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Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale Del Pollino, i cui codici identificativi sono: WDPA 63052 ed EUAP 0008, è una grande area protetta italiana di nuova istituzione.
Il Parco Nazionale del Pollino si estende su 192.565,00 ettari di terreno ed è posto a cavallo tra due regioni, la Basilicata e la Calabria. Inoltre il suo territorio spazia dal mar Tirreno allo Jonio, da Cozzo del Pellegrino a Serra Dolcedorme, dai Piani di Campolongo, di Novacco, e di Lanzo, ai Piani del Pollino, dai fiumi Argentino e Abatemarco, alle gole del Lao e del Raganello, ai torrenti Peschiera e Frido.
L’intera zona del Pollino è formata dai Massicci del Pollino e dell’Orsomarso. La catena montuosa che fa parte dell’Appennino meridionale a confine con la Basilicata e la Calabria vanta le vette più alte del Sud Italia le quali rimangono innevate per un lungo periodo che inizia a partire dal mese di novembre e finisce nel mese di maggio con lo sciogliersi della prima neve. L’altezza delle sue vette arriva a quota 2.200 mt slm.
Tra le vette del Dolcedorme e di Cozzo del Pellegrino e gli orizzonti che si disegnano sulle acque del Tirreno e dello Jonio, lungo il massiccio montuoso calabro-lucano del Pollino e dell’Orsomarso, la Natura e l’Uomo intrecciano millenari rapporti che il Parco Nazionale del Pollino, istituito nel 1993, conserva e tutela sotto il suo emblema, il pino loricato.
L’area naturale che gode di un ampio prestigio è composta di rocce dolomitiche, di bastioni calcarei, di pareti di faglia di origine architettonica, di dirupi, di gole molto profonde, di grotte carsiche, di timpe di origine vulcanica, di inghiottitoi, di pianori, di prati, di pascoli posti ad alta quota, di accumuli morenici, di circhi glaciali e di massi erratici.
Il territorio del Parco comprende in tutto 56 comuni, di cui 24 in Basilicata (22 nella provincia di Potenza e 2 nella provincia di Matera), e 32 in Calabria (provincia di Cosenza).
I comuni in territorio lucano sono: Calvera, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Castronuovo di Sant’Andrea, Carbone, Cersosimo, Chiaromonte, Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Latronico, Lauria, Noepoli, Rotonda, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano (Mt), San Paolo Albanese, San Severino Lucano, Senise, Teana, Terranova di Pollino, Valsinni (Mt), Viggianello.
I comuni in territorio calabro sono: Acquaformosa, Aieta, Alessandria del Carretto, Belvedere Marittimo, Buonvicino, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Frascineto, Grisolia, Laino Borgo, Laino Castello, Lungro, Maierà, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Orsomarso, Papasidero, Plataci, Praia a Mare, San Basile, San Donato di Ninea, Sangineto, San Lorenzo Bellizzi, San Sosti, Sant’Agata di Esaro, Santa Domenica Talao, Saracena, Tortora, Verbicaro.
Il Parco Nazionale del Pollino è un’immensa area a salvaguardia della natura e della biodiversità italiana. Sono presenti habitat ed ecosistemi in cui possono vivere e riprodursi innumerevoli specie floristiche e faunistiche.

Flora –
Il Parco Nazionale del Pollino gode della variabilità di alcuni fattori ambientali e ciò permette lo sviluppo di diverse specie vegetali. La macchia mediterranea soprattutto presente nelle aree più calde è composta soprattutto di piante di Alloro, il Cisto femmina, il Corbezzolo, l’Erica, la Fillirea, il Lentisco, il Mirto, e il Rosmarino. Ad alta quota si trovano soprattutto querceti, castagneti, aceri e carpini. A 1.200 mt domina il faggio che è la pianta più diffusa del Parco e ce ne sono di diversi tipi a seconda dell’altezza. Su alcune pendici c’è un misto di Faggio e Abete bianco. Tra i 900 e i 1850 metri o anche a quote minori sono presenti particolari associazioni di faggio. In una piccola radura ai margini del piano di Acquafredda un gruppo di faggi offre uno spettacolo che lascia veramente attoniti i turisti. Con il tempo un gruppo di questi alberi ha assunto una forma contorta tant’è che vengono chiamati ‘Alberi serpenti’
Tra le specie arboree sono da annoverare il Pino nero, il Tasso, l’Agrifoglio, e l’Acero.


