Come coltivare il Cipresso delle paludi

Come coltivare il Cipresso delle paludi

Il cipresso delle paludi, conosciuto anche col nome di cipresso calvo o tassodio (Taxodium distichum (L.) Rich., 1810) è una specie arborea delle Cupressacee originaria degli Stati Uniti sudorientali.
Il Taxodium distichum è una conifera maestosa tipica delle zone paludose, che raggiunge nel tempo i 30 metri d’altezza, con forma conica, grande tronco massiccio di circa 2 metri di diametro e radici aeree chiamate pneumatofori. La Corteccia è di colore rosso-bruno e le foglie sono aghiformi, di colore verde chiaro, che virano al giallo – rosso intenso in autunno. Una tra le poche conifere a spogliarsi nel periodo invernale, durante l’autunno la pianta perde interi rametti laterali rimanendo con i rami principali nudi.
In Italia sta prendendo piede la sua coltivazione nelle acque dei laghi subalpini dove vengono piantati direttamente nel terreno sommerso.
In questa scheda vedremo come coltivare il Cipresso delle paludi tenendo conto delle sue principali esigenze.
Il cipresso delle paludi è stato tra i primi alberi americani introdotti in Europa, nel 1640; è una pianta molto resistente, che si adatta bene alle zone ventose o con forti escursioni termiche. Inoltre gradisce suoli umidi e freschi, tollera bene anche temperature rigide ma le giovani piante vanno protette nei primi anni di età.
Per la scelta della zona dove piantare le giovani piantine del Taxodium distichum bisogna considerare che prediligono terreni umidi, paludosi o addirittura sommersi, ricchi di sostanze organiche e sopportano bene il freddo.

Richiede quindi clima umido e non troppo freddo: nei climi rigidi sopravvive, ma non può riprodursi dato che il ghiaccio danneggia le nuove piantine.
Per le sue caratteristiche biologiche non è necessario effettuare alcuna concimazione prima dell’impianto, soprattutto se si scelgono i suoli suddetti. È una pianta che può essere coltivata anche in grossi vasi ed in ogni casi, ovunque venga effettuata la coltivazione, il substrato di coltivazione o il suolo vanno mantenuti costantemente umidi. Anche un solo giorno di carenza idrica può esserle fatale.
Si pensi infatti che, nel suo habitat naturale, cresce nelle pianure umide, o allagate stagionalmente, nelle anse sabbiose e limose di fiumi e torrenti, anche in suoli paludosi, in cui sopravvive, anche in carenza di ossigeno, grazie ai caratteristici tubercoli radicali affioranti dal suolo, chiamati pneumatofori, che svolgono funzione di ossigenazione, atti a garantire cioè l’apporto di ossigeno alle parti sommerse anche in periodi di allagamento del terreno.
Per quanto riguarda la potatura il cipresso delle paludi non richiede potatura, se non l’eliminazione di rami secchi o malati. Volendo intervenire, evitare il taglio della cima, e lavorare all’inizio della primavera sui rami laterali. Solo quelli verdi ributtano, mentre la vegetazione vecchia non ricresce più.
Il Taxodium distichum è, inoltre, una pianta alquanto resistente a malattie parassitarie ed infestazioni di insetti ed acari.




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