of the first livery. Maturity occurs after the third year even if the first reproduction can take place even after several years.
Flamingos are able to take flight only about 90 days after birth. As mentioned the flamingos are long-lived even in their natural state so it is not considered an endangered species. It is widely protected throughout the European continent.

Ecological Role –
The pink flamingo has been known in Europe since the time of the ancient Romans, when it was kept in captivity for its particular features, for its elegance and for the color but even more for its language which was considered a refined culinary delicacy.
The particular docility that this bird shows when kept in captivity, makes it suitable to live in any zoo or naturalistic park even if over time it tends to lose much of the color that characterizes it in its natural state.
They are also birds very resistant to temperature variations as well as very long-lived, so that a few years ago a glorious record was beaten by a specimen that lived in the Adelaide zoo in Australia for 83 years.
The pink flamingo feeds mainly on small invertebrates, such as crustaceans and larvae of Chironomus sp. but also of algae and fragments of aquatic plants that live in strongly saline and alkaline waters, environments that are difficult to reconstruct within artificial structures.
Some of these foods (for example Artemia salina) are rich in beta-carotene, a red-orange pigment that settles in developing feathers, giving it its characteristic pink color. In captivity, this deficiency is partially replaced with artificially colored foods.
All the members of the flamingos family depend strictly on the particular feeding and the places where such food is present.
The presence of this bird is therefore linked to brackish marshes, lakes with alkaline waters, coastal marshes open to the inflow of sea water, to settling tanks for extracting sea salt.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas of breeding birds, Gangemi Editore, Rome.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guide to the birds of Europe, North Africa and the Near East, Harper Collins Publisher, United Kingdom.



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Phoenicopterus roseus

El flamenco rosado o flamenco mayor (Phoenicopterus roseus Pallas, 1811) es un ave grande de la familia Phoenicopteridae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Animalia, subgénero Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomeasciaveveasucasucasucasucas.Eas reparaciones en la que se encuentra este artículo. y la especie P. roseus.
El término Phoenicopterus antiquorum Temminck, 1815 es sinónimo.

Distribución geográfica y hábitat –
El flamenco rosado vive en África y el sur de Asia (Pakistán e India) y es la única especie que anida en el sur de Europa. Lo encontramos en Francia (Camarga), España, Turquía, Albania, Grecia, Chipre y Portugal.
En Italia anida regularmente en Emilia Romagna, Puglia, Cerdeña, Sicilia; Rara vez en la Toscana y Veneto.

Descripción –
El Phoenicopterus roseus Pallas es reconocido por sus dimensiones que son notables y esto facilita su reconocimiento cuando está presente, mezclado con otras especies, dentro de las inmensas bandadas africanas.
Tiene una longitud de 100 cm que alcanza los 150 cm si incluimos las piernas muy largas. Tiene un peso de 2 a 4 kg y una envergadura de 150 cm.
Esta ave se caracteriza por tener un cuello muy largo y delgado que ocupa casi la mitad de su longitud total y que en reposo a menudo se mantiene enrollado sobre sí mismo para soportar el pico muy extraño y enorme entre las plumas de la espalda. Cuando vuela, en cambio, se mantiene acostado hacia adelante y su pico se inclina audazmente hacia arriba.
Al igual que con las Phoeniconaias minor, este pico inusual, a primera vista indescifrable, sirve para filtrar miles de litros de agua al día. Una bomba natural que succiona y al mismo tiempo bombea hacia afuera con un movimiento muy rápido y continuo de la lengüeta redonda y redonda, que funciona prácticamente como un émbolo incansable de una bomba hidráulica, con microscópicos entre los bordes muy estrechos que rodean el borde del pico. Algas y pequeños crustáceos que conforman su dieta.
Las piernas son prácticamente de la misma longitud del cuello, de tal forma que cuando se alimenta sumergiendo el pico en el agua, lo hace permanecer en posición vertical sin la menor insinuación de inclinación. El cuerpo es robusto y cuando está en vuelo, se mantiene por encima de la línea formada por el cuello y las piernas que, en cambio, caen hacia adelante y hacia atrás, respectivamente, como si fueran demasiado pesadas y largas para su tamaño.
El color básico del flamenco mayor es el blanco y solo las coberteras del ala muestran el color rosa que le dio el nombre científico y vulgar.
Los remiges son negros y como las coberteras rosadas, son visibles solo cuando el ave está en vuelo. En reposo solo aparecen unas pocas plumas rojizas que coinciden con las patas largas y el pico, que también son del mismo color. Incluso los ojos son de color rosa brillante.
El pico es sólido y curvado a la mitad de su longitud, 90 ° hacia abajo, precisamente para las necesidades descritas anteriormente. La punta del pico es negra. Los dedos son palmeados.
Entre el hombre y la mujer no existe un dimorfismo sexual obvio, excepto por un tamaño pequeño y más pequeño de la mujer.
Los juveniles no resaltan el color rosado, evidente en los adultos, que se adquiere solo en el tercer año cuando alcanzan la madurez.
El nombre científico del flamenco tiene una etimología latina: fénix = fénix (interpretado como “púrpura”, del color del fénix) y pteron = ala; que se traduce literalmente como “alas de color púrpura”.