L’Abete bianco invece cresce solo in determinati punti sul massiccio soprattutto nel versante nord, precisamente nel Bosco Iannace. Il Pino loricato, testimone della storia geologica del Parco è un prezioso elemento balcanico.
Il Pino Loricato è la specie più rilevante del Parco del Pollino una importante presenza si rileva soprattutto sui monti dell’Orsomarso, sul monte Alpi, e sul monte La Spina, ed è il simbolo del Parco
Il Pino loricato, testimone della storia geologica del Parco è un prezioso elemento balcanico. Il Pino Loricato è la specie più rilevante del Parco del Pollino una importante presenza si rileva soprattutto sui monti dell’Orsomarso, sul monte Alpi, e sul monte La Spina, ed è il simbolo del Parco. Il Pino Loricato vive al di sopra della fascia vegetazionale, ha una crescita molto lenta e si adatta a a qualsiasi condizione climatica. La sua corteccia è caratterizzata da grandi placche grigio-cenere di forma poligonale che assomiglia quasi a una corazza da qui il nome ‘Loricato’. Al di sotto dei mille metri troviamo il Cerro, il Rovere, l’Ontano napoletano, l’Acero di Lobel, il Carpino bianco e il Carpino nero. Nel Bosco Mascagnano è possibile ammirare una associazione interessante di Cerro, Faggio e Carpino nero. Lungo i fiumi sono presenti il Pioppo nero, l’Ontano nero, e il Farfaraccio e tra le essenze erbacee il Capelvenere.
A bassa quota ci sono prati e boschi e essenze tipiche della vegetazione mediterranea. I Boschi ad alto fusto e i boschi cedui, sono distribuiti in vari modi e i prati offrono numerose specie di fiori e erbe officinali. Il sottobosco è pieno di frutti spontanei che vengono usati per la preparazione di marmellate, liquori, dolci e si ritrovano anche in alcune piatti della cucina mediterranea. Tra i frutti troviamo le fragoline, i lamponi, le more di rovo e le bacche di ginepro. A primavera i fiori offrono una spettacolo indescrivibile. Tra i principali fiori del Parco figurano la Genziana, il Narcisio, la Peonia, le splendide Campanule del Pollino, la Viola, l’Orchidea sambucina, e altri tipi di Orchidee. Non mancano la Polmonaria, e la Sassifraga e tra le specie più rare la Pusatilla alpina e il Gallio.
Tra i principali fiori del Parco figurano la Genziana, il Narcisio, la Peonia, le splendide Campanule del Pollino, la Viola, l’Orchidea sambucina, e altri tipi di Orchidee
Nel corso dei secoli le piante hanno aiutato l’essere umano in diverse terapie che giovano al corpo umano. Il Parco Nazionale del Pollino può essere considerato l’ambiente ideale per la crescita delle piante medicinali. Il Parco pullula di erbe officinali che nascono spontaneamente nei pianori ad alta quota. Queste piante offrono uno spettacolo sublime in virtù delle loro fioriture dai colori svariati e rilasciano nell’aria un intenso profumo. Le essenze officinali più comuni sono: l’Aneto, l’Assenzio, la Bardana, la Belladonna, la Borraggine, la Camomilla, la Carota selvatica, l’Edera, la Gramigna, l’ortica, il Cardo mariano, la Carlina, la Coda cavallina, la Farfana, la Genzianella, la Lavanda, la Malva, la Menta, l’Origano, il Pungitopo, la Rosa canina, la Salvia, la Saponaria, il Timo e per ultimo ma non il minore il Verbasco.

