Gryllus campestris

Gryllus campestris

Il grillo campestre (Gryllus campestris Linnaeus, 1758) è un insetto ortottero appartenente alla famiglia dei Gryllidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Polyneoptera, Sezione Orthopteroidea, Ordine Orthoptera, Sottordine Ensifera, Famiglia Gryllidae, Sottofamiglia Gryllinae, Tribù Gryllini e quindi al Genere Gryllus, Sottogenere Gryllus ed alla Specie G. campestris.
Sono sinonimi e binomi obsoleti i termini: Acheta hybrida Rambur, 1838, Gryllus campestris caudata Krauss, 1886, Gryllus cephalotes Ramme, 1921 e Liogryllus campestris (Linnaeus, 1758).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Il grillo campestre è un insetto diffuso in Eurasia e nel Nordafrica. In Italia è presente in tutto il territorio dal piano fino ai 1500 metri, in ambienti piuttosto caldi, nei prati ad erbe basse, nei coltivi e nelle praterie dove scava gallerie nel terreno. Il periodo di attività degli adulti va da fine aprile ad agosto.

Morfologia –
Il Grillo campestre si riconosce in quanto il maschio misura 18-26 mm e la femmina 19-27 mm. È un insetto robusto dal corpo breve e leggermente appiattito, testa grande e globosa con lunghe antenne e zampe posteriori atte al salto, di color nero lucido con femori internamente rossastri e tegmine (ali) parzialmente giallastre o aranciate. Il pronoto è meno largo del capo, si restringe posteriormente (questo carattere lo distingue da Gryllus bimaculatus con cui può essere confuso). Il canto nuziale dei maschi viene ottenuto attraverso lo sfregamento delle tegmine, ed è molto intenso tra maggio e giugno.
Le neanidi sono simili all’insetto adulto salvo che per le dimensioni ridotte e per l’assenza di ali.
Da non confondere con la specie affine (Gryllus domesticus) o Grillo del focolare o Grillo domestico che è di colore bruno giallognolo, di forma oblunga, e vive nelle crepe dei muri presso i focolari delle case rurali o presso i forni, nutrendosi di farina, briciole di pane, detriti di cereali; è attivo specialmente di notte.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il ciclo vitale del Gryllus campestris dura un anno. La femmina depone nel terreno centinaia di uova, che si schiudono entro un paio di settimane nel periodo di giugno. Le neanidi vivono insieme per qualche settimana; poi ognuna, al penultimo stadio giovanile, si allontana per scavarsi una propria tana prima dell’inverno, dove avviene il letargo.
Compiono varie mute e svernano ma in condizioni di inverno mite e soleggiato si mantengono comunque piuttosto attive.
Nel periodo tra fine aprile e maggio, con l’ultima muta, diventano adulti; l’accoppiamento avviene nel periodo tra maggio e giugno e vivono fino a metà luglio.
Il Grillo campestre, chiamato anche grillo canterino che, insieme al grillo del focolare (Gryllus domesticus o Acheta domesticus), costituisce un noto sottofondo sonoro nel periodo estivo, particolarmente di giorno e nella prima parte della serata.

Ruolo Ecologico –
Il Grillo campestre, nonostante le ali, non sa volare. È però un rapido corridore. Si ciba di erbe e piccoli insetti, vivi o morti. Il grillo è a sua volta un bocconcino prelibato per gli uccelli, i rettili e i mammiferi, come volpi, toporagni e gatti domestici.
Per individuare un grillo nei campi è tutt’altro che facile. Questo insetto, udito il pericolo, ammutolisce non appena ci si avvicina e sparisce lesto nella tana da lui stesso scavata nel terreno, una galleria senza diramazioni che può raggiungere anche i 40 centimetri di lunghezza.
Davanti all’ingresso, il grillo maschio tiene costantemente libera da erba e sassi una piccola area che funge sia da palco sia da arena. Non appena un maschio sconosciuto osa mettervi zampa, il padrone di casa emette un suono acuto. Se la minaccia acustica non basta, si passa alle vie di fatto: i contendenti si frustano a vicenda con le lunghe antenne, si spingono e si mordono finché uno dei due si arrende e se ne va.
Il grillo campestre si trova nelle valli a clima temperato, in ambienti caldi e secchi, ma anche fino a 1800 metri di altitudine. È un tipico abitante delle scarpate, dei prati e dei pascoli soleggiati gestiti in modo estensivo. Questi habitat ricchi di fiori non sono un paradiso solo per gli ortotteri, bensì anche per innumerevoli altre specie animali e vegetali.
Purtroppo dalla metà del secolo scorso, la superficie e la qualità dei prati fioriti dei nostri paesaggi sono in continuo calo. I motivi vanno ricercati da un lato nello sfruttamento agricolo intensivo, dall’altro nell’abbandono dei pascoli. Senza contare le zone soleggiate preda dell’edilizia più sfrenata. Per queste ragioni, in molti luoghi non si sente più il frinire del grillo campestre. All’interno di un prato secco e caldo, questo insetto è piuttosto mobile, ma non appena ne esce raggiunge in fretta i suoi limiti. Capita quindi che oggi molte popolazioni vivano completamente isolate tra di loro, una condizione che rende vulnerabile questa specie di per sé frequente.
Tradizionalmente in passato, veniva rinchiuso in gabbiette di sughero e filo di ferro in alcune festività locali collegate all’Ascensione, per rallegrare i bimbi col suo canto. La Festa del grillo di Firenze è la maggiormente nota. Tutela animale e rarefazione della specie hanno pressoché estinto l’usanza.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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