Parco Nazionale di Namadgi

Parco Nazionale di Namadgi

Il Parco Nazionale di Namadgi è un’area protetta che si trova a circa 40 chilometri a sud-ovest di Canberra e costituisce circa il 46% della superficie del Territorio della Capitale. Il parco nazionale è classificato come area protetta IUCN di categoria II. Il Parco Nazionale di Namadgi è stato istituito nel 1984.
Il Parco Nazionale di Namadgi si trova immediatamente a sud-ovest di Canberra, all’estremità settentrionale della Alpi Australiane ed offre una vista paesaggistica attraverso alcune delle regioni montane più spettacolari d’Australia; inoltree costituisce l’habitat di numerose specie di animali nativi australiani. A sud-ovest, il parco si unisce al Parco Nazionale di Kosciuszko, con il Parco Nazionale di Brindabella al confine nord-occidentale. Vicino troviamo la Riserva Naturale Tidbinbilla dove si possono trovare le prove della presenza degli Aborigeni in quest’area ben 21.000 anni fa; infatti nella regione sono presenti centinaia di famosi siti di arte rupestre aborigena.
Il nome Namadgi è un nome aborigeno locale dato alle montagne situate a sud-ovest di Canberra. L’area è di importanza culturale per gli indigeni australiani della regione delle Alpi australiane, in particolare la tribù Nyamudy / Namadgi che abitava nella regione della capitale prima dell’arrivo dei coloni europei; per questo motivo il piano di gestione del parco nazionale è esercitato con la loro consultazione. Nell’aprile 2001 i rappresentanti delle comunità Ngambri hanno stretto un accordo con il governo della capitale che ha riconosciuto la loro tradizione con le terre del parco nazionale e il loro ruolo e dovere nei confronti dei loro antenati e discendenti come custodi dell’area; per questo è stato stabilito un sistema di gestione cooperativa.

Il Parco Nazionale di Namadgi si trova praticamente a protezione dell’estremità settentrionale delle Alpi australiane con le sue spettacolari montagne di granito. Il suo habitat spazia dalle praterie erbose alle foreste di neve e ai prati alpini. Anche la fauna è varia: si osservano comunemente i Canguri grigi orientali , i Wallaby, i Vombatidi, Gazze, le Roselle e i Corvi . Il bacino idrografico del parco fornisce circa l’85% delle acque di Canberra.
Per quanto riguarda il clima, in questa regione subalpina il tempo varia dalle fredde notti invernali alle calde giornate estive e può cambiare molto rapidamente. La neve cade normalmente, durante l’inverno, sulle catene montuose Bimberi e Brindabella, e non è rara in gran parte del parco. La montagna più alta è Bimberi Peak a 1.911 metri che è il picco più alto nel Territorio della Capitale Australiana.
L’area del parco si intreccia con la storia dei coloni europei che si trasferirono nella zona nel 1830; l’opera principale di questi coloni fu quella della bonifica agraria delle valli per destinarle all’agricoltura. In ogni caso le montagne e le creste rimangono boscose.
Il Parco Nazionale di Namadgi è caratterizzato, come detto, da una vasta gamma di habitat e fauna selvatica. Anche lungo una breve passeggiata, la vegetazione e la fauna selvatica possono cambiare drasticamente, in particolare con l’aumentare dell’elevazione o del paesaggio.
Si va dalle praterie e zone gelate sul lato orientale del parco nelle valli Orroral e Boboyan, passando per i bassi boschi aperti che coprono buona parte del parco e del bosco di Snow Gum nelle zone di alta montagna. Troviamo inoltre foreste a quote più alte e umide con vegetazione alpina e felci che si trovano soprattutto nei luoghi riparati, specialmente sul lato occidentale del parco. Seguono delle zone umide comprese le paludi delle valli e le torbiere di sfagno sulle cime, che ricoprono un ruolo importante per il bacino idrografico. Qui si trova l’habitat per la Rana di Corroboree (Pseudofryne pengilleyi). Le zone a brughiere e le cime delle vette subalpine, nel periodo invernale, hanno condizioni climatiche così severe che non fanno crescere la vegetazione arborea. In primavera e in estate questi prati fioriscono con fiori di campo alpini allo scioglimento della prima neve.

Nel Parco Nazionale di Namadgi troviamo 35 specie di mammiferi, 14 specie o sottospecie di rana, oltre 41 specie di rettili, quattro specie ittiche autoctone e oltre 130 specie di uccelli. Tra gli animali ci sono 13 specie minacciate tra cui: il topo fumoso, il pesce gatto del fiume Gadopsis marmoratus e la Rana di Corroboree; quest’ultima è particolarmente vulnerabile in quanto la specie vive esclusivamente nelle aree subalpine di Namadgi e nelle parti adiacenti. Al fine di garantire la sopravvivenza a lungo termine di questa rana, le uova sono state raccolte dal loro habitat naturale e allevate con successo in cattività dallo staff di: ACT Parks, Conservation and Lands presso la riserva naturale di Tidbinbilla. Adesso la vera sfida è quella di allevare questa specie per il suo rilascio in natura per rafforzare le popolazioni in declino.

Guido Bissanti

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