Fauna –
Anche la Fauna del Parco offre un’ampia gamma, rappresentata da diverse specie e razze. In generale il territorio è abitato da una fauna eterogenea dove sono presenti elementi di Fauna calda, Fauna temperata e Fauna fredda. Tra i mammiferi predatori compare al primo posto il Lupo che è presente nel Parco con 20/30 esemplari. Difficile da incontrare è possibile vedere le sue impronte sulla neve. Il Capriolo invece è una specie che dimora nel Pollino con circa 50 esemplari ed è una delle specie autoctone dell’Appennino Meridionale. Tra la fine dell’Ottocento e i primi del ‘900 il taglio dei boschi ha decimato la razza del Capriolo e a estinto quella del Cervo. La Lontra è il mammifero più raro del Parco ed è legato agli ambienti acquatici come il fiume Lao, il fiume Argentino e il torrente Peschiera. La Volpe è invece un animale che si incrocia facilmente lungo le strade o lungo i sentieri ed è una specie molto diffusa come anche il Riccio, mentre il Tasso e l’Istrice anche se diffusi sono difficili da vedere. Nei prati e ad alta quota sono presenti la Lepre, la Faina, la Donnola, il Ghiro, e il rarissimo Driomio calabrese. Lo scoiattolo che negli ultimi anni ha avuto una buona riproduzione è facile incontrarlo nei boschi di Faggio, di Abete e nelle pinete di rimboschimento.
Tra i rapaci importanti troviamo in primis l’Aquila reale e il Capovaccio che, di recente, sono stati riavvistati.
Seguono l’Astore, il Biancone, il Falco Pellegrino, il Gheppio, il Nibbio bruno, la Poiana, e lo Sparviere, Tra i rapaci notturni figurano: l’Allocco, il Barbagianni, il Gufo comune ed è confermata la presenza del Gufo reale (Bubo bubo). Grazie a una politica di tutela della Fauna il Pollino gode della presenza di queste meravigliose creature.
I volatili più comuni sono il Picchio nero, presente solo in Basilicata, in Calabria e sulle Alpi, la Coturnice, la Quaglia, il Beccaccino, la Pernice, il Cardellino, la Cornacchia, la Gazza, la Ghiandaia, il Corvo Imperiale.
Tra gli anfibi e i rettili rientrano la Salamandra pezzata, la Salamandrina Tergidata, l’Ululone dal ventre giallo o detto anche la Bombina variegata, il Biacco, il Cervone, il Colubro leopardiano, la Natrice dal collare, e il Ramarro. E’ presente anche la vipera nella varietà dell’Hugyi la quale è molto pericolosa. Diffusi anche i pesci come la Trota fario e numerosi insetti. Infine bisogna menzionare i Curculionidi che sono dei coleotteri considerati una specie endemica del Pollino.

Guido Bissanti





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Pollino National Park

The Pollino National Park, whose identification codes are: WDPA 63052 and EUAP 0008, is a large Italian protected area of ​​new institution.
The Pollino National Park covers 192,565.00 hectares of land and is located between two regions, Basilicata and Calabria. In addition, its territory ranges from the Tyrrhenian Sea to the Ionian Sea, from Cozzo del Pellegrino to Serra Dolcedorme, from the Piani di Campolongo, from Novacco, and from Lanzo, to the Piani del Pollino, from the Argentino and Abatemarco rivers to the gorges of Lao and Raganello. to the Peschiera and Frido streams.
The entire area of ​​Pollino is formed by the Massicci del Pollino and the Orsomarso. The mountain range that is part of the southern Apennines on the border with Basilicata and Calabria boasts the highest peaks of southern Italy which remain snow-covered for a long period starting from November and ending in May with the melt of the first snow. The height of its peaks reaches an altitude of 2,200 meters above sea level.
Between the peaks of Dolcedorme and Cozzo del Pellegrino and the horizons that are drawn on the waters of the Tyrrhenian and the Ionian, along the Calabrian-Lucanian mountain massif of Pollino and Orsomarso, Nature and Man weave millennial relationships that the Park Nazionale del Pollino, established in 1993, preserves and protects under its emblem, the loricato pine.
The natural area that enjoys a wide prestige is composed of dolomitic rocks, limestone bastions, fault walls of architectural origin, cliffs, very deep gorges, karst caves, volcanic timpe, swallow holes, plateaus, meadows, pastures at high altitudes, moraine accumulations, glacial cirques and erratic boulders.The territory of the Park comprises a total of 56 municipalities, 24 of which in Basilicata (22 in the province of Potenza and 2 in the province of Matera), and 32 in Calabria (province of Cosenza).
The municipalities in the Lucan area are: Calvera, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Castronuovo di Sant’Andrea, Carbone, Cersosimo, Chiaromonte, Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Latronico, Lauria, Noepoli, Rotonda, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano (Mt), San Paolo Albanese, San Severino Lucano, Senise, Teana, Terranova di Pollino, Valsinni (Mt), Viggianello.
The municipalities in the Calabria area are: Acquaformosa, Aieta, Alessandria del Carretto, Belvedere Marittimo, Buonvicino, Castrovillari, Cerchiara of Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Frascineto, Grisolia, Laino Borgo, Laino Castello, Lungro, Maierà, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Orsomarso, Papasidero, Plataci, Praia a Mare, San Basile, San Donato di Ninea, Sangineto, San Lorenzo Bellizzi, San Sosti, Sant’Agata di Esaro, Santa Domenica Talao, Saracena, Tortora, Verbicaro.
The Pollino National Park is an immense area to safeguard Italian nature and biodiversity. Habitats and ecosystems are present in which innumerable species of flora and fauna can live and reproduce.

