Parco Nazionale del Pollino

Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale Del Pollino, i cui codici identificativi sono: WDPA 63052 ed EUAP 0008, è una grande area protetta italiana di nuova istituzione.
Il Parco Nazionale del Pollino si estende su 192.565,00 ettari di terreno ed è posto a cavallo tra due regioni, la Basilicata e la Calabria. Inoltre il suo territorio spazia dal mar Tirreno allo Jonio, da Cozzo del Pellegrino a Serra Dolcedorme, dai Piani di Campolongo, di Novacco, e di Lanzo, ai Piani del Pollino, dai fiumi Argentino e Abatemarco, alle gole del Lao e del Raganello, ai torrenti Peschiera e Frido.
L’intera zona del Pollino è formata dai Massicci del Pollino e dell’Orsomarso. La catena montuosa che fa parte dell’Appennino meridionale a confine con la Basilicata e la Calabria vanta le vette più alte del Sud Italia le quali rimangono innevate per un lungo periodo che inizia a partire dal mese di novembre e finisce nel mese di maggio con lo sciogliersi della prima neve. L’altezza delle sue vette arriva a quota 2.200 mt slm.
Tra le vette del Dolcedorme e di Cozzo del Pellegrino e gli orizzonti che si disegnano sulle acque del Tirreno e dello Jonio, lungo il massiccio montuoso calabro-lucano del Pollino e dell’Orsomarso, la Natura e l’Uomo intrecciano millenari rapporti che il Parco Nazionale del Pollino, istituito nel 1993, conserva e tutela sotto il suo emblema, il pino loricato.
L’area naturale che gode di un ampio prestigio è composta di rocce dolomitiche, di bastioni calcarei, di pareti di faglia di origine architettonica, di dirupi, di gole molto profonde, di grotte carsiche, di timpe di origine vulcanica, di inghiottitoi, di pianori, di prati, di pascoli posti ad alta quota, di accumuli morenici, di circhi glaciali e di massi erratici.
Il territorio del Parco comprende in tutto 56 comuni, di cui 24 in Basilicata (22 nella provincia di Potenza e 2 nella provincia di Matera), e 32 in Calabria (provincia di Cosenza).
I comuni in territorio lucano sono: Calvera, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Castronuovo di Sant’Andrea, Carbone, Cersosimo, Chiaromonte, Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Latronico, Lauria, Noepoli, Rotonda, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano (Mt), San Paolo Albanese, San Severino Lucano, Senise, Teana, Terranova di Pollino, Valsinni (Mt), Viggianello.
I comuni in territorio calabro sono: Acquaformosa, Aieta, Alessandria del Carretto, Belvedere Marittimo, Buonvicino, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Frascineto, Grisolia, Laino Borgo, Laino Castello, Lungro, Maierà, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Orsomarso, Papasidero, Plataci, Praia a Mare, San Basile, San Donato di Ninea, Sangineto, San Lorenzo Bellizzi, San Sosti, Sant’Agata di Esaro, Santa Domenica Talao, Saracena, Tortora, Verbicaro.
Il Parco Nazionale del Pollino è un’immensa area a salvaguardia della natura e della biodiversità italiana. Sono presenti habitat ed ecosistemi in cui possono vivere e riprodursi innumerevoli specie floristiche e faunistiche.

Flora –
Il Parco Nazionale del Pollino gode della variabilità di alcuni fattori ambientali e ciò permette lo sviluppo di diverse specie vegetali. La macchia mediterranea soprattutto presente nelle aree più calde è composta soprattutto di piante di Alloro, il Cisto femmina, il Corbezzolo, l’Erica, la Fillirea, il Lentisco, il Mirto, e il Rosmarino. Ad alta quota si trovano soprattutto querceti, castagneti, aceri e carpini. A 1.200 mt domina il faggio che è la pianta più diffusa del Parco e ce ne sono di diversi tipi a seconda dell’altezza. Su alcune pendici c’è un misto di Faggio e Abete bianco. Tra i 900 e i 1850 metri o anche a quote minori sono presenti particolari associazioni di faggio. In una piccola radura ai margini del piano di Acquafredda un gruppo di faggi offre uno spettacolo che lascia veramente attoniti i turisti. Con il tempo un gruppo di questi alberi ha assunto una forma contorta tant’è che vengono chiamati ‘Alberi serpenti’
Tra le specie arboree sono da annoverare il Pino nero, il Tasso, l’Agrifoglio, e l’Acero.