Biología –
Phoenicopterus roseus se alimenta de crustáceos microscópicos como Artemia salina y organismos particulares de agua salobre, como los que pertenecen a los géneros Chironomus, Arthrospira, Oscillatoria, Lyngbya y Navicula. Entidades que son infinitamente pequeñas y prácticamente invisibles para el ojo humano, que requieren un filtrado cuidadoso para ser interceptadas y asumidas. Como todos los flamencos, la captura de estos microorganismos se lleva a cabo manteniendo el pico boca abajo con la mandíbula superior sumergida debajo de la superficie del agua y la parte inferior justo afuera.
Esta especie es monógama y forma parejas estables solo durante el período de anidación. El nido es construido por ambos socios amontonando lodo mezclado con algas y vegetales para formar un pequeño cono truncado a fin de mantener seco el único huevo de cualquier nivel inesperado y creciente de agua.
Los nidos se colocan a distancias tan cercanas que a veces no superan los 50 cm entre sí. La eclosión se alterna entre los sexos.
Además, al anidar en grandes colonias, esto le permite crear una línea defensiva hacia los numerosos depredadores, incluso si es muy poco lo que se puede hacer cuando se trata de águilas, grandes strigids, marabu (Leptoptilos crumenifer) y también hienas y chacales.
Los huevos eclosionan después de aproximadamente 30 días y, cuando nacen, están cubiertos de un color grisáceo hacia abajo que se mantendrá hasta el crecimiento de la primera librea. La madurez se produce después del tercer año, incluso si la primera reproducción puede tener lugar incluso después de varios años.
Los flamencos pueden volar solo unos 90 días después del nacimiento. Como se mencionó, los flamencos son de larga vida incluso en su estado natural, por lo que no se considera una especie en peligro de extinción. Está ampliamente protegido en todo el continente europeo.

Papel ecológico –
El flamenco rosado ha sido conocido en Europa desde la época de los antiguos romanos, cuando se mantuvo en cautiverio por sus características particulares, por su elegancia y por su color, pero aún más por su lenguaje, que se consideraba una delicadeza culinaria refinada.
La particular docilidad que muestra esta ave cuando se mantiene en cautiverio, la hace adecuada para vivir en cualquier zoológico o parque naturalista, aunque con el tiempo tiende a perder gran parte del color que lo caracteriza en su estado natural.
También son aves muy resistentes a las variaciones de temperatura y muy longevas, de modo que hace unos años un ejemplar glorioso fue golpeado por un espécimen que vivió en el zoológico de Adelaida en Australia durante 83 años.
El flamenco rosado se alimenta principalmente de pequeños invertebrados, como los crustáceos y las larvas de Chironomus sp. pero también de algas y fragmentos de plantas acuáticas que viven en aguas fuertemente salinas y alcalinas, ambientes que son difíciles de reconstruir dentro de estructuras artificiales.
Algunos de estos alimentos (por ejemplo, Artemia salina) son ricos en beta-caroteno, un pigmento rojo anaranjado que se asienta en el desarrollo de las plumas, dándole su característico color rosado. En cautiverio, esta deficiencia se reemplaza parcialmente con alimentos coloreados artificialmente.
Todos los miembros de la familia de los flamencos dependen estrictamente de la alimentación particular y de los lugares donde está presente tal alimento.
Por lo tanto, la presencia de esta ave está vinculada a las marismas salobres, los lagos con aguas alcalinas, las marismas costeras abiertas a la entrada de agua de mar, a los tanques de sedimentación para extraer sal marina.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas de aves reproductoras, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guía para las aves de Europa, África del Norte y el Cercano Oriente, Harper Collins Publisher, Reino Unido.



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