Flora –
The Pollino National Park enjoys the variability of some environmental factors and this allows the development of different plant species. The Mediterranean maquis, above all present in the warmer areas, is mainly composed of Laurel, Cisto female, Corbezzolo, Erica, Fillirea, Lentisco, Mirto, and Rosemary. At high altitudes there are mainly oak, chestnut, maple and hornbeam trees. At 1,200 meters, beech dominates, which is the most widespread plant in the Park and there are different types depending on the height. On some slopes there is a mixture of Beech and Silver Fir. Between 900 and 1850 meters or even at lower altitudes there are special beech associations. In a small clearing on the edge of the Acquafredda plain, a group of beech trees offers a spectacle that really leaves tourists stunned. Over time, a group of these trees has taken on a twisted shape, so much so that they are called “serpent trees”. Among the tree species are the black pine, the badger, the holly, and the maple.


The silver fir, on the other hand, grows only in certain points on the massif, especially in the northern slope, precisely in the Bosco Iannace. The Pino loricato, witness of the geological history of the Park is a precious Balkan element.
The Pino Loricato is the most important species of the Pollino Park an important presence is found above all in the Orsomarso mountains, on the Alps, and on the La Spina mountain, and it is the symbol of the Park, Il Pino loricato, witness of the geological history of Park is a precious Balkan element. The Pine Loricato is the most important species of the Pollino Park an important presence is found above all in the Orsomarso mountains, on the Alps, and on the La Spina mountain, and is the symbol of the Park. The Lorico Pine lives above the vegetation belt, has a very slow growth and adapts to any weather condition. Its bark is characterized by large polygonal-shaped gray-ash plates that almost resemble an armor, hence the name ‘Loricato’. Below one thousand meters we find Cerro, Rovere, Neapolitan Alder, Lobel Maple, White Hornbeam and Black Hornbeam. In the Bosco Mascagnano it is possible to admire an interesting association of Cerro, Faggio and Carpino nero. Along the rivers are the black Poplar, the Black alder, and the Farfaraccio and among the herbaceous essences the Capelvenere.
At low altitude there are meadows and woods and essences typical of the Mediterranean vegetation. The high trunk woods and coppice woods are distributed in various ways and the meadows offer numerous species of flowers and medicinal herbs. The undergrowth is full of spontaneous fruits that are used for the preparation of jams, liqueurs, sweets and are also found in some Mediterranean dishes. Among the fruits we find wild strawberries, raspberries, blackberries and juniper berries. In spring the flowers offer an indescribable spectacle. The Park’s main flowers include the Gentian, the Narcisio, the Peony, the splendid Pollanulas of the Pollino, the Viola, the Orchid sambucina, and other types of Orchids. There is no shortage of Polmonaria, and Sassifraga and among the rarest species, the Pusatilla alpina and the Gallium.
The Park’s main flowers include the Gentian, the Narcisio, the Peony, the splendid Pollanulas of the Pollino, the Viola, the Orchid sambucina, and other types of Orchids.
Over the centuries, plants have helped the human being in various therapies that benefit the human body. The Pollino National Park can be considered the ideal environment for the growth of medicinal plants. The Park is full of officinal herbs that grow spontaneously in the high-altitude plains. These plants offer a sublime spectacle by virtue of their blooms of varied colors and release an intense perfume in the air. The most common officinal essences are: the Dill, the Absinthe, the Burdock, the Belladonna, the Borraggine, the Chamomile, the wild Carrot, the Ivy, the Gramigna, the nettle, the Cardo mariano, the Carlina, the Coda cavallina, the Farfana, the Genzianella, the Lavender, the Mallow, the Mint, the Oregano, the Butcher’s broom, the Rosa canina, the Salvia, the Saponaria, the Thyme and last but not the less the Verbasco.