L’Abete bianco invece cresce solo in determinati punti sul massiccio soprattutto nel versante nord, precisamente nel Bosco Iannace. Il Pino loricato, testimone della storia geologica del Parco è un prezioso elemento balcanico.
Il Pino Loricato è la specie più rilevante del Parco del Pollino una importante presenza si rileva soprattutto sui monti dell’Orsomarso, sul monte Alpi, e sul monte La Spina, ed è il simbolo del Parco
Il Pino loricato, testimone della storia geologica del Parco è un prezioso elemento balcanico. Il Pino Loricato è la specie più rilevante del Parco del Pollino una importante presenza si rileva soprattutto sui monti dell’Orsomarso, sul monte Alpi, e sul monte La Spina, ed è il simbolo del Parco. Il Pino Loricato vive al di sopra della fascia vegetazionale, ha una crescita molto lenta e si adatta a a qualsiasi condizione climatica. La sua corteccia è caratterizzata da grandi placche grigio-cenere di forma poligonale che assomiglia quasi a una corazza da qui il nome ‘Loricato’. Al di sotto dei mille metri troviamo il Cerro, il Rovere, l’Ontano napoletano, l’Acero di Lobel, il Carpino bianco e il Carpino nero. Nel Bosco Mascagnano è possibile ammirare una associazione interessante di Cerro, Faggio e Carpino nero. Lungo i fiumi sono presenti il Pioppo nero, l’Ontano nero, e il Farfaraccio e tra le essenze erbacee il Capelvenere.
A bassa quota ci sono prati e boschi e essenze tipiche della vegetazione mediterranea. I Boschi ad alto fusto e i boschi cedui, sono distribuiti in vari modi e i prati offrono numerose specie di fiori e erbe officinali. Il sottobosco è pieno di frutti spontanei che vengono usati per la preparazione di marmellate, liquori, dolci e si ritrovano anche in alcune piatti della cucina mediterranea. Tra i frutti troviamo le fragoline, i lamponi, le more di rovo e le bacche di ginepro. A primavera i fiori offrono una spettacolo indescrivibile. Tra i principali fiori del Parco figurano la Genziana, il Narcisio, la Peonia, le splendide Campanule del Pollino, la Viola, l’Orchidea sambucina, e altri tipi di Orchidee. Non mancano la Polmonaria, e la Sassifraga e tra le specie più rare la Pusatilla alpina e il Gallio.
Tra i principali fiori del Parco figurano la Genziana, il Narcisio, la Peonia, le splendide Campanule del Pollino, la Viola, l’Orchidea sambucina, e altri tipi di Orchidee
Nel corso dei secoli le piante hanno aiutato l’essere umano in diverse terapie che giovano al corpo umano. Il Parco Nazionale del Pollino può essere considerato l’ambiente ideale per la crescita delle piante medicinali. Il Parco pullula di erbe officinali che nascono spontaneamente nei pianori ad alta quota. Queste piante offrono uno spettacolo sublime in virtù delle loro fioriture dai colori svariati e rilasciano nell’aria un intenso profumo. Le essenze officinali più comuni sono: l’Aneto, l’Assenzio, la Bardana, la Belladonna, la Borraggine, la Camomilla, la Carota selvatica, l’Edera, la Gramigna, l’ortica, il Cardo mariano, la Carlina, la Coda cavallina, la Farfana, la Genzianella, la Lavanda, la Malva, la Menta, l’Origano, il Pungitopo, la Rosa canina, la Salvia, la Saponaria, il Timo e per ultimo ma non il minore il Verbasco.

Fauna –
Anche la Fauna del Parco offre un’ampia gamma, rappresentata da diverse specie e razze. In generale il territorio è abitato da una fauna eterogenea dove sono presenti elementi di Fauna calda, Fauna temperata e Fauna fredda. Tra i mammiferi predatori compare al primo posto il Lupo che è presente nel Parco con 20/30 esemplari. Difficile da incontrare è possibile vedere le sue impronte sulla neve. Il Capriolo invece è una specie che dimora nel Pollino con circa 50 esemplari ed è una delle specie autoctone dell’Appennino Meridionale. Tra la fine dell’Ottocento e i primi del ‘900 il taglio dei boschi ha decimato la razza del Capriolo e a estinto quella del Cervo. La Lontra è il mammifero più raro del Parco ed è legato agli ambienti acquatici come il fiume Lao, il fiume Argentino e il torrente Peschiera. La Volpe è invece un animale che si incrocia facilmente lungo le strade o lungo i sentieri ed è una specie molto diffusa come anche il Riccio, mentre il Tasso e l’Istrice anche se diffusi sono difficili da vedere. Nei prati e ad alta quota sono presenti la Lepre, la Faina, la Donnola, il Ghiro, e il rarissimo Driomio calabrese. Lo scoiattolo che negli ultimi anni ha avuto una buona riproduzione è facile incontrarlo nei boschi di Faggio, di Abete e nelle pinete di rimboschimento.
Tra i rapaci importanti troviamo in primis l’Aquila reale e il Capovaccio che, di recente, sono stati riavvistati.
Seguono l’Astore, il Biancone, il Falco Pellegrino, il Gheppio, il Nibbio bruno, la Poiana, e lo Sparviere, Tra i rapaci notturni figurano: l’Allocco, il Barbagianni, il Gufo comune ed è confermata la presenza del Gufo reale (Bubo bubo). Grazie a una politica di tutela della Fauna il Pollino gode della presenza di queste meravigliose creature.
I volatili più comuni sono il Picchio nero, presente solo in Basilicata, in Calabria e sulle Alpi, la Coturnice, la Quaglia, il Beccaccino, la Pernice, il Cardellino, la Cornacchia, la Gazza, la Ghiandaia, il Corvo Imperiale.
Tra gli anfibi e i rettili rientrano la Salamandra pezzata, la Salamandrina Tergidata, l’Ululone dal ventre giallo o detto anche la Bombina variegata, il Biacco, il Cervone, il Colubro leopardiano, la Natrice dal collare, e il Ramarro. E’ presente anche la vipera nella varietà dell’Hugyi la quale è molto pericolosa. Diffusi anche i pesci come la Trota fario e numerosi insetti. Infine bisogna menzionare i Curculionidi che sono dei coleotteri considerati una specie endemica del Pollino.

Guido Bissanti




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