Leucoma salicis

Leucoma salicis

Il Bombice del salice (Leucoma salicis (Linnaeus, 1758) ) è un lepidottero della famiglia Erebidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Panorpoidea, Ordine Lepidoptera, Sottordine Glossata, Infraordine Heteroneura, Divisione Ditrysia, Superfamiglia Noctuoidea, Famiglia Erebidae e quidi al Genere Leucoma ed alla Specie L. salicis.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Bombice del salice è un insetto con distribuzione su gran parte del globo. Si trova in Europa, incluse le isole britanniche, ma non nell’estremo nord. Lo ritroviamo fino nelle zone dell’est asiatico, attraverso la Siberia centrale e orientale (escludendo la Siberia nord-orientale), la Mongolia, la Corea, la Cina, ed il Giappone. È presente nel Nord America, dove è stato introdotto negli anni ‘20.
Questo insetto vive nei luoghi ombreggiati e umidi, come i bordi delle foreste e le siepi, insieme anche a coltivazioni agricole, ma anche nei viali, parchi e giardini, mentre le larve si nutrono di piante del genere Salix e Populus.

Morfologia –
Leucoma salicis è caratterizzato, nella forma adulta, da una farfalla di circa 37-50 mm di apertura alare, di colore completamente bianco. Le larve, lunghe circa 50 mm hanno un aspetto particolare: sono di colore scuro con delle chiazze bianche di forma circolare-ovale sul dorso. Sul dorso e sulle parti laterale presentano, inoltre, file di tubercoli rossi da cui si dipartono ciuffi di peli chiari.
Le pupe si riconoscono per la presenza di un bozzolo tra le foglie, ed è di colore nero lucido con macchie bianche e peli gialli.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il Leucoma salicis è un lepidottero che compie una o due generazione all’anno e trascorre l’inverno svernando allo stadio di uovo, in oviplacche verdastre ricoperte da secrezioni sericee e peli biancastri; le ovature vengono deposte sia sulla scorza del tronco che dei rami.
In alcune condizioni climatiche le uova che sono state deposte a fine estate si schiudono nello stesso anno, per cui ala forma dell’insetto che sverna è la larva che sverna protetta da fili sericei all’interno della scorza delle piante ospiti.
Comunque avvenga lo svernamento le larve iniziano la loro attività tra la fine di marzo ed aprile della primavera successiva, nutrendosi di foglie. A maturità le larve si incrisalidano tra la vegetazione e, successivamente, tra giugno ed agosto, si avrà lo sfarfallamento degli adulti che così compiono la prima generazione.
In condizioni climatiche si possono avere sfarfallamenti precoci (tra giugno e luglio) si avrà una seconda generazione, con attività delle larve nel periodo estivo, e con i relativi adulti che a fine estate daranno origine alle forme svernanti.
I maschi di questa falena iniziano già a volare prima del crepuscolo e spesso sono numerosi, come dei fiocchi di neve, attorno ai pioppi e ai salici.

Ruolo Ecologico –
Il Bombice del salice è un lepidottero le cui piante ospiti principali sono il Salice ed il Pioppo.
L’attività nutrizionale delle larve, a danno delle foglie di queste piante; esse erodono prima il lembo fogliare e poi giungono a nutrirsi anche delle nervature. Quando le infestazioni sono elevate si possono avere gravi defogliazioni che possono arrivare a determinare stress nelle piante colpite.
Nel caso di forti infestazioni può essere necessario l’intervento con prodotti specifici, consentiti nella lotta biotecnologica e biologica. Questo tipo di lotta si avvale di prodotti di natura biologica e biotecnologica, registrati sul Pioppo, quali: il Bacillus thuringiensis ssp. Kurstaki, che dimostra una buona attività contro le larve e anche tramite regolatori di sviluppo chitino-inibitori, che hanno attività bloccante o inibente nei riguardi dell’evoluzione embrionale o delle giovani larve.
L’intervento con prodotti chimici devono essere inoltre l’ultimo ricorso, nel caso di forti infestazioni, e vengono eseguiti sugli stadi larvali giovanili. In ogni caso questi interventi vanno eseguiti tramite un preventivo monitoraggio dello stadio delle popolazioni di insetti presenti per non danneggiare l’entomofauna utile.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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