Fauna –
The Fauna of the Park also offers a wide range, represented by different species and breeds. In general the territory is inhabited by a heterogeneous fauna where there are elements of warm fauna, temperate fauna and cold fauna. Among the predatory mammals, the Wolf appears in the first place and is present in the Park with 20/30 specimens. Difficult to meet, you can see its footprints in the snow. The roe deer instead is a species that dwells in the Pollino with about 50 specimens and is one of the native species of the Southern Apennines. Between the end of the nineteenth century and the beginning of the twentieth century, the cutting of the woods decimated the Capriolo breed and to extinction the Cervo breed. The Otter is the rarest mammal in the Park and is linked to aquatic environments such as the Lao river, the Argentino river and the Peschiera stream. The Fox is instead an animal that easily crosses along the roads or along the paths and is a very widespread species like also the Riccio, while the Tasso and the Istrice even if widespread are difficult to see. In the meadows and at high altitude there are the Hare, the Faina, the Weasel, the Dormouse, and the very rare Calabrian Driomio. The squirrel that has had a good reproduction in recent years is easy to find in the forests of Faggio, Abete and in the reforestation pine forests.
Among the important birds of prey we find in the first place the golden eagle and the Capovaccio which, recently, have been re-sighted.
Followed by the Astore, the Biancone, the Peregrine Falco, the Gheppio, the Nibbio brown, the Poiana, and the Sparviere, Among the nocturnal birds of prey there are: the Allocco, the Barbagianni, the common Owl and the presence of the eagle owl is confirmed (Bubo bubo). Thanks to a policy of protection of the Fauna the Pollino enjoys the presence of these wonderful creatures.
The most common birds are the black woodpecker, present only in Basilicata, in Calabria and on the Alps, the Coturnice, the Quail, the snipe, the partridge, the goldfinch, the crow, the magpie, the jay, the imperial raven.
Amphibians and reptiles include the Spotted Salamander, Salamandrina Tergidata, Ululone with a yellow belly or also called Bombina variegata, Biacco, Cervone, Leopardian Colubro, Natrice dal collare, and Ramarro. The viper is also present in the Hugyi variety which is very dangerous. Fish such as the brown trout and numerous insects are also widespread. Finally we must mention the Curculionids which are beetles considered an endemic species of the Pollino.

Guido Bissanti





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Parque Nacional Pollino

El Parque Nacional Pollino, cuyos códigos de identificación son: WDPA 63052 y EUAP 0008, es una gran área protegida italiana de nueva institución.
El Parque Nacional Pollino cubre 192,565.00 hectáreas de terreno y está ubicado entre dos regiones, Basilicata y Calabria. Además, su territorio abarca desde el mar Tirreno hasta el mar Jónico, desde Cozzo del Pellegrino hasta Serra Dolcedorme, desde Piani di Campolongo, desde Novacco, y desde Lanzo, hasta Piani del Pollino, desde los ríos Argentino y Abatemarco hasta las gargantas de Lao y Raganello. A los arroyos de Peschiera y Frido.
Toda la zona de Pollino está formada por el Massicci del Pollino y el Orsomarso. La cordillera que forma parte del sur de los Apeninos en la frontera con Basilicata y Calabria cuenta con los picos más altos del sur de Italia que permanecen cubiertos de nieve durante un largo período que comienza en noviembre y termina en mayo con el Derretimiento de la primera nieve. La altura de sus picos alcanza una altitud de 2.200 metros sobre el nivel del mar.
Entre los picos de Dolcedorme y Cozzo del Pellegrino y los horizontes que se dibujan en las aguas del Tirreno y el Jónico, a lo largo del macizo montañoso calabriano-lucaniano de Pollino y Orsomarso, la naturaleza y el hombre tejen las relaciones milenarias que el Parque Nazionale del Pollino, establecida en 1993, conserva y protege bajo su emblema, el pino loricato.
El área natural que goza de un amplio prestigio está compuesta por rocas dolomíticas, bastiones de piedra caliza, paredes de fallas de origen arquitectónico, acantilados, gargantas muy profundas, cuevas kársticas, timpe volcánico, hoyos de golondrina, mesetas, prados, pastizales a grandes altitudes, acumulaciones de morrenas, circos glaciares y rocas erráticas. El territorio del Parque comprende un total de 56 municipios, 24 de los cuales en Basilicata (22 en la provincia de Potenza y 2 en la provincia de Matera), y 32 en Calabria (provincia de Cosenza).
Los municipios en el área de Lucan son: Calvera, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Castronuovo di Sant’Andrea, Carbone, Cersosimo, Chiaromonte, Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Latronico, Lauria, Noepoli, Rotonda, San Costantino Albanese Giorgio Lucano (Mt), San Paolo Albanese, San Severino Lucano, Senise, Teana, Terranova di Pollino, Valsinni (Mt), Viggianello.
Los municipios en el área de Calabria son: Acquaformosa, Aieta, Alessandria del Carretto, Belvedere Marittimo, Buonvicino, Castrovillari, Cerchiara de Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Frascineto, Grisolia, Laino Borgo, Laino Castello, Lungro, Maierà, Morano Calabro, Morman Mottafollone, Orsomarso, Papasidero, Plataci, Praia a Mare, San Basile, San Donato di Ninea, Sangineto, San Lorenzo Bellizzi, San Sosti, Sant’Agata di Esaro, Santa Domenica Talao, Saracena, Tortora, Verbicaro.
El Parque Nacional Pollino es un área inmensa para salvaguardar la naturaleza y la biodiversidad italiana. Hábitats y ecosistemas están presentes en los que innumerables especies de flora y fauna pueden vivir y reproducirse.

