Olio essenziale di Arnica – proprietà ed usi

Olio essenziale di Arnica – proprietà ed usi

L’Arnica (Arnica montana L.) è una specie erbacea medicinale appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Si tratta di una specie ghiandolosa, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, che può raggiungere 20 – 60 cm, caratterizzata dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici petali e dal gradevole odore aromatico.
In questa scheda parleremo dell’ olio essenziale di Arnica – proprietà ed usi della stessa.
L’intera pianta (fiori e rizoma) contiene un glucoside, l’arnicina che è simile, come azione, alla canfora. La pianta produce due differenti oli essenziali: uno localizzato nei fiori e l’altro nei rizomi essiccati. Dalla pianta si può estrarre anche fitisterina, acido gallico e tannino. Le radici al gusto sono molto amare.

Se ingerita, la tintura non diluita può provocare tachicardia, enterite e persino un collasso cardiocircolatorio. Per queste proprietà, questa pianta un tempo era utilizzata come veleno. Contromisure per l’ingestione accidentale includono l’ingestione di carbone per assorbire le tracce di tossine nell’intestino e l’ingestione di liquidi per diluirne la concentrazione. Ad oggi non sono noti antidoti.
L’uso dell’olio essenziale di Arnica è pertanto elusivamente per uso esterno. Le proprietà di quest’olio sono: vasodilatarici, antiecchimotica; quindi ideale su contusioni, distorsioni e geloni. Per l’uso bisogna diluire l’olio essenziale in acqua, frizionando le parti dolenti o interessate.
Per la raccolta invece delle parti della piante, per estrarre l’olio essenziale, le epoche più idonee sono: le foglie e i fiori in estate; i rizomi in settembre-ottobre. Durante la fioritura, viene utilizzata tutta la pianta.

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