Impollinazione Entomofila

Impollinazione Entomofila

Per impollinazione entomofila o entomogama si intende il processo di impollinazione effettuato tramite gli insetti.
Si tratta di un tipo di impollinazione effettuataosoprattutto da api, farfalle, falene, ditteri e coleotteri.
L’impollinazione entomofila si è evoluta unitamente all’evoluzione di molte specie che ha portato, in molti casi, ad una strettissima interdipendenza.
Le piante che si avvalgono impollinazione entomofila possono presentare specifici adattamenti volti ad attirare con maggiore efficacia gli insetti impollinatori come ad esempio il colore, il profumo, il nettare. In questo modo queste specie vegetali gli insetti ad impollinarle in contraccambio di un servizio o meno.
Il ruolo degli impollinatori svolge, soprattutto in agricoltura una più ricca e migliore produzione e in certi casi la rendono possibile (senza di essi non sarebbe possibile la produzione di ciliegie, mele, meloni, zucchine, ecc.). Gli impollinatori possono essere selvatici, come i bombi, o allevati dall’uomo, come le api.
Il ruolo degli impollinatori e quindi, della resa delle produzioni agricole e degli equilibri ecosistemici, è messo in pericolo dall’uso di insetticidi, diserbanti ed altri biocidi che, interferendo nei cicli biologici e nelle biocenosi, rischiando di incrinare il delicato equilibrio ecologico dell’ecosistema.
A livello planetario, infatti, il principale ruolo di uno degli insetti impollinatori più noti, quali l’ape, non é la produzione del miele ma l’impollinazione delle piante e i frutti o semi che ne derivano.
La produttività di moltissime specie vegetali dipende, dalla efficace impollinazione degli insetti pronubi, oltre che dal vento o dagli uccelli, ecc..
Tutto questo garantisce la diversità delle varietà botaniche e la loro distribuzione sul territorio, dando equilibrio all’ecosistema.
Tale ruolo é talmente importante che diede spunto ad A.Einstein di citare la frase che in sintesi sottolinea il legame indissolubile tra l’ape, l’ambiente e l’uomo, ammonendo che la razza umana sarebbe scomparsa entro 5 anni, dalla scomparsa dell’ape.
È noto che un fiore non impollinato o scarsamente impollinato, non produce frutti o produce frutti di dimensioni inferiori e scarsamente saporito. Gli agricoltori lo sanno molto bene e da anni richiedono il servizio di impollinazione agli apicoltori.

La tecnica dell’impollinazione ha delle basi scientifiche fondamentali senza l’applicazione delle quali l’efficienza produttiva di alcune specie diminuisce notevolmente.
Infatti le api, come altri pronubi, preferiscono alcune fioriture ad altre. Se vi sono fioriture concorrenti in atto, le piante da visitare per l’impollinazione saranno tralasciate. Questo è, per esempio, il caso del melo che fiorisce in concomitanza del tarassaco, che deve essere sfalciato prima della fioritura del melo.
Così quando si deve agevolare l’impollinazione tramite api possiamo portare sulle fioriture anche dei semplici nuclei. L’importante é che vi sia molta covata fresca, che deve essere nutrita con polline, dunque molte bottinatrici si dedicheranno alla raccolta di polline e feconderanno i nostri frutteti e campi.
Per questo motivo è buona regola procedere con una nutrizione stimolante, una decina di giorni prima del posizionamento nei luoghi di impollinazione, ed avere almeno 6 favi di covata pronta al posizionamento.
Inoltre, se l’impollinazione si prolunga, bisognerà cercare di mantenere un numero elevato di covate fresche nelle famiglie, dando favi costruiti e nutrendo (magari sottraendo favi di covata opercolata). Ma l’impollinazione deve essere anche sufficiente, ovvero non bastano poche api per aree vaste o per fioriture molto estese.
È infatti necessario disporre di un numero di famiglie adeguato per ottenere una buona impollinazione.
Di seguito si riportano dei parametri indicativi per le principali colture arnie/ettaro:
– impollinazione generica 3 famiglie (5-6 nuclei);
– mele 3-5 famiglie;
– pere (nettare poco attrattivo) 3-5 famiglie;
– pesche (molte varietà autofecondanti) 3 famiglie;
– prugne 3 famiglie;
– ciliege 3-5 famiglie;
– kiwi 5 famiglie;
– foraggere, ravizzone 5-8 famiglie.
Inoltre, l’impollinazione, dipende anche dal piazzamento, meglio realizzare piccoli gruppi sparsi nel frutteto, in luoghi ben soleggiati e non umidi. In condizioni di tempo perturbato o piovoso l’impollinazione viene penalizzata.
Data la scarsa attitudine, delle api, al volo nei giorni coperti o in luoghi chiusi e per la scarsa attrattività di alcuni fiori di ortaggi (spece le solanacee) per l’impollinazione di varietà orticole in serra si preferiscono i bombi.
Per finire, sembra ovvio che nessun trattamento insetticida andrebbe mai fatto e, comunque, soprattutto prima e durante l’impollinazione.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.