Flora –
El Parque Nacional Pollino disfruta de la variabilidad de algunos factores ambientales y esto permite el desarrollo de diferentes especies de plantas. El maquis mediterráneo, sobre todo presente en las áreas más cálidas, está compuesto principalmente por Laurel, Cisto hembra, Corbezzolo, Erica, Fillirea, Lentisco, Mirto y Rosemary. A grandes alturas hay principalmente robles, castaños, arces y carpes. A 1.200 metros, predomina la haya, que es la planta más extendida en el parque y existen diferentes tipos según la altura. En algunas laderas hay una mezcla de haya y abeto plateado. Entre 900 y 1850 metros, o incluso en altitudes más bajas, hay asociaciones especiales de hayas. En un pequeño claro en el borde de la llanura de Acquafredda, un grupo de hayas ofrece un espectáculo que realmente deja a los turistas aturdidos. Con el tiempo, un grupo de estos árboles ha tomado una forma retorcida, tanto que se llaman “árboles de serpiente”. Entre las especies de árboles se encuentran el pino negro, el tejón, el acebo y el arce.


El abeto plateado, por otro lado, crece solo en ciertos puntos del macizo, especialmente en la ladera norte, precisamente en la Bosco Iannace. El loricato de Pino, testigo de la historia geológica del Parque, es un precioso elemento balcánico.
El Pino Loricato es la especie más importante del Parque Pollino. Una presencia importante se encuentra sobre todo en las montañas Orsomarso, en los Alpes y en la montaña La Spina, y es el símbolo del Parque, Il Pino loricato, testigo de la historia geológica de El parque es un precioso elemento balcánico. El pino Loricato es la especie más importante del Parque Pollino. Una presencia importante se encuentra sobre todo en las montañas Orsomarso, en los Alpes y en la montaña La Spina, y es el símbolo del Parque. El pino de Lorico vive sobre el cinturón de vegetación, tiene un crecimiento muy lento y se adapta a cualquier condición climática. Su corteza se caracteriza por grandes placas de ceniza gris de forma poligonal que casi se asemejan a una armadura, de ahí el nombre de “Loricato”. A menos de mil metros encontramos Cerro, Rovere, Aliso Napolitano, Arce Lobel, Carpe Blanco y Carpe Negro. En el Bosco Mascagnano es posible admirar una asociación interesante de Cerro, Faggio y Carpino Nerón. A lo largo de los ríos se encuentran el álamo negro, el aliso negro y el Farfaraccio y entre las esencias herbáceas el Capelvenere.
A baja altura hay prados y bosques y esencias típicas de la vegetación mediterránea. Las maderas de tronco alto y las copas de coppice se distribuyen de varias maneras y las praderas ofrecen numerosas especies de flores y hierbas medicinales. La maleza está llena de frutas espontáneas que se utilizan para la preparación de mermeladas, licores, dulces y también se encuentran en algunos platos mediterráneos. Entre las frutas encontramos fresas silvestres, frambuesas, moras y bayas de enebro. En primavera las flores ofrecen un espectáculo indescriptible. Las flores principales del parque incluyen la genciana, el narcisio, la peonía, las espléndidas pollanulas del pollino, la viola, la orquídea sambucina y otros tipos de orquídeas. No hay escasez de Polmonaria y Sassifraga, y entre las especies más raras, la Pusatilla alpina y el Galio.
Las flores principales del parque incluyen la genciana, el narcisio, la peonía, las espléndidas pollanulas del pollino, la viola, la orquídea sambucina y otros tipos de orquídeas.
