Come coltivare l’Ailanto

Come coltivare l’Ailanto

L’ailanto o anche albero del paradiso (Ailanthus altissima (Mill.) Swingle) è una specie decidua della famiglia delle Simaroubaceae. Questo albero è originario della Cina nordoccidentale e centrale e di Taiwan ed è naturalizzato in Italia, in altri paesi europei, negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda. Si tratta di una specie a rapido accrescimento che raggiungere altezze di 15 m in 25 anni (da cui albero del paradiso). È poco longevo, raramente superando i 50 anni di vita, sebbene la sua straordinaria capacità di generare polloni consenta alla pianta di replicare sé stessa per tempi assai più lunghi. Per la sua adattabilità a tutti i tipi di terreno viene ancora oggi utilizzato per il consolidamento di terreni franosi e sterili come le scarpate ferroviarie e stradali.
In questa scheda vedremo come coltivare l’Ailanto considerando che è una pianta che tende ad essere altamente infestante.
L’Ailanto è una pianta rustica che si sviluppa bene in tutti i luoghi da quelli ombrosi a quelli esposti in pieno sole; sopporta bene il freddo e le temperature al di sotto dello 0 °C. inoltre è una specie che manifesta un ampio spettro di adattabilità a qualsiasi tipo di terreno. Per la sua rusticità, inoltre, non necessita di apporti idrici in quanto si accontenta delle acque piovane.
L’ailanto va concimato una sola volta l’anno, all’inizio della primavera, utilizzando solo sostanza organica ed evitando concimi nitrici che ne fanno aumentare la vegetazione e la sua capacità di pianta infestante.

Per quanto riguarda la moltiplicazione, la pianta si propaga per seme, mediante divisione dei polloni basali o della radice e anche per talea apicale di ramo. Per quanto riguarda la semina, questa si effettua interrando semi in un substrato specifico per lo più sabbioso e fertile. Le talee apicali o i polloni invece, che devono essere asportati dalla base della pianta madre, si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. Ottenute le nuove piante, queste vanno trasferite a dimora nella primavera successiva.
Nella scelta della messa a dimore dell’Ailanto bisogna scegliere una zona lontana da altri tipi di alberi per evitare l’antagonismo o competizione radicale un fenomeno naturale noto come allelopatia. L’ailanto, come il noce, ed altre piante, secerne una tossina che impedisce l’attecchimento di altre specie di alberi nelle sue vicinanze. Inoltre, per evitare la diffusione di questa pianta considerata altamente infestante, si potano drasticamente i polloni basali, i rami secchi e soprattutto quelli che portano i frutti. Inoltre va tenuto un po’ a distanza dalle abitazioni in quanto tutte le parti dell’albero, foglie, fiori e la corteccia emanano un odore sgradevole. Per questo motivo, nella coltivazione si consiglia di mettere a dimora solo esemplari femminili in quanto privi dell’odore sgradevole emanato soprattutto dai fiori maschili.
Per quanto riguarda le avversità l’Ailanto è una specie molto resistente alle malattie fungine e ai parassiti animali. Raramente, soffre di patologie dovute a ruggine, mal bianco, o di attacchi di afidi e cocciniglie.
Attenzione alla vicinanza dell’Ailanto in quanto è una pianta urticante che, per contatto, può causare dermatiti allergiche.
A vantaggio dell’Ailanto c’è che, dai fiori della pianta, le api ottengono un apprezzato miele con aroma fruttato e gusto deciso ottimo come astringente in caso di dissenteria.



2 pensieri riguardo “Come coltivare l’Ailanto

  • 12 marzo 2022 in 11:58
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    estais defendiendo las bondades de una especie alelopatica que altera el ecosistema, me parece muy mal.

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    • 15 marzo 2022 in 10:12
      Permalink

      No defendemos ni promovemos Ailanthus altissima. El sitio no se ocupa de artículos promocionales sino de fichas técnicas; tanto es así que subrayamos la invasividad de la planta.

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