Come coltivare l’Elleboro

Come coltivare l’Elleboro

L’Elleboro è un genere di piante (Helleborus L., 1753) della famiglia delle Ranunculaceae, originarie dell’Europa, del Caucaso e dell’Asia Minore.
L’Elleboro si riconosce per avere dei fiori che sono formati da 5 sepali diversamente colorati che spesso assumono un aspetto petaloide. Questi circondano e proteggono dei nettari che derivano dalla trasformazione dei veri petali. I tepali rimangono persistenti dopo l’impollinazione ed alcuni studi suggeriscono che il perigonio persistente possa contribuire allo sviluppo dei semi.
In questa scheda vedremo come coltivare l’Elleboro, considerando che si tratta di una pianta molto velenosa, sia per ingestione che per uso esterno, molto difficile da dosare, per cui se ne sconsiglia vivamente l’uso ed applicazioni personali nonché cura nel maneggiarla. Per questo motivo bisogna fare molta attenzione a tutte le parti della pianta in quanto ricche di alcaloidi molto tossici per gli uomini e gli animali.
In ogni caso la coltivazione dell’Elleboro non presenta particolari difficoltà; bisogna avere, preliminarmente cura di scegliere un’area non eccessivamente soleggiata. Se siamo in presenza di una zona più ombreggiata teniamo conto che la specie Helleborus foetidus è quella che meglio si adatta a questo tipo di condizione.
Il terreno dove coltivarlo dovrà essere fertile, per la sua buona dotazione in sostanza organica, ben drenato. La concimazione andrà fatta sempre all’inizio della stagione vegetativa, a inizio primavera, utilizzando concimi organici ben umificati.
Il periodo della messa a dimora di queste piante deve essere quello tra settembre ed ottobre a distanza di 30-40 cm tra una pianta e l’altra. Nell’interramento delle piantine bisogna avere l’accortezza di non interrare la sommità degli apparati radicali a più di 2-3 cm di profondità.
Queste piante se lasciate indisturbate, con le giuste condizioni, sopradescritte, si possono riprodurre spontaneamente. In generale gli ellebori mal sopportano i trapianti.

Per la riproduzione dell’Elleboro si può procedere per semina o per divisione dei cespi.
I genere la semina non è complicata, ma richiede cura e soprattutto più tempo. I primi risultati non si vedranno prima di tre anni.
Se si vogliono avere piante che siano in condizioni vegetative ma soprattutto di fiorire più rapidamente è meglio procedere con la divisione dei cespi.
Per quanto riguarda le irrigazioni è opportuno la mese di marzo fino a ottobre innaffiare questi arbusti con una certa regolarità, al fine di tenere il terriccio sempre umido. Durante le stagioni autunnale e invernale, è conveniente diminuire gli apporti idrici perché la pianta sfrutterà l’acqua delle piogge; tuttavia occorre sempre controllare il terreno e annaffiarlo in caso di necessità.
L’Elleboro è una pianta caratterizzata da fiori molto particolari che si sviluppano durante la stagione invernale. Queste infiorescenze possono essere utilizzate anche come fiori recisi; ricordarsi però che il loro taglio però, non deve avvenire quando sono già sbocciati ma quando il bocciolo è ancora chiuso; ciò per evitare che i fiori appassiscano dopo solo qualche giorno.
Ricordiamo ancora una volta che l’ Helleborus sono piante molto velenose.
La polvere ricavata dalle radici e dai rizomi raccolti in primavera o in autunno, e fatti essiccare rapidamente hanno proprietà cardiotoniche, narcotiche, emetiche e curative degli edemi, è anche un purgante drastico.
Per uso esterno si usa come revulsivo in alcune malattie della pelle
L’estratto fluido delle radici e rizoma dell’Helleborus viridis ha proprietà sedative e irritanti dell’intestino con effetto purgativo drastico.
Visto però la tossicità di tutte le parti di questa pianta se ne sconsiglia vivamente qualunque uso personale ed improprio, nonché particolare cura nel maneggiare la pianta.

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