A lo largo de los siglos, las plantas han ayudado al ser humano en varias terapias que benefician al cuerpo humano. El Parque Nacional Pollino puede considerarse el ambiente ideal para el crecimiento de plantas medicinales. El parque está lleno de hierbas oficiales que crecen espontáneamente en las planicies de gran altitud. Estas plantas ofrecen un espectáculo sublime en virtud de sus flores de variados colores y liberan un intenso perfume en el aire. Las esencias oficinales más comunes son: el eneldo, la absenta, la bardana, la belladona, la boraggina, la manzanilla, la zanahoria silvestre, la hiedra, la gramigna, la ortiga, el cardo mariano, la cardoña Coda cavallina, Farfana, Genzianella, Lavanda, Malva, Menta, Orégano, Escoba del carnicero, Rosa canina, Salvia, Saponaria, Tomillo y por último, pero no la menor, el Mullein.

Fauna –
La Fauna del Parque también ofrece una amplia gama, representada por diferentes especies y razas. En general, el territorio está habitado por una fauna heterogénea donde hay elementos de fauna cálida, fauna templada y fauna fría. Entre los mamíferos depredadores, el lobo aparece en primer lugar y está presente en el parque con 20/30 ejemplares. Difícil de encontrar, puedes ver sus huellas en la nieve. El corzo, en cambio, es una especie que habita en el Pollino con unos 50 ejemplares y es una de las especies nativas de los Apeninos del Sur. Entre finales del siglo XIX y principios del siglo XX, la tala de los bosques diezmó la raza Capriolo y, hasta la extinción, la raza Cervo. La nutria es el mamífero más raro del parque y está vinculado a entornos acuáticos como el río Lao, el río Argentino y el arroyo Peschiera. En cambio, el zorro es un animal que cruza fácilmente a lo largo de los caminos o caminos y es una especie muy extendida como también el Riccio, mientras que el Tasso y el Istrice son difíciles de ver incluso si están muy extendidos. En las praderas y en las alturas se encuentran la liebre, la faina, la comadreja, el lirón y el muy raro driomio de Calabria. La ardilla que ha tenido una buena reproducción en los últimos años es fácil de encontrar en los bosques de Faggio, Abete y en los bosques de pino de reforestación.
Entre las aves de presa importantes encontramos, en primer lugar, el águila real y el Capovaccio que, recientemente, han sido vistos de nuevo.
Seguido del Astore, el Biancone, el Falco Peregrino, el Gheppio, el Nibbio brown, el Poiana y el Sparviere, entre las aves de presa nocturnas se encuentran: Allocco, Barbagianni, el búho común y la presencia del búho real. (Bubo Bubo). Gracias a una política de protección de la Fauna, el Pollino disfruta de la presencia de estas maravillosas criaturas.
Las aves más comunes son el pájaro carpintero negro, presente solo en Basilicata, en Calabria y en los Alpes, Coturnice, la Codorniz, el Snipe, la perdiz, el jilguero, el cuervo, la urraca, el jay, el cuervo imperial.
Los anfibios y reptiles incluyen la salamandra manchada, Salamandrina Tergidata, Ululone con una barriga amarilla o también llamada Bombina variegata, Biacco, Cervone, Colubro leopardo, Natrice dal collare y Ramarro. La víbora también está presente en la variedad Hugyi, que es muy peligrosa. Peces como la trucha marrón y numerosos insectos también están muy extendidos. Finalmente debemos mencionar los curculionides que son escarabajos considerados una especie endémica del Pollino.

Guido Bissanti





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